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10/09/2010

Ieri, Pomigliano, domani

di Antonio Sofi, alle 02:44

E’ passato qualche tempo, dal referendum di Pomigliano. Più di due mesi.
Un’eternità  per i meccanismi tritatutto dell’informazione (e della memoria di noi poracci). Che dimenticano in fretta – archiviano le cose, i fatti, le persone come i messaggi di posta elettronica, spesso senza averli nemmeno letti.

Prima parte

Diego era andato a Pomigliano, a giugno. E andare a Pomigliano era un po’ come andare a L’Aquila: “Finchè non vedi e non parli almeno cinque minuti con chi le macerie se le porta sulle spalle tutti i giorni, anche e soprattutto quando nessuna telecamera li riprende, l’idea che quel dramma sia così tanto dramma oggettivamente non ti sfiora“. A Pomigliano non c’era il Pd, per esempio: imbarazzato dalla difficoltà di prendere una posizione univoca e chiara – spazi politici però lasciati agli altri, forse a nessuno.

Dopo un congruo numero di settimane, comunque e finalmente, Diego ha messo le mani sul girato, e ha pubblicato su YouTube due video per la seconda puntata dell’edizione estiva di Tolleranza Zoro. Quella che io avrei chiamato summer edition ma Diego c’ha una idiosincrasia patologica per le parole inglesi. Quella “senza commenti nè copione, senza musiche o effetti speciali” – l’altro doppio esperimento era sulla manifestazione degli aquilani (quelli con gi scontri) a Roma, tra fallimenti e conseguenze di una politica che non c’è.

Seconda parte

Questi nuovi video sono appunto sul giorno del referendum: prima parte e seconda parte. E dicono “di Pomigliano e referendum, di Fiat e Fiom, di sì e no, di poveri in guerra e in cassa integrazione, di fabbrica, catena e fatica, sulle facce di chi entra, sulle facce di chi esce, sulle facce di chi lotta“.

Sono video importanti, secondo me. Che per uno strano effetto di rifrangenza di una attenzione mediale che troppo rapidamente si distrae e dimentica, sembrano girati ieri. Che ricordano di fatti così tanto mal digeriti, che infatti si ripropongono – e sembrano girati domani.


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