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Post archiviati nella categoria 'TecnoFobie'

01/02/2008

Google si distrae un po’ e perde in Borsa e, tacchete!, spunta Yahoosoft

di Antonio Sofi, alle 16:13

Mi son sbizzarrito con il titolo, ma il senso è forse anche questo. Intendo della notizia del tentativo di Microsoft di acquisire Yahoo! con una offerta di 44 miliardi di dollari (dal mucchio dei link estraiamo: New York Times, Repubblica, comunicato + lettera di Ballmer al board di Yahoo, via Pandemia).

La stessa progressione degli eventi delle ultime settimane disegna uno scenario abbastanza limpido (ma poi, alla fine, non lo è mai).

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24/01/2008

La diretta dal Senato. Via Web e via Twitter.

di Antonio Sofi, alle 19:01

Prodi chiede la fiducia al Senato (c’è bisogno di link?).
Mentre seguivo la diretta Tv (via web) direttamente dal Senato, ho scritto un post di sintesi, giusto per tener traccia di un pomeriggio che racconta quello che (forse) sarà. Non so se la politica, ma sicuro la fruizione televisiva di domani.

In cui aumenta l’offerta di fruizione video via Web e l’audience classica (letteramente: che ascolta e basta) non c’è più – o c’è, ma ha ormai, ta-dah!, sempre più strumenti (Twitter, per esempio) per chiacchierare con il vicino di Web come fosse il suo vicino di poltrona – in diretta, mentre gli eventi accadono, e senza il problema di preparare gli stuzzichini.

L’ho messo su SpinDoc: In diretta dal Senato. Tra Web Tv e coverage in 140 battute.

[Il player di Corriere.it, una delle tanti fonti di dirette in streaming dei lavori del Senato]
Il player di Corriere.it, una delle tanti fonti di dirette in streaming dei lavori del Senato

Update, 20.40: questa è stupenda. E anche questa “cresciuta” all’interno della discussione su Twitter di questo pomeriggio. La millantata poesia di Neruda con la quale Mastella ha iniziato la sua dichiarazione di voto pare non essere di Neruda – ma un apocrifo che gira in Rete. Lo ha scoperto Lia di Haramlik.

23/01/2008

Leggere nella mente e la crisi double-face di Yahoo.

di Antonio Sofi, alle 17:13

Riporto anche qui sotto la puntata odierna di Quinta di Copertina, perché

a) male non m’è venuta;
b) mi permette di fare un paio di segnalazioni ipertestuali che mi son rimaste in punta di mouse.

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18/01/2008

Come spiegare l’arte agli smanettoni. Una serie di satira geek.

di Antonio Sofi, alle 08:58

Understanding art for geeks” è il titolo originale della serie di (come chiamarla?) satira geek del misterioso Paul The Wine Guy. Serie che sta allietando da settimane buona parte della tumblosfera e non solo.

Il meccanismo è (apparentemente) semplice:

1) Si prende un quadro (più o meno) famoso;
2) Si cerca un servizio/prodotto/linguaggio/abitudine più o meno ossessiva del cd Web (più o meno) 2.0;
3) Li si mescola insieme in una sorta di mashup con l’obiettivo di far risuonare simpaticamente e reciprocamente il senso dell’uno nel senso dell’altro: in un gioco di rimandi incrociati tra antico e moderno, analogico e digitale, mondi diversi – che però, paiono dire le mille consonanze, in fondo in fondo tanto diversi non sono.

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16/01/2008

Hillary Clinton, i mediatori tecnologici e il fascino della Apple

di Antonio Sofi, alle 18:44

Chiedi ad Hillary (Ask Hillary) è il nome della nuova iniziativa della ex first lady per (provare ad) entrare in consonanza con l’elettorato giovane (che, soprattutto nello Iowa, è sembrato preferire il mood tecnologico e l’immagine da esercito-del-twist di Barack Obama). Ne scrive Elisabetta Barone su Spindoc, dove (sì, lo so: ogni scarrafone è bello a mamma soia) grazie ai tanti bravissimi collaboratori stiamo facendo un coverage ragionato e web-based delle primarie Usa.

Chiedi ad Hillary, insomma (anche via Facebook – che dice che è lì che i giovani allignano), e ti sarà risposto. E la Clinton ha risposto, con un video (anche su YouTube) girato dall’interno del bus campaign, approfittando di uno spostamento.

Clicca sulla immagine per vedere il video

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03/01/2008

Visioni e previsioni. Cosa ne sarà del 2008.

di Antonio Sofi, alle 10:56

Le pagine dei giornali tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008 sono state piene di consuntivi e previsioni – rispettivamente dell’anno che è finito e dell’anno che incomincia. E, quasi inevitabilmente, è proprio nelle (pre)visioni che la tecnologia in senso lato c’azzecca: ed ecco tutto un fiorire di affermazioni apodittiche del genere “Il 2008 sarà l’anno di…

Di volta in volta: del mobile, della web tv, della musica, delle nanotecnologie, dell’amore online, delle cavalleeeeette (cit.)

Più o meno di questo dico in Quinta di Copertina di oggi – che oggi, come ogni tanto faccio, metto anche qui sotto con il suo bel playerino in flash. Anche perché c’è qualche piccolo cambiamento di formato (una precopertina) – mentre altre sono in arrivo, questa piace?

[“Visioni e previsioni, cosa sarà del 2008“, Quinta di Copertina di oggi]

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29/12/2007

Do It Better. Italia.it e le slide del convegno a Matera.

di Antonio Sofi, alle 00:01

Di seguito (e mi scuso per il ritardo) le slide della mia presentazione al convegno “La nuova grammatica digitale per comunicare la promozione del territorio“, tenutosi a Matera il 14 dicembre scorso, sotto una inedita e stupefacente nevicata ad imbiancare i millenari sassi.

Il convegno è stato molto interessante e ben organizzato dalla Azienda di Promozione Turistica della Regione Basilicata – una difficile e riuscita fusione a caldo di scenari globali e istanze locali, il tutto declinato in salsa web e tecnologica. La mia presentazione verteva a riportare (e un po’ riflettere su) uno dei casi più eclatanti dell’ultimo anno, e del turismo e del web italiano: quell’Italia.it che è nata male e vissuta peggio – e che, a mente più o meno fredda, offre diversi spunti per capire cosa fare o non fare quando si ha per le mani un progetto simile. (per chi non lo conoscesse – male! – consiglio ovviamente il blog Scandalo Italiano)

La presentazione si chiama: “Do it better. Le cose da non fare in Rete. Il caso di Italia.it” – ed è visibile qui sotto o su slideshare.

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13/12/2007

Una nuova grammatica per il turismo

di Antonio Sofi, alle 14:56

Venerdì 14 dicembre sarò nella splendida Matera (l’ultima volta che ci son stato ne son tornato cotto: una città che ti rimane nel cuore) per un convegno promosso dall’Osservatorio Nazionale per il Turismo, la Regione Basilicata e l’APT e intitolato “La nuove grammatica digitale per comunicare la promozione del territorio“. Il sottotitolo è altrettanto impegnativo: “Dai linguaggi della rete all’esperienza di Second Life”.

Oltre indegnamente me (vorrei ripetere due cose circa il caso Italia.it) ci saranno tra gli altri Bruce Sterling, Derrick de Kerckhove, Giuseppe Granieri, Giovanni Boccia Artieri, Mauro Lupi, Sergio Maistrello e Roberta Milano.
(uff, ma quando inventano un link automatico e fisso al nome? Digiti il nome e puff! ecco il link associato – io ci sto) .

Clicca qui per altre informazioni

30/11/2007

Per i “pirati” francesi la legion straniera? (ma meglio cercare i nuovi strapuntini)

di Antonio Sofi, alle 12:55

Dell’accordo stretto nei giorni scorsi dal governo Sarkozy con i produttori di materiali audiovisivi e i fornitori di connessione internet al fine di (termine rivelatore!) “civilizzare Internet” e combattere la pirateria (con più filtri e sanzioni), sui giornali se n’è parlato così così.

[vignetta di Marco “Makkoz” Dambrosio]
Legion straniera

Rimando però, oltre al solito Punto Informatico, all’ottima pagina di Nova del Sole 24 Ore (anche online, toh!) di ieri – con una cronaca di Antonio Dini e due interventi: uno di Enzo Mazza (sull’articolo online è saltata la firma) intitolato “I discografici: una sveglia anche per noi” e altro di Francesco SaccoIl professore: Internet cambia tutto per tutti” (ne ho detto anche su Qdc di ieri). Curiosa e significativa la specularità dell’interpretazione dello stesso accordo dei due interlocutori a confronto (ovviamente uno favorevole, e l’altro contrario). E se i discografici applaudono ad “uno spirito più operativo e meno politico” che animerebbe i governanti francesi, per Francesco Sacco (in una analisi molto interessante e molto connotata) “l’accordo su sviluppo e protezione dell’industria dei contenuti sui nuovi network in Francia fatto da Sarkozy è un atto ad altissima concentrazione di politica“.

Credo che a buttarla in politica (o in non-politica) se ne esca comunque con le ossa rotte. La verità è insieme più e meno complicata: è una questione di quattrini. Le posizioni su audiovisivi e copyright sono attualmente cristallizzate in un buffo gioco delle belle statuine – tutti i player attaccati come patelle allo strapuntino dei vecchi modelli di business (e dei vecchi modelli di fruizione – segnalo l’interpretazione di Federico Fasce).

Ma tra un po’ nessuno gliela farà più, a tenersi aggrappato – pur se a suon di filtri e accordi. E (come già sta accadendo: vedi iTunes, o il mercato dei VAS, o anche il caso Radiohead) l’avrà vinta chi sarà abbastanza furbo da seguire la corrente per un po’ e poi aggrapparsi per primo sul nuovo strapuntino.

23/11/2007

Non so da dove vengo…

di Antonio Sofi, alle 13:47

Altan, vignetta su L'Espresso N° 47 del 29 Novembre 2007

Come spesso con Francesco Tullio Altan, una vignetta di chiosa e tac!, la discussione è chiusa. Signore e signori, prego parlar d’altro.

(tra l’altro anche per segnalare, chè non lo sapevo, che le vignette del genio trevisano uscite su L’Espresso negli ultimi due mesi stanno online in bella vista in questa meritoria sezione – un bravo a l’Espresso per l’istigazione all’hyperlinking) :)

21/11/2007

Incontro i propri pregiudizi. Dal giornalismo a Grillo, passando per Rodotà.

di Antonio Sofi, alle 20:06

Alcune veloci segnalazioni da unAcademy (sì, quella roba su Second Life: qui sito).

“Alla fine era una unPuttanata”
E’ (più o meno) la spiritosa sintesi finale di Vittorio Zambardino su unAcademy – invitato venerdì scorso a parlare di giornalismo e credibilità sulla terrazza colorata. Partito molto diffidente, alla fine di due ore di chiacchierata s’è in parte ricreduto sulle potenzialità dell’ambiente metaforico, e lo spiega in questo lungo post. Che inizia così: “Sempre andare incontro (contro) i propri pregiudizi: quasi sempre se ne esce migliori“. Servirebbe a tutti, come tag-line permanente sottocutanea.

Rodotà e la Costituzione di Internet
Chissà se anche il Prof. Stefano Rodotà è diffidente di Second Life. Pare di no, però. Visto che verrà a parlare in UA, il 10 dicembre prossimo, della Carta dei diritti del Web – argomento che va evangelizzando da tempo, e con molte buone ragioni. Merito a gg per l’ospite, come peraltro per molte delle cose di UA.
(Del tema ne dico sull’ultima Quinta di Copertina, segnalando anche una replica critica de Il Foglio, dalla colonna degli editoriali)

La seconda vita per la terza età.
E’ il percorso che s’è inventato Sergio Maistrello per UA – un percorso di stimolo per chi ha più di sessant’anni su come usare al meglio la parte abitata della Rete (che non vuol dire necessariamente la parte gggiovane). E’ vero che, come dice Sergio, per arrivare su Second Life probabilmente ci vorrà un tutoring di figlio o nipote – ma l’ambiente di sl permette poi di seguire una lezione di modalità (più o meno) tradizionale, interagendo con voce e microfono. Diffondete la voce (o accompagnate voi qualcuno, perchè no!).

Beppe Grillo e le comunità dei commenti
Domani è infine il terzo appuntamento con le chiacchierate che curo su Internet e politica. La volta scorsa abbiamo parlato del blog e delle strategie di comunicazione di Beppe Grillo, spesso date per scontate o non sufficientemente considerate anche dagli esperti. In sintesi tre idee sono uscite fuori (discutibili come tutto)

    1) La forma del blog di Grillo è archetipica (ma poco d’esempio perché poco “evangelizzata”: quanti blog grillo-a-like conoscete, Di Pietro escluso?)
    2) La dinamica comunicativa è più simile a quella che va in scena in uno spettacolo teatrale che a quella che va in scena in televisione – con uno che parla da un palco e la gente che applaude o fischia dalla platea. Come sostenuto da me in questo intervento, e rilanciato da Valentina in un post che ha ben tenuto traccia della scorsa chiacchierata.
    3) Nei commenti di Grillo (prima ancora che nei Meetup: e anzi cerchiamo qualcuno che ce li venga a raccontare dall’interno: hai voglia tu o conosci qualcuno?), ora arricchiti da tool sociali di rilevanza, si annida una comunità molto eterogenea e dalle dinamiche assai interessanti.

Ne parleremo meglio questo giovedì, dalle 22.00 – venga chi se la sente (questo lo slurl, da cliccare con il software di Sl installato e attivo, incrociando per di più le dita al dio dei mondi metaforici)

18/11/2007

Il Partito Democratico in lettura veloce. Parla di politica.

di Antonio Sofi, alle 18:04

Ieri si son tenuti i primi incontri delle tre commissioni nominate il 29 ottobre scorso dall’assemblea costituente del Partito Democratico (Commissione statuto, Commissione codice etico e Commissione manifesto dei valori).

In almeno due commissioni i blogger hanno la loro “rappresentanza” (ovviamente si fa per scherzare).

Su SpinDoc ho scritto di due di questi. Della giusta strategia “mercanteggiante” di Ivan Scalfarotto nel chiedere un wiki per avere un partito “liquido” e senza tessere (c’è bisogno di dire che concordo?), della voglia di corazzata Potemkin di Mario Adinolfi e di un bel post di cronaca (informale ed esaustivo) di Gianni Cuperlo – il cui blog consiglio vivamente per passione e contenuti.

Mi è rimasto impresso questo passaggio (oltre che sono usciti fuori sono due concetti da me molto amati: globalizzazione e tecnologia), davvero molto divertente – sul punto riguardante la lunghezza del Manifesto che verrà:

Gianni Cuperlo«Sulla lunghezza del Manifesto ho spiegato che non ero in grado di esprimermi ma che forse non conveniva sacrificare la complessità dei temi, e ho citato quella splendida battuta di Woody Allen che dice “ho fatto un corso di lettura veloce e ho letto Guerra e Pace in venti minuti. Parla della Russia”. Non ha riso assolutamente nessuno e ho capito che non conviene fare battute»

Update: C’è anche Daniela Bartalucci nella commissione Codice Etico.

Link: Cuperlo, Scalfarotto, Adinolfi e le commissioni del Pd via blog

16/11/2007

La generazione degenerata che si mette in mostra sul Web

di Antonio Sofi, alle 17:17

Se la prima volta (vedi articolo di Romagnoli) un po’ t’arrabbi, la seconda sei più propenso a farti una risata.

Il settimanale Panorama questa settimana ha deciso di accodarsi all’onda mediatica “Internet uguale perversione & devianza” e dedica copertina e relativa storia alla “Generazione degenerata” che sta a smanettare sulla Rete, dove “l’inimmaginabile è cosa normale” – recita il sommario dell’articolo di Cristina Bassi, Nicola Bruno e Luca Dello Iacovo, titolato “La peggio gioventù“. Arricchito da box su: le notte brave di Perugia e Bologna, i siti pro-ana e lo sconvolgente blog Tettopoli. Ne ho detto anche su Quinta di Copertina di oggi.

La peggio gioventù, Panorama

Oh! che poi, per carità, nessuno nega che Internet anche questo (e peggio) accolga. E va più che bene un reportage dalla “selva oscura della Rete”. Ma che bisogno c’è di usare toni da “Lucignolo” ansioso? Forse perché di ciccia ce n’è poca, spesso vecchiotta, spesso stiracchiata dal semi-bullismo di YouTube. A guardar bene (nella versione online ci sono molti link: applausi!), le cose “inimmaginabili” sono (nella sezione della “droga”) lo sconvolgente video di un tipo che fa la pipì nei cassonetti e (nella sezione sesso) questo video “voyeurista”. Dove andremo a finire :)

(la foto è bella, però)

15/11/2007

Crossmediando, dai vigneti in Francia alle elezioni americane

di Antonio Sofi, alle 19:58

Scrivevamo qualche giorno fa delle meravigliose convergenze crossmediali del giornalismo che verrà. Dicevamo anche (più o meno) che le varie competenze professionali – ora rigidamente accoccolate intorno ai fortini dei media settoriali – in parte si scioglieranno in un competenza crossmediale sull’informazione (che troverà e vita e sponde facili nel Web che verrà e che c’è già).

Una competenza che mette al centro la notizia o l’approfondimento (e non, come dicevo, e la carta o la tv, o la radio) e che, in aziende editoriali che sempre più si spostano online richiede una capacità di pensare la notizia in modo crossmediale – governando un diverso tipo di processo lavorativo (workflow) dell’informazione. Metto in fila alcune suggestioni degli ultimi giorni (e non tutti c’azzeccano perfettamente – ma è pratica che risente dell’assenza di esempi consolidati e/o di successo).

Il primo me lo gira il sodale Bianda, che ha peraltro curato in prima persona progetti di giornalismo crossmediale (testo, audio, video, foto per raccontare un territorio). Ed è un dossier sugli effetti del clima sul territorio francese, trovato su Le Monde

Le Monde, effetti del clima crossmediali

Il secondo, straordinario, è un coso interattivo del New York Times sull’analisi dei dibattiti televisivi. Ne scrivo su SpinDoc più approfonditamente (“Analizzare un dibattito in tv. Il giochino (serissimo) del New York Times“). Davvero da provare se avete, come me, questa passione bizzarra per i debate televisivi.

Debate analyzer, New York Times

Il terzo, sempre per rimanere nell’ambito politico e sempre per rimanere nel New York Times, sono i dossier sui protagonisti alla lunga corsa alle elezioni presidenziali (The Long Run). Come quello su Romney, per esempio.

Romney, timeline interattivo dal New York Times

Nel dossier di Romney, per esempio, c’è: articolo, video di lui che parla in francese, e uno straordinario strumento biografico (che loro chiamano interattivo) che racconta la vita di Romney.

Come dici? Sono anche divertenti, oltre che essere pienamente informazione? Esatto :)

13/11/2007

Reti civiche, Tramvia e One Laptop Per Child

di Antonio Sofi, alle 23:53

Sabato scorso si è svolto a Firenze un incontro denominato Reti Civiche 2.0: l’evoluzione del rapporto tra cittadini, istituzioni e web. Un bel po’ di blogger invitati dal comune di Firenze per discutere su cosa farne del benedetto/maledetto sito del comune. Ospite attenta (rara avis tra i politici che spesso vogliono solo soluzioni preconfezionate) l’assessore Lucia De Siervo, assistita dal bravo Franco Bellacci. Sono uscite fuori alcune cose interessanti (ne scrive anche Sergio Maistrello), tra cui che non bisogna aver paura ad usare il Web sociale (“è buono!“, “non morde!“, “ad aver coraggio e fiducia ti ripaga con la sua amicizia!”).

Due cose divertenti. La prima è il case study sulla Tramvia fiorentina appassionatamente presentato da un consigliere comunale. E in particolare sulla disfida online tra i guelfi e i ghibellini, tra chi la aborre e chi la difende. Tra chi l’attacca a suon di forum e foto ritoccate e chi la difende, battagliando di retroguardia sui commenti di Grillo. Disfida con colpi più o meno bassi. Che origina, ahimè, da una comunicazione/informazione sul Web fin dall’inizio deficitaria da parte del Comune (che ora ovviamente si preoccupa perché c’è stato chi, invece, Internet l’ha usata – e dal basso). Ma ci devo tornare, ché ho un post che mi sta sul gargarozzo da settimane.

Paolo Attivissimo cerca di far comunicare l’OLPC e l’iPhone, con scarsi risultati :)
La triade magica

La seconda è il post-conferenza. Da cui tiro fuori questa foto di Paolo Attivissimo, colto in pieno momento dea-Kali-geek con in grembo un Mac, nella mano destra un iPhone funzionante (di Antonio “Emozioni AppleDini) e in quella sinistra il bellissimo OLPC (One Laptop Per Child) di Nicholas Negroponte. Ovvero, come in molti sapranno già, il portatile che costa 200 dollari pensato e prodotto per i paesi in via di sviluppo. Io me ne sono innamorato a prima vista: ci ho giocato un po’, e a parte la tastiera disagevole è macchina perfetta per quel che deve fare: connettersi ad Internet tramite wi-fi e orecchiette simil-Nabaztag, scrivere e comunicare. Date un’occhiata al sito, che merita: “It’s an education project, not a laptop project.