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Post archiviati nella categoria 'Libri'

29/11/2005

«Il secondo impegno della giornata, a quanto pareva, era ammazzare il maiale»

di Webgol, alle 10:18

crumley_unaverafollia2.jpgLuca Conti, traduttore di Lansdale, Crumley e Leonard per Einaudi, di Wright Morris e James Sallis per Giano, immeritato amico di questo modesto blog, dopo averci “regalato”, a giugno dell’anno scorso, in anteprima assoluta, un passo tratto da La sottile linea scura, splendido romanzo di Landsdale in uscita, questa volta ci passa, in omaggio al tema bestie che stiamo cercando di declinare in questi giorni, un eccezionale quanto insopportabile passo tratto da Una vera follia, ultima sua fatica di traduzione per Einaudi.
The right Madness, è il titolo originale del romanzo di James Crumley. Un macello da brividi, e, per
simpatia il pensiero va alle insostenibili poesie di Ivano Ferrari, di cui Enrico scriveva un po’ di tempo fa.

Buona lettura, e grazie a Luca.

Da «Una vera follia» (The Right Madness), di James Crumley, Einaudi Stile Libero, 2005
[Traduzione di Luca Conti]

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13/09/2005

Popcorn? Naaa!

di Antonio Sofi, alle 20:22

popcornEcco (via il bel trashfood) una spiegazione scientifica dello spaventevole Re dei Popcorn, creato da quel meraviglioso essere malvagio che risponde al nome di Joe R. Lansdale (qui una buona pagina, in italiano, di wikipedia).
Sono stati gli effluvi degli onnipresenti flavourings.
Io ho fatto prima, e senza ricerche.
Dopo aver letto questo libro mi fa impressione vederli anche da lontano, e in busta chiusa, i popcorn.

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29/07/2005

A tavola con Montalbano

di Antonio Sofi, alle 00:16

Andrea CamilleriFinalmente ho trovato un po’ di tempo per leggerlo, ed è stato tempo ben speso. Si tratta di un saggio di Gianfranco Marrone, che insegna semiotica all’UniversitĂ  di Palermo.

Il saggio si intitola “Intorno alla tavola del Commissario Montalbano“, e si può scaricare in pdf dalla pagina che raccoglie alcuni tra testi e abstract di Marrone.
Il saggio è una raffinata analisi semiotica dell’universo gastronomico generato nei vari media da Salvo Montalbano, celebre personaggio dello scrittore siciliano Andrea Camilleri.

La lettura cade a puntino. O a fagiolo. O a ciliegina (sulla torta).

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09/06/2005

Sui commenti ai post narrativi

di Antonio Sofi, alle 09:56

Certe volte basta un esempio e le cose si fanno più chiare (ma chi era che diceva il contrario, che se si fa un esempio è la volta che non ci si capisce più nulla? Marcello Marchesi, possibile?).

Tu pubblichi un racconto su un blog. Bene.
Può piacere o non piacere. Benissimo.
In piĂą su un blog puoi spesso commentare. Fantastico.
O no?

Commenti o solitudine letteraria
La questione dei commenti su un post “narrativo” è controversa.
E ci sono buone ragioni per sostenere opinioni antitetiche sull’argomento. Commenti sì, commenti no sono entrambi ragionevoli.

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12/05/2005

Un titolo jazz per un blog noir

di Enrico Bianda, alle 08:25

Ultimo vero bacioHanno la costolina nera, quelli di Giano.
Era gialla. In Francia la fecero nera, série noire, di Gallimard.
Un universo che abbiamo imparato ad amare tardi, con tutto quello che ne consegue: corse al recupero, gran chiasso, le testate che inseguono il genere, una categoria letteraria – la posso chiamare così? – che dilaga, innerva tutto, metabolizza il mercato editoriale, si fanno incontri, convegni, collane, direttori editoriali e si migra poi in massa, da un editore all’altro.

Parlo del noir e di tutto quello che si è portato dietro in Italia.

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30/03/2005

Un macello insostenibile

di Enrico Bianda, alle 12:24

macello di ivano ferrari - einaudiRaramente mi è capitato di leggere un testo, di qualsiasi genere, che risultasse ai miei occhi quasi insostenibile.
Qualche tempo fa, una raccolta di poesie ha avuto questo effetto. Il titolo: Macello, l’autore: Ivano Ferrari (ne abbiamo scritto proprio su queste pagine tra i commenti qualche settimana fa), edito da Einaudi.
Un reportage poetico, o meglio un reportage in forma di poesia, che ci porta dentro un macello, ce lo mostra e ce lo fa vivere in modo inaudito.

Finalmente ce l’ho fatta, ho raggiunto Ferrari al telefono, abbiamo fatto una veloce chiaccherata radiofonica sulla sua poesia e su questo lavoro.

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22/02/2005

Best radio off

di Enrico Bianda, alle 23:27

Ciclicamente, ci si ritrova a lavorare su materiali già trattati. Anche se magari sotto punti di vista diversi. E’ il caso di un libro che ha movimentato le comunità della rete. Best Off, l’antologia che raccoglie il meglio delle riviste letterarie italiane pubblicata da minimum fax e curata da Antonio Pascale.

Noi appunto ne abbiamo già parlato, ed in occasione di un’altra delle mie settimane di conduzione in radio, ho deciso che valesse la pena riprendere questa raccolta e raccontarla la mattina, in orari proibitivi per i sani di mente. Dalle 6 del mattino, ogni giorno, racconto gli scritti degli autori selezionati da Pascale, e li invito a conversare con me. Non sono in diretta, non sarei mai riuscito a convincerli a partecipare a quell’ora. Ma va bene uguale.

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11/02/2005

Polis in viaggio VIII – Pascale off e la manutenzione della borsa casetta

di Enrico Bianda, alle 13:19

Best off, Minimum Pax, a cura di De PascaleE’ che spesso mi viene voglia di gettare in un pezzo tutto quello che mi viene in mente, come una serie di frames legati tra loro da un senso propulsivo narrativo: una sorta di compulsione alla scrittura e alla raccolta quasi (in)differenziata.

Il difficile poi é far in modo che gli argomenti coincidano con il tema: piegare il tutto alle necessità tematiche monografiche che coltiviamo di mese in mese. Poi è tutto un rimandare al nuovo tema, oppure “facciamo qualche settimana mista senza rete” o ancora “aspetta vedrai che riesco ad integrare”.

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24/01/2005

La polis simulata. Balletti intorno a Simcity.

di Sergio Maistrello, alle 10:41

simcity classicA proposito di polis.
Alla fine degli anni ’80, in piena campagna elettorale per le amministrative cittadine, il quotidiano Il Piccolo convocò in redazione tutti i candidati sindaci di Trieste e li mise per qualche quarto d’ora di fronte a un Pc per giocare a Simcity. Vinceva l’originale sfida chi otteneva i migliori risultati in quanto a popolaritĂ  dell’amministrazione e salute delle casse cittadine.

Buttata lì a mo’ di spiritosa curiositĂ , l’idea non era affatto stupida.
Tuttavia era ancora presto: presto perché si potesse dare per scontata la mano a mouse e la testa a finestre; presto anche perché quel Simcity era il primo Simcity, e aveva una logica appena più articolata di Tetris.
Oggi che il software è arrivato alla quarta edizione e la simulazione ha raggiunto livelli di complessità piuttosto interessanti, non mi è più capitato di vedere tanto coraggio né tra i giornalisti né tra i politici.

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30/12/2004

La double pénétration

di Enrico Bianda, alle 00:35

Emblema della nazionalizzazione del sesso senza tabĂą,
la doppia penetrazione è una metafora eclatante della nostra epoca
che cerca di stordirsi e stancarsi nel “tutto subito”.
(La Double PĂ©nĂ©tration, Fabrice Pliskin, Les Mythologies d’aujourd’hui, Le Nouvel Observateur 2004)

myth.jpgCon il piglio speculativo della provocazione, la rivista francese Le Nouvel Observateur in un numero speciale fuori serie gioca (a modo suo) a rifare i Miti d’oggi di Roland Barthes ad una cinquantina d’anni di distanza dalla loro pubblicazione.

Tra il 1954 e il 1956, infatti, Barthes ha composto i suoi miti moderni, monitorando in maniera inedita la societĂ  dei consumi e della comunicazione, situandosi nel solco di una riflessione sul mito come linguaggio, ma in una prospettiva nuova e personale.

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28/10/2004

Come si fa un blog, un saggio manuale

di Antonio Sofi, alle 11:28

Come si fa un blog, di Sergio MaistrelloQui si scrive di Come si fa un blog di Sergio Maistrello, Tecniche Nuove, 173 pagine, 9,90 euro.

Quando Sergio Maistrello mi ha accennato al progetto del libro di cui sopra, la prima cosa che gli ho detto è che non avrebbero potuto scegliere persona migliore per l’arduo compito. L’uomo giusto al momento giusto.
Poi subito dopo ho pensato: non lo invidio.

Perchè scrivere un libro divulgativo sui blog è molto piĂą rischioso di quanto, a prima vista, possa apparire. E’ un po’ come camminare in equilibrio su un filo; i rischi che si presentavano erano, banalmente, due: cadere da una parte o cadere dall’altra. Ovvero sprofondare nel baratro di una eccessiva semplificazione, diminuendo di molto l’inevitabile bassa emivita di un libro come questo, che tratta di tecnologie che vanno mille volte piĂą veloce della carta stampata, o cascare nel precipizio di un linguaggio criptico da iniziati, che allontana i neofiti.

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22/07/2004

La distanza tra Usa e Europa si misura a pallonate

di Antonio Sofi, alle 15:01

Sport e SocietĂ , di Pippo Russo, Carocci EditoreCome sempre mi accade quando ragiono intorno ad argomenti sui quali non ne so quanto mi interesserebbe, arrivo ad un certo punto e mi fermo, come davanti ad una strada senza uscita. A quel punto apro un libro. Se lo facessi prima mi divertirei di meno.
E’ quello che ho fatto anche questa volta, ragionando di sport.

Bisogna anche aver fortuna ad avere il libro giusto, s’intende.
Questa volta non potevo chiedere di meglio.
Il libro in questione è un saggio di Pippo Russo dal titolo “Sport e societĂ “, edito da Carocci, nelle librerie da poche settimane.

Pippo Russo, sociologo e giornalista siciliano di stanza a Firenze, non è certo da ieri che si occupa di sport. Per anni ha tenuto una rubrica con cadenza bisettimanale sul quotidiano Il Manifesto, dal titolo “Pallonate“. Una rubrica insieme seguitissima e temutissima, in cui l’autore prendeva di mira, con cattiveria mista ad ironia, gli eccessi retorici, gli errori grammaticali, le incogruenze semantiche e la malaletteratura del giornalismo sportivo italiano. Da quell’esperienza, ora terminata, ha pubblicato un testo esilarante, uscito nel 2003 per i tipi di Meltemi, di cui ho in animo di scrivere prossimamente: Pallonate. Tic, eccessi e strafalcioni del giornalismo sportivo italiano“.

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03/06/2004

Una volta l’ho visto, un linciaggio

di Webgol, alle 00:02

landsdale.jpgSempre riguardo all’in-vedibile delle torture, e all’incredibile mostra/libro fotografico sui linciaggi degli inizi del secolo in alcuni stati americani, Without Sanctuary (da vedere, anche se con le dita davanti agli occhi).
Luca Conti, traduttore di Lansdale, Crumley e Leonard per Einaudi, di Write Morris per Giano, nonchè apprezzato critico musicale di Musica Jazz, anch’egli amico e lettore di questo modesto blogghino, ci invia, bontĂ  sua, un pezzettino sul tema tratto da La sottile linea scura, l’ultimo romanzo di Lansdale del quale ha curato la traduzione. Il pezzo è meraviglioso, e cortocircuita in modo commovente con il materiale fotografico di cui sopra. Buona lettura. as

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01/06/2004

L’in-vedibile delle torture

di Enrico Bianda, alle 00:03

Spectators at the lynching of Jesse Washington,
one man raised for a better view. 1916, Waco, Texas.

Spectators at the lynching of Jesse Washington, one man raised for a better view. May 16, 1916, Waco, Texas. From www.musarium.com/withoutsanctuaryC’è una canzone di Billie Holiday, Strange Fruit, forse La canzone di Billie Holiday, insieme a tutte le versioni di Motherless Child, che parla di corpi di uomini neri che pendono, mossi dal vento, come strani frutti, dagli alberi del Sud.
In questa canzone vediamo, letteralmente vediamo, il corpo di un uomo che resta rigido, a pochi metri da terra, è il corpo di un uomo di colore, i vestiti stracciati, la pelle straziata, sporca di pece o di grasso. Questo corpo pende da un ramo, da un pilone di un ponte, da un lampione in una cittadina del Sud degli USA, forse Georgia, Kentucky, o un altro qualsiasi stato di questo paese. Siamo intorno ai primi decenni del 900. Era abbastanza diffusa la pratica del linciaggio. Giustizia sommaria, popolare, spesso a pochi metri da un carcere e da un patibolo ufficiale.

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24/05/2004

Manoscritti blog

di Antonio Sofi, alle 18:49

indagine sui manoscritti di narrativa ricevuti (e non pubblicati) da un editore, di Silvia PertempiGiallodivino sta leggendo un saggio che sta ai primi posti della mia infinita lista di libri-da-comprare (90% dei quali finisce a prender polvere sugli scaffali in sconfortata attesa di esser letti). Si chiama Romanzi per il macero: indagine sui manoscritti di narrativa ricevuti (e non pubblicati) da un editore, ed è scritto da Silvia Pertempi per i tipi di Donzelli.

Nicola, a questo proposito, pone una domanda interessante, che io traduco così: “In che modo la diffusione e la presenza dei blog ha influenzato la scrittura e/o l’invio di manoscritti alle case editrici?“. La risposta, come nota lui stesso, è solo apparentemente semplice. In assenza – e forse nell’impossibilitĂ  di avere – dati empirici di qualsiasi genere (anche io chiedo a Jacopo di Marsilio Black, però) possiamo solo provare a ragionarci un po’ su utilizzando, un po’ forzatamente, il concetto di “bisogno narrativo” (e editoriale).

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