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04/05/2011

Che gli vuoi dire, a un La Russa così?

di Antonio Sofi, alle 14:14

Cosa vuoi dire a un Ministro della Difesa che si siede in uno studio televisivo, imposta tutta una faccia tirata sforzandosi di non ridere alle battute di Crozza (il quale lo grazia non spendendosi, se non per pochi secondi, la sua riuscita imitazione), e poi tirato un sospiro di sollievo attacca subito turilla con il suo vicino di sedia e di governo Flavio Tosi, pallido e mascellato. E’ una domanda senza punto.

La Russa, il ministro international la cui miglior difesa televisiva è da sempre l’attacco, ieri sera a Ballarò forse esagera, è overconfident, pecca di hybris, cerca il knock-out definitivo fin dal primo round – dimenticandosi che la tivvù tutto concede tranne questo, che lo spettacolo non duri il tempo pattuito.

Cosa vuoi dire a un Ministro che intorno al minuto 6, quando – si sa – ancora le squadre si studiano, prova a far passare sottobanco, quasi bisbigliando, un perfido “Come ben sanno gli amici della Lega, le bombe non hanno alcun effetto sugli sbarchi degli immigrati”, e il sindaco di Verona, che invece ben sa, si china a rovistare nella metaforica armeria, carica a pallettoni leghisti la carabina modello Nimby e spara un colcazzo “In realtĂ  la gente scappa da dove cadono le bombe – anche perchĂ© ha paura che così intelligenti non siano”.

Da quel momento è la fascia laterale destra del campo da gioco di Ballarò a perdere l’erba – con battute rabone, frecciate no-look, di quelle che fintano di andare a sinistra e colpiscono accanto, a destra. “Non spariamo sui civili”. “Sparate eccome”. “Porca puttana, fai parte di una coalizione”. Mentre di sopra i sorrisi si sprecano, entra nei microfoni il rumore dei denti che digrignano e delle tacchettate sotto il tavolo – e Floris ha buon gioco a sollevare la tovaglia e mostrare facile il moto perpetuo del vescovile scalciare. “La smettete almeno per qualche minuto di litigare?”.

Cosa vuoi dire allo stesso Ministro, se lo stesso Ministro poi cade nel facile tranello di Pier (così lo chiama per tutta la puntata, cercando di blandirlo) Casini, che sfidando l’adagio che suggerisce di non far niente quando il tuo nemico sta commettendo un errore, lo sfida a retorica tenzone con un affondo su Vladimir Lukashenko. “Hai tutta la puntata per trovarmi un altro capo di Stato che è andato in Bielorussia a far visita a Lukashenko” – detto con cipiglio alla Jack Bauer “Hai 24 ore di tempo per salvare il mondo”.

Ecco allora che il ministro invece di fregarsene s’informa, allerta gli assistenti che a Ballarò fanno da pizzini viventi al politico ospite, s’agita cercando la risposta che inchioda e così facendo non s’accorge che la pubblicità è finita, che gli amici se ne vanno, che serve a poco il giornalistico gesto di coprire il microfono, chè c’è l’occhio silenzioso e ramanzino della diretta, e che il “Chi è questo?” eternato sarà nei tormentoni striscianti e nei sottotitoli in rosso cardinale dei canali You Tube.

Che gli vuoi dire? Grazie.


  • La musica sul Web è pronta al peggio. Andrea Girolami a Qdc.
  • 100!
  • Il raddoppio di Bersani: Casini, vieni via con me?
  • Fascista anch’io? No, Scilipoti, tu no.

  • 2 Commenti al post “Che gli vuoi dire, a un La Russa così?”

    1. marco c.
      maggio 4th, 2011 16:21
      1

      Flavio Tosi, non Fabrizio Cota (?).
      tolto questo, dico grazie anche a te per l’analisi e la ribalta data a Ing(or)azio nostro…

    2. Antonio Sofi
      maggio 4th, 2011 16:47
      2

      Ma certo, corretto, m’è sfuggito da chissĂ  quale anfratto del cervello. grazie :)

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