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11/05/2009

Ondavè, diario scomodo dall’India (IX parte). Questo è un finale.

di Enrico Bianda, alle 18:07

Intanto si pensa a Mumbai. Ci si pensa davvero, un martelletto continuo che scava, lentamente, inconsciamente, predispone, allevia, anestetizza, e carica, spinge, incuriosisce. L’altalena di sentimenti, odio amore, attrazione repulsione, si è sciolta in un convincimento arreso: amuchina e Mumbai, si può fare, fuor di retorica – indosserò pantaloni leggeri-tecnici, niente cavigliera né braccialetti colorati, ma alla fine si partirà, presto spero. E’ certo che tutto ci sovrasterà, investiti dal dolore e dall’allegria, dallo sfruttamento e dalla furbizia, dalla meschinità e dall’indolenza inaccettabile. Ma ora, almeno, sappiamo appena quel che ci aspetta.

Ondavè finale, foto di Manuela Ladu
Ondavè finale, foto di Manuela Ladu

Quel che resta intanto di ondavé sono le scimmie, le vacche, la merda, i sapori, le mangiate, l’attrazione per il cibo di strada, il pane insaporito di spezie e burro, i sughi da impazzire, morbidi, cremosi, piccanti; la terra nei piedi, la polvere che ti prende la gola, le fogne che scorrono accanto a te, le stanze d’albergo con le lenzuola macchiate di tutto, sangue cenere escrementi insetti, il rumore tra le pareti leggere, una coppia di giapponesi assatanata di sesso la notte in un albergo vicino al Taj Mahal; un treno fermo un giorno a poche decine di chilometri da Delhi, arresosi per la nebbia; due vecchi a piedi con la bicicletta accanto nella luce chiara del mattino umido a Varanasi; la melma attorno alle gambe nel Gange, un branco di cani selvaggi nella boscaglia, un bambino che piange abbracciato a Camilla, volontaria italiana in un ashram; il caffè nero lungo caldo la mattina, un vento tiepido di pomeriggio, i menu israeliani nei caffè, la torta di mele con il gelato alla crema di nuovo a Varanasi, guardando il fiume, e ridendo di una musica estenuante.

Questo è un finale, avrebbe detto Sergio Caputo, tanti anni fa.


  • Ondavè, diario scomodo dall’India (VI parte). Le quattro Indie
  • Ondavè (quinta parte). Diario scomodo dall’India.
  • Ondavè (seconda parte). Diario scomodo dall’India
  • Ondavè (Quarta parte). Diario scomodo dall’India.

  • 7 Commenti al post “Ondavè, diario scomodo dall’India (IX parte). Questo è un finale.”

    1. jaio
      maggio 11th, 2009 21:45
      1

      Tutto sembra cosĂ­ normale che se mi succedesse saprei giĂ  che sopravviverei:-)

    2. kindlerya
      maggio 12th, 2009 00:36
      2

      Che meraviglia, peccato sia finito.
      Aspetto altre storie e altri colori, sapori, odori :)

    3. sarmizegetusa
      maggio 19th, 2009 09:34
      3

      ehilĂ 
      leggo nei report che eri pure te al litcamp… ma indove?

    4. enrico
      maggio 20th, 2009 08:59
      4

      litcamp? che è? è a me che scrivi sarmizegetusa?

    5. Antonio Sofi
      maggio 20th, 2009 09:39
      5

      Vanni: sì ero al litcamp, ma son dovuto andare via dopo pranzo – purtroppo non ce l’ho fatta a rimanere per l’intervento tuo
      Enrico: ma come cos’è il litcamp? ma che facciamo ste figure? :) qua il link http://barcamp.org/LitCamp2009

    6. enrico
      maggio 20th, 2009 11:51
      6

      lo so cos’è un camp, era il lit che mi sfuggiva.
      cospargo il capo

    7. enrico
      maggio 20th, 2009 11:56
      7

      dopo il capo cosparso ho visto il sito
      e la stupenda promo
      ora so, e non andrò mai a raduni di poeti

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