home

Leggi gli aggiornamenti in home page

15/07/2009

Per favore non mordermi sul collo /3. La manutenzione di un dolore artificiale.

di Enrico Bianda, alle 19:35

[Enrico Bianda danza intorno a vampiri e dintorni, variazioni su un vecchio tema che continua a rimanere incistato nei racconti della modernitĂ . Leggi il prologo sul Nachzeherer che non tramonta e il mostro intorno a noi, e la seconda puntata sulle coppie di vampiri che infestano le trattorie fritto mare. as]

Il vampiro protegge e uccide la sua vittima, il suo amante, in un abbraccio fatale. Rimango abbagliato, ipnotizzato di fronte al dipinto di Edvard Munch esposto ad Oslo nell’omonimo museo, in una sala scrigno, dove i dipinti sono nascosti dietro una teca spessa qualche centimetro, dietro una luce diafana. C’è la morte, l’amore malato, la melanconia, l’abbandono. C’è un urlo, e c’è, appunto, una vampira che abbraccia il corpo – vivo? morto? – di quello che appare un amante abbandonato al violento veleno che la passione gli infligge.

Il Vampiro di Munch
Vampire di Munch

In questo ultimo mese è apparsa quella che a me pare essere una icona – poco sacra, ma sacralmente derelitta. E’ il volto un po’ sgranato, appena dietro le spalle del nostro premier, di Patrizia D’Addario, escort barese, che si affaccia dalle pagine dei quotidiani ormai da alcune settimane con quello sguardo speranzoso deluso, afflitto e contenuto, disperato e languido. La sua vicenda mi ricorda da vicino quella solo immaginata guardando il dipinto di Munch. Un abbandono carico di fiducia mal riposta. O un desiderio di morte che supera i confini dell’eros.

Patrizia D'Addario e Clara Calamai
Patrizia D'Addario e Clara Calamai

Patrizia D’Addario incarna la speranza morbosa di vita eterna, la morte al servizio del perpetuarsi di se. Uno scambio simbolico a somma zero, e in quello sguardo si increspa la consapevolezza dell’afflizione perpetua alla ricerca di un’affermazione. Occhi carichi di trucco, un nero pieno che circonda lo sguardo languido, un accenno di determinazione, prossima alla follia di Clara Calamai dentro lo specchio di Profondo rosso, di cui quest’anno ricorre il trentennale.

E’ un contributo alla manutenzione del dolore – parafrasando Antonio Pascale: un dolore artificiale, di compassata afflizione, che succhia inesorabilmente la vita.


  • Per favore non mordermi sul collo V. Il gonzo della politica.
  • Per favore non mordermi sul collo /4. Zora la vampira.
  • Per favore non mordermi sul collo /2. Come un riccio di mar.
  • Dolore che vieni dolore che vai

  • 3 Commenti al post “Per favore non mordermi sul collo /3. La manutenzione di un dolore artificiale.”

    1. Valeria Gentile
      luglio 16th, 2009 14:54
      1

      grandioso

    2. silvia
      luglio 19th, 2009 20:42
      2

      che amore è un amore che uccide ?

    3. Simele
      agosto 25th, 2009 12:29
      3

      ancora una volta geniale!

    Lascia un commento