09/06/2010
Canemucco 2. Di rosso quantobbĂ sta e mezzanino
di Antonio Sofi, alle 13:21
Il Canemucco, dopo la sbornia emozionante dell’esordio, bobfossianamente continua con un secondo numero di fantasmagorico e fantasmatico show a forma di fumetto (e viceversa).
E’ buffo come ogni numero stia uscendo con una sua personalitĂ – addirittura un suo colore dominante.
Il bello (non c’è brutto, mica ci deve essere per forza anche un brutto) delle cose fatte a mano, dei pezzi unici: non vengono mai tutti uguali, si ribellano alle formule azzeccate e alle ricette troppo precise e puntigline – impazziscono come maionese passata al frullatore, quand’è orfana del ritmo speziato qb e della frusta affettuosa.
Il primo numero era una vasca translucida, con l’acqua di un blu ciano e profondo: un’animĂ lia circense di purpesse e aragoste, insetti scavanti e gabbiani distratti, cani pneumatici e armadilli di coscienza, bestie umane e morente cafarnao.
Questo secondo, fin dalla storia di Marco, è piĂą rosso e sanguigno: è passione e carnazza, tradimento bullo e svanimenti fetali (o con la “c”), vecchi arzilli e invasòr- con il contrappunto a mezzanino del blu lentissimo e carrellato di QuasiMai (che con Recchioni, Escorial e Armentaro sono i “nuovi” della banda).
Nelle migliori edicole e fumetterie (ma se sei culo di piombo come noi puoi acquistarlo dal sito a prezzo ridotto e ti arriva a casa senza spese di spedizione, oppure abbonarti comodamente per tutti i sei numeri della prima stagione).




