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09/03/2009

Buttare il bambino dei social network?

di Antonio Sofi, alle 12:46

Venerdì scorso, nel settimanale appuntamento con Quinta di Copertina, ho intervistato Giuseppe Civati, consigliere regionale del Pd e blogger che ha passato giorni di fuoco dopo le dimissioni di Walter Veltroni e prima dell’elezione di Franceschini – era finito a contrastare un fantomatico Uomo Nuovo come leader del Pd in alcuni sondaggi on line. Ne approfitto per parlare con lui, e più in generale, del rapporto tra politica e nuove tecnologie – a fronte ad una specie di neoluddismo che vorrebbe buttare il bambino dei social network insieme ai politici panni sporchi, e che viene anche da sinistra.

Rifletto da tempo sul modo in cui l’esperienza quotidiana della vita in Rete cambia – più o meno sensibilmente – le nostre routine comunicative, il modo in cui facciamo le cose minime e personalissime o pubbliche e sociali, i pattern cognitivi attraverso cui leggiamo il mondo. Da queste nuove esperienze parte, inevitabilmente, un nuovo modo di intendere la politica e la rappresentanza politica – se pure ha senso vi sia un modo nuovo (e io penso di sì). Ho trovato molto interessante questo passaggio, che riporto qui

La cosa più importante [del confronto quotidiano attraverso i blog, ndr] sono i commenti, o comunque la necessità di presentarsi sapendo che immediatamente dopo, qualche secondo o qualche minuto, qualcuno può dire il contrario. Devi essere sempre pronto a motivare quello che dici – a scanso di equivoci, o di fraintendimenti: è anche una palestra contro l’abitudine dei politici a pontificare, o a dichiarare su qualsiasi cosa. Bisogna in un certo senso imparare ad essere più duri ma anche più accorti – uscire con una posizione netta e poi precisarla strada facendo, via via che la conversazione ti permette di chiarire meglio.

Mi piacerebbe, per la prossima puntata, sentire un politico/blogger del centro destra, e fargli più o meno le stesse domande – qualche nome da sentire, suggerimento?

  • Aggiungi Ferdinand ai tuoi amici. Gemeinschaft e gesellschaft ai tempi di Facebook.
  • Facebook generation goes to Urbino
  • Political divide, Facebook e gli sposta-voti
  • Wonka test, la dissonanza pubblicitaria e i biscotti nell’armadio

  • 8 Commenti al post “Buttare il bambino dei social network?”

    1. Nicola Mattina
      marzo 9th, 2009 13:36
      1

      Che ne pensi di quella suffraggetta che che presenta disegni di legge scritti da quello dell’univideo? ;-)

    2. Camillo Miller
      marzo 9th, 2009 14:07
      2

      Gabriella Carlucci? Cioè volevo dire… Davide Rossi.

      :)

    3. Antonio Sofi
      marzo 9th, 2009 15:07
      3

      eh eh eh
      ma un suggerimento serio?

    4. Hamlet
      marzo 9th, 2009 16:42
      4

      Federico Mollicone
      http://www.mollicone.it/
      (dal 2005 responsabile web di an)

    5. Hamlet
      marzo 10th, 2009 00:09
      5

      Bruno Murgia
      http://www.brunomurgia.it/
      deputato an 2006-08 e pdl 2008-
      fa parte della VII commissione cultura e istruzione della camera

    6. Antonio Sofi
      marzo 10th, 2009 09:29
      6

      grazie hamlet!

    7. gluca
      marzo 14th, 2009 18:13
      7

      e provare con benedetto della vedova, o taradash o qualcuno della piccola pattuglia libertaria di FI?

    8. Marco Fontana
      aprile 1st, 2009 00:11
      8

      Personalmente sto lanciando proprio in questi mesi un sito come eletto nel mio comune, Torino. Anche il centrodestra deve affidarsi a questo nuovo tipo di comunicazione che apre orizzonti nuovi.
      Non dimenticando mai però le basi del consenso che sono fatti di consensi e contatti nel mondo reale

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