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Post scritti nel febbraio, 2011

14/02/2011

Rock & Roll

di Enrico Bianda, alle 14:18

E’ morto come avrebbe voluto morire. O almeno è morto il giorno in cui avrebbe voluto morire. Il giorno del suo compleanno, a 53 anni. Tutti vissuti per la musica. Generosamente.

Ernesto De Pascale davanti ai suoi dischi
Ernesto De Pascale davanti ai suoi dischi

Ernest – come lo chiamavo io – De Pascale, l’avevo visto l’ultima volta un anno fa: era venuto a cena a casa, e se c’era una cosa che amava forse quanto la musica era la cucina. Gli brillavano gli occhi come ad un concerto degli Steely Dan, faceva una smorfia goduriosa, e se nel mentre lo stereo suonava qualcosa che amava, o che lo incuriosiva, beh, l’avevi conquistato.

L’ho frequentato per qualche anno, e per un periodo sono stato spesso a casa sua, di fronte ad un’immensa parete di vinili, e si ascoltava musica, bevendo un caffè, sopratutto la mattina. Lui parlava sempre, mille progetti, recensioni, presentazioni, articoli, riviste, fotografie.
Ieri un comune conoscente, mentre si vegliava il suo corpo, ha detto semplicemente che Ernesto era un professionista, come pochi ce ne sono nel mondo della musica in Italia oggi.

Per lui la musica era una missione, e sopratutto lo era aiutare e promuovere i giovani talenti, o anche coloro che forse talenti non erano, ma amavano la musica e ci volevano provare. Per loro aveva un sacro rispetto. La passione giovanile per lui non si era mai sopita, e se la scorgeva in qualcuno, anche il più scapestrato dei musicisti, lo rispettava. Era una cosa molto bella e commovente.

E poi amava alla follia incontrare musicisti: vedere la musica. E se si trattava di farsi anche un’ora di palestra a New York, che per lui non era proprio agevole, lo faceva: beh, lo faceva perchè era quello il modo di incontrare Lou Reed. E rubargli un’intervista. Negli anni ha regalato a Webgol altre storie: la nota più profonda dell’universo, un reportage da Celebration, la città perfetta, un ricordo di Ray Charles e un post doppio (prima e seconda parte) sul 1980 – a pretty wild year.

Ecco, credo che Ernesto abbia incontrato tutti, ma davvero tutti quelli che valeva la pena incontrare – e tutte le storie che valeva la pena raccontare ci ha raccontato. Grazie.

02/02/2011

Il dopo Berlusconi. Da Tremonti alla Giudice, chi succederà al Cavaliere?

di Antonio Sofi, alle 14:48

E se cadesse davvero – ovviamente Berlusconi? E’ un gioco (che forse troppo di fantapolitica non è) che abbiamo fatto lunedì ad Agorà, con un parterre tutto composto di giornalisti “destri”. Metti che cade B, appunto – ci sarà davvero il diluvio o qualcuno verrà fuori dall’ombra del Cavaliere e prenderà in mano il centrodestra? Da Tremonti alla giovanissima Giudice, passando per l’arcinemico Fini, il fedelissimo Alfano e il jazzista Maroni, cinque clip per presentare in (meno di) un minuto i papabili successori al trono di Arcore.

1. Giulio Tremonti, il superministro

Il primo papabile è il superministro Tremonti – economista parodiatissimo che sa far di conto e non le manda a dire: tutto ciò che non ha fatto lui fa schifo ma ha estimatori eccellenti, da Bossi a Feltri allo stesso Berlusconi. Qui per provare a rendere l’idea di giovanil schiettezze, sguardo anti-opposizioni e endorsement di schiatta.

2. Angelino Alfano, l’ex giovane fedelissimo

Il secondo possibile successore è l’ex giovane e fedelissimo Angelino Alfano – nativo forzitaliota e zuckerberghiano, che è orgoglioso del capo e rifiuta l’investitura, secondo cui dopo di Berlusconi c’è solo il diluvio. Nel caso estremo, ce la farebbe ad essere lui l’uomo del dopo-B?

3. Roberto Maroni, interno blues

Il terzo papabile è il leghista soft e ministro degli Interni Roberto Maroni – che combatte la mafia sia al nord che in tv, bluesman emozionato che preferirebbe però un Golden Globe alla presidenza del Consiglio. Potrebbe prendere lui il posto di Silvio?

4. Gianfranco Fini, l’acerrimo nemico

Il terzo è il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha sfidato a viso aperto il premier e ha perso nella sfiducia del 14 dicembre scorso. Dopo un periodo di silenzio per ammortizzare il colpo, Fini è tornato in pista, si dice comunque di destra mentre briga per il nuovo Polo, accusa Berlusconi di voler l’impunità e non ha intenzione di dimettersi. Se cade B. può salire lui.

5. Sara Giudice, giovanissima che contesta.

La quinta e ultima è Sara Giudice, giovanissima e ancora poco conosciuta pidiellina consigliere di zona milanese assurta alla cronaca per aver iniziato una raccolta di firme contro Nicole Minetti – e il meccanismo poco meritocratico di selezione della classe dirigente. Vuole un centrodestra senza berlusconismo, può essere lei il vero successore di Berlusconi?

Per la moviola di Agorà, andato in onda il 31/01/2011.