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29/06/2006

Vuoi salvare? No.

di Santa Di Pierro, alle 11:22

foto di Strollers

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Tra me e lui c’è sempre stata la tecnologia di mezzo.
Ci siamo conosciuti tramite email, abbiamo socializzato grazie ai rispettivi computer, ci siamo organizzati grazie agli sms e ci siamo lasciati con l’instant messaging.
Il nostro primo incontro avvenne sul foglio bianco di una email condivisa con il resto della mailing list di quelli che sarebbero diventati, poi, i nostri amici. Nel reply o nel forward lui sembrava un disinibito sciupafemmine, uno di quelli che ti conquista con un link o con un jpg senza nemmeno il lume della candela.
Dopo numerose litigate pubbliche e virtuali, una sera ci trovammo casualmente sulla chat di un sito di frequentazione comune ad entrambe. Un repentino scambio di battute, un paio di invii e si scivolò verso la decisione di bere un bicchiere di vino per potersi conoscere davvero. Fu così che la nostra relazione cominciò.
Grazie alla tecnologia.

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21/06/2005

Freud, Nuccia e le parrucchiere

di Santa Di Pierro, alle 11:46

[Foto di Santa Di Pierro]
Nuccia, foto di Santa Di PierroDevo alla parrucchiera il mio stato confusionale e un impressionante calo dell’autostima. Lo devo a lei e alla sua passione per i tagli alla moda desunti direttamente dai cataloghi che le spediscono da Milano – perché lì se ne intendono di moda.

Faccio io? – chiede lei appena mi accomodo sulla sedia. Sventurata rispondo sì, ogni tanto è piacevole sapere che qualcun altro sta scegliendo per me. Sono lì tranquilla e fiduciosa, mentre lei, Pinuccia detta Nuccia, armeggia tra le mie ciocche bagnate. Le tira su, osserva, taglia, scala, sfoltisce, modella. E parla. Pinuccia detta Nuccia è la parrucchiera di fiducia della mia famiglia, colei che ha visto crescere generazioni di ciocche del mio nucleo parentale in linea femminile.

Ora, però, devo esorcizzare un istinto tricocida nei confronti suoi e del suo taglio alla milanese. Un taglio che dopo il primo shampoo ha assunto una forma ingestibile. Ora non faccio altro che pregare affinché i capelli crescano in fretta. Devo rimediare al risultato di una micidiale miscela: la mia debolezza e la voglia di creatività di Pinuccia detta Nuccia, parrucchiera di provincia.

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07/03/2005

La città è un blog politico

di Santa Di Pierro, alle 21:13

[Per chiudere il tema Polis, che ci ha accompagnato per alcuni mesi, una stimolante riflessione di una cara amica di Webgol, putroppo non provvista di blog e quindi non linkabile (ma non è detto che sia un difetto). Un punto di vista esterno e appassionato; a modo suo sincretico. Presto il nuovo tema, poco ponzato e molto rischioso. as]

Bambini Rom, foto di Enrico BiandaLa città è stata da sempre l’epifania della simbologia del potere politico: i palazzi dei più ricchi, le chiese dei potenti, le strade delle industrie. Ma anche: le piazze del popolo, i mercati, le strade di periferia. Tutta la polis è politica.
Originalidad es volver a la origen – diceva Antoni Gaudì. Originalità vuol dire tornare all’origine. Muovendosi dunque dal punto d’origine della politica – polis, città, politica – è possibile che venga elaborato, in modo embrionale e originale l’idea di un partito politico partendo proprio dalla percezione dello spazio urbano?
Una storia locale, una di quelle storie che sta ai margini della validitĂ  restituita dalle scienze sociali, sembra confermare questa ipotesi.

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14/05/2004

Quando la cittĂ  trattiene il respiro

di Santa Di Pierro, alle 12:08

Controra a Malta, Marzo 2004, foto di Antonio SofiCi sono luoghi che hanno uno, mille ritmi. Ci sono città che non si spengono mai. Frenetiche o lentissime. Perché le città sono contenitori di forze vettoriali che fuggono in tutte le direzioni, si dilatano, si frantumano, si moltiplicano. Talvolta, le città, semplicemente, respirano. Inspirano ed espirano. Uno, due. Giorno, notte. Vi sono delle città, però, in cui il battere e il levare è diviso da un’insolita pausa. Un momento che sta tra il giorno e la notte, che non è, però, il pomeriggio. E’ la controra: uno stallo temporale urbano.

Tipico delle città di provincia del sud, la controra è un vero e proprio modo di essere della città e dei suoi abitanti. Si è abituati a percepire i centri abitati attraverso un ritmo che subisce variazioni minime; rallenta a notte fonda e si acutizza nelle ore di punta. Ma avete mai visto una città durante la controra? Avete mai provato a fare una passeggiata in uno di questi luoghi, tagliandoli dalla periferia al centro fra le tre e le cinque del pomeriggio?

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