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16/09/2009

All’anima di ANIMAls /4

di Antonio Sofi, alle 16:45

E’ da qualche settimana in edicola il quarto numero di ANIMAls, e ormai ho preso il ritmo e il piacere di darne segnalazione qui.

La cover del quarto numero di ANIMAls
La cover del quarto numero di ANIMAls

Devo dire che Laura Scarpa e gli altri stanno facendo un ottimo lavoro: c’è una nuova grafica per lo spazio della Posta, con camei di Scòzzari e aumentata di una pagina (giusto: è fondamentale per riviste di questo tipo – penso all’amatissimo spazio di Totem Comic, curato da Massimiliano Bruno e per un periodo Monica Cardona, che era una specie di blog ante-litteram e valeva da solo il prezzo della rivista), continuano le 5 pagine 5 di Gipi e l’amor fou per Bastien Vives (piano piano mi convinco, eh – ma bella l’impaginazione delle pagine di moleskine disegnate), poi ci sono i fumetti di Emile Bravo, Gregory Panaccione, Lewis Trondheim, Davide Toffolo e Paolo Bacilieri, i soliti gioielli iperrealisti di Mannelli, otto pagine di Marco Makkox Dambrosio (c’è bisogno che aggiunga aggettivi? lui ci ha fatto un fumetto), un racconto inedito di mr. Paolo Nori con disegni di Marco Petrella, qualche strip d’autore (deliziose quelle di Lorena Canottiere, sul baby-talk, potremmo dire).

Poi, l’intervista più azzeccata dei primi 4 numeri (per me, ovviamente). A quello che considero (per fortuna non unico) il più grande fotografo italiano di tutti i tempi: Gianni Berengo Gardin. Una sua mostra antologica, ormai un po’ di tempo fa, mi ha fatto per la prima volta capire la magia narrativa che può nascondersi tra le pieghe di luce di una foto – prima la fotografia mi aveva sempre annoiato, limite mio. Una fotografia, quella di Gardin, che è spesso nel non-fotografato. Perché i grandi fotografi questo hanno di speciale – se ne fottono del recinto dell’inquadratura, che è conventio ad excludendum solo per chi non sa: nelle mani di uno come Berengo Gardin diventa in un attimo maggioranza assoluta, convergenza parallela, un intero pentapartito di opportunità. (Per dire, di quando ne scrissi nel 2004, di uno splendido libro su Cinisello Balsamo – dico Cinisello Balsamo: che tutti sono bravi a scattar belle foto a New York).

C’è un libro-intervista, di Silvana Turzio, che prenderò. Nello specifico dell’intervista, ho apprezzato molto il passaggio sul paratesto, e sull’ombra umana anche nelle foto delle cose, delle case – a partire da un libro meraviglioso, del ’77 “Dentro le case”, e questo di seguito:

Il bello della fotografia è che ogni situazione è diversa dalle altre, e quindi è un piacere, un divertimento, una ricerca di un qualcosa che sia specifico della persona e di quella situazione. Delle volte si passa in un luogo dove si sente che potrebbe venire una bella fotografia, però non è il momento. Poi si aspetta, basta che ci sia un’ombra, un colombo, una cosa che fa sì che la fotografia scatti improvvisamente.

[Ps.: per chi ha voglia e domani è a Roma, segnalo un evento Animals alla galleria Tricromia in via di Panico 35. Dalle ore 20, dovrebbero esserci alcuni tra autori e facitori di Animals, più chiacchiere e aperitivo. Se riesco faccio un salto anche io]


  • All’anima di ANIMAls /2
  • All’anima di ANIMAls /3
  • All’anima di ANIMAls
  • All’anima di ANIMAls /5. Come galleggiare.

  • 2 Commenti al post “All’anima di ANIMAls /4”

    1. Scrittura con luce, che prevede. Cinque film sui fotografi italiani.
      settembre 19th, 2009 11:33
      1

      […] va bene. Visto e considerato che Antonio mi solletica con le parole dedicate a Berengo Gardin, colgo l’occasione per segnalare una fantastica iniziativa di un pugno di coraggiosi autori. Cinque […]

    2. Mitì
      settembre 19th, 2009 13:29
      2

      Ciò che fa Laura è sempre ben fatto, è davvero speciale.
      E grazie per la segnalazione di quel libro, che ordinerò subito su ibs. Io adoro Berengo Gardin, mi tappezzerei casa delle sue foto. :-*

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