Fatti male, comunista in cachemire e fascista fallito! La politica che delegittima

Gli “eccessi” della politica: le mille salse della delegittimazione, condita di toni che si alzano, epiteti fantasiosi e mancato riconoscimento degli avversari. Dal cachemire ai giudici passando per odi geografici, retributivi e traditori (e privilegiando i casi di cronaca recente – e non quelli più famosi: la politica che eccede è quella che abbiamo anche ora).

Di seguito, i dettagli.

1. Giudici di sinistra! Berlusconi contro la magistratura

In attesa del pronunciamento della consulta sul legittimo impedimento, non poteva mancare uno dei cavalli di battaglia di Silvio Berlusconi – che si ripete con poche varianti da anni. A Matrix, Berlusconi parla di giustizia come “grave patologia della nostra democrazia” e di una sovranità non appartiene più al popolo, ma “ai giudici di sinistra”. Berlusconi al telefono invece (è la puntata in cui rivolge alla Bindi un “è più bella che intelligente”) parla della consulta: “Non è organo di garanzia ma organo politico, composto da giudici eletti da Presidenti della Repubblica di sinistra”. Da Matrix del 21/12/2010 e Porta a Porta del 7/10/2009

2. Comunista! La politica rotocalco, e il pink-tank di Signorini.

La politica rotocalco del direttore di Chi e di Tv Sorrisi e Canzoni Alfonso Signorini – scrive Ceccarelli su Repubblica – per delegittimare l’avversario politico e al contrario del “metodo Boffo” punta sul gossip “soft” e maligno. L’intervista di Signorini al premier ha come pretesto una vacanza di D’Alema a Saint Moritz, e i capi indossati (e la strategia funziona: D’Alema infatti smentisce di indossare sciarpa di cachemire e giustifica la provenienza e il costo delle scarpe indossate – Decathlon, 29 euro) e arriva a Beppe Grillo e Santoro. Da Kalispera del 5/01/2011.

3. Guadagni troppo! Cremaschi, Vendola e i superstipendi

Le differenze tra ricchi e poveri dividono la società. La politica c’entra, vista come parte di una casta milionaria e inciuciona che “magna” alle spalle dei cittadini. I superstipendi sono oggetto dell’accesa lite tra Cremaschi e Giannino sui salari dei lavoratori in comparazione con la retribuzione degli amministratori delegati. Più recentemente, intervistato da Fabio Fazio in occasione dell’uscita del libro “Un’Italia migliore”, Nichi Vendola parla di Fiat e Marchionne: “Si può chiedere a operai a 1200 euro di mettersi sulle spalle la crisi e salvare gli squali? Marchionne non è una icona della modernità: lui guadagna 450 volte più dell’operaio quando Valletta guadagnava 20 volte più”. Da L’ultima parola del 1/05/2010 e da Che tempo che fa del 9/01/2011.

4. Sei giovane e fallito! Adinolfi, Sallusti e i trentenni che non hanno casa

C’è anche la contrapposizione (e la reciproca delegittimazione) tra generazioni: i padri che accusano i figli di essere bamboccioni e i figli che accusano i padri di non cedere il passo e non favorire il ricambio. C’è una generazione precaria, che non ha lavoro stabile e che probabilmente non avrà pensione – e che fatica a uscire di casa. Emblematica la discussione tra Adinolfi e Sallusti nella puntata di Exit dal titolo “L’Italia non è un paese per giovani”: “Un uomo di 37 anni che non riesce a farsi una famiglia e pagare l’affitto ha un problema lui, è un fallito”. Da Exit del 1/12/2010

5. Sei un traditore! Berlusconi e Ciarrapico sui traditori del mandato.

Il tradimento del “mandato” elettorale è stato uno degli argomenti più usati negli ultimi tempi per delegittimare l’avversario politico. Al centro di queste accuse spesso Fini, prima durante e dopo la fuoriuscita (e/o la cacciata) dal Pdl e la (mancata) sfiducia al governo del 13 dicembre scorso. Berlusconi in un messaggio sul sito: “Chi non starà con noi fino a fine legislatura, si assumerà la responsabilità di aver tradito gli elettori e sarà segnato per tutta la vita dal marchio del tradimento e della slealtà”. Ciarrapico durante la prima fiducia al governo (30 settembre 2010), ha portato l’accusa ad emblematici estremi, con una affermazione dal sapore antisemita che ha molto fatto discutere: “Spero che facciano un loro partito e che abbiano ordinato le kippah: chi ha tradito una volta tradirà ancora”.

6. Hai un brutto carattere! Feltri, il Giornale e gli eccessi giornalistici.

I toni si alzano anche tra giornali e giornalisti – dalla politica al giornalismo politico il confine è labile e la polemica va sul personale. Feltri intervistato da Marino Bartoletti a CortinaIncontra così giudica, a “freddo”, il carattere di Belpietro e Sallusti, una volta colleghi e sodali di “berlusconismo”: “Sallusti ha aspetti del carattere meno facili da digerire, mentre Belpietro ha più rispetto per l’interlocutore. Tra i due sceglierei Belpietro, per una questione caratteriale”. In interviste successive Feltri si è detto stupito degli attacchi del direttore del Giornale, accusandolo di “ingratitudine”. Da “In Onda” del 8/01/2011.

7. Fatti male! Radio Padania, Vendola e gli eccessi federal-secessionisti

C’è anche una contrapposizione che nasce dalle spinte federal-secessioniste della Lega – e che in alcuni contesti percepiti come “protetti” (come in feste popolari o appunto nella radio di partito) sfocia in dichiarazioni molto discutibili. Chissà se c’è però solo l’anti-sudismo in questa telefonata andata in onda su Radio Padania alla fine dell’anno, in cui Marco Pinti, ventiseienne consigliere provinciale della Lega a Varese, commenta tra le risate dei conduttori l’aggressione di un gruppo di militanti Pdl a casa di Nichi Vendola: “Peccato che non si sia fatto danni permanenti”.

8. Fascista! La Russa, Di Pietro e gli eccessi storico-ideologici

Al contrario del refrain “comunista!”, abbondantemente usato dal premier Berlusconi, l’accusa di “fascista” sembrava passata di moda – non più usata dalla sinistra contro gli avversari: troppo banale? Non per Di Pietro che dà più volte del fascista al ministro La Russa, per non aver lasciato parlare un rappresentante degli studenti in balconata: “Se vi chiedete cosa è il fascismo, il fascismo è La Russa”. Il ministro della Difesa risponde di non considerarlo un insulto, rievocando Montanelli, i partigiani, chi la pensa in maniera diversa.

Per la moviolà di Agorà, andato in onda il 10/01/2011.

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