18/08/2009
L’Italia sottosopra. L’emergenza della normalità (e viceversa).
di Sir Squonk, alle 11:01
[Per la rumizzeide, categoria che da 5 anni accompagna con piccole chiose a margine i viaggi estivi di Paolo Rumiz, il secondo appunto di Sir Squonk sul racconto di quest'anno dell'inviato di Repubblica, in cerca dell'Italia profonda o sprofondata, che ribolle e si muove: L'italia sottosopra. Buona lettura. as]
La memoria è il fondamento della prevenzione, dice Rumiz. E immagino che abbia ragione, non previeni ciò che non conosci.
Ma con questa piccola e breve frase Rumiz, non so quanto volontariamente, dice la pochezza del suo viaggio: quel che in prima battuta sembra grande, affascinante ed epico si rivela per quel che è davvero – il vano muoversi da un vallo ad una rovina, da una frattura ad una fiumara pronunciando parole che nessuno ha voglia di sentire.
In fondo è tutto coerente, tutto torna: se uno si costruisce una baracca abusiva sull’Etna, e là va ad abitare, e si abitua ad una qualità della vita (le strade, le fognature, i rifiuti) mille miglia lontana da quella – per dire – dei giapponesi che saltano al ritmo della Richter una volta alla settimana senza che questo turbi i loro sonni, se uno vive ed accetta di vivere così, il Big One o un suo fratello minore non è che un’altra pagina di normalità .
Business as usual, da una tragedia ad un’emergenza, ché la vita è questa e non altra.



