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	<title>Webgol, a cura di Antonio Sofi &#187; Giornalismi</title>
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	<description>Web, politica, giornalismo</description>
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		<title>Le case (multimediali) degli spiriti. Rumiz alla ricerca del paese perduto</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 10:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Rumizzeide]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; quasi un rito estivo &#8211; non solo ovviamente il viaggio di Paolo Rumiz su Repubblica ma anche un post che qui lo annunci e ci ricami un po&#8217; sù, legittimati dagli anni di fanship rumizzeide, e dei tanti post che abbiamo dedicato negli anni ai lavori del triestino adunco qui su Webgol (e addirittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/06/29/news/le_case_degli_spiriti-19648032/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/rumiz-295.png" alt="" title="" width="295" height="161" class="alignleft size-full wp-image-4879" /></a>E&#8217; quasi un rito estivo &#8211; non solo ovviamente il viaggio di Paolo Rumiz su Repubblica ma anche un post che qui lo annunci e ci ricami un po&#8217; sù, legittimati dagli anni di fanship <a href="http://www.webgol.it/category/rumizzeide">rumizzeide</a>, e dei tanti post che abbiamo dedicato negli anni ai lavori del triestino adunco qui su Webgol (e addirittura di un ebook tratto da un testo accademico e firmato da Enrico Bianda sulle pratiche giornalistiche del giornalista errante: <a href="http://www.webgol.it/2011/03/27/me-dolce-questo-narrar-paolo-rumiz-e-il-nuovo-feulleiton-giornalistico/">M&#8217;è dolce questo narrar</a>). </p>
<p>Il viaggio di Rumiz di quest&#8217;estate si chiama <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/06/29/news/le_case_degli_spiriti-19648032/">Le case degli spiriti</a> ed è un viaggio alla ricerca del paese perduto, tra ruderi, paesaggi dimenticati, luoghi abbandonati: prede del vento e della natura che se ne riappropria. 26 puntate fino a fine agosto &#8211; come appunto da tradizione. Il logo (in alto a sinistra) è come sempre disegnato da Altan, mentre i disegni all&#8217;interno son firmati da Carlo Stanga.</p>
<div class="img alignleft size-full wp-image-4884" style="width:450px;">
	<a href="http://www.carlostanga.com"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/carlo_stanga_rumiz-piccolo.jpg" alt="" width="450" height="198" /></a>
	<div>Illustrazione di Carlo Stanga per la prima puntata di Le Case degli Spiriti, Tratto da www.carlostanga.com</div>
</div>
<p>Il reportage promette assai bene.<br />
In più, finalmente, dopo tanti anni che lo <a href="http://www.webgol.it/2008/08/07/laltra-europa-su-repubblica-e-le-mappe-di-rumiz/">evocavamo</a> (&#8220;Il reportage è colpevolmente nascosto sul sito di Repubblica, difficilissimo da trovare – per solutori web più che abili. Un prodotto come quello dell’inviato triestino dovrebbe essere più valorizzato – oltre ad una migliore visibilità da home page, basterebbe la metà della ottima grafica e composizione della pagina del cartaceo&#8221;) Repubblica allestisce <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/06/29/news/le_case_degli_spiriti-19648032/">una sezione multimediale</a> a supporto del reportage cartaceo.</p>
<p>C&#8217;è un trailer <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/07/31/video/la_mappa_dei_luoghi_perduti-19830937/1/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2011%2F06%2F29%2Fnews%2Fle_case_degli_spiriti-19648032%2F">video</a> e un altro video a supporto della seconda <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/08/01/news/prima_riga_seconda_riga-19764360/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2011%2F06%2F29%2Fnews%2Fle_case_degli_spiriti-19648032%2F">bastianica</a> puntata (e spero che i prossimi abbiano un po&#8217; più di contenuti, ché tanti ce ne sarebbero e oltre la buona fattura).<br />
C&#8217;è la <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/07/31/news/il_viaggio_di_rumiz-19779761/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2011%2F06%2F29%2Fnews%2Fle_case_degli_spiriti-19648032%2F">mappa di Google</a> con l&#8217;indicazione dei 26 luoghi del reportage, e c&#8217;è soprattutto la foto della mappa, bellissima: la <a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/07/27/foto/la_mappa_di_rumiz-19693332/1/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep%2Dit%2F2011%2F06%2F29%2Fnews%2Fle_case_degli_spiriti%2D19648032%2F">MLP, la mappa dei luoghi perduti</a> e da sola vale il prezzo della candela.</p>
<div class="img alignleft size-full wp-image-4887" style="width:450px;">
	<a href="http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2011/07/27/foto/la_mappa_di_rumiz-19693332/1/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep%2Dit%2F2011%2F06%2F29%2Fnews%2Fle_case_degli_spiriti%2D19648032%2F"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/mappa-rumiz-2011.jpg" alt="" width="450"  /></a>
	<div>La mappa dei luoghi perduti, di Rumiz per Le case degli spiriti. Tratto da Repubblica.it</div>
</div>
<p>Sulla propensione cartografica di Rumiz abbiamo spesso scritto.<br />
Le mappe per Rumiz non sono una soluzione facile ai problemi contingenti di orientamento, nè oggetti impolverati da tirar fuori quando proprio non si sa più che strada prendere. Sono strumenti di lavoro, feticcio transazionale per andare stando, ancòre multidimensionali per contrastare i marosi dello spaesamento temporale e spaziale che lo spostamento dalle rette vie spesso provoca. Sono <a href="http://www.webgol.it/2008/08/13/rumiz-la-mappa-distensiva-e-i-boschi-che-passano/">atti distensivi</a>: mostrarla equivale ad un patto.</p>
<p><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/rumiz-mappa-foto.jpg" alt="" title="" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-4892" />Le mappe sono compagne di viaggio. Che accompagnano. Spesso vengono segnate dal viaggio e spesso diventano veri e propri co-protagonisti del racconto. C&#8217;è il viaggio lungo inedite direttrici verticali in <a href="http://www.repubblica.it/indici/speciale/altri/2008rumiz/index.htm">L&#8217;Altra Europa</a> e la mappa si trasformavano a seconda di lato e latitudine: quelle del nord perdono la forma quadrata e diventano trapezi isosceli – seguendo «i fusi orari che si restringono come gli spicchi di un’arancia». C&#8217;è il viaggio per mare sulla eterea scia della battaglia di Lepanto e una enorme mappa piena di appunti a margine faceva spesso capolino, incastrando come un puzzle temporale passato e presente. C&#8217;è la mappa sotterranea e invisibile del <a href="http://www.repubblica.it/indici/speciale/altri/2009rumiz/index.htm">viaggio sottosopra</a> che svela ciò che in superficie non si vede. </p>
<p>Perfetto esempio di ciò che la mappa è sempre: radar che mostra ciò che ad occhio nudo non si vede.</p>
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		<title>L&#8217;Occidente estremo? Scilipoti, per esempio.</title>
		<link>http://www.webgol.it/2011/05/12/loccidente-estremo-scilipoti-per-esempio/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 12:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli amici di Bol mi hanno chiesto se volevo intervistare Federico Rampini al Salone del Libro di Torino per la presentazione del suo &#8220;Occidente Estremo&#8221; &#8211; e io ho detto sì, con piacere: Occidente estremo è un libro importante, così come la sua esperienza comparativa di inviato tra Pechino e New York (ma io credo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://salone.bol.it/it/agenda/index#evento_64"><img src="http://salone.bol.it/media/autori_intervistati/int_rampini.jpg" alt="Federico Rampini" align="left"/></a>Gli amici di Bol mi hanno chiesto se volevo <a href="http://salone.bol.it/it/agenda/index#evento_64">intervistare Federico Rampini al Salone del Libro di Torino</a> per la presentazione del suo &#8220;<a href="http://www.bol.it/libri/Occidente-estremo.-nostro/Federico-Rampini/ea978880460333/">Occidente Estremo</a>&#8221; &#8211; e io ho detto sì, con piacere: Occidente estremo è un libro importante, così come la sua esperienza comparativa di inviato tra Pechino e New York (ma io credo che gli chiederò, tipo, di Scilipoti).</p>
<p>L&#8217;<a href="http://salone.bol.it/it/agenda/index#evento_64">appuntamento</a> è, per chi ha voglia di perdersi tutto il resto, <strong>sabato 14 maggio alle ore 15.00</strong>, padiglione 2 stand H126-J125.</p>
<p>Segnalo anche, visto che ci sono, anche questa <a href="http://salone.bol.it/it/charity/classifica/index">bella iniziativa a margine</a> di, come si dice &#8211; perfetta per bibliofili listomani. </p>
<p>Si possono indicare <a href="http://salone.bol.it/it/charity/classifica/index">i cinque libri della vita</a>, c&#8217;è una classifica generale e la promessa di donare 4800 libri &#8211; immagino presi dalla classificona &#8211; a 4 biblioteche scolastiche di Milano, Napoli, Palermo e Torino.</p>
<p>Questa è la mia lista:</p>
<ul>
<li><strong>La scomparsa di Majorana</strong>, di Leonardo Sciascia</li>
<li><strong>Maus</strong>, di Art Spiegelman</li>
<li><strong>Tutto quello che fa male ti fa bene</strong>, di Steven Johnson</li>
<li><strong>Baffi</strong>, di Emmanuel Carrère</li>
<li><strong>Esegesi dei luoghi comuni</strong>, di Léon Bloy</li>
</ul>
<p><em>[No, non era richiesta motivazione, ma qui la metto perché mi sono dato la regola di non sovrapporre "tipologie" di libri. E allora ho messo il meraviglioso saggio fictional - capostipite di un intero genere intergenere - di Sciascia, il romanzo a fumetti di Spiegelman, il saggio di struttura classica ma d'argomento digitale di Johnson per non essere troppo passatista come spesso ci si riduce in queste liste, fino al mio romanzo del cuore (Baffi, di Carrère) e al mio libro da comodino, come si dice, centenario ma modernissimo, che ha anche per me il titolo più bello della storia dei titoli: Esegesi dei luoghi comuni, di Leon Bloy].</em></p>
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		<title>Festival di Perugia. L&#8217;occhio del ciclone del giornalismo</title>
		<link>http://www.webgol.it/2011/04/15/festival-di-perugia-locchio-del-ciclone-del-giornalismo/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 09:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno &#8211; e come ogni anno in ritardo (ma in anticipo per chi come me organizza il weekend un giorno prima del weekend stesso) segnalo anche qui il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia &#8211; che ha aperto i battenti il 13 e finisce domenica. Questo il terzo anno che partecipo, volente e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://http://www.festivaldelgiornalismo.com"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/festivalperugia.jpg" alt="Festival Internazione di Perugia, 13-17 aprile 2011" width="180" height="388" class="size-full wp-image-4646" align="left" /></a>Come ogni anno &#8211; e come ogni anno in ritardo (ma in anticipo per chi come me organizza il weekend un giorno prima del weekend stesso) segnalo anche qui il <strong><a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com">Festival Internazionale del Giornalismo</a></strong> di Perugia &#8211; che ha aperto i battenti il 13 e finisce domenica.</p>
<p>Questo  il terzo anno che partecipo, volente e felice per l&#8217;atmosfera che aleggia in tutte le strade di una citt pacificamente invasa da ospiti, giornalisti, curiosi e i bravissimi volontari, per il <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/menu/programma-2011/">programma monstre</a> che ogni anno cresce come un suffl, per il piacere di vedere <strong>Arianna Ciccone</strong> e <strong>Christopher Potter</strong> in azione modalità <em>force tranquille</em> &#8211; ovvero una lectio magistralis vivente di come fare a mantenere la calma nel mezzo del ciclone.</p>
<p>Quest&#8217;anno replichiamo la rassegna stampa un po&#8217; <em>cazzarona</em> dello scorso anno con <strong><a href="http://www.diegobianchi.com">Diego Bianchi</a></strong>: il <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/16360/">sabato</a> e la <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/16362/">domenica </a>, con colazione appunto aggratis, c&#8217;è lettura giornali, video e facezie. Dalle <strong>10.30 nella sala Maggiore dell&#8217;Hotel Brufani</strong>. </p>
<p>Poi, <strong>sabato 16 alle 22.00 all&#8217;Hotel Brufani</strong>, una <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/20211/">serata festivaliera di <strong>Tolleranza Zoro</strong></a> &#8211; una edizione specialissima a met tra cineforum, talk show e seduta di autocoscienza politica, con proiezione dei video più &#8220;d&#8217;inchiesta&#8221; di questa stagione zoriana, da Lampedusa a Terzigno, da L&#8217;Aquila a Manduria (con forse qualche inedito).</p>
<p>Infine, last but not least, sono con piacere a parlare di giornalismo e comunicazione politica in un panel intitolato &#8220;<a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/post/16760/"><strong>L&#8217;informazione politica nell&#8217;era dei media sociali</strong></a>&#8221; con insigni amici e colleghi: Dino Amenduni, Stefano Epifani, Sam Graham-Felsen, Alessio Jacona, Micah L. Sifry. Sempre <strong>sabato 16 alle 18.00, Sala Notari dell&#8217;Hotel Brufani</strong>. </p>
<p>E poi c&#8217;è davvero un sacco di roba interessante: date un&#8217;occhiata al <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/menu/programma-2011/">programma</a>.<br />
E a ripensarci in effetti Perugia, in questi giorni, è proprio così: nell&#8217;occhio del ciclone del giornalismo.</p>
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		<title>M&#8217;è dolce questo narrar. Paolo Rumiz e il nuovo feuilleton giornalistico</title>
		<link>http://www.webgol.it/2011/03/27/me-dolce-questo-narrar-paolo-rumiz-e-il-nuovo-feulleiton-giornalistico/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 17:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rumizzeide]]></category>
		<category><![CDATA[Webgol Edizioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Per Paolo &#8220;Rummo&#8221; Rumiz, io ed Enrico Bianda, abbiamo una passioncella atavica, che abbiamo nutrito in tutti questi anni di Webgol.it con costanza saltuaria, scombinata e sorridente &#8211; seguendo i suoi reportage estivi, evocandolo come maestro quando abbiamo provato a immaginare giornalismi diversi, che s&#8217;arrotolavano intorno a idee nuove e spirose di approfondimento narrativo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Paolo &#8220;<em>Rummo</em>&#8221; Rumiz, io ed Enrico Bianda, abbiamo una <a href="http://www.webgol.it/category/rumizzeide/">passioncella atavica</a>, che abbiamo nutrito in tutti questi anni di Webgol.it con costanza saltuaria, scombinata e sorridente &#8211; seguendo i suoi reportage estivi, evocandolo come maestro quando abbiamo provato a immaginare <a href="http://www.webgol.it/category/giornalismi/">giornalismi</a> diversi, che s&#8217;arrotolavano intorno a idee nuove e spirose di approfondimento narrativo e digitale.<br />
<strong><br />
SCARICA IL PDF</strong> (612 KB): <a href="http://www.webgolnetwork.com/download-dolcenarrar.html">M&#8217;è dolce questo narrar. Paolo Rumiz e il nuovo feuilleton giornalistico</a>, di Enrico Bianda, Webgol Network Edizioni, 2011</p>
<p>In questo ebook dal titolo &#8220;<a href="http://www.webgolnetwork.com/download-dolcenarrar.html">M&#8217;è dolce questo narrar. Paolo Rumiz e il nuovo feuilleton giornalistico</a>&#8220;, estratto e editato da un saggio più articolato e in occasione dell&#8217;insegnamento di Teorie e pratica del giornalismo a Scienze Politiche all&#8217;Università di Firenze, Enrico Bianda mette in fila alcune riflessioni sul giornalismo di Paolo Rumiz: un nuovo feuilleton giornalistico, un nè-nè (reportage o inchiesta) di zigrino dalla pelle cotognesca.</p>
<div class="img size-full wp-image-4624" style="width:450px;">
	<a href="http://www.webgolnetwork.com/download-dolcenarrar.html"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/Copertina_dolcenarrar500.jpg" alt="M'è dolce questo narrar. Paolo Rumiz e il nuovo feuilleton giornalistico, di Enrico Bianda. Clicca per scaricare" width="450"  /></a>
	<div>M'è dolce questo narrar. Paolo Rumiz e il nuovo feuilleton giornalistico, di Enrico Bianda. Clicca per scaricare</div>
</div>
<h3>Indice</h3>
<blockquote><p>Sommario<br />
Prefazione<br />
La Cotogna Picaresca<br />
Né Reportage Né Inchiesta<br />
Il Processo Produttivo<br />
La Dimensione Narrativa<br />
Testimonianza e Fabulazione<br />
Il Valore Epico del Viaggio<br />
Identità Culturali<br />
In Forma di Conclusione e di Confessione<br />
Note al Testo </p></blockquote>
<h3>Sfoglialo online</h3>
<p>Di seguito, il flash per sfogliarlo online, anche a tutta pagina e l&#8217;introduzione appunto</p>
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<div style="width:450px;text-align:left;"><a href="http://issuu.com/webgolnetwork/docs/005_wn_enricobianda_dolcenarrar?mode=embed&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml&amp;showFlipBtn=true" target="_blank">Open publication</a> &#8211; Free <a href="http://issuu.com" target="_blank">publishing</a> &#8211; <a href="http://issuu.com/search?q=enrico%20bianda" target="_blank">More enrico bianda</a></div>
</div>
<h3>Introduzione di Enrico Bianda</h3>
<p>Una parte dell&#8217;introduzione di Enrico Bianda&#8230;</p>
<blockquote><p>Raccontare dunque, in modo molto sbrigativo, può essere assimilato a una funzione primordiale, fisiologica: a un bisogno fondamentale per la sopravvivenza. Anche soli al mondo, tradurremmo la realtà in un pensiero narrativo interiore: ricostruiremmo il mondo che ci circonda, ipotizzando un interlocutore.<br />
Nel 1831 Balzac scrive un racconto, quasi una novella morale, interpretata da alcuni anche come un dispositivo narrativo. La trama è semplice. Un giovane ambizioso è spinto al suicidio dalla miseria, dal gioco d&#8217;azzardo e da una passione infelice. Dopo aver speso i suoi ultimi denari alla roulette si ritrova in una bottega d&#8217;antiquario. Il negoziante gli offre in dono un antico talismano, una pelle di zigrino, che ha la capacità di esaudire ogni suo desiderio. La pelle però ha un potere: si restringe ogni volta che viene esaudito un desiderio, accorciando l&#8217;esistenza del giovane. Dopo un primo momento di esaltazione, Raphael, il protagonista, si rende conto del potere distruttivo del talismano e delle sue nefaste conseguenze.<br />
La novella mette in scena l&#8217;alternativa che gli uomini hanno sempre e comunque di fronte: una vita lunga ma tetra o una vita intensa ma breve.<br />
Questo racconto di Balzac è una metafora del meccanismo compulsivo e fisiologico del narrare. Ossia che, malgrado tutto, saremo sempre portati a stabilire, con altri da noi, una relazione a carattere narrativo, un legame basato su di una narrazione. Costi quel che costi, ci dice Balzac.<br />
Tra le tante interpretazioni della novella non manca quella freudiana. Se l’amuleto di Raphael – la pelle di zigrino – si restringe ad ogni desiderio soddisfatto, Freud lo assimila al pene post-coitale, che si restringe dopo il necessario inturgidimento. Soddisfatto il bisogno riproduttivo, concluso l’atto sessuale, il membro maschile si ritira. Il bisogno è stato calmato, il sesso è una necessità fisiologica, così come il narrare, sembra suggerirci Freud. Narrare e riprodursi: due bisogni primari dell’uomo. Con conseguenze che turbano l’equilibrio dell’individuo.<br />
L’ho presa da lontano. Che c’entrano Rumiz e Freud? Balzac e il reportage? </p></blockquote>
<p><strong><br />
SCARICA IL PDF</strong> (612 KB): <a href="http://www.webgolnetwork.com/download-dolcenarrar.html">M&#8217;è dolce questo narrar. Paolo Rumiz e il nuovo feuilleton giornalistico</a>, di Enrico Bianda, Webgol Network Edizioni, 2011</p>
<p><em>Grazie di cuore a Dario Agosta per il progetto grafico e l&#8217;impaginazione.<br />
</em></p>
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		<title>Wikileaks e la trasparenza. Ovvero la politica che deve dir grazie ad Assange</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 14:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 27 gennaio si è svolto a Roma una iniziativa dal titolo &#8220;Sette interrogativi su WikiLeaks. Una iniziativa di studio&#8220;, promossa da Università Roma Tre, IULM-Mediascapes, Premio Ilaria Alpi, Fondazione Ugo Bordoni, Isimm &#8211; per quel poco che ahimè sono riuscito a seguire molto interessante. A questa pagina il programma completo, le sette domande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="-2"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/assange_Time.jpg" alt="Julian Assange, in copertina sul Time" title="" width="100" height="118" class="alignleft size-full wp-image-4581" />Lo scorso 27 gennaio si è svolto a Roma una iniziativa dal titolo &#8220;<em>Sette interrogativi su WikiLeaks. Una iniziativa di studio</em>&#8220;, promossa da Università Roma Tre, IULM-Mediascapes, Premio Ilaria Alpi, Fondazione Ugo Bordoni, Isimm &#8211; per quel poco che ahimè sono riuscito a seguire molto interessante. A <a href="http://www.mediastudies.it/spip.php?article215">questa pagina</a> il programma completo, le sette domande aperte e la relazione introduttiva di Menduni. Di seguito una bozza del mio intervento &#8211; ho rimesso insieme un po&#8217; di cose che ho scritto nell&#8217;ultimo periodo&#8230;</font></p>
<p>Qualche giorno prima della fine dello scorso anno ci è capitato di giocare con ospiti, politici e cittadini collegati via web su <a href="http://www.webgol.it/2010/12/31/uomo-politico-dellanno-lonnipotente-peone-digitale-che-si-impegna-verso-sud/">chi fosse l’uomo politico dell’anno</a> – un “gioco” televisivo che abbiamo messo in piedi ad Agorà su Rai Tre per chiudere simbolicamente l’anno politico con una specie di vincitore. Tra i candidati c’era l’onnipresente e onnipotente Berlusconi, Il poetico Vendola, l’unica donna Camusso, l’esterofilo Marchionne, il giovane Renzi, l’impegnato Saviano, i giovani intesi come molteplicità in marcia e in protesta, Fini lo sconfitto in zona cesarini, il re dei peoni Scilipoti. E poi Assange, appunto, misterioso australiano fondatore di Wikileaks, sito soffione di intermediazione giornalistica. Nella votazione in studio ha vinto Berlusconi, ca va sans dire. Io, pur potendo con il mio voto modificare l’esito finale, ho votato convintamente Assange: ed ecco perché mi fa piacere poter spiegare qui perché. </p>
<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="450" height="367" src="http://www.youtube.com/embed/bICqqZ08SIQ" frameborder="0" allowFullScreen></iframe></p>
<h3>Una premessa: è pre (o post-) giornalismo</h3>
<p>In molti hanno interpretato la creazione di Assange come fosse un quotidiano cartaceo, o un quotidiano online – con tanto di redazione, direttore responsabile (Assange appunto), pagine, aperture, editoriali ecc. Quello che <a href="http://213.251.145.96/">Wikileaks</a> fa, quasi come mission “aziendale”, è spostare sulla scena pubblica (e on line) un’operazione tipica del retroscena del giornalismo tradizionale: la ricerca delle fonti e la raccolta delle informazioni. Wikileaks è una modalità evoluta della disintermediazione giornalistica operata inizialmente dalla blogosfera e dal primo citizen journalism e irrorata dalla reticolarità dei social network: fa sì a meno degli articolati meccanismi tradizionali di previa validazione delle informazioni ma nello stesso tempo ne ha bisogno <em>ex-post</em> – prevedendo per esempio l’appoggio e la collaborazione con strutture giornalistiche classiche (vedi El Pais, Le Monde, ecc.), che forniscono la sintesi e la gerarchia delle informazioni necessari alla costruzione dell&#8217;agenda. Quando si dice – e si è detto – che Wikileaks ha fallito perché non ha dato notizie, quindi, si dice insieme una cosa forse vera e una cosa sicuramente falsa: la cosa sicuramente falsa è che il successo di Wikileaks dipenda dagli scoop che riesce a fornire (e in passato peraltro lo ha fatto). Il successo di Wikileaks è invece nell&#8217;aver messo sotto gli occhi di tutti informazioni che prima erano sotto gli occhi di pochi: aver reso trasparenti le stanze del potere con annnessi dispacci (da quanto non si sentiva in giro la parola “dispaccio”? roba che richiama grammofoni e poste pneumatiche). Ovvero, un successo per molti versi di una sorta di pre-giornalismo o post-giornalismo – un cambiamento di sistema, quasi delle regole del gioco.</p>
<h3>Una mediasfera trasparente</h3>
<p>Il punto più interessante, a mio giudizio, è proprio l’impatto che ha Wikileaks all’interno del sistema politico – del modo di concepire l’architettura delle già intricate relazioni (anche comunicative) tra politica, media e cittadini.<br />
Dice: “<em>Dittatura è quando il governo controlla il popolo, democrazia è quando il popolo controlla il governo</em>”. Quindi ha fatto bene Assange a pubblicare quei documenti riservati – a prescindere dal fatto che dicessero cose risapute o banali? Il “popolo”, i cittadini devono poter vedere tutto ciò che concerne chi governa, o chi governa ha il diritto di tenere qualcosa nascosto per il bene dei cittadini stessi? Il punto è proprio questa benedetta trasparenza. La logica del web e delle tecnologie connettive ha messo in discussione i tradizionali separè che delimitano il pubblico e il privato degli affari di Stato – così come hanno sbrecciato la porta delle camerette di tutti noi, che stiamo sui social network con una simbolica webcam puntata in diretta sui cavoli nostri. Sotto lo scossone di una mediasfera che è insomma come quegli stracci supermoderni che s’infilano negli angoli e non lasciano sporco e inesplorato nemmeno un anfratto, la democrazia si è riscoperta essere una roba fragile. Dittatura è quando il governo se ne frega di quel che scopre il popolo, democrazia esattamente il contrario.</p>
<p><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/ja-main.jpg" alt="Wikileaks" title="" width="450" class="alignleft size-full wp-image-4590" /></p>
<h3>Tutti controllano tutti, è una democrazia più forte</h3>
<p>Però c’è un però. Al contrario di un passato in cui le guerre e i totalitarismi hanno rotto violentemente questa roba fragile in mille pezzettini acuminati, la fragilità che nasce dai milioni di occhi che controllano e dalle milioni di bocche che divulgano è invece un elemento di rinnovata robustezza del sistema. <em>La democrazia 2.0 è robusta proprio perché fragile</em>. Resiste bene proprio perché si vedono perfettamente i meccanismi interni e le linee di rottura &#8211; dove potrebbe essere infranta. Perché è trasparente, appunto. Un panopticon in fibra ottica, policentrico e con i muri di cristallo: dove tutti controllano tutti.<br />
La trasparenza è a ben pensarci una buffa cosa, ontologicamente tremolante. Perché se una cosa è trasparente vuol dire che ci si può vedere attraverso: la trasparenza è un apostrofo traslucido tra il dentro e il fuori. Non si può guardare direttamente, la trasparenza: è sempre il mezzo e mai il fine dello sguardo (e del controllo). Forse anche per questo non è amata dalla politica egotica di questi tempi, che ama più i riflettori puntati sul palazzo che riflettere ciò che sta altrove. Dittatura è quando il governo non riflette, appunto.<br />
La trasparenza è infine un’arma a doppio taglio: una lama è paura (che si vedano cose che non si dovrebbero vedere), una lama è fiducia (che non c’è nulla da temere a far vedere le cose che non si dovrebbero vedere). Però non può essere mai completa, assoluta: c’è sempre qualcosa in mezzo, per quanto lindo sia. La trasparenza assoluta è solo se non c’è niente in mezzo, ma se non c’è niente in mezzo non c’è la trasparenza: ovvero qualcosa che deve trasparire (e infatti è l’assenza il vero contrario della trasparenza). Traspare solo ciò che c’è. Ecco perché a Wikileaks, la politica, dovrebbe dire grazie.</p>
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		<title>Uomo politico dell&#8217;anno? L&#8217;onnipotente peone digitale che si impegna verso sud.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 01:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come al solito e come è giusto (in fondo qualcosa s&#8217;ha da conservare esogeno in barba alla memoria fiacca che abbiamo, nell&#8217;illusione che attraverso la sintesi listante sia davvero possibile qualcosa salvare da un presente assassino e tritapassato) finisce l&#8217;anno e si sprecano classifiche, repertori, liste, best of. (Che poi, cos&#8217;è una lista? E&#8217; una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito e come è giusto (in fondo qualcosa s&#8217;ha da conservare esogeno in barba alla memoria fiacca che abbiamo, nell&#8217;illusione che attraverso la sintesi listante sia davvero possibile qualcosa salvare da un presente assassino e tritapassato) finisce l&#8217;anno e si sprecano classifiche, repertori, liste, best of. (<em>Che poi, cos&#8217;è una lista? E&#8217; una collezione di elementi diversi la cui relazione è definita dallo scopo della lista stessa. E&#8217; insomma una scelta arbitraria tenuta insieme con lo sputo di un obiettivo colloso e preciso</em>). Insomma, ne faccio una anche io e la faccio utilizzando una puntata di <a href="http://agora.rai.it">Agorà</a>, una delle ultime dell&#8217;anno in cui abbiamo giocato a nominare l&#8217;uomo (la donna, il gruppo) dell&#8217;anno della politica italiana. </p>
<p>Questi qui sotto sono i video di presentazione delle nomination &#8211; che ho prodotto (il settimo è un servizio di Federico Ruffo) giocando con gli archivi, dentro il limite del minuto e cercando di profilare al meglio il nominato. E&#8217; anche un modo per riveder che razza di anno (politico) è stato &#8211; e sperar di meglio.</p>
<h3>Nomination numero 1. Berlusconi: l&#8217;onnipotente</h3>
<p>Un anno in cui gli son capitate cose che avrebbero spazzato via chiunque, ma non lui &#8211; che è specchio riflesso, degli italiani. Parlano di lui, di Berlusconi &#8211; ma soprattutto lui, sempre più, parla molto di se stesso: discorsi che come boomerang tornano sempre addosso a chi li pronuncia, li lancia in aria. Il nostro è il miglior governo nella storia della Repubblica, sono un ospite straordinario, sono l&#8217;uomo che tutti vorrebbero sentire (detto da Nadia Macrì, in rappresentanza di tutta la sfilata di donne che hanno fatto la passarella intorno al premier, per tutto l&#8217;anno). Il politico che ha successo &#8211; dice lui &#8211; perchè è se stesso, nel bene e nel male. Appunto. <strong>Egolalico</strong>.</p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356063750574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356063750574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero 2. Vendola: verso Sud.</h3>
<p>Nichi Vendola, l&#8217;anno della conferma in Puglia &#8211; della conferma che è un politico ju-jitsu: più gli danno contro più si rafforza, raccogliendo consensi e attenzioni che spillano dalle misure colme degli avversari, degli alleati, dei cittadini annoiati dalla solita solfa. Vendola ha una doppia natura: speculare politicamente e geograficamente al mondo di Berlusconia, e insieme da molti accomunato per le due abilità comunicative (che lo stesso Berlusconi ammira). Un politico che ha il coraggio di recitare gli appellativi gay davanti a milioni di telespettatori, che va verso Sud, che grazie ad una narrazione che non vuole essere filosofica e poi lo è trapassa facile il burro del linguaggio banalizzato (anche se spesso poco capito) &#8211; senza le barzellette, che sono finite e mettono tristezza. <strong>Carismatico</strong>.</p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356067085574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356067085574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero tre. Camusso: il lavoro è donna</h3>
<p>Una donna che lavora, e che difende i lavoratori, da poco a capo del più grande sindacato italiano &#8211; contraltare di un&#8217;altra donna a capo degli imprenditori italiani (Emma Marcegaglia). Susanna Camusso è ancora poco conosciuta, ma già si è fatta notare per navigare controcorrente: per forma (controfasica a quelle dominanti, geisha o in carriera) e per sostanza, come dimostra la risposta alla richiesta degli studenti contro la legge Gelmini di uno sciopero generale. Una donna vera, che non sembra subire il fascino del compromesso &#8211; e in quanto donna anche poco facilmente paternalistica, appunto. <strong>Roccia</strong>. </p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356068370574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356068370574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero quattro. Marchionne, il metalmeccanico</h3>
<p>Un uomo, un modello (non di maglione, ma di auto). La sua dichiarazione sulla competitività della Fiat, e le polemiche intorno all&#8217;accordo di Pomigliano lo hanno messo al centro del dibattito politico &#8211; anche se lui si ritiene un &#8220;metalmeccanico&#8221; (l&#8217;interpretazione più generosa nei suoi confronti è che intendesse la frase all&#8217;inglese: nel campo della metalmeccanica&#8230;) e a entrare in politica non ci pensa. Ma la politica la fa. <strong>Metallurgico</strong>.</p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356068750574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356068750574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero cinque. Renzi: il Leopoldo</h3>
<p>Dalla Stazione Leopolda ad Arcore (anzi un caffè a Monza), un politico under 40 che, da sindaco di Firenze, prova a influenzare la politica nazionale e non le manda a dire ai leader del suo partito &#8211; raccogliendo anche estimatrici inaspettate (Barbara Berlusconi). <strong>Rottamatore</strong>.</p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356069835574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356069835574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero sei. Saviano: l&#8217;impegno</h3>
<p>Dalla scrittura alla televisione senza perdere consenso e pubblico, il programma di Saviano e Fazio ha sbancato la tv italiana: monologhi, balletto, liste e benignate, l&#8217;impegno per l&#8217;Italia unita e per l&#8217;Aquila &#8211; va via o resta? <strong>Impegnato</strong>.</p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356072335574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356072335574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero sette. Gli studenti: il futuro</h3>
<p>In un servizio di Federico Ruffo, la manifestazione del 22 dicembre 2010 a Roma, con gli studenti pacificamente a occupare le strade e i cavalcavia di Roma &#8211; lasciando la zona rossa alla politica rinchiusa nel palazzo e raccogliendo inaspettatamente gli applausi delle auto in coda. L&#8217;immagine del cavalcavia della tangenziale e del sottopassaggio per l&#8217;autostrada (pezzi di strada qualsiasi, rappresentanti in forma di asfalto di una modernità incarognita dalle file e dalla fretta, solitaria e ingolfata) immobilizzati dagli studenti, resi per un attimo vivi e pulsanti e altro da sé è una immagine che rimarrà, e sorridente. <strong>Battaglieri</strong>.</p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356078635574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356078635574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero otto. Fini: lo sconfitto.</h3>
<p>Se l&#8217;anno fosse finito al 13 dicembre, prima del voto contrario del Parlamento alla sfiducia di cui si era fatto portabandiera e principale sponsor, forse avrebbe avuto qualche chance. In fondo ha dominato per un anno il dibattito politico, trasversalmente alle speranze politiche di chi non ne poteva più di Berlusconi e alle posizioni in emiciclo: da destra a sinistra passando per il centro. Un politico dalla doppia veste, istituzionale in quanto presidente della Camera e ribelle in quanto leader di Futuro e Libertà. Un gioco degli equivoci che per ora non ha pagato. <strong>Mister Hyde</strong>. </p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356079875574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356079875574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero nove. Assange: il digitale</h3>
<p>L&#8217;uomo misterioso e freddissimo venuto da lontano, l&#8217;unico straniero della lista, il fondatore di Wikileaks ha dimostrato che la politica mondiale può essere messa in ginocchio da un giornalismo grezzo e un po&#8217; spione, che innova le pratiche tradizionali ed è alimentato da una rete di collaboratori in tutto il mondo. Assange è anche uno che alla domanda &#8220;Pensi di star cambiando il mondo&#8221; risponde, senza troppi imbarazzi, di sì. <strong>Alla faccia</strong>.  </p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356084140574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356084140574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<h3>Nomination numero dieci. Scilipoti, il peone</h3>
<p>Un personaggio &#8211; diciamo &#8211; difficile da definire, un antiberlusconiano che vota per Berlusconi (ed è decisivo per garantirgli sopravvivenza), un politico forse, un comico anche: un po&#8217; De Vito un po&#8217; commedia all&#8217;italiana con Alberto Sordi. L&#8217;emblema, in fondo vincente, di tutti i peones del parlamento &#8211; del peone che c&#8217;è in noi, della formica marchesiana che si incazza (e a maggior ragione se ha poche ragioni). <strong>Decisivo</strong>.</p>
<p><object width="320" height="240" ><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="movie" value="http://www.facebook.com/v/10150356084985574" /><embed src="http://www.facebook.com/v/10150356084985574" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="320" height="240"></embed></object></p>
<p>Sono curioso, ora: <strong>il tuo voto a chi andrebbe</strong>?</p>
<p>(Intanto e comunque ne approfitto, e auguro a chi passa di qua un felice anno nuovo!)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ona Italia. Giornalismo digitale (iper)locale.</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 16:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato un piacere vero aver contribuito (ben poco: di sicuro meno di quanto avrei voluto &#8211; tutti i meriti sono da attribuirsi agli altri promotori, ovvero Pier Vittorio Buffa, Carlo Felice Dalla Pasqua, Sergio Maistrello, Vittorio Pasteris e soprattutto Mario Tedeschini Lalli) all&#8217;organizzazione di un incontro che si svolgerà il 13 novembre a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/files/2010/10/onaitalia_logo.jpg" alt="Ona Italia" align="left"/>E&#8217; stato un piacere vero aver contribuito (ben poco: di sicuro meno di quanto avrei voluto &#8211; tutti i meriti sono da attribuirsi agli altri promotori, ovvero Pier Vittorio Buffa, Carlo Felice Dalla Pasqua, Sergio Maistrello, Vittorio Pasteris e soprattutto Mario Tedeschini Lalli) all&#8217;organizzazione di <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2010/11/09/locale-digitale-giornalismo2-il-programma-per-lappuntamento-del-13/">un incontro che si svolgerà il 13 novembre</a> a partire dalle 10.00 a Roma, presso la Vetreria Sciarra, dove ha sede il Digilab dell&#8217;Università La Sapienza (via dei Volsci 122).</p>
<p>E‘ un incontro informale di giornalisti digitali italiani, sotto gli auspici della <a href="http://www.journalists.org/">Online News Association</a>, che si occuperà di giornalismo locale e iperlocale con la partecipazione di giornalisti professionisti, free lance, part time, studenti e appassionati del mezzo. C&#8217;è <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/giornalismodaltri/2010/11/09/locale-digitale-giornalismo2-il-programma-per-lappuntamento-del-13/">un programma di massima</a> e una <a href="http://giornalismoiperlocale.wikispaces.com/">pagina wiki dedicata</a> cui iscriversi. Tutti sono benvenuti: tesserati e non tesserati, professionisti e non, studenti e studiosi.</p>
<p>L&#8217;argomento &#8211; come dimostrano gli <a href="http://www.webgol.it/category/giornalismi/">archivi ormai troppo lunghi</a> di questo blog e due saggi che ho scritto negli ultimi anni: <a href="http://www.webgol.it/attraverso-la-rete-dal-giornalismo-monomediale-al-giornalismo-crossmediale/">Attraverso la Rete</a> e <a href="http://www.webgol.it/campogiornalistico">L&#8217;informazione nell&#8217;era dei blog</a> &#8211; mi interessa da sempre; i tempi poi sono brulicanti di novità, prove ed errori, un aggiornamento (e un&#8217;occasione di riannodare reti e conoscenze e esperienza) è sempre utile.<br />
Poi, se la cosa funziona, stiamo già pensando ad altre iniziative &#8211; dal festival di Perugia in poi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mosceria del Bunga Bunga</title>
		<link>http://www.webgol.it/2010/10/29/la-mosceria-del-bunga-bunga/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 11:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sintesi sintesi ad adesso per come la vedo io? (Dico del Bunga Bunga di cui oggi abbiamo parlato quasi nolenti ad Agorà &#8211; ovviamente e prescindendo del tutto dal giudizio politico-etico-morale assolutamente negativo). Repubblica &#038; co, memori degli errori di forma gossippara prima del caso Noemi e poi di quello D&#8217;Addario, sono partiti con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sintesi sintesi ad adesso per come la vedo io?<br />
(Dico del Bunga Bunga di cui oggi abbiamo <a href="http://www.agora.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-12bb0ac0-53e9-4322-b68d-8819275ea9a0.html#p=0">parlato quasi nolenti ad Agorà</a> &#8211; ovviamente e prescindendo del tutto dal giudizio politico-etico-morale assolutamente negativo).</p>
<p>Repubblica &#038; co, memori degli errori di forma gossippara prima del caso Noemi e poi di quello D&#8217;Addario, sono partiti con il freno tirato e con mille mani avanti: non intendiamo dire i nomi (ma che se sia chiaro il sacrificio visto che sono nomi che pesano) e non ci interessano i dettagli pecorecci. Il punto &#8211; emerge anche dalle ultime dichiarazioni &#8211; è l&#8217;abuso di ufficio e la ricattabilità del premier. Parliamo di questo, valutiamo il premier soprattutto su questo.</p>
<p><img src="http://www.repubblica.it/images/2010/10/29/121507558-7d5125ba-7288-4f9f-b9ad-4f0fc88c3dd5.jpg"/></p>
<p>La risposta dall&#8217;altro campo sembra andare a segno. Con due palle nemmeno troppo effettate.</p>
<p>La prima è: ho aiutato una persona che aveva bisogno come farebbero tutte le persone di cuore. Che faresti tu, italiano medio, se ti dicessero che una tua conoscente è finita in prigione ed è sola e disperata e potessi tirarla fuori? &#8211; è l&#8217;argomentazione speciosa che s&#8217;evoca e che parla alla nostra panza familistica. Una palla alzata ieri en passant ad <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/10/28/news/davanzo_ruby-8503315/">Acerra</a> dal premier seduto accanto a Bertolaso a parlar di rifiuti, e chiusa oggi a <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/10/29/news/berlusconi_telefonata-8535692/?ref=HREA-1">Bruxelles</a>: &#8220;Ci aveva raccontato una storia drammatica, era in difficoltà e ho fatto una telefonata per aiutarla&#8221;.<br />
La seconda arriva per altri canali. Un esempio è il questore dell&#8217;epoca Vincenzo Indolfi, oggi <a href="http://lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201010articoli/59945girata.asp">intervistato</a> su La Stampa, che conferma la telefonata ma smonta l&#8217;ipotesi dell&#8217;abuso: alla minore nessun privilegio, da Palazzo Chigi si raccomandavano solo che venisse trattata bene.</p>
<p>Rimarrebbe solo la questione di Mubarak, che oggi ha aperto i giornali e si è trovato in dote una nipote in più &#8211; ma è roba buona per le barzellette di Pierino.</p>
<p>E ora? A voler insistere (e come si fa onestamente a non?) ci sono due possibilità. O si insiste sull&#8217;abuso di potere (che rischia di essere oggettivamente debole), o si ritorna sul pecoreccio del rituale africano (che rischia di riproporre lo stucchevole gioco delle parti moralisti vs <em>bon vivant</em> già visto nei casi precedenti). Due colpi mosci, se son solo questi. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mentana, la mononotizia e la fine del Tg</title>
		<link>http://www.webgol.it/2010/09/06/mentana-la-mononotizia-e-la-fine-del-tg/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 20:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Terremoto tg: l’ingresso in campo di un nuovo concorrente altamente competitivo, come il TgLa7 di Enrico Mentana, cambia gli equilibri nell’informazione tv&#8220;, così scrive Aldo Grasso oggi sul Corriere, facendo una media degli ascolti della prima settimana. Nella sua prima settimana, la testata giornalistica Telecom ha raggiunto almeno cinque risultati. Il primo consiste nel dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Terremoto tg: l’ingresso in campo di un nuovo concorrente altamente competitivo, come il TgLa7 di Enrico Mentana, cambia gli equilibri nell’informazione tv</em>&#8220;, così scrive <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/10_settembre_06/grasso_464e7e10-b979-11df-90df-00144f02aabe.shtml">Aldo Grasso oggi sul Corriere</a>, facendo una media degli ascolti della prima settimana. </p>
<blockquote><p>Nella sua prima settimana, la testata giornalistica Telecom ha raggiunto almeno cinque risultati. Il primo consiste nel dato puramente numerico di spettatori: un dato che è andato aumentando nel corso della settimana, con un picco (giovedì) di quasi 1.700.000 spettatori (8,38% di share), e <strong>una media di 1.500.000 spettatori (7,61% di share)</strong>. Se si considera che nel settembre dell’anno scorso la media era ferma al 2,33%, si comprende la soddisfazione della rete.</p></blockquote>
<p>Soddisfazione aumentata certamente oggi, a guardare i <a href="http://www.tvblog.it/post/21358/ascolti-tv-domenica-5-settembre-2010-vince-distretto-di-polizia-10-con-4-mln#continua">dati</a> auditel del <a ="http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_06/ascolti-tv-tg-mentana_8be7f1be-b996-11df-90df-00144f02aabe.shtml">telegiornale di ieri</a>: con il traino della diretta integrale del discorso di Gianfranco Fini da Mirabello, ha superato &#8211; &#8220;per la prima volta&#8221; ha detto lo stesso conduttore ringraziando all&#8217;inizio dell&#8217;edizione del giorno dopo &#8211; la doppia cifra (10%).</p>
<p><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/mentanala7.jpg" alt="mentanala7" title="" width="430" class="alignnone" size-full wp-image-4360" /></p>
<p>Il dato è significativo anche per un altro motivo. Mentana sta facendo un ottimo tg. Il Tg di ieri, invece, quello del record, era un non-Tg. Mentana infatti ha di fatto parlato solo di Fini e Mirabello &#8211; <strong>senza dare nessun&#8217;altra notizia</strong>. Tutto verticale sul discorso di Fini. Non avevo mai visto una cosa così. Ma i dati Auditel lo hanno premiato. </p>
<p>Mentana ha fatto una cosa da fuoriclasse. Ha sentito odor di ascolti come uno squalo sente il sangue, si è messo in scia dell&#8217;attenzione confluita intorno al discorso di Fini e ha deciso di giocarsi la credibilità ottenuta dal suo telegiornale nella prima settimana tra pubblico e addetti ai lavori per &#8220;piegare&#8221; il format classico del telegiornale in un vero e proprio talk show &#8211; allestito a pochi secondi dalla fine dell&#8217;evento. </p>
<p>Mentana <strong>ha diretto un tg mononotizia.</strong> Non c&#8217;erano titoli o altre news. C&#8217;era invece &#8211; oltre il prolugamento del dibattito con i finiani a Mirabello, Travaglio e Feltri &#8211; un collegamento in diretta con Casini quasi in ciabatte sotto casa, dichiarazioni di Bersani e Di Pietro girate durante il discorso e un paio di servizi di sintesi montati al volo. </p>
<p><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/mentana_la7.jpg" alt="mentana_la7" title="" width="430" class="alignnone size-full wp-image-4371" /></p>
<p>La stranezza del telegiornale post-Mirabello di Mentana è la rottura del rito (spesso vuoto, per carità) del telegiornale. Un Tg in cui c&#8217;è un solo argomento non è più un Tg: è approfondimento, è talk show appunto, è altro. Il punto semmai è: <strong>quanto si può stravolgere un Tg prima che non sia più un Tg?</strong> </p>
<p>Un telegiornale è tradizionalmente una selezione di fatti notiziabili e significativi per una comunità.<br />
Se il bisogno informativo legato al telegiornale è quello di dare una priorità delle notizie, permettendo alle persone di sincronizzare l&#8217;agenda privata con quella pubblica, un Tg come quello diretto da Mentana dopo il discorso di Fini, questo bisogno lo soddisfa solo in parte &#8211; <strong>perché non racconta niente del resto del mondo</strong>. Non mette in ordine il mondo, ma si focalizza su un solo aspetto. </p>
<p>Certo: potrebbe anche essere che non ce ne sia più bisogno &#8211; di questo bisogno. Le notizie sono nell&#8217;aria (sul web?) e le persone sono sempre più autonome nel organizzare la propria agenda di priorità.<br />
E&#8217; l&#8217;inizio della fine dei Tg?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Due, tre, otto, dieci cose da fare (o non fare) sui media sociali</title>
		<link>http://www.webgol.it/2010/06/04/due-tre-otto-dieci-cose-da-fare-o-non-fare-sui-media-sociali/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 10:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[TecnoFobie]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche io sono in attesa di metter le cartacee mani sul nuovo libro di Sergio Maistrello, che ho già letto in altre forme, che esce il nove giugno, che si intitola Giornalismo e Nuovi Media, e che è davvero il punto fermo e a capo sullo stato dell&#8217;arte: un libro che ci voleva, scritto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sergiomaistrello.it/libri/genm/"><img src="http://www.sergiomaistrello.it/immagini/libri/genmtag.jpg" alt="Giornalismo e Nuovi Media, copertina del libro di Sergio Maistrello" align="left" width="250"/></a>Anche io sono in attesa di metter le cartacee mani sul nuovo libro di <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>, che ho già letto in altre forme, che esce il nove giugno, che si intitola <a href="http://www.sergiomaistrello.it/libri/genm/">Giornalismo e Nuovi Media</a>, e che è davvero il punto fermo e a capo sullo stato dell&#8217;arte: un libro che ci voleva, scritto con la solita maistrellica implacabile gentile precisione &#8211; che racconta quello che è stato e insieme traccia le direttrici verso cui si sta allargando il &#8220;campo&#8221; giornalistico, argomento che da tempo mi appassiona (vedi ma giusto per la cronaca <a href="http://www.webgol.it/campogiornalistico">&#8220;Un nuovo giornalismo s&#8217;intreccia nella Rete: l&#8217;informazione nell&#8217;era dei blog&#8221;</a> e un libro/ricerca a sei mani di un paio di anni fa, &#8220;<a href="http://www.webgol.it/attraverso-la-rete-dal-giornalismo-monomediale-al-giornalismo-crossmediale/">Attraverso la Rete. Dal giornalismo monomediale al giornalismo crossmediale</a>&#8220;). </p>
<p>Nell&#8217;attesa di, segnalo un post che Sergio ha appena scritto: <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2010/06/04/a-te-che-sei-nuovo-di-qui/">un decalogo</a> su come stare in Rete. Specie su Facebook, che ha avuto l&#8217;indubbio merito di popolarizzare l&#8217;uso della rete sociale ma spesso al costo di una banalizzazione dei modi (o di una cattiva comprensione dei processi). Per esempio:</p>
<blockquote><p>
1. Sii consapevole che tutto quello che scrivi e che condividi riguardo a te e ai tuoi amici potrebbe sfuggire al tuo controllo. Dentro ambienti come Facebook, il tuo controllo sui contenuti finisce sostanzialmente nel momento in cui pubblichi un contenuto. Non è sempre così, ma sii preparato al fatto che potrebbe anche essere così. [...]<br />
7. Sii lungimirante: se pensi che un contenuto, tolto dal suo contesto originale, un giorno potrebbe nuocere a te o alle altre persone coinvolte, evita di pubblicarlo. Tieni sempre in mente il fatto che stai giocando con la reputazione e la dignità tua, dei tuoi amici e di tutte le persone con cui ti capita di interagire.</p></blockquote>
<p>Ma va <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2010/06/04/a-te-che-sei-nuovo-di-qui/">letto tutto</a>. E&#8217; venuto fuori un post da stampare formato a3 e distribuire, per esempio, in tutte le scuole del regno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Festival internazionale del giornalismo. A Perugia.</title>
		<link>http://www.webgol.it/2010/04/19/festival-internazionale-del-giornalismo-a-perugia/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 10:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso anno andai a Perugia un po&#8217; diffidente. Non verso il festival in generale, che non conoscevo se non di racconto altrui &#8211; ma verso questi eventi in generale, avendone negli anni frequentati diversi dai format disparati e eterogenee ambizioni. Ebbene, niente è comparabile con quello che accade a Perugia nei 5 giorni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ijf10.org/it/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/festivalgiornalismo_2010.jpg" alt="" title="" width="186" height="250" class="alignleft size-full wp-image-3796" /></a>Lo scorso anno andai a Perugia un po&#8217; diffidente. Non verso il festival in generale, che non conoscevo se non di racconto altrui &#8211; ma verso questi eventi in generale, avendone negli anni frequentati diversi dai format disparati e eterogenee ambizioni. Ebbene, niente è comparabile con quello che accade a Perugia nei 5 giorni del <a href="http://www.ijf10.org/it/">Festival Internazionale di Giornalismo</a>: una città che si lascia invadere e che apre i suoi spazi e i suoi luoghi, un <a href="http://www.ijf10.org/it/menu/programma/">programma pieno zeppo</a> che si sdoppia e si triplica con plurimi eventi ogni ora, decine e decine di giovani volontari che animano una redazione pienamente crossmediale, una propensione a ragionare della professione giornalistica che va oltre gli angusti confini della riflessione accademica e si apre alle nuove tecnologie, alle sperimentazioni, alle nuove pratiche.</p>
<p>Avevo promesso ad Arianna Ciccone, che è il motore instancabile e sorridente del Festival, che sarei tornato l&#8217;anno dopo per fare qualsiasi cosa: e insieme a <a href="http://diegobianchi.com">Diego</a> faremo a colazione, il giovedì e il venerdi mattina alle 10.30, una specie di rassegna stampa politica e dajista, con la logica partecipata e dell&#8217;ammuina e con qualche video di Diego. </p>
<p>Se potete, fateci un salto (al festival, al festival).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sanremo sui socialcosi. Su DNnews di oggi</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pezzi di carta]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché Sanremo è Sanremo pure sui socialcosi”. Così recita il sottotitolo di “Sanremolo”, uno dei molti gruppi di discussione online nati intorno al festival canoro. Perché Sanremo non è solo un festival. È innanzitutto un evento mediale come pochi ne sono rimasti nell’epoca dei video (e della musica) on-demand. Televisione allo stato puro – il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dnews.eu/contents/pdfedizioni/22-02-2010_DNewsRoma.pdf"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/sanremo2010_dnews_2.jpg" width="200" height="174" class="alignleft size-full wp-image-3768" /></a>Perché Sanremo è Sanremo pure sui socialcosi”. Così recita il sottotitolo di “<a href="http://friendfeed.com/sanremolo">Sanremolo</a>”, uno dei molti gruppi di discussione online nati intorno al festival canoro. Perché Sanremo non è solo un festival. È innanzitutto un evento mediale come pochi ne sono rimasti nell’epoca dei video (e della musica) <em>on-demand</em>. Televisione allo stato puro – il cui successo è stato amplificato, in questa edizione, dalla conduzione nazionalpopolare della Clerici: un pizzico di paillettes e tagliatelle, una spruzzatina di polemica e il successo è servito. La natura intrinsecamente televisiva del festival ha da sempre stimolato <strong>la nascita di gruppi d’ascolto “popolari”</strong>: gruppi di amici che si riuniscono a casa di uno di loro e commentano la diretta.</p>
<p>Da alcuni anni questo fenomeno si è spostato sul web. Sui social network. Con una differenza importante. Se le cose dette nei gruppi d’ascolto vecchia maniera rimangono nel privato, le cose scritte su internet possono essere lette da tutti. E tutti possono commentare e partecipare. <strong>È un fenomeno parallelo alla crescita dei social network</strong>. Migliaia di persone hanno di fatto commentato online le serate in diretta dall’Ariston con status di tutti i generi: dai vestiti alle acconciature, dalle canzoni alle scelte registiche. </p>
<p>Internet è di fatto diventato <strong>un enorme divano a migliaia di piazze</strong>, in cui tutti hanno potuto sedersi accanto a tutti: al vicino di blog o all’amico dell’amico di Facebook che faceva lo spiritoso e qualcuna l’azzeccava. Alla fine le canzoni diventano un pretesto per scambiarsi opinioni sul mondo. E lo show ipercommentato perde un po’ la sua sacralità. Colpa di internet. E forse anche colpa di anni di televisione in cui l’audience parla ed è parte integrante dello spettacolo: partecipa, polemizza, fa voci dal loggione, interviene, tifa. <strong>Il pubblico di “Amici”, vociante e televotante, si ibrida con la logica dell’utente dei social network</strong>, che in fondo non fa altro che rispondere a tutti quegli strumenti che si affannano ogni volta a chiedere “Cosa stai pensando?”, “Cosa stai facendo?”. </p>
<p>E loro, se stanno vedendo il Festival e non gli piace, lo dicono. Con un effetto domino di ritorno: perché c’è chi magari accende il computer, si incuriosisce e poi accende la televisione – un po’ per partecipare alla chiacchierata collettiva e <strong>un po’ nel timore di perdersi qualcosa di cui i colleghi parleranno l’indomani</strong> davanti alla macchinetta del caffé. </p>
<p>Il risultato è un vocìo continuo e rumoroso intorno all’Ariston e a chiunque passasse dal palco: <strong>forche caudine digitali e implacabili</strong>. Dall’autore Luca Bottura, la cui battuta rimbalza veloce di profilo in profilo: “<em>Dopo 64 anni, i Savoia traditi nuovamente dalle giurie popolari</em>” alle battute sui laghi della canzone vincitrice, che vanno da “Every lake you take”, ogni lago che hai preso (con buona pace dei doppi sensi e della canzone dei Police) ad una fan page su Facebook dal titolo “<strong>Bonifichiamo i laghi in cui Valerio Scanu ha fatto l’amore</strong>”, con più di 3000 fan che si propongono volontari. </p>
<p>Sanremo è infine un simbolo. Della canzone italiana, ma non solo. Un simbolo inattaccabile e inavvicinabile. Ed ecco che il web, come in casi analoghi, funziona anche come canale per manifestare pubblicamente il proprio dissenso. <strong>Per fare una pernacchia liberatoria, e dire che il re è nudo</strong>. Tra le canzoni più bersagliate, quella di Pupo, Filiberto e Canonici. Da segnalare per creatività il <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2010/02/generatore-automatico-di-canzoni-di.html">generatore automatico di Metilparaben</a>, dove basta ricaricare la pagina per avere una nuova versione del testo: “<em>Io credo nella mia mistura / e nella mia balneazione / per questo io non ho paura / di far merenda col torrone</em>”.</p>
<p><font size="-2">[da Dnews, <a href="http://www.dnews.eu/contents/pdfedizioni/22-02-2010_DNewsRoma.pdf">22 febbraio 2010</a>]</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;anima di ANIMAls /7. Pensa a Facebook il giorno di Natale</title>
		<link>http://www.webgol.it/2009/12/21/allanima-di-animals-7-pensa-a-facebook-il-giorno-di-natale/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 08:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>

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		<description><![CDATA[La copertina (di Gipi) dell'ultimo numero di Animals Ho saltato la recensione di un numero, nemmeno ricordo perché. Ma riprendo a tener traccia con questo dicembrino &#8211; e parlo ovviamente dell&#8217;ultimo numero di ANIMAls in edicola, rivista eccetera eccetera curata con indefesso amor da Laura Scarpa e i tipi di Coniglio Editore. Nel numero 7 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="img alignleft" style="width:162px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/copA7.jpg" alt="La copertina (di Gipi) dell'ultimo numero di Animals" width="162" height="220" />
	<div>La copertina (di Gipi) dell'ultimo numero di Animals</div>
</div>Ho saltato la recensione di un numero, nemmeno ricordo perché. Ma riprendo a tener traccia con questo dicembrino &#8211; e parlo ovviamente dell&#8217;ultimo numero di <a href="http://animals-theblog.blogspot.com/">ANIMAls</a> in edicola, rivista eccetera eccetera curata con indefesso amor da <a href="http://caffeacolazione.tumblr.com/">Laura Scarpa</a> e i tipi di Coniglio Editore.</p>
<p>Nel numero 7 animalesco, dal sapore vagamente natalizio, c&#8217;è la vox populi e i risultati del questionario sui lettori: tre pagine di dati su anagrafica e desideri (sarebbe un bel titolo di rubrica) di chi legge la rivista. Subito dopo (dopo un retrospettiva sui disegni di Fellini) una lunga storia del fumettaro più votato e apprezzato secondo il questionario stesso: Gipi. Sette pagine di una storia acquarellata verde alogena e notturna, disegnata bene e intitolata 2012 (peraltro seguita da una intervista a lui di persona personalmente su uno spettacolo teatrale ipreso dal suo &#8220;S.&#8221;). Poi c&#8217;è Blutch e Fabio Visintin con due storie di Natale. E poi il secondo tra i fumettari preferiti dai lettori: Makkox, con una storia intitolata &#8220;Doni&#8221;, una storia di ricordi e cene natalizie, di padri e di fratelli, di soldi e di tradizioni: una storia arcitaliana dallo sguardo basso e bimbo &#8211; pur se cresciuto. Poi c&#8217;è Trondheim, c&#8217;è una bella intervisa a Istvan Banyai, spettacolare copertinista del New Yorker, c&#8217;è Bacilieri e Mannelli, c&#8217;è Toffolo con Magnus e Pino Creanza. Poi il solito Vives.</p>
<div class="img alignone size-full wp-image-3550" style="width:278px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/babbonatale.jpg" alt="Il Babbo Natale/Godzilla di Fabio Visentin" width="278" height="400" />
	<div>Il Babbo Natale/Godzilla di Fabio Visintin</div>
</div>
<p>Questo è invece il bellissimo Godzilla Natale di Fabio Visintin che è pure su <a href="http://plancton.tumblr.com/">Tumblr</a> e che sta ad illustrar la rubrichetta mia, &#8220;Avatar Mundi&#8221;. Questo numero scrivo del Natale in salsa consumistica e della scomparsa delle ciaramelle, delle cartoline di auguri secolarizzate e del presepe brandizzato Hello Kitty. Ma un pensiero, ad un certo punto, voglio che anche qui risuoni, una intuizione, una orribile visione: &#8220;Questo sarà di fatto il primo Natale massicciamente 2.0. Pensa a Facebook il giorno di Natale. L&#8217;inferno. Roba da far rimpiangere gli sms degli anni scorsi, quelli standardizzati e senza firma mandati da numeri sconosciuti all&#8217;intera rubrica compreso te &#8211; quelli che ti interroghi sulla qualità delle tue conoscenze&#8221;</p>
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		<title>Venice Sessions. Il futuro dei media (ma meglio puntare al viceversa)</title>
		<link>http://www.webgol.it/2009/10/19/venice-sessions-il-futuro-dei-media-ma-meglio-puntare-al-viceversa/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 09:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì (ovvero domani) sarò a Venezia a seguire con piacere i lavori di Venice Sessions su un tema a me molto caro: Il futuro dei media nell&#8217;era digitale. (E, giusto per accennare al titolo, ho sempre trovato affascinante parlare anche del viceversa: i media del futuro; di come gli strumenti, i luoghi, le tecnologie, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://venicesessions.it"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/venicesessione.gif" alt="" title="" width="394" height="45" class="alignnone size-full wp-image-3241" /></a>Martedì (ovvero domani) sarò a Venezia a seguire con piacere i lavori di <a href="http://venicesessions.it">Venice Sessions</a> su un tema a me molto caro: Il futuro dei media nell&#8217;era digitale.<br />
(<em>E, giusto per accennare al titolo, ho sempre trovato affascinante parlare anche del viceversa: i media del futuro; di come gli strumenti, i luoghi, le tecnologie, le stesse relazioni che si stabiliscono dentro la rete sociale, creino nuove opportunità, anche giornalistiche, per raccontare le cose). </em></p>
<p>Il programma completo dovrebbe essere <a href="http://venicesessions.it/sessioni/2009/10/20/il-futuro-dei-media-nellera-digitale/">qui</a>: da Martin Sorrell a David Weinberger (ma da quello che so ci dovrebbero essere più ospiti). Il tutto al Future Center (che non so dove sia) della città  più struggente che c&#8217;è (che è Venezia appunto, nessun problema nemmeno ad esser banali). Proverò a far cenno delle cose che si dicono, magari su <a href="http://www.twitter.com/webgol">Twitter</a>. </p>
<p><a href="http://www.eri.rai.it/internaLibro.aspx?idlibro=806"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/attraversolarete_cop.jpg" alt="La copertina di "Attraverso la rete. Dal giornalismo monomediale al giornalismo crossmediale". Con interventi di Carlo Sorrentino, Antonio Sofi, Enrico Bianda." title="" width="150" height="225" class="alignleft size-full wp-image-3244" /></a>Ne approfitto, visto il tema, di segnalare (e come spesso accade per le mie cose, non l&#8217;ho fatto prima senza bene sapere perché), un lavoro uscito poco meno di un anno fa, scritto a sei mani, con interventi di Carlo Sorrentino, Enrico Bianda e miei (Antonio Sofi). Il titolo è &#8220;<a href="http://www.eri.rai.it/internaLibro.aspx?idlibro=806">Attraverso la Rete. Dal giornalismo monomediale al giornalismo crossmediale</a>&#8220;, edito (e molto ben curato) dai tipi di Rai-Eri per la collana di studi massmediologici &#8220;Zone&#8221;. Il (macro)tema è sempre quello: come sta cambiando la professione giornalistica dentro (e appunto attraverso) la rete. </p>
<p>Con un focus &#8211; sia teorico che empirico &#8211; sulla professionalità  giornalistica e i cambiamenti più o meno strutturali delle redazioni giornalistiche che si affacciano su internet (con alcuni modelli abbozzati dei casi italiani). Lo segnalo perché – con i miei tempi biblici &#8211; sto lavorando ad una versione pdf delle parti da me scritte, da scaricare: un anno di vita, da queste parti, vale per dieci, ma qualcosa di interessante credo ci sia, per gli appassionati. </p>
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		<title>Webgol Live. Giornalismi a Perugia</title>
		<link>http://www.webgol.it/2009/04/05/webgol-live-giornalismi-a-perugia/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 08:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Verso le 11.30 (sempre se tutto funziona) diretta di Webgol Live con ospite Sergio Maistrello. Sempre se tutto funziona (l&#8217;avevo già detto?) proveremo a chiacchierare sui vari giornalismi e sul Festival di Perugia &#8211; che oggi si conclude con un MediaCamp (e proveremo a sentire qualche amico che sta là). Update delle 13.45. Una diretta disastratissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verso le 11.30 (sempre se tutto funziona) diretta di Webgol Live con ospite <a href="http://sergiomaistrello.it">Sergio Maistrello</a>. Sempre se tutto funziona (l&#8217;avevo già detto?) proveremo a chiacchierare sui vari giornalismi e sul <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/">Festival di Perugia</a> &#8211; che oggi si conclude con un <a href="http://barcamp.org/Mediacamp-Perugia">MediaCamp</a> (e proveremo a sentire qualche amico che sta là).</p>
<p><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/antonio_sergio.jpg" alt="" title="" width="319" height="242" class="alignnone size-full wp-image-2629" /></p>
<p><strong>Update delle 13.45</strong>. Una diretta disastratissima dal punto di vista tecnico, con continui down di connessione. Anche una bella scusa: le parti migliori, i contenuti più entusiasmanti e innovativi, le battute più esilaranti, sono state fatte quando non ce ne accorgevamo ma non eravamo più in diretta. Sul resto – su ciò che è andato più o meno in onda – se riesco, proverrò a produrre un podcast nelle prossime ore. Intanto ringrazio, oltre Sergio che si è definito ostaggio del mio server, gli ospiti che abbiamo sentito al telefono: Carlo Felice Dalla Pasqua (giornalista del Gazzettino), Valeria Gentile (una dei 200 volontari provenienti da tutto il mondo) che ci ha passato il suo collega Ferdinando Piccolo, Massimo Mantellini che era appena arrivato a Perugia per il Mediacamp e poco ovviamente sapeva, Arianna Ciccone, sorridente organizzatrice di tutto l&#8217;ambaradam (che ha detto che il prossimo anno proverà ad innovare anche il format, immettendo più logiche web).</p>
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		<title>Giornalismo e (o è?) Internet. Il festival internazionale a Perugia.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 20:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Da domani a venerdì (ma la manifestazione si conclude domenica con un barcamp) sarò a Perugia per il Festival Internazionale del Giornalismo. Il programma è ricchissimo. Mercoledì alle 18.00 parteciperò insieme ad Antonella Beccaria, Paul Bradshaw e Mario Tedeschini Lalli ad un incontro intitolato &#8220;Internet è partecipazione&#8220;. Sottotitolo: Twitter, Facebook &#038; C.: quali strumenti usare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/festival_giornalismo_logo.jpg" alt="" title="" width="397" height="245" class="alignnone size-full wp-image-2611" /></a></p>
<p>Da domani a venerdì (ma la manifestazione si conclude domenica con un barcamp) sarò a Perugia per il <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com">Festival Internazionale del Giornalismo</a>. Il programma è ricchissimo. Mercoledì alle 18.00 parteciperò insieme ad <a href="http://antonella.beccaria.org/">Antonella Beccaria</a>, <a href="http://onlinejournalismblog.com/">Paul Bradshaw</a> e <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/">Mario Tedeschini Lalli</a> ad un incontro intitolato &#8220;<a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/festivaldelgiornalismo.php?article776">Internet è partecipazione</a>&#8220;. Sottotitolo: <em>Twitter, Facebook &#038; C.: quali strumenti usare per favorire il dialogo con il lettore? </em>. Sempre sul tema giornalismo e (o è con l&#8217;accento) Internet, giovedì alle 19:30 c&#8217;è un incontro informale tra <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/festivaldelgiornalismo.php?article790">giornalisti online</a>, con ospite Erik Ulken.<br />
Se passi da quelle parti, fa&#8217; pure un cenno che facciamo due chiacchiere :)</p>
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		<title>Mandami un sms o comprami un giornale</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 11:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi complice e per molti versi ispiratrice, è in corso un bel dibattito sull&#8217;evoluzione del giornalismo lungo la direttrice carta&#8212;>web. Una discussione non per forza lineare, con anse e svolazzi tra ritorno al giornalismo di qualità, pubblicità che prima c&#8217;era e ora non basta più, e miraggi di micropagamenti per risolvere il paradosso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi complice e per molti versi ispiratrice, è in corso un bel dibattito sull&#8217;evoluzione del giornalismo lungo la direttrice carta&#8212;>web. Una discussione non per forza lineare, con anse e svolazzi tra ritorno al giornalismo di qualità, pubblicità che prima c&#8217;era e ora non basta più, e miraggi di micropagamenti per risolvere il paradosso del gratuito sul Web che <strong>Walter Isaacson</strong> nell&#8217;ultimo numero di <a href="http://www.internazionale.it/sommario/">Internazionale</a> dedicato all&#8217;argomento semplifica così e vagli a dire di no:</p>
<blockquote><p>Il risultato è che viviamo in un mondo in cui le compagnie telefoniche fanno pagare ai ragazzi anche 20 centesimi per mandare un sms, ma sembra impossibile far pagare a qualcuno 10 centesimi per leggere un giornale o un articolo.</p></blockquote>
<p>Dico l&#8217;apodittica mia: il futuro del giornalismo (o più verosimilmente di un certo giornalismo di qualità) sarà nell&#8217;efficacia dei sistemi di <em>micropagamento</em>, cioè allorché riusciremo a trasferire soldini – anche pochi, pochissimi, quindi senza intermediari troppo esosi – in modo più facile, intuitivo e sicuro di come è adesso. </p>
<p><em>(Magari proveremo a parlarne al<a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/"> Festival del Giornalismo</a> che si terrà dal 1 al 5 aprile a Perugia, con un ricchissimo programma. Io sarò lì sicuramente mercoledì e giovedì, con un paio di appuntamenti su questi argomenti, varie ed eventuali – insieme a <a href="http://mariotedeschini.blog.kataweb.it/">Mario Tedeschini Lalli</a>, <a href="http://onlinejournalismblog.com/">Paul Bradshaw</a>, e altri giornalisti e esperti.)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Archeoinformazione o fantatelevisione?</title>
		<link>http://www.webgol.it/2009/01/20/archeoinformazione-o-fantatelevisione/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 10:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bianda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Se, con il posticipo di calcio e qualche film di successo, Sky proponesse una prima serata con Fiorello il gioco sarebbe fatto. Del resto, stiamo vivendo una fase di trapasso in cui il pubblico sta mandando precisi segnali di una trasformazione delle proprie abitudini, pronto ad abbracciare le nuove piattaforme se attratto da un contenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Se, con il posticipo di calcio e qualche film di successo, Sky proponesse una prima serata con Fiorello il gioco sarebbe fatto. Del resto, stiamo vivendo una fase di trapasso in cui il pubblico sta mandando precisi segnali di una trasformazione delle proprie abitudini, pronto ad abbracciare le nuove piattaforme se attratto da un contenuto capace di mobilitarlo. E fra i due poli della tv generalista gratuita e della tv a pagamento si aprirebbe una vasta area di conquista. Piacevolmente occupata da Fiorello. [...] Oggi è fantatelevisione, domani non più.</p></blockquote>
<p>Così <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/09_gennaio_20/aldo_grasso_se_fiorello_passa_a_sky_3eadf2ba-e6be-11dd-8f4d-00144f02aabc.shtml">scrive su Il Corriere</a> <strong>Aldo Grasso</strong>, che affronta il tema, mai sopito diremmo, della tv generalista. Che apparentemente mostra i lividi di due decennio di consumo e arroganza, e che invece nei gusti e nei consumi del pubblico resta lì, a dirci che i bisogni alle volte sono più lenti dell&#8217;evoluzione dei media, e che forse c&#8217;è ancora bisogno di fare buona televisione generalista, e soprattutto buona informazione su un canale generalista. Fantatelevisione? Forse. </p>
<p>Comunque uno scossone in giorni in cui si torna a parlare del ritorno di Riotta al Corriere, al posto di Mieli. Archeoinformazione? Forse. </p>
<p>Siamo messi bene, insomma.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Photoshoppare la guerra</title>
		<link>http://www.webgol.it/2009/01/15/photoshoppare-la-guerra/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 16:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[(ir)reality]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio in questi giorni discutevo di come il nome di un software di grafica (nel caso specifico &#8220;Photoshop&#8220;) sia di fatto diventato sinonimo di &#8220;fotoritocco&#8221;. Di una foto troppo bella, si dice sempre più spesso: è &#8220;photoshoppata&#8221;. Sopra la foto originale, sotto quella pubblicata su Il Giornale (via FPA e Mantellini) A monte ovviamente alligna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio in questi giorni discutevo di come il nome di un software di grafica (nel caso specifico &#8220;<em>Photoshop</em>&#8220;) sia di fatto diventato sinonimo di &#8220;fotoritocco&#8221;. Di una foto troppo bella, si dice sempre più spesso: è &#8220;photoshoppata&#8221;. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2193" style="width:359px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/fakegiornale.jpg" alt="" width="359" height="330" />
	<div>Sopra la foto originale, sotto quella pubblicata su Il Giornale (via FPA e Mantellini)</div>
</div>
<p>A monte ovviamente alligna il concetto stesso di <em>fotoritocco</em>, operazione fino a pochi anni fa ammantata di sintomatico mistero e fuori dalla portata dei non professionisti della chimica, da relativamente poco diventato di uso comune, pienamente popolarizzato nel gergo e nella pratica al rimorchio della prepotente diffusione della fotografia digitale*. </p>
<p>Non certo per fare di questa nuova tecnica pratica culturale, però, che i fotoeditor de <strong>Il Giornale</strong> hanno pubblicato due foto chiaramente ritoccate (o &#8220;tarocche&#8221; o &#8220;photoshoppate&#8221;) delle operazioni militari a Gaza. Una il 30 dicembre 2008, l&#8217;altra il 5 gennaio di quest&#8217;anno. </p>
<p>Alle foto originali sono stati aggiunti elicotteri in volo, razzi in fase di lancio e tutto l&#8217;armamentario della iconografia (oserei dire cinematografica) della guerra spettacolo. Scrive <strong>Matteo Bergamini</strong> in una <a href="http://www.fotoinfo.net/articoli/detail.php?ID=743">lunga e dettagliata analisi</a> sul sito della Associazione Italiana Giornalisti dell&#8217;Immagine «[Il Giornale] <em>ha “arricchito” arbitrariamente le fotografie eliminando gli elementi che riteneva “di disturbo” e aggiungendo elementi estranei alla situazione reale, facendo un’opera di fotomontaggio che attiene all’illustrazione e non alla cronaca. Tutto ciò senza avere il pudore di dichiararlo e tentando di cammuffarlo con didascalie descrittive ma fuorvianti</em>». In più non è stata citata la fonte, nè la didascalia originale, né – ovviamente – vi era alcuna indicazione del fatto che la realtà fotografica era stata alterata. </p>
<p>Il tutto <a href="http://www.fotogiornalisti.eu/fpa/newsDett.asp?Id=95">è stato documentato</a> con ampie prove prima-e-dopo dalla <strong>FPA</strong> (Fotoreporter Professionisti Associati) e ripreso da molti altri (<a href="http://sdz.aiap.it/notizie/10867/IT">SocialDesigZine</a>, <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/01/14/la-cavalcata-delle-valchirie/">Wittgenstein</a>, <a href="http://www.mantellini.it/?p=6247">Mantellini</a> e altri). </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2202" style="width:300px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/fakegiornale2.jpg" alt="" width="300" height="386" />
	<div>La foto ritoccata de Il Giornale. Da Fotoinfo</div>
</div>
<p><strong>Paolo Ferrandi</strong>, nell&#8217;annotare la scarsa cultura dell&#8217;immagine del giornalismo italiano e non certo per assolvere, <a href="http://giornalismoparma.typepad.com/paferrobyday/2009/01/ne-uccide-pi%C3%B9-photoshop.html">suggerisce l&#8217;unica scusante</a> possibile &#8220;<em>tanto mica era una foto. Era un infografico</em>&#8220;. Peccato che non fosse specificato da nessuna parte che di infografico si trattava. <strong>Gennaro Carotenuto</strong> inoltre <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/5486-le-foto-su-gaza-di-ap-che-il-giornale-ha-manipolato/">segnala</a> che l&#8217;Ordine dei Giornalisti di Milano si occuperà del fatto – e sinceramente spero che venga una condanna chiara di queste pratiche ambigue di manipolazione delle immagini di reporting giornalistico. La fiducia di chi legge nella veridicità di cio che è pubblicato è il vero unico <em>core business</em> del giornalismo così come lo conosciamo – carta o non carta, Internet o non Internet. </p>
<p>Personalmente applaudo all&#8217;attività di <em>watch-dog</em> delle due associazioni di settore (Fotoreporter Professionisti Associati e Associazione Italiana Giornalisti dell&#8217;Immagine nel caso specifico – ignoro ne esistano altre). E&#8217; un bell&#8217;esempio di come dovrebbero funzionare le cose: le associazioni di settore fanno le pulci all&#8217;attività dei colleghi al fine di far rispettare le regole del gioco, preservando così la qualità reale e percepita del proprio campo professionale. Senza le tipiche ambiguità intrallazzanti e piene di scusanti così tipicamente italiane. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fiume di notizie</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/12/12/fiume-di-notizie/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 11:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Rischio piena per il Tevere, a causa delle forti piogge dei giorni scorsi. Problema analogo, ma in parte già rientrato, per l&#8217;Arno. Due grandi città, una eventualità che è tragica e che è notizia. Provo a vedere da qui come la raccontano le varie risorse online. [Nota bene: post in aggiornamento. Ultimo aggiornamento h. 1.30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rischio piena per il Tevere, a causa delle forti piogge dei giorni scorsi. Problema analogo, ma in parte già rientrato, per l&#8217;Arno. Due grandi città, una eventualità che è tragica e che è notizia. Provo a vedere da qui come la raccontano le varie risorse online. [Nota bene: post in aggiornamento. Ultimo aggiornamento h. 1.30 del 13/12]</em></p>
<h3>Hard news</h3>
<p>La miglior risorsa per la diretta testuale e l&#8217;aggiornamento è <a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Il-livello-del-fiume-ha-raggiunto-i-12-metri/1560431">Repubblica Roma</a>, curata (leggo ora l&#8217;agiunta) da Danilo Fastelli.</p>
<ul>
<li>[h. 1.30 del 13/12] E&#8217; una piena Godot, che mai arriva e quasi attesa. Repubblica riporta la dichiarazione del sindaco di Roma: &#8220;Possiamo stare tranquilli&#8221;. Ci si è giocato forse troppo, con la paura della piena: tra media e politica. Ma ovviamente meglio così (che non sia arrivata ovviamente).</li>
<li>[h. 19.56] L&#8217;arrivo della piena arriverà intorno all&#8217;una di notte e andrà avanti fino alle prime luci dell&#8217;alba – è l&#8217;annuncio di Alemanno.</li>
<li>[h. 14.00] L&#8217;arrivo della piena è ora previsto per le 20.00 (prima si diceva mezzogiorno)</li>
</ul>
<h3>Corriere Roma</h3>
<p><strong>Ore 20.15</strong>. Il link alla &#8220;diretta&#8221; in hp del Corriere si è trasformato in un link ai &#8220;video&#8221;. E il player video, dopo aver mandato per pochi secondi l&#8217;intervista al consumatore natalizio che niente c&#8217;entrava con il Tevere, è diventato un monocolo fisso con fischio lancinante. Che sarà successo?</p>
<p><strong>Ore 19.45</strong>: ritorna la diretta &#8220;dall&#8217;isola Tiberina, Ponte Milvio e Castel Sant&#8217;Angelo&#8221;. Per visualizzarla, essendo impossibile il deep link, dall&#8217;home page. E&#8217; in effetti una &#8220;diretta&#8221; strana, se posso dire, ad un certo punto (alle 20.03 per essere precisi) è andata in onda all&#8217;improvviso una intervista sui regali di Natale, dopo alcuni secondi interrotta.</p>
<p><strong>Ore 17.00</strong>: alle 15.30 la diretta è andata off line, e mi dicono non si è più ripresa. Ora che scrivo non è più nemmeno linkata dalla home page. Che non fosse vera diretta, come dicono alcuni che hanno visto &#8220;ripartire&#8221; il nastro? Problemi tecnici di trasmissione? Buio incombente? Di sicuro giornalisticamente mi sembra di poter dire che una diretta avrebbe ancora senso, visto che la piena è attesa per le 20.00, e che la realizzazione – aldilà dei dubbi che solo riporto e non posso confermare con i miei occhi – era molto efficace e mi sembra apprezzata.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2078" style="width:450px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/direttacorriereit2.jpg" alt="" width="450" height="322" />
	<div>Uno screenshot della diretta dal Tevere via webcam, Ore 14.30 - Corriere.it</div>
</div>
<p><strong>Ore 14.00.</strong> Ora c&#8217;è (lo scrivevo qualche ora fa nei pensierini più giù come risorsa attivabile) una diretta webcam (è in realtà una vera e propria diretta tv &#8211; anche se c&#8217;è chi <a href="http://friendfeed.com/e/e83c5535-3341-8f1e-ce3b-45cffc0c3b03/Fiume-di-notizie/">ha annotato</a> delle incongruenze: &#8220;a me pare di rivedere un filmato in loop&#8221;)</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2091" style="width:450px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/wecam_corriere_barcone.jpg" alt="" width="450" height="332" />
	<div>Uno screenshot della diretta di Corriere.it. Ore 15.00 ca, Un barcone viene disincagliato.</div>
</div>
<h3>Repubblica Roma</h3>
<p>Concordo con <a href="http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2008/12/11/roma-sottacqua-il-racconto-dei-cittadini-in-diretta/#comments">Massimo Russo</a>. Gran bel lavoro stanno facendo a Repubblica Roma nel &#8220;coprire&#8221; il <a href="http://roma.repubblica.it/dettaglio/Il-livello-del-fiume-ha-raggiunto-i-12-metri/1560431">rischio esondazione del Tevere a Roma</a>. Ottime davvero le mappe, la diretta e l&#8217;apparato crossmediale a supporto. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2086" style="width:450px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/mapparoma1convideobis.jpg" alt="" width="450" height="403" />
	<div>Mappa del Tevere con zone a rischio (e video) - Repubblica Roma</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2084" style="width:450px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/mapparoma2bis.jpg" alt="" width="450" height="341" />
	<div>Mappa del centro di Roma con le zone a rischio. Repubblica Roma</div>
</div>
<ul>
<li>Video: <a href="http://roma.repubblica.it/multimedia/home/4063388">Roma dall&#8217;alto</a> (Repubblica.it)</li>
</ul>
<p><strong>Update</strong>: il buon lavoro talvolta diventa un boomerang, a pochi minuti alle 12.00 – primo orario annunciato della piena – il sito è down. Dopo qualche minuto ritorna su, ma evidentemente molto rallentato dagli accessi.</p>
<h3>Informazione diffusa</h3>
<p>Le informazioni ai tempi dei social network viaggiano anche in maniera orizzontale. Validati dalle relazioni e dalle testimonianze personali.</p>
<ul>
<strong>Su friendfeed</strong></p>
<li>ROMA /6 (inizio 19.45 ca): “Arrivata a casa. Lungotevere completamente bloccato da metà in poi, ma in realtà il casino lo faceva più tutta la mareaaa di gente che guardava giù il tevere.” (<a href="http://friendfeed.com/e/a5767450-31ed-497d-a963-10cd561ec39b/Arrivata-a-casa-Lungotevere-completamente/">link</a>)</li>
<li>
ROMA /5 (inizio 17.50 ca) “minchia, ma stanno sgombrando le persone nel mio municipio?”<a href="http://friendfeed.com/e/3fba5760-f3fe-4b1b-b33d-7afc9fd23d22/minchia-ma-stanno-sgombrando-le-persone-nel-mio/">(link)</a></li>
<li>ROMA /4 (inizio 17.00 ca) &#8211; &#8220;Allora: ponte vittorio emanuele funziona, è pieno di curiosi che fotografano, la cosa impressionante è che per strada il 40% delle vetture che circolano sono della polizia/vigili del fuoco/ambulanze, tutti a sirene spiegate&#8230;&#8221; (<a href="http://friendfeed.com/e/cf7d9456-7d85-4a98-b5bc-895352d97e7d/Allora-ponte-vittorio-emanuele-funziona-pieno-di/">link</a>)</li>
<li>ROMA /3 &#8211; <a href="http://friendfeed.com/e/e83c5535-3341-8f1e-ce3b-45cffc0c3b03/Fiume-di-notizie/">Fiume di notizie</a>, discussione relativa a questo post</li>
<li>ROMA /2 (inizio 13.00 ca) &#8211; “Bollettino Sott&#8217;acqua: Chiudono piazzale flaminio?”; &#8220;ponte milvio è completamente coperto dall&#8217;acqua, mai visto una cosa simile in vita mia&#8221;  (<a href="http://friendfeed.com/e/1200f0cd-a3ab-4a6c-98aa-afb9642bfc08/Bollettino-Sott-acqua-Chiudono-piazzale/">link</a>)</li>
<li>ROMA (inizio 12.00 ca) &#8211; “Tutto regolare. Piazza Bologna è asciutta (si fa per dire). Almeno fino a stamattina.” (<a href="http://friendfeed.com/e/ca1acfd7-5b30-42e9-91a2-6534b29e69cb/con-roma-sotto-l-acqua-da-tre-giorni-e-le-strade/">link</a>)</li>
</ul>
<ul>
<p><strong> Su Facebook</strong></p>
<p><em>Alcuni status trovati (li metto anonimi, il più aggiornato in alto, visto che alcuni profili non sono pubblici, se qualcuno vuole attribuzione scriva nei commenti :)</em></p>
<li>si tiene saldamente alla zattera. (gc)</li>
<li>quando c&#8217;era Veltroni la grandine si trasformava in pop corn. (ec)</li>
<li>ha appena fatto avanti e indietro sui ponti di Roma e vorrebbe dirlo a chi gli ha detto che erano chiusi. (rl)</li>
<li>fa le foto al tevere (dal divano di casa così il sindaco è tranquillo). (fs)</li>
<li>“benedice il rischio d&#8217;esondazione, che ha incredibilmente sgombrato il GRA.” (am)</li>
<li>..già 2 contrattempi x il lungo viaggio sottomarino roma-napoli. (ag)</li>
<li>si attrezza per la navigazione. (pa)</li>
<li>lo tsunami romano blocca PonteMilvio. (ls)</li>
<li>pensa che forse si stia un po&#8217; esagerando&#8230; e che sarà mai.. un po&#8217; d&#8217;acqua! (ags)</li>
<li>sta facendo i tonnetti a traina su Via Colombo.. (ba)</li>
<li>infreddolito dopo una mattinata sotto l&#8217;acqua. (ct)</li>
<li>torna a casa attraversando il ponte prima che scompaia nelle acque. (as)</li>
<li>va a vedere il Tevere straripare. (gs)</li>
<li>che scena! Centinaia di persone con fotocamere in attesa che il tevere straripi :-S. (dr)</li>
<li> è molto preoccupato per i lucchetti di Moccia a Ponte Milvio. Affogheranno? (mbg)</li>
<li>esondo ma non mollo. (ba)</li>
</ul>
<h3>Foto Roma su Flickr </h3>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2059" style="width:450px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/felicia-ciupi/3102309840/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/foto_flickr_felicia.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a>
	<div>Foto del Tevere di Felicia Ciupi su Flickr</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2057" style="width:450px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/zef67/3101641561/in/photostream/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/foto_flickr.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a>
	<div>Ponte Milvio con stadio Olimpico. Foto di Zef67 su Flickr</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2062" style="width:450px;">
	<a href="http://flickr.com/photos/grizabel/3102500762/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/foto_flickr_grizabel.jpg" alt="" width="450" height="302" /></a>
	<div>Isola Tiberina under water, foto di Grizabel su flickr</div>
</div>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2071" style="width:450px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/giorgio-clementi/3102266410/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/foto_flickr_clementi2.jpg" alt="" width="450" height="307" /></a>
	<div>Isola Tiberina sotto l\&#039;acqua. Foto di Giorgio Clementi su Flickr</div>
</div>
<ul>
<li>Altre foto su flickr con tag: <a href="http://www.flickr.com/photos/tags/tevere/">tavere</a></li>
</ul>
<h3>Video Roma su YouTube</h3>
<p>- <a href="http://www.youtube.com/watch?v=yKsJ9hlk5UU">Panoramica da Ponte Milvio</a>. L&#8217;autore Fabior71 scrive: &#8220;L&#8217;altezza del fiume è di 13,20 metri, alle ore 13:30 del 12 dicembre 2008&#8243;<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yKsJ9hlk5UU&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/yKsJ9hlk5UU&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<ul>
<li>Altri video caricati su Youtube (fonte: <a href="http://roma.repubblica.it/multimedia/home/4047816">Repubblica Roma</a>): <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5AoBHp0i9i4" target="_blank">andrea1988Rm</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HqbGO9NHky0" target="_blank">willysb78</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RaJxvLkUZvw">habana128</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kLTu_VJQT60">PostaZeroTre</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zd_UDEozSWI" target="_blank">b47t4rd0</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=35nWKMkUWcw">insiemearoma</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ngmg0ygEN7E">caroteletv</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jTmcP-527lE">thefreeso</a>.</li>
<li>
Video con il <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=tevere&#038;search=tag&#038;search_sort=video_date_uploaded">tag Tevere</a> su Youtube</li>
</ul>
<h3>Foto Firenze su Flickr</h3>
<div class="img alignnone size-full wp-image-2073" style="width:450px;">
	<a href="http://flickr.com/photos/40814145@N00/3101347981/"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/firenze_nina.jpg" alt="" width="450" height="312" /></a>
	<div>Ponte Vecchio visto da Ponte alla Vittoria. Ieri a Firenze. Foto di Nina Camic su Flickr</div>
</div>
<h3>Commenti e discussioni</h3>
<p><a href="http://www.mucignat.com/blog/">Alberto Mucignat</a> scrive nei <a href="http://www.webgol.it/2008/12/12/fiume-di-notizie/#comment-207444">commenti</a> dell&#8217;utilità dell&#8217;informazione che circola: </p>
<blockquote><p>mi pare che, a parte la webcam [...], siano tutti dei tentativi senza un capo ne coda per riuscire a dare informazioni durante un’emergenza. Anche perché il problema vero è che molti romani come noi al momento stanno cercando di capire 2 cose: 1. posso andare a lavorare? 2. che percorso posso/devo fare?</p></blockquote>
<p>C&#8217;è comunque una differenza tra &#8220;dare informazioni&#8221; e &#8220;messa in forma&#8221; delle stesse (la cosiddetta copertura giornalistica). Mi sembra ci sia, in questa occorrenza, un problema di chiarezza delle informazioni alla fonte, incrociato con una notevole confusione del rapporto comunicativo tra le mille autorità preposte e i media. La domanda alla fine è proprio questa: se questo tipo di copertura giornalistica online, ben organizzata, sia alla fine dei conti una risorsa e una utilità per il cittadino, coinvolto o non coinvolto negli eventi.</p>
<p>Alberto aggiunge altre <a href="http://www.webgol.it/2008/12/12/fiume-di-notizie/#comment-207452">interessanti considerazioni</a> nei commenti, ne riporto un pezzo:</p>
<blockquote><p>La cosa triste è che appunto la protezione civile e le unità di crisi sanno (o dovrebbero sapere) benissimo quali sono le esigenze e i bisogni, senza però riuscire a dare mai un servizio informativo efficace. Per fare un esempio, al momento i siti del comune di roma e della protezione civile non danno per niente informazioni utili, se non dei banali bollettini che non aiutano a capire esattamente cosa succede attorno a noi e se possiamo muoverci, quali sono i percorsi più affidabili, queli sono i mezzi che al momento funzionano meglio, etc. E non esiste un sito che dia lo stato del traffico “right now” in maniera puntuale ed efficace. almeno, io non l’ho trovato.</p></blockquote>
<h3>Pensierini (più o meno) finali</h3>
<ul>
<li><strong>IN TEMPO REALE.</strong> Ad aprire il sito in mattinata ho sentito l&#8217;esigenza di lettore, cercavo e mi aspettavo una risorsa più <em>live</em>: tipo una diretta che mi facesse vedere in tempo reale, e con i miei occhi, quello che stava succedendo – il livello del Tevere nei punti critici. Non necessariamente con regia, non necessariamente &#8220;professionale&#8221;, non necessariamente televisiva: anche una webcam ben direzionata. E&#8217; un bisogno giornalisticamente sensato e tecnicamente soddisfacibile, con un po&#8217; di ingegno. L&#8217;unica diretta della giornata è stata quella messa in piedi da Corriere.it – ma saltellante e spesso down, e con qualche dubbio circa il fatto fosse davvero in tempo reale. Una occasione persa, a mio parere.</li>
<li><strong>UN FORMAT EMERGENTE.</strong> Forse il passo successivo (ma è questione più generale dell&#8217;architettura delle informazioni, e non solo di questo caso) è pensare prima, e abitare giornalisticamente poi, un format che sia pienamente e consapevolmente a &#8220;dossier&#8221;. Un format &#8220;emergente&#8221;, buono per occasioni di emergenza diffusa e che sappia far &#8220;emergere&#8221; – appunto e giocando sui doppi sensi di questa parola – i contenuti molteplici e differenziati che provengono da più fonti e soggetti. Un formato che abbia la forza di accogliere rapidissimi aggiornamenti, incasellandoli nello <em>slot</em> giornalistico giusto, riconoscibile ed soddisfacente. Sia per il lettore che vuole la storia, e la notizia, e il contesto, sia per il lettore che vuole informazioni più stringenti e precise, e farsi una idea sensata per prendere decisioni operative (&#8220;quando uscire di casa&#8221;, &#8220;che strada prendere&#8221;, ecc.). Un <strong>format emergente</strong> che sia risorsa <em>one-click</em> dove trovare tutto e ben organizzato.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.webgol.it/2008/12/12/fiume-di-notizie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cambio d&#8217;abito (e non solo) di Apogeonline</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/12/11/cambio-dabito-e-non-solo-di-apogeonline/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 09:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[A minuti, se tutto va bene, Apogeonline.com cambia d&#8217;abito. Nuovo template e nuovo cms, ma anche nuova architettura e in parte nuovi obiettivi. Per l&#8217;occasione – ma senza nemmeno troppo programmarlo – abbiamo pensato ad una diretta via Mogulus, una sorta di Quinta di Copertina speciale, online prima qui e poi sul nuovo sito. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A minuti, se tutto va bene, <a href="http://www.apogeonline.com/">Apogeonline.com</a> cambia d&#8217;abito. Nuovo template e nuovo cms, ma anche nuova architettura e in parte nuovi obiettivi. Per l&#8217;occasione – ma senza nemmeno troppo programmarlo – abbiamo pensato ad una diretta via <a href="http://mogulus.com/apogeo">Mogulus</a>, una sorta di Quinta di Copertina speciale, online prima qui e poi sul nuovo sito. E proveremo a parlarne, insieme a chi ha voglia di darci le prime e seconde impressioni e insieme a Sergio Maistrello, che lo coordina e l&#8217;ha pensato.</p>
<p>Ah, c&#8217;è anche un <a href="http://www.new.facebook.com/inbox/?ref=mb#/event.php?eid=39358272996&#038;ref=mf">evento apposito su Facebook</a>, in qualche modo ci sdoppieremo anche lì.</p>
<p><strong>Update del giorno dopo</strong>: Grazie a tutti, è stata una diretta molto divertente (almeno per me, ma <a href="http://coraggiodiosare.splinder.com/post/19297953/Caccia+ai+bug+del+nuovo+Apogeo">leggo con piacere</a> non solo per me) e popolata. Era un modo per festeggiare, e mettere a frutto il capzioso piacere – che è innanzitutto mio e nostro, ma evidentemente non esclusivo – di &#8220;fare le pulci&#8221; ai siti nuovi per cercare inesorabili e inevitabili errori e bug. La lista dei miglior debugger l&#8217;ho persa, ma questo mi permette, appunto, di ringraziare tutti senza dimenticarne nessuno. Qualcos&#8217;altro ci inventeremo prossimamente :) </p>
<ul>
<li>PODCAST E INTERVISTA (a Sergio Maistrello): <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/12/12/un-nuovo-abito-per-apogeonline">Un nuovo abito per Apogeonline</a>
</li>
<blockquote><p>Apogenline cambia profondamente, dopo nove anni di tocchi e ritocchi progressivi. Cambia il motore tecnologico (ora “monta” un cms open source di blogging molto diffuso: WordPress), la veste grafica (più centralità ai contenuti, e grafica semplificata negli elementi e nei colori), e in parte l’approccio alla Rete, grazie a una maggiore attenzione ai social network, e a “mandare fuori” i lettori proponendo loro contenuti e link interessanti. In più feed completi, anche di singole rubriche, maggiore multimedialità ed elasticità per provare ad inventarsi nuovi modi di stare nella Rete. Di questo e – inevitabilmente zoomando all’indietro e allargando lo sguardo – di giornalismo online parliamo appunto con Sergio Maistrello, giornalista e coordinatore dl 2006 di Apogeonline. </p></blockquote>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Uno Yeti di nome Elvis. Cronache dall&#8217;Himalaya.</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/09/30/uno-yeti-di-nome-elvis-cronache-dallhimalaya/</link>
		<comments>http://www.webgol.it/2008/09/30/uno-yeti-di-nome-elvis-cronache-dallhimalaya/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 11:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Pezzi di carta]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Massimo, mi accorgo &#8211; disattento come sono &#8211; dell&#8217;ultima avventura di un blogger che seguo da tempo, Lorenzo Campani: The highest blog, il blog più alto del mondo. Il titolo è una consapevole paraculata: “Questo è il post più alto del mondo, ovvero la cosa più inutile dopo gli otto anni di presidenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a <a href="http://www.mantellini.it/2008_09_01_archive.html#7123898399646193487">Massimo</a>, mi accorgo &#8211; disattento come sono &#8211; dell&#8217;ultima avventura di un blogger che seguo da tempo, <strong><a href="http://www.lorenzoc.net/">Lorenzo Campani</a></strong>: <a href="http://www.thehighestblog.com/">The highest blog</a>, il blog più alto del mondo. Il titolo è una consapevole paraculata: “<a href="http://www.thehighestblog.com/index.php?itemid=162">Questo è il post più alto del mondo, ovvero la cosa più inutile dopo gli otto anni di presidenza di George Bush</a>”, scrive Lorenzo domenica da quota 6200 metri in diretta dalla catena montuosa dell&#8217;Himalaya, nel Tibet, dove a 8.201 metri c’è un punto che fora il confine tra cielo e terra, e che sulle carte è indicato come “Cho Oyu”.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1703" style="width:450px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/cho-oyu-yak.jpg" alt="Incontro con un yak al campo base cinee (Cho Oyu, Tibet, Himalaya)" width="450" height="338" />
	<div>Incontro con un yak al campo base cinee (Cho Oyu, Tibet, Himalaya)</div>
</div>
<p>Il blog più alto del mondo è un pretesto per raccontare, senza i patemi della notiziabilità giornalistica a tutti i costi, una spedizione tutta emiliana chiamata &#8220;<a href="http://www.chooyu2008.com">Cho Oyu 2008</a>&#8221; e condotta nel rispetto di una logica di decrescita non competitiva (che forse piacerebbe a <a href="http://www.sergiomaistrello.it">Sergio</a>), «<em><a href="http://www.chooyu2008.com/chooyu/la-spedizione-cho-oyu-2008">al di fuori</a> di una logica del risultato ad ogni costo e con il minor sforzo, ma vissuta in modo vero e schietto. [...] in controtendenza con un&#8217;ottica sempre più commerciale, cercheremo nel modo in cui tenteremo di vivere questa esperienza, più che nel risultato alpinistico-sportivo, l&#8217;obbiettivo coerente con il nostro ideale di montagna</em>».</p>
<p>Incuriosito dalle intenzioni, dalle cronache multimediali e dall&#8217;esperimento tecnologico (subnotebook leggerissimo, celle solari per l&#8217;elettricità, telefono satellitare), contatto Lorenzo &#8211; fulminato due anni fa sulla via del Tibet &#8211; via mail e ne esce <a href='http://www.webgol.it/wp-content/uploads/bloghimalaya_29-09-2008_dnews.pdf'>una doppia</a> su <strong><a href="http://www.dnews.eu">Dnews</a></strong> di ieri. Secondo me niente male (merito anche di <a href="http://diparipasso.splinder.com">Diletta</a> che l&#8217;ha ben messa in pagina).</p>
<blockquote><p>Breve premessa per i complottisti, per quelli che non siamo mai stati sulla Luna ma era tutta una messinscena, per quelli che Elvis è ancora vivo e fa il pensionato a Miami: qui siamo davvero a 6.200 metri. Lo può testimoniare lo yeti che guarda incantato il mio computer. Stare a 6.200 metri in Tibet a scrivere, e voi qualche attimo dopo a leggere, è una di quelle cose che per me è più o meno paragonabile, come stupore provato, al teletrasporto del capitano Kirk. </p></blockquote>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1708" style="width:450px;">
	<a href='http://www.webgol.it/wp-content/uploads/bloghimalaya_29-09-2008_dnews.pdf'><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/bloghimalaya.jpg" alt="Scalatore blogger: blog dall'Himalaya, Dnews, 29/09/08 - clicca per scaricare il pdf" width="450" height="317" /></a>
	<div>Scalatore blogger: blog dall'Himalaya, Dnews, 29/09/08 - clicca per scaricare il pdf</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.webgol.it/2008/09/30/uno-yeti-di-nome-elvis-cronache-dallhimalaya/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL mensile dal nome difficile da cercare su Internet e l&#8217;Obama narrativo</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/09/24/il-mensile-dal-nome-difficile-da-cercare-su-internet-e-lobama-narrativo/</link>
		<comments>http://www.webgol.it/2008/09/24/il-mensile-dal-nome-difficile-da-cercare-su-internet-e-lobama-narrativo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 11:46:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho cercato un po&#8217; in giro, ma non mi sembra che in molti abbiano parlato del nuovo magazine mensile del Sole 24 Ore. Chissà forse è colpa anche del nome complicatissimo da cercare su Internet: IL (Intelligence in Lifestyle). Il primo numero a me è piaciuto: si legge con piacere, ha pagine ben costruite, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho cercato un po&#8217; in giro, ma non mi sembra che in molti abbiano parlato del nuovo magazine mensile del Sole 24 Ore. Chissà forse è colpa anche del nome complicatissimo da cercare su Internet: <strong>IL</strong> (Intelligence in Lifestyle). </p>
<p>Il primo numero a me è piaciuto: si legge con piacere, ha pagine ben costruite, con belle fotografie (straordinarie per esempio quelle del reportage di <strong>Marco Beck Peccoz</strong>, quel biliardino sulla piattaforma&#8230;) e rubriche che funzionano (&#8220;Luoghi non paralleli&#8221; per esempio). Con le storie e gli incontri più o meno tradizionali messi a sandwich tra due pancarrè <em>global</em> (Report e Agenda).</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1680" style="width:324px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/il.jpg" alt="Parte della copertina di IL, il mensile del Sole 24 Ore" width="324" height="230" />
	<div>Parte della copertina di IL, il mensile del Sole 24 Ore</div>
</div>
<p>Il direttore <strong>Walter Mariotti</strong> lo <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/09/IL-NUOVO-MASCHLE-SOLECON.shtml?uuid=6f50b006-8499-11dd-a8ca-1db806f95cce&#038;DocRulesView=Libero&#038;fromSearch">presenta così</a>: «<em>Proprio come il lettore del Sole, anche il lettore di IL appartiene a un&#8217;élite. Di spirito e pensiero, però, prima ancora che di censo e frequentazioni</em>».</p>
<p>La parola &#8220;élite&#8221; &#8211; simpatica il giusto &#8211; deve essere però nell&#8217;aria. </p>
<p>Se ne fa riferimento diretto, infatti, in <a href="http://www.nytimes.com/2008/09/21/opinion/21dowd-sorkin.html?_r=1&#038;hp&#038;oref=slogin">un dialogo immaginario</a> che in questi giorni sta facendo il giro del web, e in cui c&#8217;entra anche il copertinato di IL del mese. Ovvero quello tra <strong>Josiah Bartlet</strong> (indimentato protagonista della serie <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_West_Wing_(TV_series)">West Wing</a>, interpretato da Martin Sheen) e <strong>Barack Obama</strong>: «<em>And by the way, if you do nothing else, take that word back. Elite is a good word, it means well above average. I’d ask them what their problem is with excellence</em>». (Nella traduzione del buon <a href="http://www.freddynietzsche.com/2008/09/21/pit-bull-is-when-i-decided-to-kick-your-ass/">Bordone</a>: «<em>E comunque, se non altro, si riprenda quella parola. Élite è una bella parola, significa ben sopra la media. Io gli chiederei perché ce l’hanno tanto con l’eccellenza. Già che c’è, rivoglio indietro la parola “patriota&#8221;</em>»). </p>
<div class="img " style="width:450px;">
	<a href="http://www.spindoc.it/2008/09/23/obama-aaron-sorkin-e-il-presidente-di-west-wing/ "><img src="http://www.spindoc.it/wp-content/themes/tma/images/latest/josh01.jpg" alt="Jed Bartlet vs Barack Obama. Lo racconta lo sceneggiatore di West Wing" width="450" height="153" /></a>
	<div>Jed Bartlet vs Barack Obama. Lo racconta lo sceneggiatore di West Wing</div>
</div>
<p>Sulla efficacia &#8220;politica&#8221; dei consigli indiretti di Sorkin avrei dei dubbi. Ma il dialogo è formidabile. Ne scrive più estesamente Marta su Spindoc: <a href="http://www.spindoc.it/2008/09/23/obama-aaron-sorkin-e-il-presidente-di-west-wing/ ">Obama, Aaron Sorkin e il presidente di West Wing </a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Leonardo, ospite a Qdc: «Il blog è come fare costruzioni di fiammiferi»</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 13:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Sergio (Maistrello) abbiamo pensato di rimetterci a giocare con il format di Quinta di Copertina, dopo quasi due anni e 245 puntate più o meno quotidiane. Fermo restando e immutata l&#8217;ambizione iniziale: quella di raccontare e approfondire (forse un po&#8217; scompaginare) l&#8217;agenda tecnologica e i mille discorsi sulle culture digitali. Oltre la rassegna stampa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Sergio (<a href="http://sergiomaistrello.it">Maistrello</a>) abbiamo pensato di rimetterci a giocare con il format di Quinta di Copertina, dopo quasi due anni e 245 puntate più o meno quotidiane. Fermo restando e immutata l&#8217;ambizione iniziale: quella di raccontare e approfondire (forse un po&#8217; scompaginare) l&#8217;agenda tecnologica e i mille discorsi sulle culture digitali.</p>
<p>Oltre la rassegna stampa, <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/09/19/25/200809192501">anche una intervista/chiacchierata con un ospite</a>, che possa aiutarci a decifrare il tema della settimana &#8211; o indicare una piccola strada. E&#8217; tutto in super-beta &#8211; come si dice &#8211; ma meglio iniziare che speculare sulla carta. L&#8217;ospite della prima puntata è <a href="http://leonardo.blogspot.com">Leonardo</a>, con lui abbiamo chiacchierato di premi e scrittura amatoriale, blog giornalistici e le cronache digitali ante-litteram dal G8 di Genova. </p>
<p>Un grazie va anche a <a href="http://ludik.blogspot.com/">Luca Di Ciaccio</a> per strumentazione e disponibilità di location. </p>
<p>Ovviamente qualsiasi suggerimento e <a href="mailto:antonio.sofi at gmail.com">feedback</a> è santo e benedetto :)</p>
<p>LINK: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/09/19/25/200809192501">La blogfest e i blogger (più o meno) amatoriali</a><br />
MP3: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/09/19/25/20080919250101_audio.mp3">mp3, 9,45 mega ca</a>.<br />
FEED: <a href="http://www.apogeonline.com/atom/qdc">feed Qdc</a>.</p>
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		<title>Viaggio nel Polo che si scioglie</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/09/10/viaggio-nel-polo-che-si-scioglie/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 17:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Sassone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rumizzeide]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è concluso da pochi giorni il reportage di viaggio “L’altra Europa” su “La Repubblica” ed ecco che Paolo Rumiz si rimette subito in viaggio. Ieri è uscita oggi, sempre sul quotidiano “La Repubblica”, la prima puntata di un “Viaggio nel Polo che si scioglie”. Oggi la seconda puntata. Rumiz a Cape Barrow (Alaska). Da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è concluso da pochi giorni il reportage di viaggio “L’altra Europa” su “La Repubblica” ed ecco che Paolo Rumiz si rimette subito in viaggio.</p>
<p>Ieri è uscita oggi, sempre sul quotidiano “La Repubblica”, la prima puntata di un “<a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/ambiente/polo-scioglie/polo-scioglie/polo-scioglie.html">Viaggio nel Polo che si scioglie</a>”. Oggi la <a href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/ambiente/polo-scioglie/orsi-bianchi/orsi-bianchi.html">seconda puntata</a>.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1603" style="width:450px;">
	<a href="http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/rumiz-polo/1.html"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/rumizpolo.jpg" alt="Rumiz a Cape Barrow (Alaska). Da Repubblica.it" width="450" height="336" /></a>
	<div>Rumiz a Cape Barrow (Alaska). Da Repubblica.it</div>
</div>
<p>Dopo quello in verticale sulla frontiera orientale dell’Europa, quello di adesso è un nuovo percorso alla ricerca di un’altra frontiera. Quella dei ghiacci che arretrano sotto l’effetto della “grande febbre della Terra”. </p>
<ul>
«<em>Il gelo era sempre lì, pronto a richiudersi. Se il tempo peggiorava, capitava che la prima metà di settembre le baleniere ritardatarie naufragassero a poca distanza dalla riva in un’apocalittica collisione di ghiacci. Ora è tutto finito. Il mare si ricompatta sempre più tardi, in modo sempre meno prevedibile, e agli uomini della stazione scientifica polare che svernano in questo villaggio sperduto non resta che monitorare, più che una silenziosa ritirata, una fuga precipitosa. Duecento, trecento, quasi trecentocinquanta chilometri in pochi anni</em>».</ul>
<p>La storia, scrive Rumiz, comincia sullo Stretto di Bering, agli antipodi del nostro mondo. E’ il «Finis-terrae da cui parte il nostro viaggio ai margini del Polo che si scioglie fino al mitico Passaggio a Nordovest». Nello Stretto di Bering tutto cambia. Cambia l’ora dell’orologio, la notte diventa giorno e la data un’altra. La Russia è ad Occidente e l’America ad Oriente, mentre l’Europa si capovolge. </p>
<ul>
«<em>Tutto si inverte e tutto finisce: gli oceani; il nuovo e il vecchio mondo che qui sembrano navigare come incrociatori in rotta di collisione; il passaggio a Nordest e quello a Nordovest che confluiscono, simultaneamente liberi dalla banchisa</em>».
</ul>
<p>I ghiacci si sciolgono, il Polo Nord è circumnavigabile. Tra il Canada e la Groenlandia “s’è rotto l’ultimo diaframma”. E’ qui che Rumiz si dirige. Da qualche tempo i ghiacci sono al minimo storico. Le rotte polari potrebbero far risparmiare tempo e petrolio al trasporto marittimo mondiale. I conflitti di interesse sono grandissimi.</p>
<p>Tim, la guida che conosce quasi a memoria i libri di London, di Konrad, di Melville, parla a Rumiz di mutamenti biblici tra gli uomini e la natura, di un clima che porterà chissà dove la Terra Madre.<br />
Siamo in terre estreme, non ci sono strade, i collegamenti sono solo aerei, “persino la mappa si desertifica, perde la densità di nomi”.</p>
<p>Siamo alla fine dell’estate che alle nostre latitudini genera “dolci malinconie”, ma qui essa “squarcia l’anima d’angoscia”. Tutti scappano. Pescatori, cacciatori, turisti e tutti i migratori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google Chrome, datemi un browser e vi solleverÃ² il mondo</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/09/03/google-chrome-datemi-un-browser-e-vi-sollevero-il-mondo/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 12:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Pezzi di carta]]></category>
		<category><![CDATA[TecnoFobie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri Google ha rilasciato una versione beta (ma frutto di anni di lavoro) di un nuovo browser: il nome è Chrome. E&#8217; (a detta dei creatori e dei primi che l&#8217;hanno provato) leggero, veloce e sicuro ed è scaricabile da questo indirizzo (per ora solo per utenti Windows). L&#8217;annuncio, una volta lasciato cadere nel Web, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Google ha rilasciato una versione beta (ma frutto di <a href="http://www.wired.com/techbiz/it/magazine/16-10/mf_chrome">anni di lavoro</a>) di un nuovo browser: il nome è <strong><a href="http://www.google.com/chrome">Chrome</a></strong>. E&#8217; (a detta dei creatori e dei <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/09/03/01/200809030101">primi che l&#8217;hanno provato</a>) leggero, veloce e sicuro ed è scaricabile <a href="http://www.google.com/chrome">da questo indirizzo</a> (per ora solo per utenti Windows). </p>
<p>L&#8217;annuncio, una volta lasciato cadere nel Web, ha acquistato velocemente forza centrifuga e di rimbalzo in rimbalzo è arrivato velocemente sui siti di tutto il mondo, fin nelle periferie degli imperi digitali. </p>
<p>Quando Google si muove è come un gigante che si stiracchia: provoca movimenti tellurici e maremoti con semplici sbadigli &#8211; figuriamoci con annunci di questo tipo. La Grande G inoltre è in possesso anche delle chiavi giuste per entrare dalla porta principale sui media: telegiornali e quotidiani di tutto il mondo ne hanno dato ampia notizia (nella concitazione della cosa anche con qualche strafalcione ed esagerazione). </p>
<p><strong>Qualche esempio</strong> dell&#8217;impatto dell&#8217;annuncio di Chrome sul Web italiano e internazionale.</p>
<li>Cerca Chrome su <a href="http://it.blogbabel.com/search/entries/chrome/">blogbabel</a> (67 pagine) / <a href="http://www.wikio.it/high_tech/internet/motori_di_ricerca/google/chrome">wikio</a> / <a href="http://www.memesphere.it/">memesphere</a> / <a href="http://technorati.com/search/chrome?authority=a4&#038;language=it">technorati</a> (it, 912 post)</li>
<li>Cerca Chrome su <a href="http://technorati.com/search/chrome?authority=n&#038;language=n">Technorati internazionale</a> (115,408 risultati): e forse sì, ci sarà qualche post che parla del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cromo">cromo-cromo</a> (il metallo duro, lucido, color grigio acciaio) ma son sicuro sono un piccola percentuale.</li>
<blockquote><div class="img alignnone size-full wp-image-1528" style="width:300px;">
	<a href="http://www.dnews.eu"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/pagina_chrome_dnews.jpg" alt="DNews, pagina dedicata a Chrome" width="300" height="424" /></a>
	<div>DNews, pagina dedicata a Chrome</div>
</div>
<p>Ieri ho scritto, su Chrome, un pezzo divulgativo per <a href="http://www.dnews.eu">DNews</a>, scaricabile dal sito. Come chiosa laterale ho scelto di scrivere del <a href="http://blogoscoped.com/google-chrome/">fumetto di <strong>Scott Mc Cloud</strong></a>, che i tipi di Google hanno usato per raccontare al mondo le potenzialità del progetto Chrome  &#8211; invece di affidarsi  ad un freddo e tecnico comunicato stampa. Una scelta azzeccata. Il fumetto di <a href="http://www.scottmccloud.com/">Scott Mc Cloud</a> consta di ben 38 pagine in cui, con estrema semplicità e chiarezza, vengono illustrate caratteristiche, funzioni e potenzialità del browser di Google. Il fumettista americano, molto conosciuto anche per il saggio &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788887810806/mccloud-scott/capire-fumetto-arte.html">Capire il fumetto. L&#8217;arte invisibile</a>&#8220;, ha scelto di mettere in scena, disegnati nel web comic, i protagonisti che stanno dietro il progetto – gli ingegneri e gli sviluppatori di Google. Segnalo anche <a href="http://feeds.feedburner.com/~r/kurai/~3/380765936/">le riflessioni di Federico Fasce</a>, che scrive: «La semplicità del fumetto di Google, invece, riduce a icona ogni personaggio e ogni elemento grafico, in modo da farci concentrare sul vero obiettivo del discorso: il concept.».</p></blockquote>
<p><span id="more-1529"></span></p>
<p>Ma perché l&#8217;annuncio di un nuovo browser ha fatto così rumore? In fondo non è che manchino, i browser. Tutti noi ne stiamo usando uno, in questo momento. C&#8217;è Internet Explorer (ancora il più usato), Mozilla Firefox (l&#8217;alternativa open source che ha guadagnato di anno in anno quote di mercato), Safari, Opera, Flock e via scivolando nei più sconosciuti.<br />
E allora <strong>perché ha fatto così rumore l&#8217;annuncio di Google</strong>?</p>
<ul>
<li><em>Motivo numero uno</em>, l&#8217;abbiamo già detto: è un prodotto Google, e il marchio Google lo conosce anche chi, di Internet, ne mastica poco. Google, di fatto, per molti *è* Internet.</li>
<li><em>Motivo numero due</em>, per quanto poco se ne possa capire della Rete, una cosa appare sempre più chiara a tutti: che <strong>è ormai il browser il centro di gravità permanente della nostra esperienza informatica</strong>. Non più e sempre meno i singoli programmi da installare sul computer. </li>
</ul>
<p>Il browser non è solo un programma per visualizzare pagine web. Ma è sempre più la porta di ingresso (la piattaforma) attraverso cui fare mille altre cose. Se volessi, da domani, potrei disinstallare tutti i (pochi) programmi che ho sul computer e fare tutto quello che professionalmente faccio sul web solamente utilizzando un browser (magari ben dotato di plugin aggiuntivi) &#8211; e ovviamente i servizi web-based attraverso il browser raggiungibili (posta elettronica, videoscrittura e fogli di calcolo, foto-ritocco, instant messaging ecc.). </p>
<p>Ecco che la nascita di Chrome &#8211; come stanno dicendo molti in queste ore &#8211; è un ulteriore tassello, e molto strategico, del <em>G-World</em> tutto online, veloce elastico distribuito (come <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing">una nuvola</a>?), che Google ha pian piano, ora è più chiaro, costruito in questi anni e in cui la farà sempre più da padrone. </p>
<p>Datemi un browser e vi solleverò il mondo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un rabdomante e un&#8217;esorcista nell&#8217;Altra Europa</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/09/01/un-rabdomante-e-unesorcista-nellaltra-europa/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2008 17:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bianda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rumizzeide]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua L&#8217;Altra Europa, esonda settembrino e va a finire il 4 settembre prossimo &#8211; chiudendo il cerchio narrativo aperto con il prologo del 4 agosto scorso. Sabato passato, una fotografia a centro pagina di Monika Bulaj, più grande rispetto al solito, ci guardava: si è fatta largo in quelle ore, parlandone tra di noi, un’idea. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/indici/speciale/altri/2008rumiz/index.htm"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/rumizlogo.jpg" alt="L'Altra Europa, reportage di Paolo Rumiz" hspace="5" vspace="5" align="left" /></a>Continua <a href="http://www.repubblica.it/indici/speciale/altri/2008rumiz/index.htm">L&#8217;Altra Europa</a>, esonda settembrino e va a finire il 4 settembre prossimo &#8211; chiudendo il cerchio narrativo aperto con il <a href="http://www.webgol.it/2008/08/04/laltra-europa-il-nuovo-viaggio-estivo-di-paolo-rumiz-su-repubblica/">prologo del 4 agosto scorso</a>. Sabato passato, una fotografia a centro pagina di <strong>Monika Bulaj</strong>, più grande rispetto al solito, ci guardava: si è fatta largo in quelle ore, parlandone tra di noi, un’idea. Rumiz e Bulaj (sempre più direttamente coinvolta nel racconto) come due stregoni in un’avventura picaresca – diremmo donchichottesca se non fosse per la figura allargata di Sancho Panza che proprio non corrisponde a nessuno dei due.</p>
<div class="img alignright size-full wp-image-1508" style="width:230px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/bulaj02.jpg" alt="Viaggio in treno lungo la catena dei Carpazi, di Monica Bulaj" width="230" height="153" />
	<div>Viaggio in treno lungo la catena dei Carpazi, di Monica Bulaj</div>
</div>
<p>Due stregoni lungo una frontiera immaginata e solidissima, lacerante, tra Europa e resto del continente, guardando ad Est. Due stregoni di un tempo lontano, un rabdomante e un’esorcista.</p>
<p>Uno (Rumiz) cerca il fluire sotterraneo dell’acqua, cerca le sorgenti di vita che sono sorgenti di incontro e dialogo, di sorpresa e vitalità (saranno le origini carsiche, l’amore per l’acqua e per i fiumi): tant’è che cerca e trova magicamente il flusso della cittadinanza, dell’incontro amichevole.<span id="more-1495"></span></p>
<p>L’altra (Bulaj) non cerca il flusso, non cerca il divenire, ma fissa l’istante, cerca quell’istante: ed è spesso una fotografia bicefala, il nero e il bianco, lo scuro e la luce, luce che da vita al volto nell’oscurità. E’ quell’istante e non altri che andava fermato. Lo ha estratto, fissato per sempre sulla diapositiva con la Leica M6. Rabdomante e esorcista: mestieri antichi per una vitalità antica, perduta da questa parte della frontiera. </p>
<div class="img alignleft size-full" style="width:230px;">
	<a href="http://www.repubblica.it/2008/08/speciale/altri/2008rumiz/rumiz-18/rumiz-18.html"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/bulaj01.jpg" alt="Stazione di Malbork, Polonia, di Monika Bulaj" width="230" height="155" /></a>
	<div>Stazione di Malbork, Polonia, di Monika Bulaj</div>
</div>
<p>Il viaggio si allunga attraverso praterie e piccole città: dopo Varsavia la Bielorussia, giovane per forza. Con il susseguirsi delle tappe ci si rende conto che quella di Rumiz e di Bulaj è una caccia al tesoro per tastare il polso alla diversità, al cosmopolitismo perduto dell’Europa. </p>
<p>Si guarda all’Unione come ad un gigante sterilizzatore, che annienta le differenze. Un processo di normalizzazione che si coglie appena nello sforzo di fermare per sempre, per rimandare a memoria quando sarà tardi ormai, con tutte le forze, delle fotografie della Bulaj: il suo sguardo si intrufola discreto nelle maglie di un’esistenza popolare in movimento. (Della stessa Bulaj, tra un mese uscirà &#8220;Genti di Dio&#8221; per i tipi di Frassinelli: vent&#8217;anni di esplorazioni negli angoli più inverosimili del sacro dell&#8217;Altra Europa )</p>
<p>L’esorcismo forse consiste proprio in questo: combattere l’annullamento delle diversità correndo lungo la frontiera dell’altra Europa per documentare quel mondo cosmopolita così caro a Beck, e che Rumiz già rimpiangeva attraversando la vecchia Vukovar.</p>
<p><fontsize ="-2">Leggi anche: <a href=" http://www.webgol.it/2005/08/29/nellora-delle-ombre-schiacciate-intervista-a-monika-bulaj/">Nell’ora delle ombre schiacciate. Intervista a Monika Bulaj</a><br />
</fontsize></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se è vero non c&#8217;è gusto. Il falso d&#8217;autore di Zoro.</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/08/26/se-e-vero-non-ce-gusto-il-falso-dautore-di-zoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 17:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<description><![CDATA[E alla fine arriva il post che toglie il sipario all&#8217;esperimento agostano di Diego Bianchi, di cui mi son fatto sponda consapevole e divertita in queste settimane olimpiche (uno e due). In sintesi: Zoro non è mai stato a Pechino, inviato infiltrato in Casa Italia &#8211; e i suoi resoconti dalla Cina sono stati scritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E alla fine arriva <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508969">il post che toglie il sipario</a> all&#8217;esperimento agostano di Diego Bianchi, di cui mi son fatto sponda consapevole e divertita in queste settimane olimpiche (<a href="http://www.webgol.it/2008/08/10/zoro-tse-tung-inviato-ombra-a-pechino/">uno </a>e <a href="http://www.webgol.it/2008/08/23/zoro-argento-e-bronzo-unaltra-olimpiade-e-possibile/">due</a>). </p>
<p>In sintesi: Zoro non è mai stato a Pechino, inviato infiltrato in Casa Italia &#8211; e <a href="http://zoro.blog.excite.it/archive/category/Mia_cara_Olimpia">i suoi resoconti dalla Cina</a> sono stati scritti dall&#8217;Italia: un misto mirabile di cronaca indiretta, racconto, cesello e goliardia.<br />
Ecco <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508969">come li spiega lui</a>:</p>
<blockquote><p>Leggendo, vedendo, tifando, smanettando in rete, inventando e ricomponendo sono usciti fuori i pezzi che forse avete letto, pezzi che ho scritto cercando di seguire un solo criterio guida: l&#8217;inviato vede cose che davanti alla tv non si vedono. E&#8217; per questo che l&#8217;hanno inviato all&#8217;inviato, e queste sono le cose che dovrebbe raccontare. Pare banale, ma pochi, al dunque, sono stati i racconti di queste Olimpiadi che mi rimarranno veramente impressi e il motivo, banalmente, è che tanti di quei servizi li avrebbe potuti realizzare chiunque, seduto davanti alla tv, ne avesse avuto la voglia. E così ci ho provato.</p></blockquote>
<p>Vittorio Zambardino, in un <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2008/08/26/il-falso-dautore-di-zorolimpico/">bel pezzo</a> che racconta dell&#8217;esperimento ai lettori di Repubblica.it, tira fuori paragoni importanti, con i ragazzi della beffa Modigliani. Io, giusto per differenziarmi, dico che hanno un sapore antico, racconti così &#8211; una lenzuolata di parole senza uno straccio di immagini più o meno in movimento. Un sapore <em>salgariano</em>, che sa di esotico e sconosciuto: un lontano che ancora tale è, nonostante il mondo piccolo e le mille luccicanti medialità. </p>
<p>Con in più la capacità di stare attaccato all&#8217;attualità, di giocare con gli stilemi del giornalismo de noantri e ravanare, grazie al Web, nelle pieghe disadorne del non raccontato, del possibile, del verosimile. Un feuilleton in salsa blog &#8211; e quasi in presa diretta. Scrive Vittorio: «<em>Fattuale come un giornalista, informale come un blogger, è riuscito a mescolare gli stili e a creare un’aura di realtà. Poi alla fine del gioco ha detto ai suoi lettori che erano polpette di maiale. E alla fine gli ha detto che era un brodetto: ha scritto tutto da Cupra Marittima, al mare. Tien an men per lui è uno stabilimento sull’Adriatico</em>».</p>
<p>E alla fine ha ragione Diego quando scrive: «<em>So perfettamente che la prima volta che qualcuno m&#8217;invierà veramente a qualche evento sportivo, il primo commento sarà: &#8220;era meglio quando t&#8217;inventavi tutto&#8221;</em>». Se è vero non c&#8217;è gusto. Applausi.</p>
<p><font size="-2">Leggi: <a href="http://zoro.blog.excite.it/archive/category/Mia_cara_Olimpia"><strong>Mia Cara Olimpia</strong></a>, tutti i resoconti dalla Cina Cuprense di Zoro</font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zoro, argento e bronzo. Un&#8217;altra Olimpiade è possibile?</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/08/23/zoro-argento-e-bronzo-unaltra-olimpiade-e-possibile/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2008 15:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altro che la pindarica Emanuela Audisio, lo storiografico Gabriele Romagnoli, il Beppe Severgnini nazional-popolare. Niente a che vedere con le fiacche emozioni della televisiva Rai, arrivata al termine delle olimpiadi di Pechino con le borse sotto gli occhi, l&#8217;acido lattico alle ginocchia e le idee fuori tempo massimo. Ben lontano dalla calciofilia estrema dei quotidiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altro che la pindarica <strong>Emanuela Audisio</strong>, lo storiografico <strong>Gabriele Romagnoli</strong>, il <strong>Beppe Severgnini</strong> nazional-popolare. Niente a che vedere con le fiacche emozioni della televisiva Rai, arrivata al termine delle olimpiadi di Pechino con le borse sotto gli occhi, l&#8217;acido lattico alle ginocchia e le idee fuori tempo massimo. Ben lontano dalla calciofilia estrema dei quotidiani sportivi, uno dei quali è riuscito a dedicare 6 pagine 6 di apertura al Trofeo Moretti, nel pieno della settimana di atletica leggera &#8211; e solo perchè non c&#8217;era nessuna medaglia da portare in campanilistico trionfo.</p>
<p>L&#8217;<a href="http://en.beijing2008.cn/">Olimpiade di Pechino</a> che finirà  domani è stata una Olimpiade narrativa &#8211; piena zuppa e agrodolce di storie di tutti i tipi. Storie possibili reali potenziali immaginate e immaginabili. Raccontate e non raccontate. La Cina. La Città Proibita. La superpotenza con gli occhi a mandorla che ha spezzato sportivamente le reni all&#8217;occidente sazio e bolso, come prova generale per altri politici ed economici agoni.<span id="more-1451"></span></p>
<div class="img " style="width:250px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/alex-schwazer.jpg" alt="Alex Schwazer vince l'oro nella 50 km di marcia. Dietro di lui, in alto a destra, un po' sfocato, Zoro" width="250" height="353" />
	<div>Alex Schwazer vince l'oro nella 50 km di marcia. Dietro di lui, in alto a destra, un po' sfocato, Zoro</div>
</div>
<p>E tra tutti quelli che hanno provato a raccontare questa Olimpiade, a farne metafora e parabola di altro e di chiassacché, un posto d&#8217;onore spetta a <strong>Diego Bianchi</strong> alias <a href="http://zoro.blog.excite.it/">Zoro</a>, alias <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508964">Padre Powell</a>, cronista de noantri, esegeta democratico (nel senso del partito), guru <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=17890251780">dajista</a>, blogger atletico e dalla penna sopraffina. </p>
<p>Giunto nella Città Proibita con volo charter diretto e supersonico da Cupra Marittima, grazie ad un misterioso pass da citizen journalist, si è ben mimetizzato tra gli atleti di Casa Italia e dentro il sottobosco della carovana giornalistica italofona. E da lì riuscito a scovare <a href="http://pechino2008.excite.it/archivio/tag/Mia-cara-Olimpia">storie su storie</a>: si è <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508944">finto pingpongista</a> ed è stato schienato da <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508950">granchissime mosse di lotta</a>; ha ascoltato le formidabili teorie di geopolitica sportiva di Giancarlo detto Juan Carlos alias <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508952">Il re della mazza</a> ed è stato <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508954">quasi arrestato</a> dopo il record dei cento metri di corsa al taxi rasta e bagarino.</p>
<p>Storie che dallo sport (e della fanga della cittadella olimpica) partivano per poi travalicarne velocemente senso e confini &#8211; peraltro senza infastidire i testimoni addestrati o i cormorani di Carlo Paris. Un&#8217;altra Olimpiade è possibile (forse).</p>
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		<title>La lingua (e la rivoluzione) non russa</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/08/21/la-lingua-e-la-rivoluzione-non-russa/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 15:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bianda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul filo dei ricordi è impossibile resistere alle parole di Paolo Rumiz che è arrivato nei paesi baltici. In Lettonia visita vecchie sinagoghe abbandonate e incontra alieni: esiliati di un paese che è stato il cuore di forti nazionalismi nel centro dell’Europa. O dell&#8217;Altra Europa. Strano. O forse no. In Lettonia vivono un migliaio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul filo dei ricordi è impossibile resistere alle parole di <strong>Paolo Rumiz</strong> che è <a href="http://www.repubblica.it/indici/speciale/altri/2008rumiz/index.htm">arrivato nei paesi baltici</a>. </p>
<p>In Lettonia visita vecchie sinagoghe abbandonate e incontra alieni: esiliati di un paese che è stato il cuore di forti nazionalismi nel centro dell’Europa. O dell&#8217;Altra Europa. Strano. O forse no. In Lettonia vivono un migliaio di persone che non sono lettoni, non sono russe e per passaporto portano l’ingiuria dell’essere alieni. Pienamente riconosciuti nell’essere nulla, cui non è permesso nulla se non vivere dentro quel paese che non li riconosce.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1465" style="width:448px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/tallin2.jpg" alt="Lasnamac (quartiere russo), Tallin, Estonia. Photo by as" width="448" height="336" />
	<div>Lasnamac (quartiere russo), Tallin, Estonia, 2004. Photo by as</div>
</div>
<p>Contraddizioni forti quelle che produce la modernità: questa modernità fatta di slittamenti di frontiere e annullamenti di confini, che nel frattempo vede rafforzarsi quelle linee di confine dure ed inossidabili dell’etnia, della cultura linguistica e dell’appartenenza come rivendicazione nazionalistica. In Lettonia come in Estonia.<span id="more-1429"></span></p>
<p><font size="-2">LEGGI: <a href="http://www.repubblica.it/2008/08/speciale/altri/2008rumiz/rumiz-14/rumiz-14.html">Nel paese del popolo muto alla frontiera russo-baltica</a>, 14° puntata del viaggio di Rumiz su Repubblica</font></p>
<blockquote><p>
Come va, signor Adamov? &#8220;Male, non c&#8217;è lavoro. Se non sai l&#8217;estone non lo trovi&#8221;.<br />
Ma come, lei non sa l&#8217;estone? &#8220;So dire solo &#8220;pane&#8221;. Non capisco un tubo&#8221;.<br />
Scusi, come chiede informazioni sulla strada? &#8220;Semplice, le chiedo solo ai russi. Qui sulla frontiera sono la maggioranza&#8221;.<br />
Non mi dica che riesce a distinguerli. &#8220;Certo. Gli estoni hanno facce più rotonde, sono più ben vestiti, tengono gli occhi bassi. E camminano diversamente&#8221;.<br />
Diversamente come? &#8220;Più impacciati&#8221;.
</p></blockquote>
<p>Sempre sul filo dei ricordi recupero le parole e le immagini di un breve soggiorno a <strong>Tallin</strong>, in <strong>Estonia</strong>. In quella terra tecnologicamente avanzata, <a href="http://www.webgol.it/2003/11/27/il-silenzo-degli-estoni">priva di rumori</a>, si produce una comunità di esiliati, russi figli di lavoratori russi, restati intrappolati in una Repubblica che rivendica con forza la sua indipendenza in tutto dall’antico invasore e dominatore. Passaporto diverso, impossibile uscire, viaggiare, ora anche tornare in Russia. </p>
<p><font size="-2">LEGGI anche: <a href="http://www.webgol.it/2003/11/27/il-silenzo-degli-estoni">Il silenzio degli Estoni</a> (eb) e <a href="http://www.webgol.it/2004/06/02/tallin-la-lingua-che-non-ce/">Tallin, la lingua che non c&#8217;è</a> (as) </font></p>
<blockquote><p>In Estonia (quasi) tutti sanno parlare il russo [...] Eppure la lingua russa non esiste, scomparsa, volatilizzata dai cartelli stradali, dalle insegne dei negozi, dagli opuscoli informativi. Non esiste. Tutto ciò che è pubblico è scritto in estone, una delle lingue più difficili al mondo. Una nazione di fatto bilingue resa monolingua da una volontà politica di assimilare la popolazione russa. I russi in pubblico parlano in estone. Anche tra russi. Chi lo conosce. Chi non lo conosce, specie la vecchia generazione, s’arrangia.</p></blockquote>
<p>In <strong>Lettonia</strong>, invece, con Antonio, girammo molto per le strette strade della capitale <strong>Riga</strong>, alla ricerca della vecchia sinagoga: trovammo l’edificio ormai abbandonato che portava ancora i segni del suo passato. Ma non si trovava l’entrata, l’ingresso: un portone, un cancello, nulla. </p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1464" style="width:448px;">
	<a href="http://www.flickr.com/photos/webgol/5580037/" title="Sending a kiss, Riga, photo by as"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/tallin01.jpg" alt="Sending a kiss, Riga, Lettonia, 2003. Photo by as" width="448" height="336" /></a>
	<div>Sending a kiss, Riga, Lettonia, 2003. Photo by as</div>
</div>
<p>Nella frenesia dei restauri della città che allora si apprestava ad entrare in Europa, tutto si muoveva, restava immobile solo il vecchio quartiere degli ebrei di Riga, una comunità pressoché svanita nel nulla. Restavano in pochi, pochissimi. Tra questi il vecchio direttore del museo ebraico e dell’Olocausto. </p>
<p>Durante l&#8217;intervista feci uno sforzo sovrumano per seguire quanto diceva in un lungo monologo sussurrato in un tedesco per me arcaico. Pendevo letteralmente dalla sue labbra, dondolando la testa in segno di assenso, capendo poco, cercando in ogni modo di captare qualche segnale rassicurante, qualche coordinata, qualche briciolina di pane per non perdermi nel labirinto di parole. Alla fine formulare le domande era una lotteria nella speranza che non avesse nel frattempo già risposto nel mare di parole che mi ero perso.</p>
<p><font size="-2">SENTI: Documentario su <a href="http://www.rtsi.ch/trasm/20anni/welcome.cfm?idg=0&#038;ids=0&#038;idc=7437">Collina delle Croci</a>, RTSI<br />
e anche: Serghei, giovane informatico russo, intervistato da Enrico Bianda per un documentario sulla RTSI, che parla sotto la neve di Lasnamac  (<a href="http://www.webgol.it/suoni/SergeiLaslamac.mp3 ">mp3, 370 kb circa</a>) e passi sulla neve di un prato ghiaccio (<a href="http://www.webgol.it/sound/passineve.mp3">mp3, 290 kb ca</a>)</font><br />
</a></p>
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		<title>Zoro Tse Tung, inviato ombra a Pechino</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/08/10/zoro-tse-tung-inviato-ombra-a-pechino/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 17:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo fatto che si dice che Internet è un media personale, Diego Bianchi deve averlo preso alla lettera. E tra video, dirette blog e blitz garibaldini su tv e stampa nazionale si sta trasformando in un one man media &#8211; altro che band. Zoro Tse Tung, cronache da Pechino Ora, il nostro, indomito, sta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo fatto che si dice che Internet è un media personale, <strong><a href="http://zoro.blog.excite.it">Diego Bianchi</a></strong> deve averlo preso alla lettera. E tra video, dirette blog e blitz garibaldini su tv e stampa nazionale si sta trasformando in un <em>one man media</em> &#8211; altro che band.</p>
<div class="img alignnone size-full wp-image-1380" style="width:238px;">
	<a href="http://zoro.blog.excite.it"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/zorotzetung.jpg" alt="" width="238" height="340" /></a>
	<div>Zoro Tse Tung, cronache da Pechino</div>
</div>
<p>Ora, il nostro, indomito, sta a Pechino, inviato ombra tra i mille inviati della spedizione giornalistica al seguito delle <a href="http://en.beijing2008.cn/">Olimpiadi di Pechino</a>, i giochi in salsa agrodolce. Tra <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508940">uno smog che non è come a Cupra Marittima</a> e non si vede il sol dell&#8217;avvenire, e il tentativo di far diventare la <a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/508941">grande muraglia una piazza da struscio</a>, in ritardo sulla prima medaglia tricolore.</p>
<p>A parte la terrificante (ma necessaria vista la dimenticanza ufficiale) immagine di Zoro trasfigurato nel compagno Mao, racconti tutti da leggere &#8211; giù a testa bassa nella fanga cinese. </p>
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		<title>L&#8217;Altra Europa su Repubblica e le mappe di Rumiz</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/08/07/laltra-europa-su-repubblica-e-le-mappe-di-rumiz/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 17:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Città]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rumizzeide]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima la cosa più importante, per gli appassionati che seguono ogni giorno sulle pagine di Repubblica il viaggio estivo (è il sesto? o il settimo? ho perso il conto) di Paolo Rumiz, L&#8217;Altra Europa &#8211; viaggio verticale a cavallo del confine dell&#8217;UE. E&#8217; il link alle puntate pubblicate, su Repubblica: L&#8217;Altra Europa su Repubblica.it. Colpevolmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima la cosa più importante, per gli appassionati che seguono ogni giorno sulle pagine di Repubblica il viaggio estivo (è il sesto? o il settimo? ho perso il conto) di <strong>Paolo Rumiz</strong>, <a href="http://www.webgol.it/2008/08/04/laltra-europa-il-nuovo-viaggio-estivo-di-paolo-rumiz-su-repubblica/">L&#8217;Altra Europa</a> &#8211; viaggio verticale a cavallo del confine dell&#8217;UE.</p>
<p>E&#8217; il link alle puntate pubblicate, su Repubblica: <a href="http://www.repubblica.it/indici/speciale/altri/2008rumiz/index.htm">L&#8217;Altra Europa su Repubblica.it</a>. Colpevolmente nascosto, difficilissimo da trovare &#8211; per solutori web più che abili (anche la <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=rumiz&#038;view=archivio">ricerca &#8220;rumiz&#8221;</a> dà come primo risultato un articolo del 2006, perché, a mio parere sbagliando, predilige come primo ordine quello della rilevanza). Un prodotto come quello dell&#8217;inviato triestino dovrebbe essere più valorizzato &#8211; oltre ad una migliore visibilità da home page, basterebbe la metà della ottima grafica e composizione della pagina del cartaceo.</p>
<div class="img " style="width:450px;">
	<a href="http://www.repubblica.it/indici/speciale/altri/2008rumiz/index.htm"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/i_altra_europa.jpg" alt="L'Altra Europa, viaggio estivo di Rumiz. Logo di Altan" width="450" height="100" /></a>
	<div>L'Altra Europa, viaggio estivo di Rumiz. Logo di Altan</div>
</div>
<p>Della ossessione di Rumiz per le mappe e la cartografia in genere sa bene chi lo segue da tempo. Nella puntata di oggi c&#8217;è un passaggio che mi ha continuato a risuonare in testa tutto il giorno. </p>
<p>Rumiz è a Murmansk, la più grande città sopra il Circolo Polare, accovacciata ai bordi di un fiordo che non ghiaccia mai, dai negozi psichedelici e dai mille strategici mari. Si reca in stazione a prenotare il biglietto per scendere giù, a rotta di collo gravitazionale verso il sud. E si rende conto delle distanze e dei tempi di percorrenza, enormi, niente è lontano meno di 30-40 ore: «<em>Comincio a capire perché nessuno faccia questo viaggio &#8220;verticale&#8221;. Guardo la mappa e realizzo che se rovescio la Scandinavia verso il Mediterraneo facendo perno sulla Danimarca, arrivo fino oltre Tunisi</em>»</p>
<p>Le mappe per Rumiz non sono una soluzione facile ai problemi contingenti di orientamento. Oggetti impolverati da tirar fuori dal cruscotto quando non si sa più che strada prendere. Le mappe sono compagni di viaggio. Che <em>accompagnano</em>. E spesso vengono <em>segnate</em> dal viaggio. <em>(La leggenda narra di una enorme mappa cartografica usata da Rumiz per il viaggio in mare sulla eterea scia della battaglia di Lepanto, con tanto di appunti)</em></p>
<p>Sulle mappe un&#8217;altra curiosità. Quelle del nord perdono la forma quadrata e diventano trapezi isosceli &#8211; seguendo «i fusi orari che si restringono come gli spicchi di un&#8217;arancia». </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La bellezza che manca I. L&#8217;iPod di Ghirri.</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/08/05/la-bellezza-che-manca-i-lipod-di-ghirri/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 10:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Bianda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>

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		<description><![CDATA[[Ritorna tra le pagine di Webgol, l'amico e sodale Enrico Bianda - dopo mesi di corteggiamenti e vili ricatti. Come sempre è un piacere: Webgol è nato e vissuto nei primi anni dalla spinta propulsiva delle nostre colazioni di cazzeggio prima del lavoro. Ho chiesto ad Enrico una rubrica estiva, con una indicazione invero piuttosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="-2">[Ritorna tra le pagine di Webgol, l'amico e sodale Enrico Bianda - dopo mesi di corteggiamenti e vili ricatti. Come sempre è un piacere: Webgol è nato e vissuto nei primi anni dalla spinta propulsiva delle nostre colazioni di cazzeggio prima del lavoro. Ho chiesto ad Enrico una rubrica estiva, con una indicazione invero piuttosto costringente: "scrivi quello che vuoi". Questo post andava in realtà qualche giorno fa, il ritardo è colpa mia. as]</font></p>
<p>Mi dice scrivi, se puoi. Questa estate. Posso faccio io, e scrivo. Poi mi chiedo di che cosa? Domanda da estendere a molti: di che cosa scrivi, se puoi? Di tutto, se posso. Certo. Di troppo, pure. L&#8217;ambizione, mia, sarebbe quella di scrivere di immagini, di immagini belle e di contesti, di cornici estese che ci facciano sentire sempre a casa. E sentire bene.</p>
<div class="img " style="width:450px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/ghirri.jpg" alt="Foto di Luigi Ghirri" width="450" height="304" />
	<div>Foto di Luigi Ghirri</div>
</div>
<h3>Miti sempre più contemporanei</h3>
<p>In questi giorni sto leggendo sempre con attenzione la pagina dei miti contemporanei su Repubblica. La prima puntata era dedicata ad iPod e Youtube. Mi sembrava una bella idea, non del tutto originale ma certo non era colpa di <strong>Marino Niola</strong>, ottimo antropologo che rimpiange l&#8217;antropologia quando era solo antropologia. Né urbana né del cibo, figuriamoci delle immagini o del paesaggio. </p>
<p>Chi ha negli anni seguito questo blog lo sa: dopo <strong>Roland Barthes</strong>, di miti contemporanei hanno scritto in molti. Ne scriveva bene e &#8220;con piglio speculativo&#8221; (mi cito), per esempio, <a href="http://www.webgol.it/2004/12/30/la-double-penetration/">Le nouvel observateur quasi quattro anni fa</a>. Raccogliendo splendide monografie su <a href="http://www.webgol.it/2006/03/03/biandacast-i-miti-doggi-e-di-ieri/">miti contemporanei </a>senza l&#8217;ipocrisia del quotidiano romano. Tra i miti i francesi ci mettevano anche la pornografia, la <a href="http://www.webgol.it/2004/12/30/la-double-penetration/">doppia penetrazione</a> ed il preservativo. E altro ancora. </p>
<p>C&#8217;è chi ha sfottuto Niola per il linguaggio (per esempio le Vespe sul Sole 24 Ore di due domeniche fa): scrive di oggetti di tutti i giorni, che ci fanno anche “sentire bene&#8221;, come l&#8217;iPod, e ne scrive con il taglio che è suo. Lui scava nella storia dei comportamenti e delle parole. Cerca di capire perchè un oggetto si chiama in un modo e prova anche a mettere in relazione il nome con l&#8217;uso che se ne fa. Non è colpa sua: deve riempire molte battute, una pagina intera. Va a finire che meglio Baricco e i barbari. Cioè che tornino, ma non a colonizzare le pagine di un quotidiano.</p>
<h3>La bellezza che manca</h3>
<p>Perchè per esempio non parlare di luoghi e mancanze di bellezza? Perchè non andare a cercare belle cose e frasi immobili nelle emozioni di molti?</p>
<p>Immagini. Scrivere di immagini. C&#8217;è per esempio <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ghirri">Ghirri Luigi </a></strong>(detto così come al militare): fotografo inclassificabile, esteta della sospensione temporale, dei colori pastello dati dagli anni 70 direttamente sulle stampe. </p>
<p>Ricordo persistentemente le immagini del lido di Ravenna, mai più ritrovate se non in una mostra non ricordo più dove. Adesso finalmente un libro raccoglie le meraviglie di questo enorme straordinario fotografo italiano che ha dato voce con la sua macchina fotografica, alla rarefazione dell&#8217;aria che viviamo nelle province e nel camminare (<a href="http://www.contrastobooks.com/cultura/LibriDettaglio.asp?idlib=1474">Bello qui, non è vero?</a> Fotografie di Luigi Ghirri, Contrasto 2008). Ghirri scattava anche da dietro un pannello di vetro smerigliato di una fermata di autobus. Un corpo appoggiato al vetro visto di spalle con una giacca rossa segnava l&#8217;attesa nel grigiore di una giornata qualunque. Lui lo faceva e ci raccontava di luoghi e cornici di abitudine.</p>
<p>Bastava poco: invece che andare a cercare qualche bravo antropologo alle prese con temi impossibili. Basta mettere una immagine di un fotografo alla Ghirri. Lasciarle parlare. Lui si saprebbe sintetizzare bene il movimento. Lasciarle interpretare da chi guarda.<br />
In silenzio. O con l&#8217;iPod alle orecchie.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Altra Europa, il nuovo viaggio estivo di Paolo Rumiz su Repubblica</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 10:26:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Sassone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Luoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Rumizzeide]]></category>

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		<description><![CDATA[[Noi rumizziani della prima ora, quasi groupie del narratore triestino (cosa più di avere una categoria del blog a lui dedicata? e da 4 anni: rumizzeide) quasi disperavamo. Ma, come da tradizione, la prima domenica utile nei dintorni agostani, parte il viaggio estivo di Paolo Rumiz: un viaggio "verticale" di 6000 km lungo la frontiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="-2">[Noi rumizziani della prima ora, quasi <em>groupie </em>del narratore triestino (cosa più di avere una categoria del blog a lui dedicata? e da 4 anni: <a href="http://www.webgol.it/category/rumizzeide/">rumizzeide</a>) quasi disperavamo. Ma, come da tradizione, la prima domenica utile nei dintorni agostani, parte il viaggio estivo di Paolo Rumiz: un viaggio "verticale" di 6000 km lungo la frontiera orientale dell'Ue (il lato sbagliato, reietto, levantino) per raccontare l'Altra Europa (ne scrive più diffusamente oltre Antonella Sassone, di fatto una esperta dei viaggi di Rumiz, oggetto anche di una sua tesi/saggio). Paolo è come sempre un po' sopra le righe nel prologo, e forse ogni anno di più - ma è un'enfasi pulita, complice e forse addirittura necessaria - nei tempi nostri silenziati e piatti come il filo delle longitudini non viaggiate. Buona lettura. as]</font></p>
<p>Comincia oggi il reportage del viaggio estivo 2008 di <strong>Paolo Rumiz</strong> su Repubblica dal titolo <strong>L&#8217;Altra Europa</strong> (ancora non online). Pagine e pagine di appunti, disegni (dello stesso Rumiz) e foto (di<strong> Monika Bulaj</strong> &#8211; leggi l&#8217;<a href="http://www.webgol.it/2005/08/29/nellora-delle-ombre-schiacciate-intervista-a-monika-bulaj/">intervista</a> su Webgol di Enrico Bianda) per un percorso di 7000 chilometri, da Nord a Sud, lungo la frontiera orientale dell&#8217;Unione Europea. Dall&#8217;Artico al Mediterraneo in un viaggio &#8220;verticale&#8221; in una Europa diversa, «<em>con la gente e fra la gente in una strada che si è fatta da sè, di incontro in incontro</em>».</p>
<p>«<em>Un ventaglio inimmaginabile di scenari. Laghi gelati e campi di grano, freddi albori tra le foreste e notti sensuali del Sud</em>». Un viaggio verticale che ha trascinato Rumiz «<em>verso il basso del mappamondo quasi per forza di gravità</em>». Lungo il quale si sono susseguiti gli incontri. «<em>Per strada facce slave, caucasiche, turche, centroasiatiche; bionde bellezze lentigginose e femmine mediterranee dagli occhi di sfida</em>»; e gli ebrei di cui Rumiz trova «<em>segni impressionanti della loro presenza-assenza</em>».</p>
<div class="img " style="width:336px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/dscn9455.jpg" alt="L'Altra Europa, illustrazione di Altan" width="336" height="366" />
	<div>L'Altra Europa, illustrazione di Altan</div>
</div>
<p>Dal logo &#8211; ancora una volta un disegno di <strong>Altan </strong> &#8211; si vede un Rumiz a dorso di un orso, equipaggiato con bastone e zaino (6 kg di bagaglio, tutto ciò che ha). Il viaggio si dipana a bordo di treni, in bus, in traghetto, in autostop, a piedi sulla frontiera più a Est dell&#8217;Unione Europea. Ma che Est non è. «<em>Questo dove mi trovo è il centro. La pancia, l&#8217;anima del Continente. E quest&#8217;anima sta tutta fuori da quell&#8217;impalcatura burocratica che si chiama Unione Europea</em>». Insomma, per Rumiz il cuore dell&#8217;Europa è la &#8220;Terra Incognita&#8221; fatta di periferie dimenticate.</p>
<p>Col termine &#8220;Frontiera&#8221; si indica di solito il limite al di qua del quale c&#8217;è la civiltà, e dall&#8217;altro lato la barbarie. La Frontiera rappresenta il potenziale di espansione e di risorse che determinano anche la formazione di un&#8217;identità. Cos&#8217;è la frontiera per Rumiz? Un limite, certo. Ma la barbarie e la civiltà occupano gli stessi lati nel caso della frontiera che si accinge a raccontarci.</p>
<div class="img " style="width:338px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/dscn9457.jpg" alt="Particolare del prologo di L'Altra Europa di Rumiz, con i suoi disegni" width="338" height="283" />
	<div>Particolare del prologo di L'Altra Europa di Rumiz, con i suoi disegni</div>
</div>
<p>«<em>Sulla frontiera la gente mi spiazzava sempre, non confermava mai i clichè ed era sempre distante dai centri politici e amministrativi del suo paese</em>». Ovunque «<em>relitti delle frontiere mobili degli imperi &#8211; russo, tedesco, turco, austroungarico</em>». Sulla sua &#8220;carta fai-da-te&#8221; Rumiz non ha annotato stati-nazione, ma «<em>antiche regioni frontaline inghiottite dalla geopolitica</em>». Botnia, Carelia, Livonia, Curlandia, Rutenia, Podolia. «<em>Provate a fare questi nomi in un&#8217;agenzia di viaggio. Vi prenderanno per matti</em>», dice Rumiz. L&#8217;invito è a rieducare l&#8217;industria del turismo, a intraprendere viaggi d&#8217;avventura, di scoperta. Scegliere le periferie, far ridivenire il viaggio leggero.</p>
<p>Nella puntata introduttiva di domenica su R2 di Repubblica, Rumiz ci anticipa che alla fine del viaggio non aveva nessuna voglia di tornare a casa. Perché rientrare nell&#8217;Unione Europea dà spaesamento: &#8220;a Ovest l&#8217;avventura finiva&#8221;, &#8220;a Est era meglio&#8221;. Quello di Rumiz è un viaggio longitudinale dove la lingua franca è il russo e «<em>la gente semplice non ha mai vissuto con derisione il mio sacco sulle spalle, e la mia barba bianca è stata spesso oggetto di commosso rispetto. Non sono stato io a fare il viaggio, ma le persone che ho incontrato</em>».</p>
<p>Spasiba, quindi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;homophilia ci rende stupidi. Ammesso non lo fossimo già.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 14:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[TecnoFobie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha iniziato le danze del dagli-a-internet Nicholas Carr qualche settimana fa su Atlantic.com (uno dei magazine più goduriosi del globo terracqueo). Il titolo era oggettivamente paraculo (&#8220;Is Google Making Us Stupid&#8220;), il contenuto no. Ehi, cosa diavolo mi sta succedendo? Al contrario di altri oziosi bastiancontrari digitali, di moda in questi ultimi tempi rinculanti, Carr [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha iniziato le danze del <em>dagli-a-internet</em> <strong>Nicholas Carr</strong> qualche settimana fa su Atlantic.com (uno dei <em>magazine</em> più goduriosi del globo terracqueo). Il titolo era oggettivamente paraculo (&#8220;<a href="http://www.theatlantic.com/doc/200807/google">Is Google Making Us Stupid</a>&#8220;), il contenuto no. </p>
<h3>Ehi, cosa diavolo mi sta succedendo?</h3>
<p>Al contrario di altri oziosi bastiancontrari digitali, di moda in questi ultimi tempi rinculanti, Carr veste i panni di super-utente della Rete e si domanda, del tutto legittimamente: «<em>ehi, un attimo, cosa sta cambiando nel MIO modo di leggere il mondo? Di pensare, di informarmi, di relazionarmi con gli altri?</em>». </p>
<p>E ancora (traduco e semplifico io): «<em>Sono più di dieci anni ormai che io passo un sacco di tempo online: navigo, uso i motori di ricerca, uso la Rete in maniera evoluta e intensiva. In che modo questo mi sta cambiando &#8211; o mi ha già cambiato?</em>». </p>
<div class="img " style="width:300px;">
	<a href="http://www.theatlantic.com/doc/200807/google"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/google-300x203.jpg" alt="Illustrazione di Guy Billot, da The Atlantic" width="300" height="203" /></a>
	<div>Illustrazione di Guy Billot. Fonte: http://www.theatlantic.com/doc/200807/google</div>
</div>
<p>Le domande sono più che legittime. Le possibilità di fraintendimento altissime (vedi reazioni in ritardo, in pieno <em>esprit d&#8217;escalier</em>, dei media tradizionali <a href="http://www.mantellini.it/2008_06_01_archive.html#7778446421720988042">via Mantellini</a> &#8211; ma vedi anche le semplificazioni di <a href="http://www.wikio.it/news/Nicholas+Carr">molta blogosfera</a>). Le risposte mai meno che sistemiche (giocoforza) e complicatissime. </p>
<div class="img " style="width:290px;">
	<a href="http://www.mantellini.it/2008_06_01_archive.html#7778446421720988042"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/googlefrigge.jpg" alt="Repubblica.it commenta l'articolo di Carr" width="290" height="172" /></a>
	<div>Repubblica.it commenta l'articolo di Carr. Via http://www.mantellini.it</div>
</div>
<p>La verità è che tendiamo a sovrastimare l&#8217;influenza dei media a breve termine e a <strong>sottostimarla a lungo termine</strong>. E questo vale anche per Internet, ammesso e non concesso sia un media comparabile agli altri finora dominanti.</p>
<h3>Prova a leggere un libro e contiamo dopo quanti secondi vuoi cliccare qualcosa</h3>
<p>Carr fa un esempio semplice semplice. Leggere un libro. Dall&#8217;inizio alla fine. Senza distrarsi. Per Carr (ma mi ci metto anche io) ormai <a href="http://www.theatlantic.com/doc/200807/google">una esperienza quasi frustrante</a>: &#8220;Non riesco a concentrarmi per più di due o tre pagine. Se insisto inizio a stare sulle spine, perdo il filo e mi guardo intorno in cerca di qualcos&#8217;altro da fare&#8221; più o meno contemporamente o nel frattempo. </p>
<blockquote><p>I’m not thinking the way I used to think. I can feel it most strongly when I’m reading. Immersing myself in a book or a lengthy article used to be easy. My mind would get caught up in the narrative or the turns of the argument, and I’d spend hours strolling through long stretches of prose. That’s rarely the case anymore. Now my concentration often starts to drift after two or three pages. I get fidgety, lose the thread, begin looking for something else to do. I feel as if I’m always dragging my wayward brain back to the text. The deep reading that used to come naturally has become a struggle.</p></blockquote>
<p>Ma poi Carr va oltre. Infoscando ancora di più le tinte di un futuro in cui, in una sorta di passaggio di testimone tra media sempre più onnivori, arriveremo a delegare ad altri o ad altro la nostra capacità di capire e interpretare il mondo che ci circonda &#8211; rendendo di fatto la nostra limitata intelligenza una intelligenza potentissima ma artificiale. </p>
<h3>L&#8217;homophilia (no non è quello che pensate voi)</h3>
<p>Il punto di Carr popolarizza altre e più sostanziose discussioni (che in parte lo stesso Carr cita) sugli effetti cognitivi e sociali di 15 anni digitali &#8211; non tutte peraltro così pessimistiche. E ad un certo punto quindi incontra il fiumiciattolo della discussione sulla cosiddetta <em><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Homophily">homophily</a></strong></em>, un concetto coniato più di 50 anni fa da una coppia storica, i Gianni e Pinotto della sociologia dei media, <strong>Lazarsfeld e Merton</strong>. Il concetto, inizialmente usato per spiegare alcune dinamiche dei processi amicali (la tendenza a diventare amici di persone che sono o la pensano come te), è stato esteso a tutti i possibili network sociali e a tutte le possibili relazioni &#8211; al grido di &#8220;<em>Similarity breeds connection</em>&#8221; (leggi il saggio &#8220;<a href="http://arjournals.annualreviews.org/doi/abs/10.1146/annurev.soc.27.1.415">Birds of a Feather: Homophily in Social Networks</a>&#8220;). </p>
<p>Insomma il senso è chiaro: se ci pensi ti rendi conto che tutti quelli che conosci e frequenti la pensano più o meno come te? <strong>Ebbene sei anche tu un po&#8217; &#8220;homophiliaco&#8221;</strong>.</p>
<p>Da qui, il passaggio all&#8217;<em>homophilia</em> all&#8217;interno dei network digitali è una breccia di Porta Pia dopo il passaggio dei bersaglieri. Il concetto <a href="http://www.ethanzuckerman.com/blog/2008/04/25/homophily-serendipity-xenophilia/">arriva tra le mani</a> di uno che la testolina e i link sa come farli girare, quel <strong>Ethan Zuckerman</strong> fondatore di Global Voices, che a sua volta tira su dalle tenebre della Rete un bel pezzo (di due anni fa) di <strong>Nat Thorkington</strong>, <a href="http://radar.oreilly.com/2006/10/homophily-in-social-software.html">Homophily in Social Software</a>. </p>
<h3>L&#8217;homophily ci rende stupidi?</h3>
<p>E&#8217; davvero bravo a sintetizzare tutto questo po&#8217; po&#8217; di roba <strong>Andrea Dambrosio</strong> oggi su <a href="http://dweb.repubblica.it/">D La Repubblica delle Donne</a>, con un pezzo il cui titolo è una citazione di quello di Carr (&#8220;Se l&#8217;homophily ci rende stupidi&#8221;) e il cui sommario recita </p>
<blockquote><p>«Credevamo che Internet ci rendesse liberi di conoscere praticamente tutto. Salvo scoprire che ricadiamo sempre nello stesso tranello: scegliamo quello che ci piace perché ci somiglia». </p></blockquote>
<div class="img " style="width:300px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/homophilia2.jpg" alt="Se l'homophily ci rende stupidi, D La Repubblica delle Donne, 2 Agosto 2008" width="300" height="272" />
	<div>Se l'homophily ci rende stupidi, D La Repubblica delle Donne, 2 Agosto 2008</div>
</div>
<p><strong>Chi si somiglia si piglia, anche online?</strong> La più straordinaria forza della Rete (che è esattamente quella di metterti a portata di mano e di mouse persone che hanno interessi e passioni a te affini, senza curarsi di tempi e spazi differenti, di distanze e fusi orari) può diventare anche la sua più ambigua debolezza?<br />
Non abbiamo nemmeno fatto un passo fuori dalla casa di Mamma Tv, che ci voleva audience indifferenziata e poltroniera, e già non va più bene &#8211; tutta questa libertà di sceglierci in piena autonomia i compagni di strada (fonti, contenuti, persone, strumenti)?</p>
<p>Dambrosio intervista sull&#8217;argomento <a href="http://www.bookcafe.net/blog">Giuseppe Granieri</a>, <a href="http://mediamondo.wordpress.com">Giovanni Boccia Artieri</a> e il sottoscritto. Provo a sintetizzare (e prendo pezzetti di virgolettati). Se pure c&#8217;è una tendenza digitale all&#8217;homophilia (e abbiamo tutti molti dubbi), i network digitali mantengono comunque la possibilità dell&#8217;esposizione al nuovo, e all&#8217;alterità. A quella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serendipit%C3%A0">serendipity</a>, che è di fatto il contrario dell&#8217;homophilia: la capacità di fare scoperte fortunate e non attese, grazie a orecchie aperte e mente preparata. </p>
<p>Online peraltro partecipiamo a diverse comunità che non sono monolitiche, e mai completamente autosufficienti e chiuse a stimoli esterni. Il web sociale è pensato per lasciare porte aperte alle sorprese. Basta un link e <em>pof!</em> &#8211; <strong>sei subito da un&#8217;altra parte, in un altro mondo</strong>.<br />
<em>(</em><em>Pof!</em> non c&#8217;è nell&#8217;articolo) </p>
<h3>Per finire. Cesare Pavese già sapeva.</h3>
<p>Da Il mestiere di vivere di <strong>Cesare Pavese</strong>, citazione che oggi girava per i tumblr italiani (via <a href="http://revep.tumblr.com/post/44380401/leggendo-non-cerchiamo-idee-nuove-ma-pensieri-gi">revep</a>)</p>
<blockquote><p>«Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra &#8211; che già viviamo &#8211; e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi».</p></blockquote>
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		</item>
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		<title>La politica che sta online. Dai sondaggi ai commenti.</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/04/16/la-politica-che-sta-online-dai-sondaggi-ai-commenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 00:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli editoriali migliori li ho letti online C&#8217;è altro da aggiungere al titolo? Ho letto molti giornali ieri, e ho trovato mera cronachetta insipida. Aspettiamo anche domani, quando le migliori penne avranno avuto agio di affilare idee e parole. Ma intanto le cose migliori continuo a leggerle in Rete, e spuntano ad ogni aggiornar di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Gli editoriali migliori li ho letti online</h2>
<p>C&#8217;è altro da aggiungere al titolo? Ho letto molti giornali ieri, e ho trovato mera <em>cronachetta</em> insipida. Aspettiamo anche domani, quando le migliori penne avranno avuto agio di affilare idee e parole. Ma intanto le cose migliori continuo a leggerle in Rete, e spuntano ad ogni aggiornar di reader. Come sempre più spesso mi accade. Riflessioni più profonde, più libere, più emozionanti, più veloci di quelle che mi capita di leggere da qualsiasi altra parte. Forse, semplicemente, più &#8220;vere&#8221;: meno irrigidite da formati tradizionali, da monte battute, vecchi e nuovi poteri da non scontentare o indistinti e malmostosi pubblici. Quel genere di cose che trovano lo spiraglio umanissimo e personale per far capoccella dentro le mono-opinioni del framing mainstream.</p>
<p>Giornata di spostamento, però: e molto mi sarò perso. Segnalo però alcuni &#8220;editoriali&#8221; memorabili &#8211; del tutto a prescindere dal fatto che ne condivida ogni moto di pensiero: </p>
<ul>
<li><strong>Enrico Sola</strong>, &#8220;<a href="http://www.suzukimaruti.it/2008/04/15/l%e2%80%99opportunita-del-male-%e2%80%93-riflessioni-postelettorali-stranamente-serene/">L&#8217;opportunità del male &#8211; riflessioni post-elettorali stranamente serene</a>&#8221; <em>(di cui solo il provocatorio finale continuo a rimasticare dubbioso, come una pastiglia medicinale di cui non mi convince il sapore e non vorrei fosse velenosa; mentre trovo straordinariamente efficace l&#8217;analisi del berlusconismo di ritorno, ché la solita interpretazione scalfariana del venditore, ancora in auge in certi giri, si è dimostrata straordinariamente inadatta a spiegare il Berlusconi di oggi</em>)</li>
<li><strong>Leonardo</strong>, &#8220;<a href="http://leonardo.blogspot.com/2008/04/forse-dio-malato.html">Forse Dio è malato. Te e i tuoi sfondi verde vomito</a>&#8220;</li>
<li><strong>Settore</strong>, &#8220;<a href="http://www.settore4cfila72posto35.net/perm_link.asp?idp=1350&#038;anno=2008">Piangina Arcobaleno</a>&#8221; <em>(il mio pundit di riferimento su interismi vari e tecniche di maratona per dilettanti, scrive della più incredibile disfatta dopo quella di &#8220;Napoletone&#8221;: quella della Sinistra e l&#8217;Arcobaleno, harakiri da milioni di voti persi, con le parole del Leonardo di cui sopra &#8220;quello che è successo a sinistra ha le dimensioni di un suicidio rituale di massa&#8221;)</em></li>
<li><strong>Diego Bianchi</strong> alias Zoro, &#8220;<a href="http://zoro.blog.excite.it/permalink/507751">Ventresca molle</a>&#8221; (diretta emotivissima dell&#8217;opinionista politico più geniale ed originale ad oggi presente in Italia. Esagero? No.)</li>
</ul>
<p>Altri ne troverò, questi sono quelli che fanno comunque parte delle fonti che seguo &#8211; e li aggiungerò qui in calce (<strong>oppure segnalatemeli su antonio.sofi gmail.com</strong>).</p>
<h2>Exit Poll e Instant Poll</h2>
<p>Intanto ringrazio <a href="http://www.swg.it">SWG</a> tutta per la straordinaria ospitalità durante la due giorni elettorale &#8211; forse il momento più <em>tensivo</em> in assoluto per un istituto di sondaggi e ricerca sociale. Eppure non sono mai mancati dati, attenzioni, spiegazioni. E la diretta tv dal Sole 24 Ore gestita da <a href="http://blog.debiase.com">Luca De Biase</a> è stata molto divertente. (altre risorse <a href="http://www.webgol.it/2008/04/14/swg-e-non-solo-link-e-risorse-per-gli-exit-poll/">qui</a>)</p>
<p>L&#8217;instant poll pensato da <strong>Maurizio Pessato</strong> e <strong>Roberto Weber</strong> ed effettuato in collaborazione con <a href="http://www.libero.it">Libero.it</a> porta con sé una metodologia nuova e di certo affinabile; ma anche l&#8217;idea molto interessante che Internet può essere luogo di raccolta (più veloce, più estesa, più affidabile in casi di dati &#8220;personali&#8221;) delle opinioni politiche e delle intenzioni di voto. Quello di quest&#8217;anno è stato condotto esclusivamente online, e poi &#8220;aggiustato&#8221; offline quanto alla composizione del campione. E i dati hanno tenuto, seppur sottostimando come tutti la performance del PdL (ma i primi exit poll di Piepoli, forti di una forchettona di 7 punti, davano addirittura come possibile una vittoria del PD!).</p>
<p><strong>Enrico Milic</strong> mi manda una analisi comparativa del risultato della rilevazione (il grafico originario sta in questo post).</p>
<div class="img " style="width:450px;">
	<img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/analisidelvoto_swg.jpg" alt="Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero" width="450" height="337" />
	<div>Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero</div>
</div>
<blockquote><p>Soggetto realizzatore:  SWG Srl-Trieste con Libero.it<br />
Committente e acquirente:  Osservatorio elettorale SWG<br />
Data di esecuzione: 13 &#8211; 14 aprile 2008<br />
Tipo di rilevazione: sondaggio online CAWI su un campione di 63000 soggetti maggiorenni residenti su tutto il territorio nazionale</p></blockquote>
<p>Riporto anche parte del commento di <strong>Roberto Weber</strong>: «<em>[...] L’errore sulle singole forze politiche resta complessivamente all’interno delle forchette scelte, salvo per il PdL e in misura non rilevantissima per la Sinistra. La scelta di far coincidere il punto più alto della forchetta per l’aggregato Pdl-Lega, con quello che registravamo è stata dettata dal fatto che rispetto alla notte prima e ai dati raccolti alle 11 si osservava un progressivo restringimento del gap (si era passati dal 44,8 al 43 e dal 37,5 al 38,9). [...] Restano a nostro avviso cose buone legate alla gran parte dei dati: sinistra bassa,  Idv puntuale, Lega alta, Pd preciso, minori in linea. Sufficienti per leggere le tendenze, insufficienti per una stima precisa</em>». </p>
<p>Resta, a mio parere, la bontà della scelta di investire su una metodologia online. Che forse può ben essere utilizzata per finalità più estese e politicamente multiformi. Sono gli exit poll in generale che andrebbero ripensati: ora come ora, con le prime proiezioni distanti qualche ora dalla chiusura dei seggi, sono forse diventati solo un vizio di bulimia giornalistica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vincere le elezioni. Zona Cesarini e supplementari.</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/04/10/vincere-le-elezioni-zona-cesarini-e-supplementari/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 18:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Pezzi di carta]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[[Pubblico qui una riflessione che mi ha pubblicato ieri DNews. Il tema, quello dell'astensionismo - e non da ieri - mi sembra quello più sottovalutato in assoluto in questa campagna da tutti i principali attori della sfera politica; come se antipolitica e grillismo fossero fenomeni di un'altra società (solo da pochissimo sono entrati tutti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dnews.eu"><img src='http://www.webgol.it/wp-content/uploads/dnews_loghino.jpg' alt='DNews' hspace="5" vspace="5" align="left" /></a><em><font size="-2-">[Pubblico qui una riflessione che mi ha pubblicato ieri <a href="http://www.dnews.eu">DNews</a>. Il tema, quello dell'astensionismo - e non da ieri - mi sembra quello più sottovalutato in assoluto in questa campagna da tutti i principali attori della sfera politica; come se antipolitica e grillismo fossero fenomeni di un'altra società (solo da pochissimo sono entrati tutti in fibrillazione). Io ho come impressione che  qualche sorpresa ci sarà. Domani qualche altra riflessione - con dati - su <a href="http://www.spindoc.it">Spindoc</a>; oggi segnalo anche <a href="http://www.corriere.it/editoriali/08_aprile_10/sartori_voto_sfiducia_costruttivo_ef0d7768-06bb-11dd-b573-00144f486ba6.shtml">un bizzarro pezzo</a> di Sartori sul Corriere della Sera]</font> </em></p>
<p>Vincere le elezioni all’ultimo minuto. In zona Cesarini, dice il gergo calcistico. Con l’ultimo colpo di reni della volata ciclistica. Per il rotto della cuffia – detto di origine medievale che indica il cavarsela a malapena. Ma nelle attuali campagne elettorali modernissime e computerizzate, in cui il minimo tremar di elettorato è tracciato da mille sismografi sondaggistici, <strong>c’è ancora margine per le sorprese</strong> – per il risultato inaspettato? </p>
<p>Pare di sì, c’è chi lo sostiene flussi elettorali alla mano. E’ possibile. All’ultimo minuto si può fare; l’Italia si può rialzare – per citare gli ormai consunti slogan delle due principali coalizioni. Ed ecco che gli ultimi giorni diventano, se possibile, più frenetici ed enfatici. Con il volume delle dichiarazioni alzato di una tacca e i movimenti dei candidati accelerati – come nei vecchi film in bianco e nero. Tutti che rovistano alla ricerca del coniglio da estrarre dal cilindro: tra fucili imbracciati e schede più o meno tarocche, fino ad arrivare ai dibattiti televisivi negati. Una ricerca che <strong>potrebbe sfumare in un nulla di fatto</strong>. Ed eternare questa del 2008 come una campagna elettorale troppo breve – che non ha fatto nemmeno in tempo a partire ed è quasi subito riuscita ad annoiare. </p>
<p>Ma chissà. Qualcosa potrebbe ancora accadere, all’ultimo momento. Qualcosa di decisivo. Il punto è infatti che negli ultimi giorni una fetta dell’elettorato (c&#8217;è chi addirittura stima <strong>un terzo dell&#8217;elettorato</strong>; comunque abbastanza grande da poter decidere competizioni giocate voto su voto) prende due importanti decisioni. </p>
<p>La <strong>prima decisione è se andare a votare oppure no</strong>. O per esempio andare a mare (i politici all’approssimarsi della data delle elezioni diventano anche esperti meteorologi: il bel tempo abbassa l’affluenza, alla faccia del dovere civico). L’elemento dell’astensionismo volontario – disaffezione alimentata in questi mesi dal fenomeno del grillismo e dell’antipolitica e ovviamente non solo relativa agli ultimi giorni – rischia di giocare un ruolo importante in queste elezioni. Mobilitazione è quindi la parola d’ordine. Tutto pur di portare i propri alle urne. </p>
<p>La <strong>seconda decisione che taluni fanno all’ultimo momento è per chi votare</strong>. I famosi indecisi cronici. Più ricercati del Barbiere di Siviglia. Ovviamente non si tratta di profondi cambiamenti ideologici: un sostenitore di Veltroni difficilmente si sveglierà domenica 13 aprile convinto di votare la coalizione capitanata da Berlusconi. E viceversa. Ma l’offerta politica italiana, nonostante gli sforzi di semplificazione, è abbastanza ricca da permettere <strong>articolate strategie di posizionamento</strong> – e c’è chi potrebbe dare voti utili, o d’area. Più a destra, a sinistra, al centro: spostando più in là asticelle e sbarramenti.</p>
<p>Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono insomma spesso frustranti come l’ultima mezz&#8217;ora di un lungo viaggio. L’elettore non ne può più, i media non sanno cosa dire di nuovo, e i politici vivono in una illusione prospettica, <strong>un miraggio umanissimo generato dalle aspettative</strong>: tutti si sentono vincitori. Poi alla fine, ovviamente, a vincere è uno solo.</p>
<p><em>Almeno si spera. Perché domenica potrebbe succedere una ulteriore cosa. Per mille versi spaventevole. Che nessuno vinca. Che si vada ai supplementari. Speriamo di no.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Editoria digitale a Pula</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 05:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi e venerdì 4 aprile sarò in Sardegna, invitato a partecipare ad un seminario organizzato da Sardegna Ricerche presso l&#8217;Auditorium del Parco Tecnologico di Pula (Cagliari). Il tema dell&#8217;incontro è a me molto caro: l&#8217;editoria digitale (&#8220;un seminario su tendenze, modelli e format emergenti nel mercato dell&#8217;editoria digitale&#8221;). Io proverò ad accennare problemi e risorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi e venerdì 4 aprile sarò in Sardegna, invitato a partecipare ad un seminario organizzato da <strong><a href="http://www.sardegnaricerche.it/">Sardegna Ricerche</a></strong> presso l&#8217;Auditorium del <a href="http://www.sardegnaricerche.it/attivita/parcotecnologico/">Parco Tecnologico di Pula</a> (Cagliari). Il tema dell&#8217;incontro è a me molto caro: l&#8217;<a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?&amp;s=77975&amp;v=2&amp;c=248&amp;t=1">editoria digitale</a> (&#8220;un seminario su tendenze, modelli e format emergenti nel mercato dell&#8217;editoria digitale&#8221;). </p>
<p>Io proverò ad accennare problemi e risorse della cd crossmedialità nell&#8217;ecosistema informativo. Altri interessanti interventi e relatori in programma: tra gli altri <a href="http://blog.debiase.com/"><strong>Luca De Biase</strong></a>, <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/"><strong>Antonio Tombolini</strong></a> (<a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/04/compleanno-in-sardegna-ovvero-ognuno-festeggia-a-modo-suo.html">un giovincello!</a> gli canteremo dal palco &#8220;tanti auguri a te!&#8221; in sardo stretto) e <a href="http://www.minotti.net/"><strong>Daniele Minotti</strong></a>.</p>
<p><a href="http://www.sardegnaricerche.it/documenti/13_116_20080331172832.pdf"><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/pula.jpg" alt="Locandina del seminario “Editoria Digitale”, Sardegna Ricerche, Pula (CA), 4 aprile 2008" alt="Locandina del seminario “Editoria Digitale”, Sardegna Ricerche, Pula (CA), 4 aprile 2008"/></a></p>
<p>Qui il <a href="http://www.sardegnaricerche.it/documenti/13_116_20080331172832.pdf">pdf con il programma della giornata</a>. </p>
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		<title>Nano-nano. Chi ha paura delle nanotecnologie?</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/03/03/nano-nano-chi-ha-paura-delle-nanotecnologie/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 00:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>
		<category><![CDATA[TecnoFobie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nano-nano era il saluto dell&#8217;extraterrestre Robin Williams nel telefilm Mork &#38; Mindy (se non vi sovviene, c&#8217;è un bel sito devoted to, pieno di qualsiasi cosa). Ma potrebbe anche essere un modo simpatico per riferirsi alle nanotecnologie (vedi la voce introduttiva di Wikipedia &#8211; ah, se sei Leonardo Domenici passa pure oltre). Una scienza applicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nano-nano</em> era il saluto dell&#8217;extraterrestre <strong>Robin Williams</strong> nel telefilm <strong>Mork &amp; Mindy</strong> (se non vi sovviene, c&#8217;è un bel <a href="http://www.sitcomsonline.com/morkandmindy.html">sito <em>devoted to</em></a>, pieno di qualsiasi cosa). Ma potrebbe anche essere un modo simpatico per riferirsi alle nanotecnologie (vedi la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nanotecnologia">voce introduttiva</a> di Wikipedia &#8211; ah, se sei <strong>Leonardo Domenici</strong> <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_29/domenici_sindaco_firenze_querela_wikipedia_658497ee-e6f2-11dc-84b2-0003ba99c667.shtml">passa pure oltre</a>). Una scienza applicata in formato micrometrico, adattivo e altamente malleabile che segnerà, secondo molti, le più significative introduzioni tecnologiche dei prossimi anni. Sì: l&#8217;ho presa alla lontana, ma chiudo velocissimamente lo zoom fino ad arrivare ad un video che illustra le possibili applicazioni future di questa tecnologia, opera del <strong><a href="http://www.nokia.com/A4852062">Nokia Research Center</a></strong> in collaborazione con <strong>Cambridge Nanoscience Center</strong>.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IX-gTobCJHs"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/IX-gTobCJHs" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object><br />
<span id="more-1147"></span><br />
Due pensieri veloci e non drenati che mi son balzati in testa durante la visione.</p>
<ul>
1. Chissà perché son sicuro che chiameranno la funzione wallpaper <em>chameleon</em>;<br />
2. Quanto ci metteranno a chiamarlo <strong>morfofonino</strong>?</ul>
<p>Più seriamente ho fatto mente locale sul fatto che negli ultimi mesi se n&#8217;è scritto molto, anche sulla stampa italiana.<br />
L&#8217;impressione più generale è che stiano cercando di dipingere questa tecnologia nel modo più &#8220;friendly&#8221; possibile, per evitare il rischio repulsione a prescindere. Ma è anche vero che di questa tecnologia si sa davvero poco. Mi sono anche ricordato di un dato curioso che segnalava <strong>Carola Frediani</strong> sullo scorso numero di <strong>Chip &amp; Salsa</strong> (ora su <a href="http://www.visionpost.it/index.asp?C=5&amp;I=2998">Vision</a>). Riporto:</p>
<blockquote><p>[...] una ricerca dell&#8217;università del Wisconsin secondo la quali molti statunitensi, forse per motivi religiosi, riterrebbero le nanotecnologie «moralmente inaccettabili»; al contrario gli europei, che pure sono tradizionalmente molto più sospettosi sul fronte Ogm, si dimostrerebbero più tolleranti.</p></blockquote>
<p>Gli europei più aperti al nuovo? Difficile a credersi. La verità è invece che nessuno sa bene di cosa si parla: l&#8217;83% degli italiani non ha la minima idea di cosa siano le nanotecnologie. E anche negli Stati Uniti non è che siano messi meglio. L&#8217;impressione è che, come per gli OGM, una nuova battaglia &#8220;semantica&#8221; si aprirà a breve, e speriamo ovviamente non si giochi sulla nostra pelle. Una battaglia in cui vincerà chi sarà più in grado di definire il <em>frame</em> permanente entro cui avverranno le future discussioni. Il resto sarà argomentazione ipertecnica tra esperti e faziosi.</p>
<p>Altre risorse: i <a href="http://www.visionpost.it/showpage.asp?URL=http%3A%2F%2Fwww%2Enanotechproject%2Eorg%2F">500 prodotti contenenti nanotecnologie</a> già commercializzati negli Stati Uniti e citati dalla <a href="http://www.visionpost.it/index.asp?C=5&amp;I=2998">Frediani</a>: «dalle creme solari alle stoviglie, dai microprocessori alle bevande e confezioni alimentari».</p>
<p>O per i più ottimisti (come me in fondo), la buona sintesi di <strong>Americo Bonanni</strong> sullo scorso numero dell&#8217;inserto de la Stampa <a href="http://www.lastampa.it/_settimanali/tst/default_PDF.asp?pdf=4">Tutto Scienze</a>, che individua cinque campi di nano-attenzione e di possibile sviluppo: l&#8217;elettronica, la medicina, l&#8217;energia, i tessuti e i materiali. Nonché il sito <a href="http://nanotec.it/">Nanotec.it</a>,  creato nel 2003 dall&#8217;Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, pieno zeppo di report e informazioni.</p>
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		<title>Un grave problema connesso con le notizie è che nessuno sa esattamente cosa siano*</title>
		<link>http://www.webgol.it/2008/02/13/un-grave-problema-connesso-con-le-notizie-e-che-nessuno-sa-esattamente-cosa-siano/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 22:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Sofi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismi]]></category>

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		<description><![CDATA[E mentre da questa parte dell&#8217;oceano si aprono siti per la campagna elettorale (ormai) in corso, e dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano Obama is winning (e al di là dello slogan c&#8217;è poco in comune tra questi due eventi), questa sera mi sono preso una pausa dalla politica e, memore ancora di alcune sessioni ascoltate a State [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E mentre da questa parte dell&#8217;oceano si aprono <a href="http://www.partitodemocratico.it/">siti</a> per la campagna elettorale (ormai) in corso, e dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/13/obama-is-winning-altre-tre-vittorie-senzappello/">Obama</a> is <a href="http://www.spindoc.it/2008/02/13/obama-is-winning-e-non-ama-i-superdelegati/">winning</a> (e al di là dello slogan c&#8217;è poco in comune tra questi due eventi), questa sera mi sono preso una pausa dalla politica e, memore ancora di alcune sessioni ascoltate a <a href="http://www.stateofthenet.it/">State of the Net</a>, mi sono dedicato all&#8217;<a href="http://www.mulino.it/edizioni/riviste/scheda_fascicolo.php?isbn=11746">ultimo numero</a> di <a href="http://www.mulino.it/edizioni/riviste/scheda_rivista.php?issn=0390-5195"><strong>Problemi dell&#8217;informazione</strong></a>, storica rivista trimestrale su giornalismo e dintorni  diretta da <strong>Angelo Agostini</strong>.</p>
<p>In questo numero PdI ospita anche un mio intervento su <em>giornalismo e innovazione</em> &#8211; che sostanzialmente riprende questo paper (<a href="http://www.webgol.it/pdf/antoniosofi_abstractricerca_prato7giugno2007.pdf">scaricabile in pdf</a>) presentato a giugno dello scorso anno a Prato, al convegno <a href="http://www.webgol.it/2007/06/16/giornalismo-e-la-nozione-di-innovazione/">Communicate Innovation</a>.<span id="more-1128"></span></p>
<p>Ho particolamente apprezzato l&#8217;intervento di <strong>Peppino Ortoleva</strong>, dal titolo &#8220;La notizia in questione. Un processo in corso, una riflessione storico-critica&#8221;. Altri due gli interventi da copertina: il primo di <strong>Edmondo Berselli</strong>, il secondo dello stesso Agostini. L&#8217;intera batteria di interventi è intesa come una (quasi) conclusione di un dibattito apertosi con il primo numero dello scorso anno, e scatenato da un provocatorio approfondimento di <strong>Carlo Sorrentino</strong> dal titolo &#8220;Se il giornalismo crea scetticismo&#8221;. Non ho mai nascosto quanto poco riesca ad adattarmi ai tempi <em>plurimensili</em> di questi interessanti dibattiti &#8211; che meriterebbero invece il <em>boost</em> sociale delle conversazioni di Rete.</p>
<p>Ritornando ad Ortoleva, la mia attenzione si è inevitabilmente posata su un paio di passaggi molto interessanti che riguardano i blog , la blogosfera e il rapporto con il giornalismo che qui mi voglio appuntare pubblicamente (<a href="http://www.webgol.it/campogiornalistico">qui</a> ne ho scritto più diffusamente):</p>
<blockquote><p>Alla parola «blog» è venuta a corrispondere una straordinaria varietà di formati, di stili, di contenuti [... ma] se un modello possiamo individuare in molti dei blog più seguiti non è quello del giornale, è piuttosto,  con una sorta di curioso ritorno, quello del giornalismo di osservazione settecentesco, quello degli Addison e dei Marivaux, degli Steele e dei Gozzi: dove a dominare non è la notizia ma la conversazione-commento, sostenuta da uno scambio non di lettere vere o false ma di messaggi più o meno brevi, dove l&#8217;autore più che raccontare fatti significativi «in sé» (come si suppone sia la notizia) si sofferma su episodi rilevanti per il loro vero o presunto valore esemplare, di ordine morale o (si può usare di nuovo una simile terminologia?) di saggezza mondana.</p></blockquote>
<p>E ancora, oltre, dopo un passaggio un po&#8217; a vuoto sull&#8217;immancabile <strong>Beppe Grillo</strong> e un altro sui rapporti tra giornalismo economico e mercato (il primo mette in circolo informazioni che servono per agire sul secondo; giochino dei ruoli che ora la Rete frega e disintermedia)</p>
<blockquote><p>Ma il cambiamento più rilevante che la rete ha comportato nel consumo d&#8217;informazione è un altro. Oltre e più che distribuire notizie, Internet nelle sue diverse forme [...] attiva un processo completamente diverso: l&#8217;«inclusione» del cittadino nella rete. Mentre il giornale «funziona», secondo l&#8217;intuizione di Hegel, perché sostituisce Dio nel collegare l&#8217;individuo col mondo, e in questa connessione l&#8217;unità-base dello scambio è la notizia, con la nascita di Internet, la connessione è direttamente a una collettività umana insieme anonima e personalizzata, il mettersi in relazione con il mondo e con gli altri non richiede più la condivisione di un universo di eventi che non riguardano direttamente nessuno o quasi ma che riguardano tutti proprio in quanto condivisi; è un gesto apparentemente banale: accendere il computer, scaricare i messaggi. L&#8217;unità di base di Internet è un&#8217;entità tipicamente umana, e sociale: il messaggio, che circola o può circolare direttamente tra coloro che vogliono collegarsi.</p></blockquote>
<p><font size="-2"><em>* La battuta è di L. V. Sigal, citata da Sorrentino nel suo &#8220;I percorsi della notizia&#8221;</em></font></p>
]]></content:encoded>
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