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Post scritti nel marzo, 2009

03/03/2009

A che punto son le leggi di Internet

di Antonio Sofi, alle 15:36

E a proposito di leggi, ignoranza e calessi, ecco una pagina all-in-one – un filo rosso dove trovare tutto quello che non avresti mai osato chiedere sulle leggi che riguardano Internet (proposte, emendamenti, approfondimenti, link).

Una pagina per tener traccia delle leggi su Internet, su Apogeonline.com

Ottimo lavoro mai-più-senza dei tipi di Apogeo (ho sentito Sergio Maistrello e mi ha detto che è ancora in “beta” e via via verranno aggiunti altri link, risorse, approfondimenti; per chi vuole segnalare ed entrare in contatto con la redazione l’indirizzo email è apogeonline@apogeonline.com)

03/03/2009

Io pensavo fosse ignoranza invece era un calesse

di Antonio Sofi, alle 10:46

Ritorno sulle varie proposte di legge relative alla regolamentazione di Internet (di cui scrivevo qualche giorno fa in scia ad un incontro a l’Espresso e ad un emendamento indifendibile e mal difeso passato al Senato) perché Vittorio Zambardino scrive su Scene Digitali di non credere siano solo questione di mera ignoranza “tecnofobica” da parte dei nostri parlamentari.

Ci sono altre due spinte determinanti. Una ̬ la corrente di pensiero internazionale Рradicata, tanto per dire, nel Labour britannico e nel governo francese, certo non omologhi sul piano politico Рa normare in senso autoritario e limitante le forme di nuova espressione maturate in rete (e nel conto ci metto anche le leggi sul p2p).

Seconda spinta: si tende a normare la rete perché sia allineata, nella visione dell’establishment italiano, alla forte azione di contenimento – andiamoci di understatement, che è meglio – di tutto l’ambiente dei media.

(Se non sbaglio Guido Scorza, durante il dibattito, metteva nel quadro generale anche la varia, confusa, legislazione su copyright e diritto d’autore degli ultimi tempi).

Qualche giorno fa scrivevo che a me spaventa l’ignoranza nel merito più che la volontà consapevole di metter bavagli – perché la prima spesso si somma con la seconda. Se ci fosse volontà precisa dovrei essere quasi contento – ma non è così, ovviamente, e il caso italiano mi pare differenziarsi dagli altri casi europei che hanno una vera e propria regia proprio per un mefitico combinato disposto di ignoranza e istintiva predisposizione alla censura e al controllo.

La pagina Wiki con l'emendamento proposto da Cassinelli
La pagina Wiki con l'emendamento proposto da Cassinelli

Zambardino propone una non meglio precisata “lobby Internet” – sulla falsariga delle tante che operano in contesti più abituati dei nostri alle attività trasparenti di lobbying. Il Wiki dell’emendamento Cassinelli proposto dall’Istituto per le politiche dell’Innovazione è già concepito di fatto come una attività di lobbying (al termine delle modifiche collaborative, il testo rivisto verrà fatto avere a Cassinelli, che ne ha dato comunicazione anche nel suo blog). (Segnalo sull’argomento la solita puntuale riflessione, pubblicata appena ora, di Elvira Berlingieri su Apogeo)

Peccato che a me sembra – da una veloce analisi delle modifiche fatte sul Wiki – nessuno finora ci abbia messo mano (ne ho fatta una io qualche minuto fa, modificando il minimo della multa da 10 a 20 mila euro). Magari il wiki e basta non è lo strumento migliore per questo tipo di operazione, che prevede comunque una intermediazione “tecnico-giuridica”. E non vorrei rimanesse lì, come dimostrazione delle buone intenzioni – e un po’ scusante del vorrei-ma-non-posso (o non so).

Forse è meglio metterlo sul blog, aprire i commenti e proporsi di “tradurre” gli interventi dal linguaggio naturale a quello legislativo.
Più faticoso, certo, ma forse più utile.

02/03/2009

Ondavè, diario scomodo dall’India (VI parte). Le quattro Indie

di Enrico Bianda, alle 13:18

Le persone che incontro da qualche tempo si dividono in diverse categorie, che vorrei provare ora riepilogare, più per ordine mentale mio che per altro.

1. Il Survivor Intanto c’è naturalmente chi è tornato dall’India, e si affretta a raccontarti l’India che ha visto lui, che più che poter essere condivisa, va battagliata. La sua – di India – è di certo diversa dalla tua: più eccentrica, radicale, estrema, straziante, sporca, violenta, pericolosa, povera. Una gara a chi ha dormito negli alberghi più scalcinati, con più scarafaggi, urla, sporcizia, acqua fredda e lenzuola insanguinate. Lui è un sopravvissuto, un segnato, un eletto, un vaccinato, un eroe, un missing in action salvato dalla morte.

2. Il Mai-Tornato C’è poi chi non è mai tornato. Nel senso che dentro di lui è rimasto laggiù, la sua anima gentile ha messo le radici lungo la riva del Gange, ha trovato la pace e se può ogni anno torna a visitare una regione diversa, a piedi, in Tuk Tuk, in Rickshaw, in treno, in cammello, in bicicletta. Insomma la vita non è più la stessa e l’India è il paradiso, la quiete, la salvezza, l’orientamento e la bussola insieme, perdersi e ritrovarsi continuamente cercando se stessi.

Varanasi
Varanasi, foto di Manuela Ladu

3. Il Virtuale Incontro spesso anche chi non è mai partito, ma in realtà è già laggiù da tempo, anela partire e perdersi, legge e ascolta sitar elettrici, mangia in ristoranti etnici, beve lassi mango e vorrebbe tanto lasciarsi andare alla serenità ayurvedica, tra verdi palme e scorrer di fiumi meditativi. Affrontano il lungo percorso della cucina macrobiotica e si sperimentano nella riflessologia, ipotizzano check up con medici ayurveda, e vorrebbero tanto lavarsi i denti con il dentifricio Vicco.

4. L’Amuchino C’è chi non vorrebbe mai esser partito, nonostante tutto è andato, un po’ Brancaleone un po’ Mister Bean, armato come fosse un corso di sopravvivenza con bidéportatile in neoprene nero (esiste). Hanno il terrore di essersi presi la malaria ceppo Plasmorium Falciparum, sono partiti con 7 flaconcini da viaggio di Amuchina che usavano per ingerire massicce dosi di Malarone.

Leggi anche: prima, seconda, terza, quarta parte e guarda l’intervista live, e quinta parte

02/03/2009

Dove si racconta delle dimissioni di Veltroni, e della vittoria dell’estense e dialettale Franceschini in una assemblea confidenziale

di Antonio Sofi, alle 00:55

Il titolo qui sopra è una didascalica presa in giro dei titoli volutamente oscuri e algoritmicamente incomprensibili che Diego Bianchi s’arrovella ogni volta a mettere, da anni, ai suoi video e post – onde renderne il più possibile arduo e difficoltoso il ritrovamento casuale da parte dell’improvvido navigatore. ll video in questione, però, il 24esimo della serie Tolleranza Zoro, è un piccolo capolavoro di chiarezza che racconta le ultimissime vicende del Partito Democratico – come al solito e programmaticamente da sotto i podi altrui.