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26/08/2008

Se è vero non c’è gusto. Il falso d’autore di Zoro.

di Antonio Sofi, alle 18:26

E alla fine arriva il post che toglie il sipario all’esperimento agostano di Diego Bianchi, di cui mi son fatto sponda consapevole e divertita in queste settimane olimpiche (uno e due).

In sintesi: Zoro non è mai stato a Pechino, inviato infiltrato in Casa Italia – e i suoi resoconti dalla Cina sono stati scritti dall’Italia: un misto mirabile di cronaca indiretta, racconto, cesello e goliardia.
Ecco come li spiega lui:

Leggendo, vedendo, tifando, smanettando in rete, inventando e ricomponendo sono usciti fuori i pezzi che forse avete letto, pezzi che ho scritto cercando di seguire un solo criterio guida: l’inviato vede cose che davanti alla tv non si vedono. E’ per questo che l’hanno inviato all’inviato, e queste sono le cose che dovrebbe raccontare. Pare banale, ma pochi, al dunque, sono stati i racconti di queste Olimpiadi che mi rimarranno veramente impressi e il motivo, banalmente, è che tanti di quei servizi li avrebbe potuti realizzare chiunque, seduto davanti alla tv, ne avesse avuto la voglia. E così ci ho provato.

Vittorio Zambardino, in un bel pezzo che racconta dell’esperimento ai lettori di Repubblica.it, tira fuori paragoni importanti, con i ragazzi della beffa Modigliani. Io, giusto per differenziarmi, dico che hanno un sapore antico, racconti così – una lenzuolata di parole senza uno straccio di immagini più o meno in movimento. Un sapore salgariano, che sa di esotico e sconosciuto: un lontano che ancora tale è, nonostante il mondo piccolo e le mille luccicanti medialità.

Con in più la capacità di stare attaccato all’attualità, di giocare con gli stilemi del giornalismo de noantri e ravanare, grazie al Web, nelle pieghe disadorne del non raccontato, del possibile, del verosimile. Un feuilleton in salsa blog – e quasi in presa diretta. Scrive Vittorio: «Fattuale come un giornalista, informale come un blogger, è riuscito a mescolare gli stili e a creare un’aura di realtà. Poi alla fine del gioco ha detto ai suoi lettori che erano polpette di maiale. E alla fine gli ha detto che era un brodetto: ha scritto tutto da Cupra Marittima, al mare. Tien an men per lui è uno stabilimento sull’Adriatico».

E alla fine ha ragione Diego quando scrive: «So perfettamente che la prima volta che qualcuno m’invierà veramente a qualche evento sportivo, il primo commento sarà: “era meglio quando t’inventavi tutto”». Se è vero non c’è gusto. Applausi.

Leggi: Mia Cara Olimpia, tutti i resoconti dalla Cina Cuprense di Zoro

23/08/2008

Zoro, argento e bronzo. Un’altra Olimpiade è possibile?

di Antonio Sofi, alle 16:36

Altro che la pindarica Emanuela Audisio, lo storiografico Gabriele Romagnoli, il Beppe Severgnini nazional-popolare. Niente a che vedere con le fiacche emozioni della televisiva Rai, arrivata al termine delle olimpiadi di Pechino con le borse sotto gli occhi, l’acido lattico alle ginocchia e le idee fuori tempo massimo. Ben lontano dalla calciofilia estrema dei quotidiani sportivi, uno dei quali è riuscito a dedicare 6 pagine 6 di apertura al Trofeo Moretti, nel pieno della settimana di atletica leggera – e solo perchè non c’era nessuna medaglia da portare in campanilistico trionfo.

L’Olimpiade di Pechino che finirà  domani è stata una Olimpiade narrativa – piena zuppa e agrodolce di storie di tutti i tipi. Storie possibili reali potenziali immaginate e immaginabili. Raccontate e non raccontate. La Cina. La Città Proibita. La superpotenza con gli occhi a mandorla che ha spezzato sportivamente le reni all’occidente sazio e bolso, come prova generale per altri politici ed economici agoni.

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10/08/2008

Zoro Tse Tung, inviato ombra a Pechino

di Antonio Sofi, alle 18:27

Questo fatto che si dice che Internet ̬ un media personale, Diego Bianchi deve averlo preso alla lettera. E tra video, dirette blog e blitz garibaldini su tv e stampa nazionale si sta trasformando in un one man media Рaltro che band.

Zoro Tse Tung, cronache da Pechino

Ora, il nostro, indomito, sta a Pechino, inviato ombra tra i mille inviati della spedizione giornalistica al seguito delle Olimpiadi di Pechino, i giochi in salsa agrodolce. Tra uno smog che non è come a Cupra Marittima e non si vede il sol dell’avvenire, e il tentativo di far diventare la grande muraglia una piazza da struscio, in ritardo sulla prima medaglia tricolore.

A parte la terrificante (ma necessaria vista la dimenticanza ufficiale) immagine di Zoro trasfigurato nel compagno Mao, racconti tutti da leggere – giù a testa bassa nella fanga cinese.

06/08/2008

Effetto Camembert. Due sfondi desktop di Makkox.

di Antonio Sofi, alle 18:26

L’effetto camembert non è l’effetto squagliamento sotto il sole d’agosto. E’ in parte l’effetto di questo thread e qualche ora di accaldato, estivo cazzeggio su Friendfeed (la cosa più divertente dell’estate internet 2008 dopo – beh, dopo niente).

Tutto nasce da un “canemucco” – il modo con il quale Marco Dambrosio aka Makkox chiama le sue storie digitali a fumetti, quelle lunghe come un papiro, che si leggono “scrollando pian piano la pagina come le carte del poker“). Un canemucco dal titolo Scozzereide, che racconta dell’esilarante incontro con l’immenso Filippo Scozzari, in questi giorni in libreria con il nuovo Memorie dell’arte bimba – consigliatissimo.

Effetto Camembert, di Makkox

In questo canemucco, ad un certo punto, c’era un topino. Che stritolato dalla tagliola ancora propendeva la zampetta a cercare il camembert. L’effetto camembert è il “continuo ricorsivo sbagliare sapendo di farlo”, come ho scritto un po’ scherzando un po’ no sul tumblr.

Ma la cosa prosegue, e, visto anche che il topino è proprio piccolo, c’è chi chiede a Marco una versione più grande, da usare come immagine del desktop. Io produco una specie di recensione stile monografia d’arte di pittore dilettante (trascritta oltre) ed ecco due sfondi desktop con il topino (con recensione breve e lunga).

Li metto anche qui, a disposizione di tutti – Marco sarà di certo d’accordo.
Le dimensioni sono 1024 x 728 – per scaricarli clicca sull’immagine :)

Effetto Camembert. Di Makkox.
Effetto Camembert 1. Sfondo desktop di Marco Dambrosio. Clicca per scaricare
Effetto Camembert 2. Sfondo Desktop di Marco Dambrosio
Effetto Camembert 2. Sfondo Desktop di Marco Dambrosio. Clicca per scaricare

Questo topino – miserrimo, sparti-vignetta, disegnato dall’Artista a guisa di pausa-merenda dalla storia, assurge in pochi giri di web a tragico eroe della modernità  digitale e digitata.
Questo topino – la manina topesca tesa stremata allo stremo, protesa verso il tocco di formaggio nonostante gli ostacoli materiali, simboleggia la forza invicibile del desiderio, la cui innata màlia è quella di perdere, perdere sempre e insieme render temporanea ogni sconfitta.
Questo topino Рquesto horror vacui, questo sprofondo ineludibile, questo continuo ricorsivo sbagliare sapendo di farlo, ̬ segno di una resa invincibile, che fa sempre effetto anche se Paz la usava con ben altro significato.
Questo topino – siamo noi.

:)

Update: ne scrive anche nikink

02/08/2008

L’homophilia ci rende stupidi. Ammesso non lo fossimo già.

di Antonio Sofi, alle 15:30

Ha iniziato le danze del dagli-a-internet Nicholas Carr qualche settimana fa su Atlantic.com (uno dei magazine più goduriosi del globo terracqueo). Il titolo era oggettivamente paraculo (“Is Google Making Us Stupid“), il contenuto no.

Ehi, cosa diavolo mi sta succedendo?

Al contrario di altri oziosi bastiancontrari digitali, di moda in questi ultimi tempi rinculanti, Carr veste i panni di super-utente della Rete e si domanda, del tutto legittimamente: «ehi, un attimo, cosa sta cambiando nel MIO modo di leggere il mondo? Di pensare, di informarmi, di relazionarmi con gli altri?».

E ancora (traduco e semplifico io): «Sono più di dieci anni ormai che io passo un sacco di tempo online: navigo, uso i motori di ricerca, uso la Rete in maniera evoluta e intensiva. In che modo questo mi sta cambiando – o mi ha già cambiato?».

Illustrazione di Guy Billot, da The Atlantic
Illustrazione di Guy Billot. Fonte: http://www.theatlantic.com/doc/200807/google

Le domande sono più che legittime. Le possibilità di fraintendimento altissime (vedi reazioni in ritardo, in pieno esprit d’escalier, dei media tradizionali via Mantellini – ma vedi anche le semplificazioni di molta blogosfera). Le risposte mai meno che sistemiche (giocoforza) e complicatissime.

Repubblica.it commenta l'articolo di Carr
Repubblica.it commenta l'articolo di Carr. Via http://www.mantellini.it

La verità è che tendiamo a sovrastimare l’influenza dei media a breve termine e a sottostimarla a lungo termine. E questo vale anche per Internet, ammesso e non concesso sia un media comparabile agli altri finora dominanti.

Prova a leggere un libro e contiamo dopo quanti secondi vuoi cliccare qualcosa

Carr fa un esempio semplice semplice. Leggere un libro. Dall’inizio alla fine. Senza distrarsi. Per Carr (ma mi ci metto anche io) ormai una esperienza quasi frustrante: “Non riesco a concentrarmi per più di due o tre pagine. Se insisto inizio a stare sulle spine, perdo il filo e mi guardo intorno in cerca di qualcos’altro da fare” più o meno contemporamente o nel frattempo.

I’m not thinking the way I used to think. I can feel it most strongly when I’m reading. Immersing myself in a book or a lengthy article used to be easy. My mind would get caught up in the narrative or the turns of the argument, and I’d spend hours strolling through long stretches of prose. That’s rarely the case anymore. Now my concentration often starts to drift after two or three pages. I get fidgety, lose the thread, begin looking for something else to do. I feel as if I’m always dragging my wayward brain back to the text. The deep reading that used to come naturally has become a struggle.

Ma poi Carr va oltre. Infoscando ancora di più le tinte di un futuro in cui, in una sorta di passaggio di testimone tra media sempre più onnivori, arriveremo a delegare ad altri o ad altro la nostra capacità di capire e interpretare il mondo che ci circonda – rendendo di fatto la nostra limitata intelligenza una intelligenza potentissima ma artificiale.

L’homophilia (no non è quello che pensate voi)

Il punto di Carr popolarizza altre e più sostanziose discussioni (che in parte lo stesso Carr cita) sugli effetti cognitivi e sociali di 15 anni digitali – non tutte peraltro così pessimistiche. E ad un certo punto quindi incontra il fiumiciattolo della discussione sulla cosiddetta homophily, un concetto coniato più di 50 anni fa da una coppia storica, i Gianni e Pinotto della sociologia dei media, Lazarsfeld e Merton. Il concetto, inizialmente usato per spiegare alcune dinamiche dei processi amicali (la tendenza a diventare amici di persone che sono o la pensano come te), è stato esteso a tutti i possibili network sociali e a tutte le possibili relazioni – al grido di “Similarity breeds connection” (leggi il saggio “Birds of a Feather: Homophily in Social Networks“).

Insomma il senso è chiaro: se ci pensi ti rendi conto che tutti quelli che conosci e frequenti la pensano più o meno come te? Ebbene sei anche tu un po’ “homophiliaco”.

Da qui, il passaggio all’homophilia all’interno dei network digitali è una breccia di Porta Pia dopo il passaggio dei bersaglieri. Il concetto arriva tra le mani di uno che la testolina e i link sa come farli girare, quel Ethan Zuckerman fondatore di Global Voices, che a sua volta tira su dalle tenebre della Rete un bel pezzo (di due anni fa) di Nat Thorkington, Homophily in Social Software.

L’homophily ci rende stupidi?

E’ davvero bravo a sintetizzare tutto questo po’ po’ di roba Andrea Dambrosio oggi su D La Repubblica delle Donne, con un pezzo il cui titolo è una citazione di quello di Carr (“Se l’homophily ci rende stupidi”) e il cui sommario recita

«Credevamo che Internet ci rendesse liberi di conoscere praticamente tutto. Salvo scoprire che ricadiamo sempre nello stesso tranello: scegliamo quello che ci piace perché ci somiglia».

Se l'homophily ci rende stupidi, D La Repubblica delle Donne, 2 Agosto 2008
Se l'homophily ci rende stupidi, D La Repubblica delle Donne, 2 Agosto 2008

Chi si somiglia si piglia, anche online? La più straordinaria forza della Rete (che è esattamente quella di metterti a portata di mano e di mouse persone che hanno interessi e passioni a te affini, senza curarsi di tempi e spazi differenti, di distanze e fusi orari) può diventare anche la sua più ambigua debolezza?
Non abbiamo nemmeno fatto un passo fuori dalla casa di Mamma Tv, che ci voleva audience indifferenziata e poltroniera, e già non va più bene – tutta questa libertà di sceglierci in piena autonomia i compagni di strada (fonti, contenuti, persone, strumenti)?

Dambrosio intervista sull’argomento Giuseppe Granieri, Giovanni Boccia Artieri e il sottoscritto. Provo a sintetizzare (e prendo pezzetti di virgolettati). Se pure c’è una tendenza digitale all’homophilia (e abbiamo tutti molti dubbi), i network digitali mantengono comunque la possibilità dell’esposizione al nuovo, e all’alterità. A quella serendipity, che è di fatto il contrario dell’homophilia: la capacità di fare scoperte fortunate e non attese, grazie a orecchie aperte e mente preparata.

Online peraltro partecipiamo a diverse comunità che non sono monolitiche, e mai completamente autosufficienti e chiuse a stimoli esterni. Il web sociale è pensato per lasciare porte aperte alle sorprese. Basta un link e pof!sei subito da un’altra parte, in un altro mondo.
(Pof! non c’è nell’articolo)

Per finire. Cesare Pavese già sapeva.

Da Il mestiere di vivere di Cesare Pavese, citazione che oggi girava per i tumblr italiani (via revep)

«Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi».

11/06/2008

Ancora contro i (troppi?) compiti a casa

di Antonio Sofi, alle 19:51

    (attenzione, post lungo) :)

Premessa evergreen

Chi ha un blog di lungo corso come il qui scrivente, sa bene come esistano, in modo assolutamente non voluto e poco prevedibile, dei post evergreen – dei post sempreverdi che, a prescindere dalle notizie del giorno, continuano negli anni ad attrarre commenti, link e discussioni a margine.

Io ne ho soprattutto due, di questi sempreverdi – di questi pezzettini di contenuto eretico rispetto alla regola mediale che sempre più, ogni giorno di più, mostruosamente converge sulla strettissima attualità (ortodossa anche quando cerca la carta dissonante dell’emergenza, e veloce anche a scomparire nella spirale del silenzio o della disattenzione generale).

Sono post che trattano temi che, per un motivo o per un altro, rimangono o entrano nell’agenda (nella lista delle priorità) delle persone a prescindere, appunto, dal fatto che se ne parli in Tv o altrove. Sono post che, grazie agli imperscrutabili algoritmi che governano la Rete ricercabile, rimangono ai primi posti su particolari chiavi nei motori di ricerca: una sorta di risposta in forma di contenuto a chi cerca informazioni su Internet, cercando nei motori come si lanciano bottiglie di SOS in mare aperto. Investendo sul sistema ricco di Internet le proprie intenzioni di conoscenza: di conversazione, di sfogo, di confronto.

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21/05/2008

Quinta di copertina ne fa 400 (di puntate)

di Antonio Sofi, alle 10:44

Quinta di Copertina, il podcast giornaliero e tecnologico in onda su Apogeonline, ̬ ormai un vecchietto: in onda da marzo 2006, con oggi raggiunge la cifra tonda di 400 puntate Рtutte disponibili online.

Sono circa 5000 minuti online. Più o meno 3 giorni e 1/2 interi di podcast. Tutto sulla tecnologia, e il racconto che ne viene fatto dai quotidiani.

Quasi quasi, per festeggiare, faccio un esperimento – qui sotto: una puntata live, via il canale di Mogulus (da questa pagina si può anche commentare in chat). Il backstage, diciamo – dalla lettura dei giornali alla registrazione vera e propria (sempre che riesca a gestire tutto l’ambaradam, è la prima volta). Aggiusto un po’ di cose e proviamo ad andare in onda per le dieci.

update 12.06
Siamo andati in onda per quasi un’ora e 40, Mogulus pare aver funzionato per il meglio: audio e video (così dicono, io di fatto mi fidavo e parlavo ad un computer). Tanti amici in chat a festeggiare Quinta: ad un certo punto eravamo una 40ina, dicono le statistiche di Mogulus. E sembravano pure divertirsi, pensa te. Letti i giornali, provate alcune icone taumaturgiche in sottofondo (grazie a Marcog e Sergio, un Diego riccioluto e giovanile, un illuminato Gaspar, un autorevole Monty e una splendida Gabriellina) e registrato il podcast, puntata lunga (tra un po’ va online). Quando capisco come mandare in onda videochat da Skype, proviamo di nuovo (anzi se c’è qualcuno esperto in ascolto mi scriva antonio.sofi su gmail anche gtalk). Intanto grazie a tutti.
Purtroppo, sciocco come sono, non ho premuto il tasto rec, per registrare: pensavo fosse automatico. Quindi esibizione veramente live, niente registrazione per i ritardatari, niente differita: stavolta è andata così :)

Per ascoltare la puntata 400 di Quinta di Copertina “Siamo tutti nanotech”, o scaricare l’mp3. Se preferisci c’è il feed rss o il canale iTunes

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

02/05/2008

Sabato alla seconda edizione del MateraCamp

di Antonio Sofi, alle 01:39

Questo blog con tanto di blogger dentro si trasferisce da domani fino a domenica (trasferimenti, ahimè compresi) a Matera per la seconda edizione (sabato tre maggio) di un barcamp che l’anno scorso fu epico (e che anche quest’anno ben promette).

MateraCamp. Logo

Ci vediamo lì (possibili, ma non garantiti, aggiornamenti su twitter).

21/04/2008

Bloglab 2008 mercoledì a Roma. Dal progetto alla sua realizzazione.

di Antonio Sofi, alle 21:27

Dopo un primo incontro di presentazione che si è felicemente svolto a Roma il 16 aprile scorso, mercoledì prossimo, 23 aprile, si svolgerà l’inaugurazione più o meno ufficiale di Bloglab, laboratorio di blogging sinergico arrivato alla seconda edizione e arricchito di nuovi corsi aderenti, fellow freschi freschi, aziende energiche e ovviamente una nuova tornata di studenti (ormai io e Stefano, con il quale ci siamo lo scorso anno imbarcati in questa divertente avventura, abbiamo convenuto di chiamarli “bloglabber“).

Bloglab. Laboratorio di blogging. Edizione 2008

L’appuntamento è alle 10.30, al Centro Congressi di Via Salaria 113, a Roma. Saranno presenti alcuni dei docenti delle università coinvolte. E ovviamente tutti i fellow che vogliono intervenire – come al solito – sono i benvenuti. In questi giorni stiamo valutando i progetti (che è un modo carino per nascondere il fatto che invece “stiamo verificando che tra i progetti presentati non ve ne siano di evidentemente contrari al buon senso e alla codice civile e penale della Repubblica Italiana”).

A parte gli scherzi, molto sarà dedicato a riflettere sui progetti stessi [che ricordo sono da iscriversi negli ambiti: a) Local blog; b) Temi di interesse “aziendale” o “commerciale”; c) Videoblog, multimedia, ecc. d) altro…]: dai consigli più tecnici (piattaforme, ecc.) a quelli più riguardanti le logiche di funzionamento dell’ecosistema della Rete. (Per esempio a me prudono abbastanza le politiche e bloggesche mani, e se capita qualcosa su questa appena terminata campagna mi piacerebbe dirla)

16/04/2008

La politica che sta online. Dai sondaggi ai commenti.

di Antonio Sofi, alle 01:26

Gli editoriali migliori li ho letti online

C’è altro da aggiungere al titolo? Ho letto molti giornali ieri, e ho trovato mera cronachetta insipida. Aspettiamo anche domani, quando le migliori penne avranno avuto agio di affilare idee e parole. Ma intanto le cose migliori continuo a leggerle in Rete, e spuntano ad ogni aggiornar di reader. Come sempre più spesso mi accade. Riflessioni più profonde, più libere, più emozionanti, più veloci di quelle che mi capita di leggere da qualsiasi altra parte. Forse, semplicemente, più “vere”: meno irrigidite da formati tradizionali, da monte battute, vecchi e nuovi poteri da non scontentare o indistinti e malmostosi pubblici. Quel genere di cose che trovano lo spiraglio umanissimo e personale per far capoccella dentro le mono-opinioni del framing mainstream.

Giornata di spostamento, però: e molto mi sarò perso. Segnalo però alcuni “editoriali” memorabili – del tutto a prescindere dal fatto che ne condivida ogni moto di pensiero:

  • Enrico Sola, “L’opportunità del male – riflessioni post-elettorali stranamente serene(di cui solo il provocatorio finale continuo a rimasticare dubbioso, come una pastiglia medicinale di cui non mi convince il sapore e non vorrei fosse velenosa; mentre trovo straordinariamente efficace l’analisi del berlusconismo di ritorno, ché la solita interpretazione scalfariana del venditore, ancora in auge in certi giri, si è dimostrata straordinariamente inadatta a spiegare il Berlusconi di oggi)
  • Leonardo, “Forse Dio è malato. Te e i tuoi sfondi verde vomito
  • Settore, “Piangina Arcobaleno(il mio pundit di riferimento su interismi vari e tecniche di maratona per dilettanti, scrive della più incredibile disfatta dopo quella di “Napoletone”: quella della Sinistra e l’Arcobaleno, harakiri da milioni di voti persi, con le parole del Leonardo di cui sopra “quello che è successo a sinistra ha le dimensioni di un suicidio rituale di massa”)
  • Diego Bianchi alias Zoro, “Ventresca molle” (diretta emotivissima dell’opinionista politico più geniale ed originale ad oggi presente in Italia. Esagero? No.)

Altri ne troverò, questi sono quelli che fanno comunque parte delle fonti che seguo – e li aggiungerò qui in calce (oppure segnalatemeli su antonio.sofi gmail.com).

Exit Poll e Instant Poll

Intanto ringrazio SWG tutta per la straordinaria ospitalità durante la due giorni elettorale – forse il momento più tensivo in assoluto per un istituto di sondaggi e ricerca sociale. Eppure non sono mai mancati dati, attenzioni, spiegazioni. E la diretta tv dal Sole 24 Ore gestita da Luca De Biase è stata molto divertente. (altre risorse qui)

L’instant poll pensato da Maurizio Pessato e Roberto Weber ed effettuato in collaborazione con Libero.it porta con sé una metodologia nuova e di certo affinabile; ma anche l’idea molto interessante che Internet può essere luogo di raccolta (più veloce, più estesa, più affidabile in casi di dati “personali”) delle opinioni politiche e delle intenzioni di voto. Quello di quest’anno è stato condotto esclusivamente online, e poi “aggiustato” offline quanto alla composizione del campione. E i dati hanno tenuto, seppur sottostimando come tutti la performance del PdL (ma i primi exit poll di Piepoli, forti di una forchettona di 7 punti, davano addirittura come possibile una vittoria del PD!).

Enrico Milic mi manda una analisi comparativa del risultato della rilevazione (il grafico originario sta in questo post).

Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero
Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero

Soggetto realizzatore: SWG Srl-Trieste con Libero.it
Committente e acquirente: Osservatorio elettorale SWG
Data di esecuzione: 13 – 14 aprile 2008
Tipo di rilevazione: sondaggio online CAWI su un campione di 63000 soggetti maggiorenni residenti su tutto il territorio nazionale

Riporto anche parte del commento di Roberto Weber: «[…] L’errore sulle singole forze politiche resta complessivamente all’interno delle forchette scelte, salvo per il PdL e in misura non rilevantissima per la Sinistra. La scelta di far coincidere il punto più alto della forchetta per l’aggregato Pdl-Lega, con quello che registravamo è stata dettata dal fatto che rispetto alla notte prima e ai dati raccolti alle 11 si osservava un progressivo restringimento del gap (si era passati dal 44,8 al 43 e dal 37,5 al 38,9). […] Restano a nostro avviso cose buone legate alla gran parte dei dati: sinistra bassa, Idv puntuale, Lega alta, Pd preciso, minori in linea. Sufficienti per leggere le tendenze, insufficienti per una stima precisa».

Resta, a mio parere, la bontà della scelta di investire su una metodologia online. Che forse può ben essere utilizzata per finalità più estese e politicamente multiformi. Sono gli exit poll in generale che andrebbero ripensati: ora come ora, con le prime proiezioni distanti qualche ora dalla chiusura dei seggi, sono forse diventati solo un vizio di bulimia giornalistica.

15/04/2008

E’ la politica che gira intorno a Berlusconi, o viceversa?

di Antonio Sofi, alle 23:51

Purtroppo non ho tempo per l’analisi più politica promessa dalla sede SWG alla fine dell’incredibile giornata elettorale di lunedì. Qualcosa uscirà su DNews di domani. In realtà continuo a prendere appunti (più o meno mentali) su come ottimisticamente (e per quanto sia possibile ottimisticamente pensare ad un cambiamento oggi) proprio la Rete – risorsa utilizzata in queste elezioni poco e male, con presunzione e superiorità – possa cambiare la politica del futuro.

Il mio punto è comunque uno solo, piccolo piccolo – e dal punto di vista volutamente ristretto e ad angolo “acuto” di abitante della Rete: Berlusconi rappresenta quanto di più lontano ci sia dalle logiche emergenti di Rete. Editore di televisione analogica e comunicativamente unilaterale, cresciuto sfruttando il boom della pubblicità di beni di largo consumo e fornendo contenuti generalisti ad un pubblico concepito come target aggregato, commercialmente appetibile.

La seconda repubblica italiana è stata finora una cosmogonia tolomeica Berlusconi-centrica; con la politica che non ha fatto altro che girare metaforicamente intorno a Berlusconi e alla sua logica “televisiva”.

Dal punto di vista comunicativo, Silvio Berlusconi si muove abilmente all’interno delle macro-agende, cerca sempre il cortocircuito mainstream, il messaggio catch-all populista. E’ una strategia vincente. Ma conservativa, con poca innovazione. E per molti versi il negativo delle logiche che stanno emergendo da Internet. Distante anni luce dai processi di Rete. Come, peraltro, la maggioranza dei personaggi politici italiani, Walter Veltroni compreso (che da parte sua ha copiato male Barack Obama: solo lo slogan e non l’apertura al web come amplificatore emotivo e attivatore di partecipazione). Ma Berlusconi è lontano in maniera eclatante ed emblematica, simbolo vivente di una società massmediale dominata dalla televisione che pian piano sta cambiando – anche grazie alle tecnologie connettive.

(titolo alternativo: aspettando il Copernico di Internet)

Politics Web 2.0

E proprio a proposito del modo in cui il Web 2.0 può impattare sui processi politici, proverò a non farmi prendere troppo in giro (e ad ascoltare qualche buona idea) dai colleghi europei, che raggiungerò fin da domani mattina a Londra per la conferenza “Politics: Web 2.0” organizzata dal Department of Politics and International Relations dell’Università di Londra Royal Holloway, e che si terrà appunto il 17 e il 18 aprile.

Politics: Web 2.0. an international conference. Royal Holloway, University of London, April 17-18, 2008
Politics: Web 2.0. an international conference. Royal Holloway, University of London, April 17-18, 2008

Vedo dal sito che sono già disponibili molti dei paper del ricco programma di lavori.

14/04/2008

Swg e non solo. Link e risorse per gli exit poll.

di Antonio Sofi, alle 11:55

Ore 17.41, finita la diretta, si torna a casa. Gli istant poll hanno retto, anche se le proiezioni dicono un trend genrale con sempre più distacco. A più tardi per un commento più “politico”, finalmente con dati veri. Altri dati in aggiornamento su Tv, o sul Viminale. Grazie a tutti.

ISTANT POLL

Dati SWG/LIBERO

Istant Poll di SWG/LIBERO

DATI GIOVANI SWG/GIOVANI.IT

Dati del voto dei giovani SWG/Giovani.it: scarica ppt

Un campione di 2350 giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni residenti su tutto il territorio nazionale: PD: 41%; PDL: 40%; Sinistra Arcobaleno: 7,5%; UdC: 4%; La Destra: 5,5%

LINK

RISORSE VARIE

– La faccia di Luca De Biase alla lettura dei dati delle 11.00 (foto di Massimo Mantellini)

Luca De Biase alla SWG. Legge i primi dati. Foto di Mantellini

– L’approfondimento di Enrico Maria Milic su Bora.la – a partire dalle considerazioni di Roberto Weber sulla Lega

– Il canale Twitter di Giulia Blasi, il liveblogging in inglese di Fabio Turel, PolisBlog, Baotzebao

– La diretta di Zoro da Roma

13/04/2008

Swg. Elezioni dietro le quinte (e davanti alla Web Tv)

di Antonio Sofi, alle 14:06

(crossposted con spindoc.it)

Da questo pomeriggio sarò a Trieste ospite di SWG insieme ad altri amici blogger (in ordine alfabetico): Giulia Blasi, Luca de Biase, Gabriele Ferraresi, Massimo Mantellini, Luca Tremolada e Fabio Turel. L’idea è, domenica e lunedì mattina, quella di dare un’occhiata alla poderosa e frenetica macchina da sondaggi in vista dei primi exit poll di lunedì (anche con metodologia di rilevazione online è previsto, in collaborazione con Libero.it). E magari bloggare qualcosa. Anche previste alcune sessioni di approfondimento.

SWG

Il lunedì, poi, allo scoccar della fatidica ora della chiusura delle urne, in previsione una diretta Web dalle pagine del Sole24Ore, condotta da Luca De Biase con collegamenti da tutt’Italia.

Ci sarà da divertirsi (e probabilmente scriverò da Spindoc.it)

LINK:
Programma del dietro le quinte di Swg
Diretta Web sul Sole24Ore da lunedì

12/04/2008

Aspettando Zoro presidente, Voto Walter

di Antonio Sofi, alle 15:59

Ieri sono finito nel bel mezzo di Piazza del Popolo a Roma, per la chiusura della campagna di Walter Veltroni. Bell’atmosfera, pioggerellina tenue che non ha sconfortato ma ringalluzzito, vecchini commossi che riprendevano tutto con gli smartphone, un parterre di vip e semi-vip in passerella sulle note di “Mi fido di te” di Jovanotti (presente anch’esso). Bello, però; emozionante.

Da quelle parti ho trovato Diego Bianchi, alias Zoro – che gli addetti ai lavori dietro le quinte fermavano in continuazione per complimentarsi alla faccia dei vari EttoriScola e LeleMarchitelli che non se li filava nessuno (“sfigati: nemmeno un profilo su YouTube”).

Zoro alias Zoro dietro il podio di Veltroni
Diego Bianchi, alias Zoro dietro il podio di Veltroni

D’antologia i racconti (e gli spezzoni dei video in anteprima che sono riuscito a vedere) dei duetti del nostro con Paolo Virzì – che ad un certo punto ha iniziato a dargli lezioni di regia ed è rimasto scioccato quando si è reso conto che la telecamera di Diego è – diciamo così – diversamente funzionante. Di fatto il display è rotto, e l’inquadratura la devi immaginare. Tanto per dire.

Ah, ne approfitto per ringraziare Marco Montemagno per la piacevole chiacchierata ieri a Reporter Diffuso, tra censure, aziende, pubblicità metaforica e bridge blogging. Trasmissione che peraltro – mi dicono con ampie prese in giro i miei contatti di Twitter – dovrebbe essere in heavy rotation tutto il pomeriggio su SkyTg24.

03/04/2008

Editoria digitale a Pula

di Antonio Sofi, alle 06:59

Oggi e venerdì 4 aprile sarò in Sardegna, invitato a partecipare ad un seminario organizzato da Sardegna Ricerche presso l’Auditorium del Parco Tecnologico di Pula (Cagliari). Il tema dell’incontro è a me molto caro: l’editoria digitale (“un seminario su tendenze, modelli e format emergenti nel mercato dell’editoria digitale”).

Io proverò ad accennare problemi e risorse della cd crossmedialità nell’ecosistema informativo. Altri interessanti interventi e relatori in programma: tra gli altri Luca De Biase, Antonio Tombolini (un giovincello! gli canteremo dal palco “tanti auguri a te!” in sardo stretto) e Daniele Minotti.

Locandina del seminario “Editoria Digitale”, Sardegna Ricerche, Pula (CA), 4 aprile 2008

Qui il pdf con il programma della giornata.