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Post scritti nel aprile, 2010

29/04/2010

Canemucco, il turbinìo pop e arcitaliano di uno show a fumetti

di Antonio Sofi, alle 23:47

E’ stato avvistato nelle (migliori, come si dice) edicole, e quindi la furba strategia di marketing 2.0 consistente nello scriverne il meno possibile sui propri blog (condivisa anche da Marco Makkox Dambrosio, ‘o diretur, di cui mi onoro di essere amico e complice da anni ormai e cui vanno tutti gli applausi e pure qualcosa in più), va a farsi benedire.

La copertina del primo numero del Canemucco
La copertina del primo numero del Canemucco

Ma l’uscita nelle edicole del Canemucco (per chi s’è portato per tempo ‘sta criatura nel grembo dei progetti che-sarebbe-bello-ma-chissà-se-vanno-in-porto e poi l’ha coccolata, con pazienza e abbondanti risvegli notturni, nella culla di quelli che ora-ci-sono-poche-scuse-e-si-devono-fa) deve essere simile, come mi scriveva Valeria Wallyci proprio oggi (una forza della natura, una delle “mamme” insieme a Santa, e ovviamente Laura Scarpa e i tipi della Coniglio Editore) al primo giorno di scuola del pupo: un cumulo poco ponderato di emozioni contrastanti che alla fine ti vien da dire in giro a tutti. C’è orgoglio, soddisfazione, un po’ di timore, contentezza nel vedere che, toh!, con quel grembiulino copertina carta opaca e vellutata sta proprio bene – in mezzo alla cartaccia degli albetti che c’è. Occhi un po’ lucidi. Poi passa, ma oggi è così.

Il canemucco avvistato e fotograto in edicola, accocchiato tra gli altri albetti
Il canemucco avvistato e fotograto in edicola, accocchiato tra gli altri albetti

C’è molto da dire su un fumetto che vuole essere anche un piccolo show (e sicuramente diremo al Comicon di Napoli il primo maggio, presso lo stand della Coniglio editore). Ma prima che parli l’albetto, voglio dire la qualità che Marco ha voluto per la carta e per i colori e per la bustina e l’impacchettamento e per tutti dettagli analogici (e gli devo dare tutta la ragione del mondo); le sue storie lunghe, che sono un turbinìo arcitaliano di maschi e di femmine, di buoni e di malamente, fiction pop che fanno scintille di rimandi a ogni pagina, s’accocolano nel sud e che devo trattenere la tastiera per non esagerare a ogni battuta; gli amici che hanno scritto e disegnato meraviglie e meraviglie scriveranno e disegneranno nei prossimi numeri; il sito che insieme a Facebook – e come anche l’altro luogo gemello e fratello e sperimentale che abbiamo aperto poco più di un anno fa: Coreingrapho – è informazione, comunità ma anche palestra di feedback e generatore di specchi (come ben dice Makkox in una intervista disegnata al Post); e soprattutto le centinaia di persone che nelle ultime settimane hanno sottoscritto quasi a scatola chiusa l’abbonamento ai primi sei numeri, dando forza e credibilità al progetto.

Magari a paccheri, ma credo che ‘sto guaglione crescerà bene e farà un po’ parlare di sè.

19/04/2010

Festival internazionale del giornalismo. A Perugia.

di Antonio Sofi, alle 12:33

Lo scorso anno andai a Perugia un po’ diffidente. Non verso il festival in generale, che non conoscevo se non di racconto altrui – ma verso questi eventi in generale, avendone negli anni frequentati diversi dai format disparati e eterogenee ambizioni. Ebbene, niente è comparabile con quello che accade a Perugia nei 5 giorni del Festival Internazionale di Giornalismo: una città che si lascia invadere e che apre i suoi spazi e i suoi luoghi, un programma pieno zeppo che si sdoppia e si triplica con plurimi eventi ogni ora, decine e decine di giovani volontari che animano una redazione pienamente crossmediale, una propensione a ragionare della professione giornalistica che va oltre gli angusti confini della riflessione accademica e si apre alle nuove tecnologie, alle sperimentazioni, alle nuove pratiche.

Avevo promesso ad Arianna Ciccone, che è il motore instancabile e sorridente del Festival, che sarei tornato l’anno dopo per fare qualsiasi cosa: e insieme a Diego faremo a colazione, il giovedì e il venerdi mattina alle 10.30, una specie di rassegna stampa politica e dajista, con la logica partecipata e dell’ammuina e con qualche video di Diego.

Se potete, fateci un salto (al festival, al festival).