23/12/2009
Ebook fotografico dall’India. Lo sguardo ondavè, a mezz’aria.
di Antonio Sofi, alle 16:43
E’ il Natale dei libri elettronici – e questa cosa non mi può che far felice.
(Ovviamente più per la parola “libri” che per quella “elettronici” – considerazione che è un po’ la figlioccia un po’ bastarda e retroversa di quel consiglio ormai proverbiale sul giornalismo e i newspaper che verranno: che vorrebbe una maggiore attenzione alla parola “news” più che a quella “paper”).
E sono appunto contento che siamo dentro l’onda di piccoli grandi editori come Simplicissimus (prima di altri sul pezzo) e Apogeo che stanno investendo su e di amici che hanno avuto la stessa idea e stanno pubblicando in queste ore ebook-strenne, ciccia per letture vacanziere: dal PslA di cui abbiamo scritto all’astronomico Keplero, dalle frasi storiche di Buoso al neodistruzionista Eio.
Ondavè, ebook fotografico su India e dintorni
Qui accanto c’è l’ebook che abbiamo pensato con Enrico Bianda, storico socio – come strenna natalizia per i lettori di Webgol e come primo di una serie dedicata ad altri simili racconti che hanno trovato spazio in questi anni (sono quasi sette) di vita del blog che state leggendo.
Qui accanto, scaricabile in pdf (in mancanza di meglio, decentemente visualizzato sia su ebook reader che su smartphone) c’è Ondavè – racconto fotografico su India e dintorni.
SCARICA: PDF, 4,2 mega circa.
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Prefazione
Di seguito la mia perdibile prefazione (giusto perché mi diverte il genere)
Questo non è un libro sull’India.
La divinazione ieromantica di un paese che è la pancia del mondo, che esibisce pornografico viscere retroverse (morbide dentro, ruvide fuori), è una scelta rischiosa – più o meno quanto quella di calzare gli infradito tra le strade di Calcutta.
Questo non è nemmeno un libro su chi vive in India.
Nelle pagine che seguono le persone scorrono veloci come comparse dietro il finestrino sgangherato degli Apecar, dentro città mantici dal respiro affannoso.
Questo è un libro che non sta nell’alto di cieli macro-economici (da cui tutto è inevitabile formicaio) né rasoterra, dall’inutilissimo basso del coinvolgimento indulgente e amuchino.
Se devo dire, tra le tante cose, cosa davvero mi è piaciuto delle pagine che seguono, scritte da Enrico Bianda e fotografate da Manuela Ladu, è proprio questo sguardo a mezz’aria, uno sguardo ondavè: on the way – in cammino. In equilibrio fromboliere tra il ricordo lattiginoso e non sequenziale dei risvegli post-sbronza e la potenza impietosa e senza scampo delle immagini.


[Viande è un racconto per immagini via (le) Ande, e quasi viandante di Massimo Di Terlizzi, amico e fotografo che un anno fa è partito per il Sud America, un viaggio on the road e con mezzi di fortuna durato 40 giorni. Questa è la quinta puntata - c'è anche 
[Dopo le



