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23/11/2009

est Berlin /2. Nessuno è davvero un altro popolo.

di Urri, alle 23:38

[Dopo i racconti ostalgici di Enrico Bianda da Lipsia, le riflessioni di Urri, berlinese dell’Est che aveva dieci anni il giorno della caduta del muro. Dopo il racconto di quel giorno, tra tg stupiti e penne improvvisamente rosse, le differenze tra Est e Ovest – a partire dal giorno dopo. In 20 anni abbiamo un po’ dimenticato le storie dalle esse minuscole – eppure dannatamente importanti – di chi lì c’era. E lì vuol dire: a portata di mano, viaggio e pensiero. E lì vuol dire: noialtri. as]

Insomma, come sono quelli dell’Est? Sono diversi da quelli dell’Ovest?
E quindi si capisce da dove uno viene? Beh, spesso sì. Un indizio facile è il dialetto, ovviamente. Si sente se uno viene dalla Sassonia o dalla Baviera. E dicono anche che quelli di Berlino Est parlano con un accento diverso da quelli di Berlino Ovest. Eppure non è questo il punto. Molti tedeschi sia dell’Est che dell’Ovest – e spesso anche quelli nati dopo il 1989 – sono convinti che ci siano differenze che vanno molto oltre.

Ein Volk, poster affisso per il ventennale. Foto di Urri
Ein Volk, poster affisso per il ventennale. Foto di Urri

Per il ventennale della caduta del muro qualcuno ha creato questo poster che cita la famosa frase delle manifestazioni dell’autunno del 1989: Wir sind ein Volk. Ma è stata aggiunta una seconda frase con la quale il senso diventa il contrario: Noi siamo un popolo. Und ihr seid ein anderes. E voi siete un altro.

Nei primi anni dopo la caduta del muro, quando mi chiedevano da dove venivo, non era mai sufficiente rispondere “da Berlino” perché seguiva automaticamente la domanda “Est o Ovest?”. Una domanda a cui ho sempre risposto senza farmi problemi, senza alcun motivo né di esserne fiera né di vergognarmene. Naturalmente con gli anni la domanda si sentiva sempre meno. E non è che se uno mi diceva “Ciao, sono di Amburgo, e tu?” mi mettevo a puntualizzare “Ciao, sono di Berlino, però di quella parte lì, che 15 anni fa si chiamava Berlino Est, e ora sta ancora all’est ma forse si direbbe nordest, se parliamo dei punti cardinali”.

Fishes in Berlin, foto di Urri
Fishes in Berlin, foto di Urri

E però. Mi è successo tante volte – sia con amici tedeschi della Germania Ovest che con stranieri, spesso italiani – di menzionare casualmente di essere nata a Berlino Est, e di sentirmi rispondere “Ma dai, davvero? Non l’avrei mai detto, pensavo fossi dell’Ovest”. E io ci rimanevo sempre un po’ così, senza sapere bene cosa rispondere. Da una parte ero contenta perchĂ© era una specie di complimento, che voleva esprimere la sensazione che non ero diversa e che sembravo una di loro. Ma dall’altra parte quella reazione mi ha sempre un po’ offesa, proprio per il retropensiero che quelli dell’Est – insomma noialtri – saremmo diversi.

Superfluo dire che se poi chiedevo “Ma dai, davvero? E come mai?” nessuno riusciva mai a darmi una spiegazione soddisfacente. E che nessuno dei miei amici dell’Est mi ha mai detto “Ma tu sembri una dell’Ovest”. Ero e sono anche una di loro. E forse qualcuno, molto più straniero di me, mi potrebbe prendere per italiana. Forse è che nessuno è davvero un altro popolo.


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