07/11/2003
Risotto creolo (Smooth Rice)
di Enrico Bianda, alle 02:00
(Edibili udibili: le ricette di webgol)
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Mantra gastro-teleologico (intro)
Assaggiare, manducare, godere, ascoltare.
Imperativo categorico, farsi del bene, quando si può. E lasciarsi andare al piacere della sovrapposizione.
Fusilli segreti con il pesto, lingua salmistrata, insalata di pollo con maionese fatta in casa, pomodorini ripieni al forno, piccoli peperoni verdi in salamoia e patate al forno molto agliose e croccanti che gocciolano olietto benefico che pare fatto dai frati di Camaldoli.
Un mantra gastronomico da ripetere che suggestiona e pacifica: si mischiano i sapori, si rompe e si sconquassa l’ordine stabilito del gustare.
Abbasso i mujaheddin dell’assaggio.
Noi si vuole – e si pole – mischiare i sapori, assaggiare guidati dal piacere, unire sulla forchetta il fusillo verde e la patata raschiata dal fondo della teglia.
Porzione speciale per chi è stato paziente.
La patata che si accompagna a tutto, la patata accondiscendente, la patata generosa, la patata di facili costumi, la patata incalzante, la patata infine ecumenica.
Il riso cuoce macchiato di rosso, i peperoni si sciolgono nel brodo aggiunto lentamente e pazientemente, dal frigo occhieggiano serene alcune patate lessate il giorno prima.
Che si fa? Mi avvento, le spello, le taglio a tocchetti e le immergo riconoscente nel riso che intanto arrivava a fine cottura.

Dalle cucine a vista modello anni 50, con le pentole di rame appese ai ganci come quarti di macello, si apre una finestra di una lunga vetrata e spunta una vigorosa capoccia bianca, e un paio di baffi sarcastici, a manubrio, abituati a comandare. La vetrata dà sulla sala da pranzo. In fondo alla sala un palco, e in mezzo delle colonne che non servono a nulla, se non, e deliberatamente, a rompere i coglioni a chi vuol guardare.
Ecco cosa sembra Venezia. Un’incisione: rugosa, incavata, striata, linee elementari e il paradosso cromatico di contrasti netti e luci radenti. Fusi insieme nei riflessi. Venezia è un polpastrello imbevuto d’acqua, e quindi languidamente raggrinzitosi. Venezia è un’enorme calcografia fattasi città: una acquaforte. Acqua. Forte. Venezia è un polpastrello raggrinzito che incide acquaforti. Quando penso a Venezia penso alle foto di un grande fotografo che ha raccontato
«Le Diete sono una delle torture più strazianti che la società civilizzata abbia inventato […]. In ogni caso, per gli adiposi la vita non è facile; loro vivrebbero benissimo se non esistessero gli inventori delle diete, di quei periodi cioè che di solito constano di sette gironi di fame nera che precede un aumento di quattro chili.
Ti comincia a martellare nel cervello. Prima con un piccolo colpetto, lieve, quasi impercettibile. Poi, più forte. Colpisce, ribatte, insiste; nello stesso punto. Il pensiero comincia a essere totalizzante. Ha invaso ogni snodo della tua materia cerebrale e non c’è nient’altro, intorno. Senti qualcosa anche all’altezza del petto, che preme. Una specie d’affanno lesto e incontrollabile; vorace. Allora frughi ovunque, sposti, visioni, allunghi braccia in ogni anfratto della cucina. Finchè lo vedi: eccolo. Allora furtivamente lo prendi. Ti fermi un attimo e guardi: lo scarti, quasi sempre con furia. Non ne hai ancora scoperto un lembo che già ne senti l’odore, e la salivazione aumenta. Lo avvicini alla bocca e le narici si dilatano, con indecenza. Poi lo addenti, in morsi medio piccoli, e ti devi trattenere perché vorresti riempirtene la bocca in modo osceno, ma poi sai anche che finirebbe subito e tu vuoi invece quella specie di tortura della media-lentezza.
La risposta è si, e potremmo chiuderla qui. Il cioccolato fa bene al cuore: fidatevi e addentate il toblerone. E invece no. Qualcosa in più va detta.
Il concetto di dieta mediterranea viene coniato negli anni ’50 in seguito ai risultati di uno studio svolto sulla popolazione dell’Europa meridionale (e in particolare, Creta). Lo studio dimostrava che, a dispetto di un elevato apporto di grassi, quelle popolazioni avevano una bassissima incidenza di patologie cardiovascolari, di certi tipi di cancro e una maggiore aspettativa di vita rispetto ad altre zone d’Europa. Le principali caratteristiche di questa dieta, riassunte nella
Che cosa diavolo mangiava Thelonious Monk?
Zurigo è una città bruttina, metà Heidi, metà Praga 9. 


