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Post scritti nel ottobre, 2010

29/10/2010

La mosceria del Bunga Bunga

di Antonio Sofi, alle 13:56

Sintesi sintesi ad adesso per come la vedo io?
(Dico del Bunga Bunga di cui oggi abbiamo parlato quasi nolenti ad Agorà – ovviamente e prescindendo del tutto dal giudizio politico-etico-morale assolutamente negativo).

Repubblica & co, memori degli errori di forma gossippara prima del caso Noemi e poi di quello D’Addario, sono partiti con il freno tirato e con mille mani avanti: non intendiamo dire i nomi (ma che se sia chiaro il sacrificio visto che sono nomi che pesano) e non ci interessano i dettagli pecorecci. Il punto – emerge anche dalle ultime dichiarazioni – è l’abuso di ufficio e la ricattabilità del premier. Parliamo di questo, valutiamo il premier soprattutto su questo.

La risposta dall’altro campo sembra andare a segno. Con due palle nemmeno troppo effettate.

La prima è: ho aiutato una persona che aveva bisogno come farebbero tutte le persone di cuore. Che faresti tu, italiano medio, se ti dicessero che una tua conoscente è finita in prigione ed è sola e disperata e potessi tirarla fuori? – è l’argomentazione speciosa che s’evoca e che parla alla nostra panza familistica. Una palla alzata ieri en passant ad Acerra dal premier seduto accanto a Bertolaso a parlar di rifiuti, e chiusa oggi a Bruxelles: “Ci aveva raccontato una storia drammatica, era in difficoltà e ho fatto una telefonata per aiutarla”.
La seconda arriva per altri canali. Un esempio è il questore dell’epoca Vincenzo Indolfi, oggi intervistato su La Stampa, che conferma la telefonata ma smonta l’ipotesi dell’abuso: alla minore nessun privilegio, da Palazzo Chigi si raccomandavano solo che venisse trattata bene.

Rimarrebbe solo la questione di Mubarak, che oggi ha aperto i giornali e si è trovato in dote una nipote in più – ma è roba buona per le barzellette di Pierino.

E ora? A voler insistere (e come si fa onestamente a non?) ci sono due possibilità. O si insiste sull’abuso di potere (che rischia di essere oggettivamente debole), o si ritorna sul pecoreccio del rituale africano (che rischia di riproporre lo stucchevole gioco delle parti moralisti vs bon vivant già visto nei casi precedenti). Due colpi mosci, se son solo questi.

21/10/2010

Question time. La politica che domanda, risponde, chiude le porta

di Antonio Sofi, alle 17:09

Certe volte, la politica, è costretta a rispondere. Tre momenti in video.

    1. Question time all’italiana.
    Tutti i mercoledì Rai Parlamento trasmette il Question time in diretta dalla Camera. Si tratta di domande dei parlamentari rivolte agli esponenti del governo su problematiche concrete: interventi strutturati e classici in cui raramente ci sono imprevisti e risposte a caldo. C’è sempre l’intermediazione del presidente della camera o secondi in grado.
    2. Question time all’inglese. Milliband e Cameron.
    Qui siamo nella camera dei Comuni a Londra dove si svolge il primo question time tra il Primo Ministro David Cameron e il neo leader dei laburisti inglesi, Ed Milliband. Lo spazio di azione è un “ring” con i due schieramenti disposti frontalmente e i due esponenti che si confrontano. C’è più improvvisazione e sfida retorica, con partecipazione quasi da tifoseria calcistica dei parlamentari inglesi.
    3. Quando la politica non risponde (e non apre nemmeno le porte).
    Exit di Ilaria D’Amico su La7 manda un lungo servizio sulla ricostruzione aquilana. Vengono mandate in onda dei filmati girati dai partecipanti in cui il consiglio regionale abruzzese non apre le porte. Ed ecco quello che accade.

[per la moviola di Agorà]

20/10/2010

Cose che non succedono. Confessioni, storie, case.

di Antonio Sofi, alle 12:30

Certe volte in Tv non succedono cose: da Di Pietro che non si alza dalla sedia trattenuto da una mano preoccupata (e Sallusti che non confessa robe di Tangentopoli, che, guarda un po’, sono tornati d’attualità) a Berlusconi che – dice Maria Luisa Todini a Ballarò – avrebbe detto a Palazzo Grazioli, riferendosi alla famosa casa di Antigua evocata da Report: “Ho questa casa ad Antigua e non ci sono mai stato!”.

Tre momenti dalla tv di ieri.

  • 1. Ballarò, i fatti non confessati. Di Pietro e Sallusti si scontrano sul documento dell’avviso di garanzia (ops, sul mandato di comparizione) rivolto a Berlusconi nel 1994 e uscito non si sa come dal palazzo di giustizia;
  • 2. Saviano e le storie non raccontate. Roberto Saviano prima in collegamento al Tg di Enrico Mentana e poi in telefonica da Giovanni Floris a Ballarò parla dei problemi del programma “Vieni via con me”, che dovrebbe comunque andare in onda l’otto novembre
  • 3. Berlusconi, Antigua e le case non abitate. Il 4% degli italiani dice che il caso di Antigua gli ha fatto vedere i bei posti in cui Berlusconi vive; Maria Luisa Todini dice di ricordare Berlusconi dire a Palazzo Grazioli che “nella casa di Antigua non ci sono mai stato”.

[Per la moviola di oggi su Agorà]

16/10/2010

Anno Zero. Quattro libertà alla moviola.

di Antonio Sofi, alle 11:20

Per lo spazio “moviola” di Agorà, trasmissione mattutina condotta da Andrea Vianello dal lunedì al venerdì su Rai Tre (spazio che cerca di raccontare la tv del giorno – o dei giorni – prima: e attraverso di essa un po’ della politica che ci capita intorno) quattro momenti dalla puntata di giovedì della trasmissione di Michele Santoro – molto attesa e molto vista.

    1) Libertà di scrivere. L’appello al voto, anzi alla lettera (ma senza precise indicazioni di come fare – il che ha generato varie spontanee iniziative dal basso, anche su Facebook);
    2) Libertà di leadership. Bersani paga l’essere l’unico big del parterre ospiti (Formigoni ha deciso di vestire un profilo modesto da amministratore, evitando di vestire i panni del leader nazionale). In collegamento da Faenza con le cassintegrate dell’Omsa viene “messo in mezzo” come interlocutore “istituzionale” e di governo…
    3) Libertà di domanda. Le sovrastrutture di Porro e Zurlo, che fanno diventare pazzo Santoro, e lo spazio in cui non chiedere che non c’è (e sempre Bersani messo in mezzo…)
    4) Libertà di canzone. Il finale canterino con Gaber. C’è un piedino di Bersani che cede al ritmo e Formigoni che completa la sua serata da “uomo di sinistra” cantando senza remore “Libertà è partecipazione”.

06/10/2010

Tra i due litiganti, il terzo incomodo gode

di Antonio Sofi, alle 15:05

Quattro clip che raccontano di come il litigio in tv paga – ma spesso per chi si introfula, silenzia gli altri, bussa alla porta del vicino di casa.

    1. Urso e Bondi a Otto e Mezzo: iniziano con toni pacati ma subito aumentano i volumi dello scontro. Concita De Gregorio evidenzia come questi litigi siano il segnale del tramonto del governo. La serata finisce con Urso che dice di preferire Cacciari a Bondi, e Bondi che dice di non volere più andare in trasmissioni con Urso.
    2. Il modello del litigio si travasa anche tra i cittadini. In un servizio di Ballarò si litiga sulla cetrioletta e la magistratura.
    3. Flavia Perina e Michela Brambilla sul governo. Matteo Renzi chiama in causa il ministro e Floris lo redarguisce.
    4. Porta a Porta ha una esclusiva. Il terzo incomodo in questo caso è il vicino di casa di Tulliani a Montecarlo. Le telecamere entrano “immobiliaristicamente” dentro la casa di Torta, che fa vedere il suo appartamento…

Dalla tv di ieri (Otto e mezzo, Ballarò, Porta a Porta) per la moviola di Agorà.

05/10/2010

Il riso abbonda nella bocca dei politici

di Antonio Sofi, alle 11:12

Il percorso della moviola di oggi ̬ intorno a tre (tipi di) politiche risate Рin mezzo a crisi, alluvioni e frane, di vario tipo e genere.

    1. Risata trotesca. Daria Bignardi inaugura la nuova stagione delle Invasioni Barbariche intervistando Renzo Bossi, 22 anni e 10.000 al mese, consigliere regionale lombardo. Uno dei più presi in giro degli ultimi mesi, il Trota sembra essere pienamente a suo agio nel vestito “parodistico” costruito intorno a lui – e trova narcisistico piacere nell’essere, per esempio, bersaglio di scherzo telefonico da Rds (per dire delle ambizioni);
    2. Risata satirica. Oggi nasce il partito non-partito di Futuro e Libertà, Fini insieme a Berlusconi è l’argomento dell’ormai classico monologo di Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa;
    3. Risata pagliaccesca. “Non so cosa fa un deputato. Votatemi e poi ve lo dico” – queste le parole di un candidato dello stato di San Paolo in Brasile. Si chiama Tiririca, è un pagliaccio – un pagliaccio vero – ed è stato eletto con un milione e 100 mila voti.
    (Dalla moviola della politica, 5 ottobre 2010)

03/10/2010

Ma quale fiducia? La politica alla moviola

di Antonio Sofi, alle 11:57

Da qualche giorno, ad Agorà, nuova trasmissione della mattina di Rai Tre, stiamo giocando con la politica in tv (o con la tv della politica). La scorsa settimana il combinato disposto della richiesta della fiducia in aula da parte del governo Berlusconi e le varie dirette televisive hanno dato ciccia – come per esempio nel video qui sotto – per pillole comunicative…

    1. Lo strano triangolo controllati/controllori tra Berlusconi, Fini, Di Pietro.
    2. Il primo applauso, alle missioni all’estero, dopo ben 8 minuti di silenzio (dopo saranno innumerevoli).
    3. La risata incontrollabile. All’affermazione sul completamento della autostrada Salerno-Reggio Calabria, la Camera esplode in una risata spontanea e inaspettata (specie in un momento formale come questo – che avrebbe potuto più facilmente “chiamare” i fischi). Berlusconi accusa il colpo (anche Calderoli, lì dietro, a stento trattiene le risate) e si rifugia dietro la classica accusa ai governi della sinistra.
    4. L’amore/odio tra Casini e Berlusconi…

01/10/2010

Non è successo niente

di Antonio Sofi, alle 09:18

Se avete dormito tutta l’estate, basta questo per capire che non è successo niente. Cambiato niente.