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17/01/2010

L’ah-ha dell’ebook, degli errori e dell’anima di ANIMAls.

di Antonio Sofi, alle 16:58

E’ in edicola l’ottavo numero di ANIMAls. C’è in apertura, dopo la posta, un Vivès a colori, con una serie di vignette finalmente commestibili e il coautorato di Alexis De Raphelis. Poi uno Scòzzari alle prese con i tarocchi, tra cui un papa con gli occhi rossi, una suorina con svastica oculare, una giustizia freak, l’eremita che veglia sulla città e la morte che è senz’orbita e asettica: senza visione. Segnalo pure un bel viaggio in Italia di Alessandro Tota, le foto sfumate di guerra di Robert Marnika, un Bacilieri che quando va di microvignette spacca, 4 pagine di Mannelli, poi Bruno e A Geng. Di seguito il mio pezzo per la rubrica “Avatar Mundi”, scritto agli inizi di dicembre dopo aver giocato per qualche giorno con il Kindle appena arrivato, e visto che l’argomento non è passato di moda, anzi.

AH-HA!

di Antonio Sofi

«I libri non spariranno mai perché non si può rinunciare all’odore della carta». Se stai facendo sìssì con la testa non leggere il prossimo virgolettato, che come il primo è opera di Duccio Battistrada e che di fatto laserizza la parte più facilona del recente dibattito “carta sì carta no” (non si parla di tressette ma di ebook): «Del resto anche i profumi ci sono da sempre perché alla gente piace leggerli». Già. Bella trama questo Chanel n° 5. Ora capisco cosa ci trovava Arthur Miller in quella.

In tempi in cui il cambiamento è una gigantesca onda che ci passa tecnologica sopra la testa farci coraggio sniffando la colla psicotropa della rilegatura non aiuterà molto. Né ci renderà meno ridicoli, tutti bagnati. Rubo al mio amico Michele una battuta, qualcuno all’epoca delle prime buffe carrozze motorizzate l’avrà di certo pronunciata: «Andare in automobile? Ma io amo l’odore della merda di cavallo!». Oggi, che effetto fa?

L’afrore della cellulosa. Ma ha davvero senso vagheggiare l’olfatto che fu – dei cinque sensi il più friabile, emotivo, imbroglione: la gonnella dei nostri ricordi? Jeff Bezos, capo di Amazon e produttore di quel Kindle che sta stracciando i mercati di tutto il mondo, è intervenuto sull’argomento: «Abbiamo fatto delle ricerche. L’odore dei libri è un misto di colla, muffa e inchiostro. Non credo che nessuno di noi possa dire di amare la muffa o la colla. Più semplicemente associamo questi odori, che di per sé non ci dicono niente, ad anni di lettura». Tra 50 anni inventeranno l’Air Book, con le lettere fatte di particelle di idrogeno, da nebulizzare – e i nostri figli si lamenteranno su quanto era buono l’odore della plastica e dello schermo retroilluminato.

E non è solo questione di olfatto. Il fronte di resistenza prevede anche l’argomento «Mi piace sentire la consistenza della carta tra le dita». Un po’ meno numerosi, i tattofili: forse memori di pagine taglienti che incidono carne e polpastrelli – invece che cuore e ricordo. E c’è anche chi evoca la capacità che hanno i libri cartacei di riempire lo spazio fisico degli scaffali. Un punto a loro favore: vedo già le fila di povere librerie HENSVIK abbandonate sull’autostrada.

Svicolo dai dettagli tecnologici. Svicolo dalla considerazione che il libro è più il suo contenuto che il suo contenitore. Aggiungo la questione degli errori. Ne scrive Anthony Gottlieb su Intelligent Life Magazine. Gottlieb dice che gli errori sono ineliminabili, in ogni tipo di comunicazione. Tutto è zuppo di errori. Ops, zeppo. Ma quelli cartacei sono più perniciosi. Siamo ancora figli dell’idea che se una cosa è nero su bianco è vera. Verificata. (Ecco anche perché gli errata corrige non se li fila nessuno: perché destabilizzano – come da bimbi sentire i propri genitori ammettere di aver sbagliato). Aggiungi pure questo alle colpe di Gutemberg.

Il problema degli errori riguarda quotidiani e riviste (ricerche hanno dimostrato che almeno la metà delle pagine hanno un errore di qualche tipo: dai refusi agli sfondoni concettuali). E riguarda i libri. Ora. Se gli ebook sfondano, una ipotesi al vaglio è che le varie versioni rivedute e corrette di un testo verranno via via automaticamente sostituite. Tecnicamente non è un problema. Ma senza gli errori degli altri – senza poter fare ah-ha puntando il dito come fa l’amichetto di Bart Simpson quando qualcuno inciampa – quand’è che diventeremo adulti? Ah-ha!


  • All’anima di ANIMAls /2
  • All’anima di ANIMAls /3
  • All’anima di ANIMAls
  • All’anima di ANIMAls /5. Come galleggiare.

  • 10 Commenti al post “L’ah-ha dell’ebook, degli errori e dell’anima di ANIMAls.”

    1. ruphus
      gennaio 18th, 2010 00:42
      1

      ciao, grazie per la citazione. il pensiero su libri e profumi comunque non è mio: come specificato, l’ho trovato tra i commenti ad un post su “E io che mi pensavo”. un sacco di blogz l’hanno però ripreso attribuendolo a me. altrove ho trovato come autore Duccio Battistrada. mah…

    2. batduccio
      gennaio 18th, 2010 12:06
      2

      (grazie ruphus, avevo già segnalato – e sì, quello della frase sono io, avevo firmato su e io che mi pensavo come batduccio)

    3. I barbari « ildan
      gennaio 18th, 2010 15:11
      3

      […] da Webgol via feed GR del […]

    4. laura
      gennaio 19th, 2010 09:19
      4

      grazie del parlare di animals, ma soprattutto grazie del bellissimo pezzo che abbiamo pubblicato e che qui vive con i suoi link… ma un errore l’hai fatto anche tu ora: la “suorina” con gli occhi a svastica è la madonna, su, l’iconografia è palese… :D che razza di ateo sei!

    5. Antonio Sofi
      gennaio 19th, 2010 09:45
      5

      qua c’è credo la spiegazione più chiara http://friendfeed.com/webgol/22ff5672/lah-ha-dellebook-degli-errori-e-dellanima-di
      Ruphus la prossima volta metti tra parentesi comuqnue l’autore :)

      Laura cara, sottovaluti la mia fanhip scozzariana: ovviamente era un riferimento alla suor dentona, che la madonna mi ricordava nei tratti (mi son salvato in corner?) :)

    6. Alberto
      gennaio 19th, 2010 17:31
      6

      se l’odore è davvero parte fondamentale della fruizione, si può risolvere così:
      http://buonipresagi.wordpress.com/2010/01/12/smells-like-a-teen-kindle/

    7. Alessandro
      gennaio 20th, 2010 01:30
      7

      Io penso che gli ebook reader saranno sempre più diffusi e la cosa mi piace. Penso anche, come te, che l’odore della carta non ci mancherà. Però penso anche che i libri di carta non faranno per niente la fine dei cd o dei dvd. Ti dico 3 motivi, dimmi se ti sembrano cazzate (magari lo sono, eh):

      1. Il libro, a differenza del cd, non ha bisogno di una lettore digitale per essere letto. Il lettore, se abbiamo frequentato almeno la prima elementare, possiamo farlo noi.

      2. Non si leggono libri con la stessa velocità con cui si ascoltano canzoni. Visto che un lettore medio legge meno di 10 libri all’anno, ha davvero bisogno di una macchina che ne può contenere migliaia?

      3. Puoi portarti un libro di carta in spiaggia, appoggiarlo sulla sabbia ed andare a fare il bagno senza paura che si rovini o che te lo rubino.

    8. ruphus
      gennaio 20th, 2010 15:09
      8

      @ Antonio Sofi, Duccio, zio Bonino:

      Mamma mia! È ben vero che io praticamente non rebloggo (si dice così?), che quasi tutte le cazzate sono mie autentiche, ma pensavo che il link fosse chiaro. E le prime volte che ho visto la frase con un link verso di me non mi sono preoccupato di segnalare perché cmq pensavo che la catena dei link a ritroso alla fine portava alla sorgente. Questa volta ho segnalato l’equivoco ad Antonio appena l’ho visto, in quanto lui mi attribuiva esplicitamente la paternità dell’aforisma, e la cosa non mi sembrava carina. Per cui, visto che tutto è bene ciò che finisce bene, vi auguro a tutti tante belle cose, chiedo scusa per le involontarie confusioni e me ne vado a Panama a riflettere sulla vita e i suoi casi.
      Ciao a tutti.

    9. Francesco
      febbraio 16th, 2010 17:31
      9

      Elettronica o cartacea…fondamentale la filologia dei testi: il personaggio dei Simpson si chiama Nelson (Ah-ah)

    10. Colla, muffa e inchiostro | Ludik – di Luca Di Ciaccio
      luglio 31st, 2011 18:28
      10

      […] a proposito, come sarà leggere Proust sull’ebook?) ho letto un bel pezzo di Antonio Sofi sull’ultimo numero di Animals. E riporta un intervento di Jeff Bezos, capo di Amazon e […]

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