home

Leggi gli aggiornamenti in home page

09/11/2009

Venti anni fa, Berlino Est. “Unglaubliche Ereignisse!”

di Urri, alle 12:18

[Dopo i racconti ostalgici di Enrico Bianda da Lipsia, un ricordo di Urri, berlinese che scrive uno splendido italiano e che aveva dieci anni il giorno della caduta del muro. Giorno che Fukuyama ha raccontato pomposamente come “fine della Storia”. Definizione che porta con sé un doppio fallimento: nel cono d’ombra della Storia con la “s” maiuscola che è andata avanti impassibile abbiamo un po’ dimenticato (voluto dimenticare) le storie – minuscole eppure dannatamente importanti – di chi lì c’era. E lì vuol dire: a portata di mano, viaggio e pensiero. E lì vuol dire, insomma: noi. Buona lettura. as]

Me lo ricordo bene. È il 10 novembre. In tv passano le immagini della notte precedente. Mia madre scoppia a piangere. Un pianto di gioia e commozione. La folla davanti ai checkpoint vibra di un’energia insopprimibile. Il momento in cui le guardie della frontiera aprono i cancelli. Le grida incredule, gli abbracci spontanei, i pianti sfrenati di felicità. Brividi di emozione, anche oggi. Anche vent’anni dopo.

Chissà cosa avremmo fatto se la sera del 9 novembre avessimo visto la conferenza stampa con Günter Schabowski. Abitavamo proprio vicino al checkpoint Bornholmer Straße, il primo che fu aperto. E invece non sapevamo niente dell’annuncio sulle nuove norme per i viaggi all’estero, le quali – così diceva il segretario del SED – sarebbero diventati efficaci “immediatamente”. Sofort, unverzüglich. Per farla breve: quella notte fra il 9 e il 10 novembre, quando è caduto il muro di Berlino, io dormivo.

Nel novembre 1989 ero una bambina di dieci anni, nata e cresciuta a Berlino Est. Quest’anno posso dire di aver vissuto il primo terzo dei miei anni dietro quel muro e due terzi nella Germania riunita. Finora non ho mai scritto dei miei ricordi di quei tempi passati – né in tedesco, figurarsi in italiano.

9 novembre 1989, Berlin (Ost). Bornholmer Straße. (© Andreas Schoelzel)
9 novembre 1989, Berlin (Ost). Bornholmer Straße. (© Andreas Schoelzel)

Ma ho cominciato a pensarci dopo aver letto su Webgol gli articoli sull’Ostalgie canaglia di Enrico Bianda, soprattutto la riflessione dopo l’intervista alla scrittrice tedesca Jana Hensel, nata nel 1976 a Lipsia: «Con lei ho capito davvero che cosa deve essere stato il trauma del passaggio, per una generazione che all’improvviso si è ritrovata in un mondo che non conosceva». Visto che si parla della generazione a cui appartengo dovrei forse riconoscermi in questa interpretazione. Però per me quel passaggio non è stato un trauma ma un’esperienza fantastica. L’ostalgie, la nostalgia dell’Est, non l’ho mai provata. Magari provo nostalgia per i tempi della gioventù in generale, come tutti o quasi tutti, indipendentemente da Est o Ovest.

Quella notte sono accaduti “avvenimenti incredibili” – così scriveva mia madre nella sua agenda dell’89. Una piccola agenda che fino al 9 novembre di venti anni fa era scritta con penna blu. Poi, all’improvviso, una penna rossa. E grandi lettere sottolineate. E punti esclamativi. “Unglaubliche Ereignisse!“.


  • est Berlin /2. Nessuno è davvero un altro popolo.
  • est Berlin /3. Fotoricordo
  • Ostalgie, ostalgie canaglia
  • Ostalgie canaglia. Kinderzone: nessuna colpa, nessuna gloria.

  • 4 Commenti al post “Venti anni fa, Berlino Est. “Unglaubliche Ereignisse!””

    1. Squonk » La penna rossa
      novembre 9th, 2009 14:24
      1

      […] sulla libertà ma non ne sono tanto sicuro. Ero lì, ma in qualche modo dormivo, un po’ come Ulrike nel suo letto di Berlino Est. A pensarci, ancora oggi sono più affascinato dai racconti in stile “La vita degli […]

    2. OSTalgie
      novembre 9th, 2009 20:15
      2

      […] questo  bel neologismo Antonio Sofi ha etichettato i racconti pubblicati su Webgol e scritti da chi visse in prima persona la caduta del Muro: invito chi passa da […]

    3. est Berlin /2. Nessuno è davvero un altro popolo.
      novembre 23rd, 2009 23:38
      3

      […] i ricordi di Urri, berlinese dell'Est che aveva dieci anni il giorno della caduta del muro. Dopo il racconto di quel giorno, tra tg stupiti e penne improvvisamente rosse, le differenze tra Est e Ovest – a partire dal giorno […]

    4. Riprendere Berlino | Ludik – di Luca Di Ciaccio
      luglio 30th, 2011 22:12
      4

      […] che per quarant’anni non ha mai capito niente, o ci ha mentito su tutto”. Il diario di una madre, nella citta d’Est, che all’improvviso comincia a essere scritto con la penna rossa, […]

    Lascia un commento