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Post archiviati nella categoria 'Podcast'

26/05/2009

I tanti divide dell’internet italiano. Dalla politica alla musica indipendente.

di Antonio Sofi, alle 20:22

La ricerca Political Divide, sull’uso del web sociale da parte dei politici italiani

Spindoc ha il piacere di pubblicare (qualche giorno fa la prima puntata introduttiva) i risultati di una ricerca inedita in Italia per metodologia e obiettivi, coordinata dall’amico Stefano Epifani dell’Università  La Sapienza e appunto pubblicato insieme a qualche mia considerazione su un tema che da tempo fa parte dei miei interessi. Una ricerca che cerca di studiare come i parlamentari della attuale legislatura utilizzano gli strumenti del web sociale per mantenere un contatto diretto con i propri elettori. Un punto di partenza per ragionare sulla politica e il web, con qualche dato sottomano. La prima puntata, con relative tabelle sono su Spindoc – a giorni la seconda puntata sugli strumenti (sito, blog, social network tipo facebook).

Un grafico della ricerca Political Divide. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)
Un grafico della ricerca Political Divide. Presenza online dei parlamentari italiani divisi per schieramento (dati rilevati ad Aprile 2009)

Intervista ad un protagonista della musica indipendente italiana, lato musicista e produttore

Michele Orvieti dei Mariposa

Cambiando sport, ma non campo da gioco (sempre il campo delle nuove tecnologie a sfidare il campo della discografia più o meno tradizionale, e della comunicazione musicale), segnalo una intervista a Michele Orvieti, tastiere dei Mariposa e mente della etichetta indie Trovarobato. La segnalo perché penso – e non parlo da mammà con il suo scarrafone – che oggi in Italia non ci siano molti operatori professionisti della musica che abbiano le idee così chiare sui rischi e soprattutto sulle opportunità di modelli ibridi di sopravvivenza dentro un contesto complicato e arricchito dalla presenza di nuovi pubblici, nuovi strumenti più o meno social, nuove cittadinanze musicali che raccontano di nuovi rapporti tra chi fa musica e chi l’ascolta:

«Per il nostro mondo di riferimento, ovvero la musica indipendente, questo meccanismo di diffusione più o meno lecita della nostra musica (che passa anche attraverso il peer-to-peer e il download “illegale”, ndr) è comunque a nostro vantaggio, è una fantastica chiusura del cerchio. Ci permette di far girare il nostro lavoro e al contempo di concentrarci sull’attività live: alimenta un pubblico consapevole, che consapevolmente viene ai nostri concerti e che spesso alla fine decide anche di comprare l’oggetto fisico – il cd che comunque continuiamo a produrre come biglietto da visita che rimane nel tempo».

23/03/2009

Daje, è primavera. Podcast e dirette.

di Antonio Sofi, alle 17:17

Sul sito della Fondazione Daje, in occasione di un sabato romano che vedeva in contro-programmazione politica l’assemblea dei circoli del Pd e l’ultimo congresso An, abbiamo messo su una diretta video (grazie a Vic e Leone per il marchingegno tecnico dello split screen) in cui abbiamo cercato di raccontare – attraverso le vive voci di chi lì stava (sempre sognato di scriverlo – cosa stava accadendo di politicamente rilevante, o di semplicemente divertente. Ho montato un podcast che dura circa un’ora, con interventi di Diego Bianchi, Stefano Tretta, Simone Conte, Flaminia Spadone, Marco Damilano, Luca Sofri, Pippo Civati, Vittorio Dell’Aiuto.

09/03/2009

Buttare il bambino dei social network?

di Antonio Sofi, alle 12:46

Venerdì scorso, nel settimanale appuntamento con Quinta di Copertina, ho intervistato Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd e blogger che ha passato giorni di fuoco dopo le dimissioni di Walter Veltroni e prima dell’elezione di Franceschini – era finito a contrastare un fantomatico Uomo Nuovo come leader del Pd in alcuni sondaggi on line. Ne approfitto per parlare con lui, e più in generale, del rapporto tra politica e nuove tecnologie – a fronte ad una specie di neoluddismo che vorrebbe buttare il bambino dei social network insieme ai politici panni sporchi, e che viene anche da sinistra.

  • Ascolta l’intervista (mp3 (ca. 10 mega, 20 minuti)
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Rifletto da tempo sul modo in cui l’esperienza quotidiana della vita in Rete cambia – più o meno sensibilmente – le nostre routine comunicative, il modo in cui facciamo le cose minime e personalissime o pubbliche e sociali, i pattern cognitivi attraverso cui leggiamo il mondo. Da queste nuove esperienze parte, inevitabilmente, un nuovo modo di intendere la politica e la rappresentanza politica – se pure ha senso vi sia un modo nuovo (e io penso di sì). Ho trovato molto interessante questo passaggio, che riporto qui

La cosa più importante [del confronto quotidiano attraverso i blog, ndr] sono i commenti, o comunque la necessità di presentarsi sapendo che immediatamente dopo, qualche secondo o qualche minuto, qualcuno può dire il contrario. Devi essere sempre pronto a motivare quello che dici – a scanso di equivoci, o di fraintendimenti: è anche una palestra contro l’abitudine dei politici a pontificare, o a dichiarare su qualsiasi cosa. Bisogna in un certo senso imparare ad essere più duri ma anche più accorti – uscire con una posizione netta e poi precisarla strada facendo, via via che la conversazione ti permette di chiarire meglio.

Mi piacerebbe, per la prossima puntata, sentire un politico/blogger del centro destra, e fargli più o meno le stesse domande – qualche nome da sentire, suggerimento?

18/02/2009

L’ultimo comizio di Walter

di Antonio Sofi, alle 20:51

Questa mattina, in occasione della conferenza stampa di addio di Walter Veltroni dopo 16 mesi da segretario del partito Democratico, abbiamo messo su, su Fondazione Daje, in fretta e furia, una diretta web – con rassegna stampa, dichiarazioni, telefonate dajiste in diretta e collegamenti da Piazza di Pietra, dove c’era Diego Bianchi appostato.

Più di quaranta minuti di comizio in cui l’ex segretario è uscito di scena con il suo solito paso doble a la Garrincha, con finta strabica e politica veronica, rivendicando per l’ennesima volta tutto il rivendicabile e mai affrontando i nodi mai affrontati delle sconfitte recenti e meno recenti del suo partito. Alla fine le decisioni politiche sono state due, dette negli ultimi due minuti

  • Enrico Franceschini segretario reggente fino a sabato quando, in piena controprogrammazione con Sanremo…
  • …si terrà l’assemblea costituente del Pd, 2800 persone da convocare e riunire e far votare per indicare il successore di Veltroni alla segreteria, o altre eventuali scelte ibride (primarie con reggenza, congresso anticipato, triumvirato bifido, teocrazia dalemiana, ecc.)

Per altre considerazioni a caldo sono ora disponibili dei podcast della diretta. Qui sotto il montaggio delle due telefonate a Diego Bianchi subito dopo la fine della conferenza stampa (che poi era un comizio). Come al solito con il Pd, c’è da ridere e da piangere – contemporaneamente.

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Prova: il cannocchiale

09/02/2009

Il controllo della surrealtà

di Antonio Sofi, alle 20:13

Lo schifo immediato alle dichiarazioni del premier sul caso Englaro (il cui opportunismo politico è accecante, sia in termini di timing che di complessiva efficacia – e questa volta lascia poco spazio al classico rassicurante dipinto del cialtrone), è diventato sabato un incontro in piazza per alcune migliaia di persone a Roma e Milano, e in misura più ridotta in altre città. Uno sforzo per arginare una domino di decisioni intrusive e irrispettose insieme della persona e dello stato che è continuato e sta continuando in questi giorni – in un tentativo un po’ scomposto e disorganizzato ma vitale di manifestare, esserci, testimoniare.

Fa strame di questo tentativo la scelta del Pd di lasciare libertà di voto al disegno di legge (articolatissimo!) diretta emanazione di quel decreto rigettato per incostituzionalità dal Presidente Napolitano qualche giorno fa – e che anche per questo motivo è difficile diventi in tempi utili un momento di produttivo (e obamiano, come ben dice Sergio Maistrello) reality check.

Ma qua stiamo, al massimo, al controllo dell’irrealtà. Anzi della surrealtà.
Via a controllare che la dichiarazione sia abbastanza surreale, prima di dirla.

Intanto, cos’altro se non il proprio, l’esempio? Sabato, sul sito della Fondazione Daje, abbiamo messo in piedi una diretta video/radiofonica vecchio stile, e sentito al telefono per quasi due ore amici e testimoni che ci hanno raccontato live cosa stava accadendo. C’è un podcast per chi vuole (e anche alcune foto): «testimonianza e documento di un pomeriggio in cui, senza troppe partitiche spinte, una fetta di sinistra si è trovata in piazza e si è guardata negli occhi. Forse pensando le stesse identiche cose. Di questi tempi non è poco».

10/01/2009

Una Apple tracciante. Le due ultime interviste per Qdc.

di Antonio Sofi, alle 15:46

Oh, intanto buon anno (povero Webgol, un po’ dimenticato nelle feste di quest’anno, elefante sorpassato da sbertuccianti micro-social-cosi) (che tra un po’, dico Webgol, compie la bellezza di sei – leggi 6 – anni). Comunque. Avanzavo la segnalazione delle due ultime interviste settimanali per Quinta di Copertina. Li metto al volo qui sotto.

Parto dall’ultima. Una chiacchierata con l’amico Antonio Dini sui destini e le fortune della Apple – la scusa è il recente MacWorld orfano di Steve Jobs tra musica senza DRM e tensioni ecologiche. E il MacWorld di quest’anno è anche, per molti versi, emblematico segnale di una conclusione (forse definitiva) dell’era delle fiere – come ha scritto Lamberto Mandelli. Momenti e appuntamenti puntuali che prevedono una comunicazione dall’alto al basso, per molti versi “vecchio stile”, con logiche rimediate dai vecchi media; uno strumento forse troppo rigido per gestire le nuove dinamiche attivate dal Web e forse ormai incapace anche di “creare” l’evento o dettare l’agenda.

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    Quinta di copertina – 9 gennaio 2008 – Ospite: Antonio Dini | Iscriviti al feed Rss della rubrica (rss)

L’ultima chiacchierata del 2008 è stata invece con Giorgio Jannis, semiologo ed esperto di culture digitali – su tecnologie connettive (e quelle che Giorgio chiama “traccianti” – che permettono cioè di tracciare meglio le conversazioni attive), social network e identità digitali: immensamente più ricche di giorno in giorno, immensamente più complicate. la registrazione ha avuto qualche problema tecnico, e l’audio non è pienamente fruibile (colpa mia, mi scuso con Giorgio e chi chi dovrà tendere le orecchie).

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    Quinta di copertina – 27 dicembre 2008 – Ospite: Giorgio Jannis | Iscriviti al feed Rss della rubrica (rss

22/12/2008

La musica sul Web è pronta al peggio. Andrea Girolami a Qdc.

di Antonio Sofi, alle 13:21

SENTI: Quinta di copertina – 19 dicembre 2008 – Ospite: Andrea Girolami
SCARICA: mp3 (20 minuti e 10 mega ca)
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Mi ha fatto molto piacere chiacchierare venerdì scorso con Andrea Girolami, deus ex machina (da presa) di Pronti al Peggio, progetto di programma musicale sul Web condotto insieme ai videomaker IRagazzidellaprateria. Andrea ha le idee chiare su come dev’essere la “narrativa musicale” ai tempi del Web – proattiva direi se il termine non mi facesse ribrezzo, che si prende la responsabilità muovere il sedere dalla poltrona e raccontare ciò che vede (e sente). Senza aspettare che siano gli altri a farlo, la stessa band, i discografici, la stampa tradizionale troppo spesso ostaggio di vecchie logiche – o che un racconto si faccia da sé. Una rubrica come Fossifigo, che racconta il lato B dello stage e dei concerti, ciò che le band devono fare pe campà – specie all’inizio o in un mercato asfittico come quello italiano, andrebbe, come dice Roberta in un commento su Apogeonline “distribuito d’ufficio col primo acquisto di strumento musicale”).

Sta tutto su Apogeonline, se vi interessa.

La musica non è morta, recitano le cronache che un po’ semplificano eppure raccontano di come – a margine della crisi delle major discografiche e dei modelli tradizionali dell’industria musicale – mai come oggi gira e si ascolta così tanta musica. La musica non è morta, anche grazie alla internet più o meno sociale che ha messo in circolo nuove idee e creatività più o meno a basso costo. Sullo sfondo c’è un giornalismo musicale “tradizionale” che si è lasciato “scippare” dal Web il racconto dei nuovi fenomeni musicali e una blogosfera più o meno amatoriale un po’ litigiosa ma piena di fermento.

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02/12/2008

Da Europeana al Wikipedia, il valore della conoscenza libera. A Qdc Frieda Brioschi.

di Antonio Sofi, alle 19:52

In ritardo segnalo anche qui la puntata settimanale di Quinta di Copertina, dedicata alla organizzazione, distribuzione e promozione della conoscenza online – lo spunto/notizia è Europeana.eu, progetto europeo andato online il 20 novembre scorso con 2 milioni di contenuti digitali legati alla storia e alla cultura dell’Europa – da Kafka a Vermeer, da Mozart a Picasso – e “crashato” per troppi accessi due giorni dopo.

Ne ho discusso con enorme piacere con Frieda Brioschi, presidente di Wikimedia Italia, ed interlocutrice preparata e brillante – e non lo scopro certo oggi o io. Peraltro, con una curiosa e opportuna coincidenza, negli ultimi giorni altre due notizie hanno girato intorno ai temi wikipediani: da una richiesta di sequestro delle pagine Wiki in Germania da parte di un parlamentare al plagio in Spagna da parte del sito di una enciclopedia cartacea, fino ad arrivare all’accordo concluso di Wikimedia con Creative Commons.

Insomma, credo meriti l’ascolto :)

ASCOLTA: Wikipedia, Europeana e la conoscenza creativa, su Apogeonline
SCARICA: l’mp3 (9,7 mega ca)
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22/11/2008

Melius adimere. Il marketing minimale, dal Web all’edicola sovraffollata

di Antonio Sofi, alle 11:57

Marketing, comunicazione o pubblicità: quale busta scegli?

A scegliere la busta della domanda da un milione di euro, e sulla puntata di Quinta di Copertina di questa settimana (tormentata da una lenta propagazione dei DNS di Apogeonline, che ora dovrebbero essere più o meno risolti) è uno dei “grandi vecchi” del racconto del marketing sul e del Web, il cowboy delle nuove frontiere della comunicazione online, ovvero Gianluca Diegoli – markettaro di professione, e curatore di Minimarketing – un blog dal sottotitolo che è un biglietto da visita: il blog del marketing minimale (e non minimalista, aggiungo io). In cui, forse, il detto melius abundare si capovolge – togliendo le frolloccate e rimettendo al centro le persone.

La crescita vorticosa degli utenti del social Web in Italia (Facebook sopra tutti) e il conseguente aumento dell’attenzione ad esso dedicata, ha portato come conseguenza – non solo in Italia – che alcune aziende, sia pubbliche che private, hanno deciso di filtrarne l’accesso al lavoro. I social network sono considerati fattore di disturbo e di distrazione per i lavoratori. Il fenomeno si iscrive all’interno di una spesso schizofrenica propensione al Web delle aziende – e dei settori marketing, pubblicità e comunicazione. Ne parliamo – fino ad arrivare al problema delle metriche che non ci sono e delle nuove intraprese dell’editoria cartacea sulla tecnologia – con Gianluca Diegoli, esperto di marketing più o meno convenzionale e curatore di Minimarketing.it.

Uno degli argomento di cui mi è più divertito trattare con Gianluca parte da questo suo post sul marketing dell’edicola, ovviamente con riferimento all’atteso sbarco di Wired in Italia: alcune definizioni sono davvero molto divertenti.



[Peraltro condivido l’approccio: tutto nasce da un bisogno. Mi viene in mente anche un vecchissimo intervento sul blogging del 2003, quando ancora si usava dire
Weblog (per dir della vecchiezza della cosa). Intervento di cui mi ero completamente dimenticato ma che ho trovato sano e salvo ancora sul server in orribile ppt o in più comodo pdf. Roba ormai da modernariato digitale.]

ASCOLTA: L’azienda digitale tra marketing, pubblicità e comunicazione, su Apogeonline
SCARICA: l’mp3 (9,7 mega ca)
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14/11/2008

La campagna di Obama e il salto sul carro tecnologico

di Antonio Sofi, alle 11:23

Nella nuova puntata di Quinta di Copertina settimanale si parla di Obama, e della sua campagna biforcuta – tecnologica e sul territorio, di mezzo e messaggio si potrebbe dire recuperando dal baule terminologie ormai un po’ polverose.

Ne parlo, nella solita chiacchierata tra ritagli di carta e di bit, con Mattia Diletti, esperto di politica americana e co-curatore di un blog sulla campagna elettorale Usa, BlogAmerica2008.

Dopo l’elezione dell’outsider Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti, sono in molti a saltare sul carro tecnologico della campagna del senatore dell’Illinois. Che di certo ha sfruttato al meglio la capacità di coinvolgimento e organizzazione dei media sociali di nuova generazione, le nuove generazioni appunto coinvolgendo, ma ha saputo anche mandare fuori il giusto messaggio politico all’interno di una strategia di campagnia su più stati e campi da gioco nonchè estremamente controllata. Un messaggio che ha trovato molti entusiasti destinatari, che si sono fatti popolo attivo. Ora il dubbio si sposta sul futuro: cosa ne sarà di questo popolo, che anche grazie ad Internet si è scoperto essere fattore decisivo di una delle più straordinarie campagne di tutti i tempi?

ASCOLTA: Mezzo, messaggio e politica. Ovvero Obama e la Rete, su Apogeonline
SCARICA: l’mp3 (8,8 mega ca)
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01/11/2008

L’Italia turistica dopo (e oltre e attraverso) Italia.it. Roberta Milano a Qdc.

di Antonio Sofi, alle 20:13

Nella puntata settimanale di Quinta di Copertina graditissima ospite è Roberta Milano, docente di Web Marketing all’Università di Genova e blogger attenta ai temi del turismo e della promozione del territorio.

Si parla di turismo nell’era del Web e di risorsa, mal sfruttata, per il sistema Paese. Lo spunto sono gli annunci plurimi da parte del nuovo governo di riprendere in mano uno dei più straordinari fallimenti che la storia italiana del Web turistico ricordi: quell’Italia.it che ci mise poco meno di 10 mesi a passare dal portalone multimilionario che avrebbe dovuto risollevare le sorti dell’Italia nel mondo, a sito criticatissimo da più parti, messo online tra il pubblico e più o meno digitale ludibrio (leggi i vari post su Webgol.it compresa una presentazione ad un convegno a Matera, o i siti dedicati come Scandalo Italiano e The Million Dollar Portal Bay).

Le slide sul caso Italia.it presentate al convegno di Matera

Ma appunto Italia.it (ma pare cambierà anche il dominio: italy.com o visitaly.com) è solo inevitabile pretesto per parlare di strategie di promozione del territorio così ricco e strano come quello italiano, così campanilista e burocratico – che poco investe su innovazione e nuove tecnologie. E appunto sul ruolo che il Web può avere.

Ascolta l’audio cliccando sulla freccia, o vai su Apogeonline.

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Roberta è chiara e ha idee molto affascinanti. Io per conto mio non posso chieder di più; ho anche imparato due termini: destagionalizzazione e demarketing. :)

24/10/2008

Facebook, la psicologia e il pregiudizio tecnologico

di Antonio Sofi, alle 08:00

Negli ultimi tempi Facebook è prepotentemente al centro dell’agenda tecnologica dei media. Articoli, inchieste sui settimanali, servizi più o meno di colore su magazine televisivi e telegiornali.

Il racconto di Facebook (preso ad esempio o sineddoche di tutto l’universo dei social network) è legittima reazione all’impennata di utenti che ha fatto registrare il servizio in Italia negli ultimi tempi (più che raddoppiati in due mesi: ora sfiorano il milione e mezzo), ma è spesso inquinato da una sorta di pregiudizio tecnologico, e da impressioni personali e discutibili ma spacciate per verità scientifiche (spesso relative alla classico refrain della dipendenza da Internet).

Una vignetta di Pietro Vanessi (unavignettadipv.it), via Psicocafè
Una vignetta di Pietro Vanessi (unavignettadipv.it), via Psicocafè

Grande dibattito ha scatenato (leggi blogbabel, o sintesi di Federico), due giorni fa, la pubblicazione di un articolo sul Corriere.it, dal titolo Facebookmania fra i 30-40enni, che semplifica il fenomeno riducendolo (quasi completamente) alla sola devianza.

Con la diffusione dell’uso di Facebook, inoltre, cambiano (in modo più o meno significativo) anche i concetti di “amicizia” e (soprattutto) di privacy – di pubblico e privato.

Nell’appuntamento settimanale di Quinta di Copertina ne parlo con Giulietta Capacchione, psicologa da tempo attenta alle dinamiche dei nuovi media, e curatrice del blog tematico Psicocafe, uno dei primi blog del genere in Italia.

Ho apprezzato molto la lucidità di Giulietta nell’affrontare i controversi temi dell’uso e abuso della Rete più o meno sociale dal punto di vista della psicologia – a dimostrazione che chi mal interpreta è spesso ignorante dei fenomeni sui quali si arroga la competenza di dire (e non è una scusante, semmai un aggravante).

Interessante – e mi riprometto di tornarvi essendo stato l’argomento oggetto di alcune mie riflessioni passate – la riflessione sui bias distorsivi presenti nel passaggio dell’informazione tra ricerca scientifica e divulgazione giornalistica – problema classico del giornalismo dell’innovazione. Il punto è forse, dice Giulietta, che mentre per le altre discipline è di fatto impossibile prevedere in che direzione andrà la cattiva interpretazione, quando si parla di nuove tecnologie e nuovi media, negli ultimi tempi, la cattiva interpretazione è di fatto quasi a senso unico, negativo o apocalittico.

02/10/2008

La crisi, l’economia nelle persone e l’innovazione nelle relazioni

di Antonio Sofi, alle 17:00

L’ospite della puntata di oggi, la terza puntata del nuovo format di Quinta di Copertina, è Alberto Cottica.

Alberto Cottica a Vancouver

L’idea di una chiacchierata con Alberto, fondatore dei Modena City Ramblers (da cui è uscito) ed economista attento ai temi dallo sviluppo che nasce dalla creatività, mi è nata – oltre che ovviamente dalla crisi finanziaria di questi turbolenti giorni – dalla foto qui sopra, presa dal suo blog, in cui scrive dal bel mezzo di un tour nord americano – insieme al Coro delle Mondine di Novi e ai Fiamma Fumana.

Il titolo del post era “Un economista in tour al tempo della crisi”, ma poi – nonostante le attese in parte ormai eterodirette di concioni incomprensibili di alta ingegneria finanziaria – Alberto scriveva del comportamento della gente e delle chiacchiere con le mondine come possibile soluzione al panico indiscriminato.

Ecco che allora mi è venuto voglia di capirne di più, partire dal suo punto di vista sulla crisi in atto per arrivare anche ad Internet, alle culture di Rete o a progetti molto affascinanti e “net-based” di “messa in relazione” di competenze e idee per lo sviluppo come Kublai.

Merito suo ovviamente, ma il risultato mi sembra davvero worth listening :)

Su Apogeonline, come sempre, il post completo di indicazioni anche bibliografiche. Qui sotto il file mp3 (c’è anche un comodo feed e un canale itunes per sotoscrivere il podcast)

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26/09/2008

Se telefonando. Suzukimaruti ospite a Qdc

di Antonio Sofi, alle 13:18

Quinta di Copertina, dopo due anni e 245 puntate più o meno quotidiane, cambia formato e obiettivi: 20 minuti settimanali, e un ospite con cui conversare. Resta ferma l’ambizione iniziale: quella di raccontare e approfondire (forse un po’ scompaginare) l’agenda tecnologica.

L’ospite di questa settimana è Enrico Sola, alias Suzukimaruti.

Parliamo di cellulari, dall’iPhone e dall’Apple passata (un po’) al lato oscuro della forza al sistema operativo Android di Google. Fino all’inutile terrorismo sul bullismo digitale e alle cronache live di eventi.

Iphone vs Android, by The Joy of tech
Iphone vs Android, by The Joy of tech

LINK: La blogfest e i blogger (più o meno) amatoriali
MP3: mp3, 9,22 mega ca.
FEED: feed Qdc, e canale iTunes.

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19/09/2008

Leonardo, ospite a Qdc: «Il blog è come fare costruzioni di fiammiferi»

di Antonio Sofi, alle 14:12

Con Sergio (Maistrello) abbiamo pensato di rimetterci a giocare con il format di Quinta di Copertina, dopo quasi due anni e 245 puntate più o meno quotidiane. Fermo restando e immutata l’ambizione iniziale: quella di raccontare e approfondire (forse un po’ scompaginare) l’agenda tecnologica e i mille discorsi sulle culture digitali.

Oltre la rassegna stampa, anche una intervista/chiacchierata con un ospite, che possa aiutarci a decifrare il tema della settimana – o indicare una piccola strada. E’ tutto in super-beta – come si dice – ma meglio iniziare che speculare sulla carta. L’ospite della prima puntata è Leonardo, con lui abbiamo chiacchierato di premi e scrittura amatoriale, blog giornalistici e le cronache digitali ante-litteram dal G8 di Genova.

Un grazie va anche a Luca Di Ciaccio per strumentazione e disponibilità di location.

Ovviamente qualsiasi suggerimento e feedback è santo e benedetto :)

LINK: La blogfest e i blogger (più o meno) amatoriali
MP3: mp3, 9,45 mega ca.
FEED: feed Qdc.

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