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02/03/2009

Ondavè, diario scomodo dall’India (VI parte). Le quattro Indie

di Enrico Bianda, alle 13:18

Le persone che incontro da qualche tempo si dividono in diverse categorie, che vorrei provare ora riepilogare, piĂą per ordine mentale mio che per altro.

1. Il Survivor Intanto c’è naturalmente chi è tornato dall’India, e si affretta a raccontarti l’India che ha visto lui, che più che poter essere condivisa, va battagliata. La sua – di India – è di certo diversa dalla tua: più eccentrica, radicale, estrema, straziante, sporca, violenta, pericolosa, povera. Una gara a chi ha dormito negli alberghi più scalcinati, con più scarafaggi, urla, sporcizia, acqua fredda e lenzuola insanguinate. Lui è un sopravvissuto, un segnato, un eletto, un vaccinato, un eroe, un missing in action salvato dalla morte.

2. Il Mai-Tornato C’è poi chi non è mai tornato. Nel senso che dentro di lui è rimasto laggiù, la sua anima gentile ha messo le radici lungo la riva del Gange, ha trovato la pace e se può ogni anno torna a visitare una regione diversa, a piedi, in Tuk Tuk, in Rickshaw, in treno, in cammello, in bicicletta. Insomma la vita non è più la stessa e l’India è il paradiso, la quiete, la salvezza, l’orientamento e la bussola insieme, perdersi e ritrovarsi continuamente cercando se stessi.

Varanasi
Varanasi, foto di Manuela Ladu

3. Il Virtuale Incontro spesso anche chi non è mai partito, ma in realtà è già laggiù da tempo, anela partire e perdersi, legge e ascolta sitar elettrici, mangia in ristoranti etnici, beve lassi mango e vorrebbe tanto lasciarsi andare alla serenità ayurvedica, tra verdi palme e scorrer di fiumi meditativi. Affrontano il lungo percorso della cucina macrobiotica e si sperimentano nella riflessologia, ipotizzano check up con medici ayurveda, e vorrebbero tanto lavarsi i denti con il dentifricio Vicco.

4. L’Amuchino C’è chi non vorrebbe mai esser partito, nonostante tutto è andato, un po’ Brancaleone un po’ Mister Bean, armato come fosse un corso di sopravvivenza con bidĂ©portatile in neoprene nero (esiste). Hanno il terrore di essersi presi la malaria ceppo Plasmorium Falciparum, sono partiti con 7 flaconcini da viaggio di Amuchina che usavano per ingerire massicce dosi di Malarone.

Leggi anche: prima, seconda, terza, quarta parte e guarda l’intervista live, e quinta parte


  • Ondavè (quinta parte). Diario scomodo dall’India.
  • Ondavè, diario scomodo dall’India (IX parte). Questo è un finale.
  • Ondavè (seconda parte). Diario scomodo dall’India
  • Ondavè (Quarta parte). Diario scomodo dall’India.

  • 2 Commenti al post “Ondavè, diario scomodo dall’India (VI parte). Le quattro Indie”

    1. gierre
      marzo 2nd, 2009 17:36
      1

      Stupenda classificazione! Vero, verissimo, bravissimo.

    2. Ondavè, diario scomodo dall’India (IX parte). Questo è un finale.
      maggio 11th, 2009 18:08
      2

      […] di sentimenti, odio amore, attrazione repulsione, si è sciolta in un convincimento arreso: amuchina e Mumbai, si può fare, fuor di retorica – indosserò pantaloni leggeri-tecnici, niente cavigliera nĂ© […]

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