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13/05/2005

12 centimetri in un anno

di Settore, alle 09:46

sharapova2.jpgApprendere che il corpo di Maria Sharapova, la dea del tennis, nell’ultimo anno si è allungato di 12 centimetri mi ha fatto lo stesso effetto – di sorpresa, sollievo, fiducia nella vita – di quando (molto) sporadicamente trovo nella cassetta delle lettere l’assegno circolare con cui l’Agenzia delle Entrate mi rifonde dei miei eccessivi contributi di lavoratore dipendente.

Da un mese Maria è diventata maggiorenne ed ora posso coltivare i miei pensieri sconci in assoluta libertà, senza che la polizia postale rovisti nel mio cervelletto alla ricerca di file riguardanti sportive in età acerba. Come tutte le ragazze alte, belle, bionde, altere e profondamente gnocche, Maria ispira un tasso di antipatia direttamente proporzionale alla sua fighitudo. Ma a differenza della sua antenata Kournikova, che sfoderava quel corpicino da Barbie perversa e poi vinceva solo in doppio, la maestosa Maria si sta avviando ad un futuro radioso e perciò fascinoso.

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01/07/2004

Interisti con consecutio

di Settore, alle 18:56

la Sharapova tifosaIn fondo essere interista mi arricchisce.
Nutro di attese vane il mio chiodo fisso ma cerco di continuo distrazioni, con un furore alfieriano. Specialmente fuori stagione.
Per esempio: in questi giorni mangio frettolosamente, mi fiondo sul divano e da lì mi perdo sull’erbetta di Wimbledon alla ricerca dei migliori gesti bianchi, togliendo volutamente tempo alla visione di pericolosi siti di informazioni sportive o di pagine di Televideo dalla 201 in avanti. Accendo la tv e lascio che Sky mi inondi di servizi vincenti, passanti incrociati e culi sodi di tenniste.
Ecco, i culi della tenniste.
Un milanista o uno juventino, ebbri di vittorie, avranno sguardi ben più distratti e meno critici. Io invece aggiusto l’alzo del mio sguardo e mi gusto la poesia, l’atletismo e l’eros assoluto di un bel culo che ogni tanto spunta da gonnellini sadomaso o calzoncini vitabassa. Quando arriva l’ora di tornare in ufficio, dopo aver speso la pausa pranzo magari sul campo numero 1 a cogliere la qualità di certe torniture, mi sento un uomo più ricco.
E chi se ne frega se Mancini non firma. Firmerà, per dio.

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