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27/07/2009

Per favore non mordermi sul collo /4. Zora la vampira.

di Enrico Bianda, alle 09:58

[«Ovunque vedo denti aguzzi dietro labbra pallide. Nei romanzi, nelle serie Tv, al cinema, nella politica, tra le pagine dei quotidiani. Ne provo a mettere insieme i segni che trovo, e la fascinazione antica»: Enrico Bianda danza intorno a vampiri e dintorni, un vecchio tema che continua a rimanere incistato dentro la modernità. Leggi il prologo sul Nachzeherer che non tramonta, la 2a puntata sulle coppie di vampiri che infestano le trattorie fritto mare, la terza sui sogni divoranti delle escort. as]

Estate 1996, una spiaggia. E’ pomeriggio. Tale Marco racconta di un’educazione cultural sentimentale. Anni ’80, Milano, tutto sembra ruotare attorno ad un personaggio della galassia fumettistica porno italiana. Il personaggio si chiama Zora la vampira.

Zora la Vampira
Zora la Vampira

Io e Bob, allora giovane studente di giurisprudenza a Milano, ascoltiamo rapiti. All’epoca il porno rapiva, e l’idea di trovare Zora in un angolino di un’edicola, nella sua busta slabbrata di plastica polverosa, diventa una missione.

Il problema è che siamo in Sardegna. Non che all’epoca fosse un’isola depornizzata, ma il paese è piccolo, la gente mormora e scartiamo subito l’ipotesi delle edicole della nostra zona. Poche, dal mattino sempre le stesse facce, mezze birre nel caldo, qualche calippo di sfuggita, impossibile mettersi a trafficare tra le riviste nascoste. C’erano, si capisce, ma non per noi.

Copertina di Vampirella, da Wikipedia

Rimane l’unica città della zona, Nuoro. Che è anche la città di Bob. Quindi tocca a me. La ricerca si fa difficile. I vecchi fumetti porno ormai non vendono più, o vendono poco. Il che si traduce in orribili pacchi sorpresa a 1500 lire, sempre nella loro busta di plastica rossa-rosa o blu, polverosa, che contiene fumetti a caso: Cronaca Vera, Horror, Il camionista, e altre chicche. Trovare Zora la vampira ormai è un miraggio. Resta solo un’ultima edicola, zona giardinetti, pericolosissima. Il tutto avviene in apnea. Deglutisco, simulo svizzera freddezza alpina, mi lancio in apnea con un velocissimo

– avetepercasoilfumettozoralavampira?

e mentre mi preparo ad una risposta armata dell’edicolante, mi sembra di cogliere il brillìo della roncola affilata tra i peli del mantello del mamuthone, il ghigno degli occhi di sangue dietro la maschera di legno nero, la frusta dell’issohadore pronta a sfregiarmi e l’esilio perpetuo sul supramonte.

– No, quello no. Ma abbiamo Vampirella, che è sempre un fumetto, o anche qualcosa con questo nome tra i Dvd qui dietro, aspetti che cerco…

Che delusione. La voce dell’edicolante mi strappa alle mie fantasie di esilio nuragico, che in fondo preferivo a tutta questa secolarizzata esperienza.


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