22/04/2009
Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd.
di Antonio Sofi, alle 11:02
Il gioco “politico” degli ultimi giorni in Rete è stato inventato da un blogger noto come Paul The Wine Guy e letteralmente adottato da migliaia di navigatori “creativi”. E’ un generatore automatico di cartelloni dell’Udc – quelli che vedono il presidente Casini in bianco e nero accanto a diversi slogan/acronimi composti con le lettere del suo partito: Un Disegno Comune, per esempio.
Usando il generatore, chiunque può di fatto inventare uno slogan – e vederlo composto in digitale, in modo indistinguibile dal cartellone vero. Le opere derivate stanno facendo il giro della parte abitata del web, delle mailing list, dei social network come Facebook, dei siti internet più tradizionali che vi dedicano gallerie fotografiche. Alcuni esempi: Un Divorziato Cattolico, Una Discreta Combriccola, Un Delfino Curioso.
La stragrande maggioranza degli acronimi tarocchi sono una presa in giro degli slogan originali – mai al positivo, insomma. Sono quel tipo di “alterazione” creativa e iperbolica nei confronti di una riconosciuta autorità politica che due famosi studiosi dei nuovi media, De Kerckhove e Susca, hanno chiamato “politics busting” – sulla falsariga del movimento di ad busting che propone la parodia dei prodotti pubblicitari.
Si va dall’attività più o meno permanente di satira verso soggetti politici (ad esempio i ritratti taroccati dei politici tanto in voga durante le campagne elettorali di tutto il mondo) ad alcune azioni creative eminentemente figurative, volte a colpire il potente di turno con un messaggio sarcastico. Una reazione dal basso, e connessa: la singola persona attraverso il web si scopre (piccola, grande) comunità fluida, spesso indistinta eppur effervescente e creativa. Che con pochi click ha la possibilità di produrre contenuti multimediali che – come nel caso dei cartelloni dell’Udc – hanno il formato giusto per diffondersi velocemente attraverso i nodi della Rete (in questo caso sono immagini digitali: leggere, riproducibili, allegabili, e così via).
Fenomeno trasversale: anche i manifesti del Pd
E non è nemmeno una questione di schieramento partitico – l’iperbole parodista colpisce trasversalmente le appartenenze politiche. Come dimostra il fenomeno dei tarocchi dell’ultima campagna del Pd per le elezioni europee – che raffigura un gruppo di elettori impegnati a spinger via dallo spazio (grafico e evidentemente politico) del cartellone parole e temi come DISOCCUPAZIONE, POVERTA’, INQUINAMENTO. Il cartellone diventa metafora dell’agenda politica, e le parole le issues da espellere collettivamente.
Ma ecco che spuntano manifesti con il nome di candidati non del tutto benvoluti: COFFERATI, o BINETTI, per esempio.
E poi il gioco cresce, come una palla di neve. Arrivando fino a giochi mimetici della comunicazione pubblicitaria tradizionale di prodotto (come i “Peli superflui“)…
… o all’invenzione della scritta che ritorna dentro lo spazio (grafico ma anche politico) del cartellone con la parola “Democristiani“. Un loop democratico.
Queste ultime due sono creazioni della Fondazione Daje di cui mi onoro ecc.
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Update del 23 aprile
- PTWG crea e mette a disposizione anche il generatore di manifesti del Pd – altro generatore di creatività diffusa
- E anche il Corriere ne scrive, con tanto di link e permalink – e a seguire molti altri
- Ulteriore approfondimento su Spindoc, con in più il riferimento al political busting fatto in casa dalla campagna di Emiliano
Insomma. Il Re è sempre più nudo sul Web. Chiunque può “decodificare” creativamente un prodotto politico facendone emergere i punti deboli. Niente si salva: dal programma alla proposta politica, dalla grafica al progetto comunicativo. La politica deve tenerne conto, e pensare sempre più a proposte a prova di sberleffo (se ci riesce).
Oppure (ma ancora più difficile da capire per la classe politica attuale) bisogna lavorare, con calma e puntando sul lungo periodo, sulla presenza – vera, attiva, credibile – in Rete, al fine di prendere il meglio da questi sberleffi. Che in fondo sono “carne da conversazione” e piccolo faro di attenzione – la merce più rara e preziosa che oggi vi sia, anche in politica.
[In versione ridotta - con qualche cambiamento, e senza l'aggiunta dell'ultima ora dei manifesti del Pd - questo pezzo è stato pubblicato su Dnews di oggi]







aprile 22nd, 2009 11:31
Se mi date il nome della font, il generatore lo faccio anche per quelli del PD, eh.
Sempre se vi torna utile.
aprile 22nd, 2009 11:51
Utile chissà (io sono convinto di sì, come da ultimo comma, ma senza poterlo provare), divertente sicuro :)
Mi dice Bobo: «il font è: “Swiss 721 Condensed BT (True Type)” Bold facilmente rintracciabile in rete»
aprile 22nd, 2009 12:19
come non ricordare il mitico “meno tasse per Titti”?
aprile 22nd, 2009 13:28
sì, sì, anche con quelli del PD.
utile?
dilettevole!
aprile 22nd, 2009 13:40
Attendere, prego.
aprile 22nd, 2009 13:43
voglio anche il generatore PD, ti prego…
aprile 22nd, 2009 14:08
E’ un passatempo divertente… ne ho fatto uno anche io nel mio blog sul Pd e sinceramente non credo sarà l’ultimo….
aprile 22nd, 2009 15:19
La font non è quella giusta. Antonio, te che sei pappa e ciccia con Franceschini, non è che gli chiedi che font ha usato?
aprile 22nd, 2009 16:09
secondo me il piu’ simile e’:
Newhouse DT Condensed Extra Bold (Swiss 721 Bold Condensed)
pero’ la Q e’ un po’ diversa…
(fonte WhatTheFont http://new.myfonts.com/WhatTheFont/)
aprile 22nd, 2009 16:22
prova questo
http://new.myfonts.com/fonts/tilde/swis721/bold-condensed/
aprile 22nd, 2009 16:40
Swiss non è, ha ragione PTWG. La Q non è per nulla quella. Io a occhio avrei detto un futura qualcosa bold, ma la Q tradisce di nuovo. WhatTheFont non aiuta. Proprio con la Q ha problemi (lo dice anche Giovanni).
aprile 22nd, 2009 16:41
(cmq Swiss e Helvetica sono praticamente la stessa cosa. Lo dice anche il nome)
aprile 22nd, 2009 20:59
Con abbondante colla vinilica e carta crespa colorata, posso dire di aver fffffatto.
aprile 23rd, 2009 08:13
[...] mentre brinda guardando verso la webcam, ed ecco decine ad imitarlo e centinaia a parlarne, oppure arrivano altri che, così tanto per ridere, “taroccano” un’immagine, ed ecco altre centinaia a [...]
aprile 24th, 2009 16:59
[...] in generale, da un mio post su webgol: «[Questi fenomeni] sono quel tipo di “alterazione†creativa e iperbolica nei confronti di una [...]
maggio 2nd, 2009 11:10
Ma nessuno si accorge che quelli “ufficiali” sono patetici? almeno i falsi sono divertenti….
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/04_aprile/30/europee%20%20seconda%20fase%20campagna%20pd%20%20piu%20forti%20noi%20%20piu%20forte%20tu%20,18980147.html
Spingere via berlusconi??? dio ma sono proprio messi male
maggio 2nd, 2009 15:26
[...] vederle comparire stampate accanto all’immagine del manifesto, ad altri siti come “webgol“, passando per “fondazionedaje“, “dariosalvelli“, [...]
settembre 20th, 2009 01:55
[...] il campo da gioco del dibattito politico sulle Rete. Dai molti esempi elettorali americani al politics busting all’italiana dei cartelloni tarocchi delle campagne pubblicitarie Udc e Pd, fino ad arrivare al case study del [...]
dicembre 10th, 2009 00:30
[...] Politics busting all’italiana. I cartelloni dell’Udc e del Pd [...]