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03/03/2009

Io pensavo fosse ignoranza invece era un calesse

di Antonio Sofi, alle 10:46

Ritorno sulle varie proposte di legge relative alla regolamentazione di Internet (di cui scrivevo qualche giorno fa in scia ad un incontro a l’Espresso e ad un emendamento indifendibile e mal difeso passato al Senato) perché Vittorio Zambardino scrive su Scene Digitali di non credere siano solo questione di mera ignoranza “tecnofobica” da parte dei nostri parlamentari.

Ci sono altre due spinte determinanti. Una ̬ la corrente di pensiero internazionale Рradicata, tanto per dire, nel Labour britannico e nel governo francese, certo non omologhi sul piano politico Рa normare in senso autoritario e limitante le forme di nuova espressione maturate in rete (e nel conto ci metto anche le leggi sul p2p).

Seconda spinta: si tende a normare la rete perché sia allineata, nella visione dell’establishment italiano, alla forte azione di contenimento – andiamoci di understatement, che è meglio – di tutto l’ambiente dei media.

(Se non sbaglio Guido Scorza, durante il dibattito, metteva nel quadro generale anche la varia, confusa, legislazione su copyright e diritto d’autore degli ultimi tempi).

Qualche giorno fa scrivevo che a me spaventa l’ignoranza nel merito più che la volontà consapevole di metter bavagli – perché la prima spesso si somma con la seconda. Se ci fosse volontà precisa dovrei essere quasi contento – ma non è così, ovviamente, e il caso italiano mi pare differenziarsi dagli altri casi europei che hanno una vera e propria regia proprio per un mefitico combinato disposto di ignoranza e istintiva predisposizione alla censura e al controllo.

La pagina Wiki con l'emendamento proposto da Cassinelli
La pagina Wiki con l'emendamento proposto da Cassinelli

Zambardino propone una non meglio precisata “lobby Internet” – sulla falsariga delle tante che operano in contesti più abituati dei nostri alle attività trasparenti di lobbying. Il Wiki dell’emendamento Cassinelli proposto dall’Istituto per le politiche dell’Innovazione è già concepito di fatto come una attività di lobbying (al termine delle modifiche collaborative, il testo rivisto verrà fatto avere a Cassinelli, che ne ha dato comunicazione anche nel suo blog). (Segnalo sull’argomento la solita puntuale riflessione, pubblicata appena ora, di Elvira Berlingieri su Apogeo)

Peccato che a me sembra – da una veloce analisi delle modifiche fatte sul Wiki – nessuno finora ci abbia messo mano (ne ho fatta una io qualche minuto fa, modificando il minimo della multa da 10 a 20 mila euro). Magari il wiki e basta non è lo strumento migliore per questo tipo di operazione, che prevede comunque una intermediazione “tecnico-giuridica”. E non vorrei rimanesse lì, come dimostrazione delle buone intenzioni – e un po’ scusante del vorrei-ma-non-posso (o non so).

Forse è meglio metterlo sul blog, aprire i commenti e proporsi di “tradurre” gli interventi dal linguaggio naturale a quello legislativo.
Più faticoso, certo, ma forse più utile.


  • A che punto son le leggi di Internet
  • Webgol featuring 5 bloggers
  • Stranezze
  • Reverse Stairway

  • 5 Commenti al post “Io pensavo fosse ignoranza invece era un calesse”

    1. A che punto son le leggi di Internet
      marzo 3rd, 2009 15:36
      1

      […] a proposito di leggi, ignoranza e calessi, ecco una pagina all-in-one – un filo rosso dove trovare di tutto di più sulle leggi che riguardano […]

    2. Elisabetta
      marzo 3rd, 2009 16:17
      2

      Il dualismo ignoranza/consapevole volontà di imbavagliamento mi ricorda il quello che avevo colto in merito alla proposta di legge contro la pirateria digitale del 23 gennaio (http://www.glielettiblog.it/?p=841).

      Evidentemente l’esame delle proposte di regolamentazione di Internet partorite dal nostro establishment politico spinge molti a cercare di capire che cosa si nasconda effettivamente dietro tanta bizzarria…

      Anche in quel caso era stato aperto un forum (http://antipirateria.governo.it/) che forse è un po’ più vitale del wiki al quale fai riferimento nel post. Anche se mi rimane difficile capire come il prodotto delle elaborazioni dei vari topic del forum verranno ricompresi in un fururo disegno di legge…

    3. Nicola Mattina Blog » Blog Archive » L’Espresso: non sparate sulla Rete
      marzo 5th, 2009 21:49
      3

      […] D’Alia. Con me Vittorio Zambardino, Alessio Jacona, Antonella Napolitano, Lorenza Parisi, Antonio Sofi e Guido Scorza. Insieme abbiamo discusso con tre parlamentari: Antonio Di Pietro, Antonio Palmieri […]

    4. Ciocci
      marzo 6th, 2009 15:33
      4

      La partecipazione è sempre una cosa difficile da usare, perchè puoi fare tutte le cose belle e partecipative, ma se poi la precludi attraverso modalità complicate ai più non hai fatto niente.
      Il wiki è sicuramente un bello strumento, peccato che per ora in pochi riescono ad usarlo, se poi ci aggiungiamo l’ostacolo del linguaggio giuridico, che la maggioranza della persone non è abituata ad usare, allora è praticamente scontato che, seppure teoricamente la partecipazione potenziale è massima, quella reale è zero. Certo è già un passo in avanti rispetto al nulla, però quando si pensano azioni del genere bisogna tenere conto di come sia possibile ottenere la maggiore partecipazione, anche attraverso strumenti magari meno innovativi, pensando a quale linguaggio usare. In effetti in questo caso un blog con post in cui si spiega la materia ed in cui si parla un linguaggio comprensibile ai più, con commenti aperti e quindi poi una successiva traduzione in termini giuridici poteva essere più funzionale.

    5. Muoviamoci | Il blog nella didattica
      agosto 6th, 2011 00:51
      5

      […] – Cassinelli emenda D’Alia, un passo avanti – Io pensavo fosse ignoranza invece era un calesse […]

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