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11/06/2010

Un infinito che resta in bilico sul nulla

di Enrico Bianda, alle 10:14

Allora, che cosa faccio quando disegno? E quando guardo disegnare? Beh, questo è facile: sono invidioso. Molto.

Anzi mi consumo dall’invidia e desidero immediatamente avere un foglio davanti a me, per poter replicare quanto visto. Il tratto della penna nera sul foglio bianco mi attrae moltissimo.
Purtroppo non sono in grado di essere originale.
Al contrario me la cavo quando mi metto a rifare qualcosa che mi ha colpito.

Disegno di Margherita Morgantin
Disegno di Margherita Morgantin

La cosa che più mi colpisce negli artisti che amo, e che disegnano bene, è la loro forza primitiva, l’idea che quando si è veramente bravi ed originali, non si capisce quanto si padroneggi la tecnica.
Mi spiego.

Copertina di Titolo Variabile, di Margherita Morgantin per Quod LibetMargherita Morgantin è un’artista. Famosa. Insomma espone nelle gallerie. Le pubblicano i libri, come Titolo variabile, per Quodlibet. Il suo è un disegno primordiale, che ricama dentro il percepire di un bambino, ma corregge con la continuità di tratto dell’adulto consapevole. Il suo è un lavoro curioso, fatto di continui richiami all’esperienza, che si traduce in brevi e folgoranti aforismi, che possono essere di questo tipo:

Non so parlare, non trovo le parole, quando le dico significano altro da quello che pensavo.


Accanto passano poi lievi disegni contratti e nervosi, fotografie dell’inconscio, parafrasi di immagini cognitive che completano le parole.
Un lavoro che somma indagine scientifica, struttura narrativa e urgenza descrittiva.
Non vorrei essere frainteso, ma il suo mi ricorda il disegno di un autistico in via di guarigione.
Si sostituisce al verbo, o lo completa.

Disegno di Margherita Morgantin
Disegno di Margherita Morgantin

Leggendo il suo libro ho pensato al disegno come ad una linea nera su un foglio bianco, semplice.
Un infinito che resta in bilico sul nulla.

Un gesto naturale – direbbe Mattotti, anzi dice (e rubo alla chiacchierata che abbiamo avuto – e che in questo post ho un po’ raccontato – un minuto di riflessione sul disegno).

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