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24/01/2005

La polis simulata. Balletti intorno a Simcity.

di Sergio Maistrello, alle 10:41

simcity classicA proposito di polis.
Alla fine degli anni ’80, in piena campagna elettorale per le amministrative cittadine, il quotidiano Il Piccolo convocò in redazione tutti i candidati sindaci di Trieste e li mise per qualche quarto d’ora di fronte a un Pc per giocare a Simcity. Vinceva l’originale sfida chi otteneva i migliori risultati in quanto a popolarità dell’amministrazione e salute delle casse cittadine.

Buttata lì a mo’ di spiritosa curiosità, l’idea non era affatto stupida.
Tuttavia era ancora presto: presto perché si potesse dare per scontata la mano a mouse e la testa a finestre; presto anche perché quel Simcity era il primo Simcity, e aveva una logica appena più articolata di Tetris.
Oggi che il software è arrivato alla quarta edizione e la simulazione ha raggiunto livelli di complessità piuttosto interessanti, non mi è più capitato di vedere tanto coraggio né tra i giornalisti né tra i politici.

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27/01/2004

Musica della memoria

di Sergio Maistrello, alle 16:16

Musica, dunque. Dopo la memoria. E se fosse musica della memoria?

KlezmerNon so da dove nasca la simpatia istintiva che provo da sempre per la musica klezmer. È un amore nato prima di essere in grado di comprendere ciò che è stato e ciò che ne è seguito. È amore puro per una musica che sa di terra, che è ritmata dai passi percorsi dai musicisti viandanti sugli sterrati d’Europa e d’America. In ogni luogo ha raccolto sonorità.
È una musica che racconta storie lontane in una lingua grave e incomprensibile. Sa unire in una miscela perfetta la gioia intensa delle piccole cose e il dolore di un lutto che non sei capace di lasciarti alle spalle. È fatta di sorrisi e di malinconie, di sfumature pastello e di tele squarciate. È musica buona per tutte le occasioni, siano queste matrimoni, mercati, fiere, feste o funerali.
Il klezmer è musica di violini e di clarinetti che nel tempo hanno incontrato pianoforte, fisarmonica, tromba e percussioni. Ritmi di origine orientale che si sono aperti alle contaminazioni del continente e poi alle avanguardie musicali, con derive moderne verso il jazz e persino il rock.
Fatevi raccontare queste e tante altre storie da Klezmer Shack, la baracca del klezmer, un blog favoloso che raccoglie frammenti di tradizione e che vi guida verso chi meglio la sa interpretare.

Io mi limito, come piccolo omaggio ai titolari qui, a una selezione minima di musicisti e musiche della memoria scoperti negli anni. Seguite i link, se volete saperne di più sul loro conto. Altrimenti gustatevi i frammenti d’ascolto miracolosamente pescati in Rete. Si amano o si odiano. Possono rubare un sorriso o inumidire gli occhi. Ma difficilmente lasciano indifferenti.

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