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Post scritti nel gennaio, 2009

30/01/2009

Ondavè (seconda parte). Diario scomodo dall’India

di Enrico Bianda, alle 16:45

Allora iniziamo dall’inizio. Passo il viaggio seguendo la piccola sagoma dell’aereo che passa sopra territori sconfinati e bellissimi, intriganti: il Mar Nero e Odessa, dove anelo di andare da tre anni, l’Afghanistan, Peshawar, e altro ancora. Tutto sotto di noi, da qualche parte oltre il buio, oltre le nuvole.

Delhi by Manuela Ladu
Delhi by Manuela Ladu

Finalmente a Delhi, preparato a tutto, seguo dettagliatamente le indicazioni di un amico, e cerco un ufficio che ha un’insegna sgangherata: Pre-paid Taxi. 310 Rupie, esco nell’aria già calda del mattino, annuso per la prima volta l’aria e la luce. Perché a qui, in India, l’aria non solo si respira, a fatica, ma la si guarda, abbagliante.

E’ il “dolce aroma impregnato di sudore della speranza, che è l’opposto dell’odio; so che è l’aroma acre e soffocante dell’avidità, che è l’opposto dell’amore. E’ l’aroma di dei, demoni, imperi e civiltà che risorgono e decadono. E’ l’odore di sangue e metallo delle macchine. Fiuti diecimila ristoranti, cinquemila templi, chiese e moschee, un centinaio di bazaar dove si vendono profumi, spezie, incenso, fiori appena colti. Il peggiore buon profumo del mondo.”

Lo scrive Gregory David Roberts in Shantaram, e non poteva essere descritto meglio.

(leggi prima parte)

28/01/2009

Interrompete le ricerche

di Antonio Sofi, alle 12:19

Un compendio video in sette minuti del perché Obama in Italia non funzionerebbe. Diego Bianchi ieri a Parla con me, su YouTube in versione completa.

27/01/2009

Ondavè (prima parte). Diario scomodo dall’India

di Enrico Bianda, alle 10:44

Io, dal viaggio di due settimane in India, sono rientrato alla vita normale con una certa fatica; per la prima volta in vita mia con il desiderio di lasciare che i ricordi e le immagini riprendessero ad essere nitide, che gli odori si placassero, che finalmente anche le mie orecchie smettessero di sibilare senza tregua, assalite dai clacson assordanti.

Old Delhi. Foto di Manuela Ladu
Old Delhi. Foto di Manuela Ladu

Tra le cose più ridicole che ho visto in india, anzi forse tra le più ridicole in assoluto, vi è il campionario di amenità orientaleggianti degli occidentali che spiaggiano in India per qualche mese, per poi tornare spesso con la coda tra le gambe e qualche malattia infettiva di cui si libereranno a fatica.

    TOP FIVE delle sciocchezze occidentali in India
    5. indossare sui pantaloni tecnici da viaggio globale un Sari di seta colorata che scende oltre il ginocchio;
    4. smettere di lavarsi i capelli per vedere se con i dreadlocks ci si mimetizza meglio con gli autoctoni;
    3. fare finta di non sentire i liquami che passano tra le dita dei piedi e indossare le infradito anche tra le vie di Calcutta (dove 16 milioni di esseri umani grosso modo rilasciano le deiezioni in strada, sull’asfalto);
    2. dal primo giorno portare bracciali di tela pelle pietra di luna e argento, anche cavigliere, simboli Hindu colorati, non distinguere atti devozionali dal feticismo dell’oggettistica etnica;
    1. giocare a Badmington con un Sadu su un ghat di Varanasi

(continua…)

20/01/2009

La diretta dell’insediamento di Obama

di Antonio Sofi, alle 15:18

L’unica diretta che fornisce un codice embeddabile (da mettere nei propri blog) era quella diHulu che ritrasmette Fox, la diretta video della cerimonia di insediamento di Barack Obama.

Update delle 21.00. Per chi lo vuole rivedere, la Msnbc mette a disposizione un video con il codice embeddabile

Per altre fonti e canali da cui seguire la diretta, vedi questo post di Spindoc; per fonti anche italiane segnalo questo post di Dario Salvelli. Dalle 17 in poi credo che seguirò, con un orecchio, anche la diretta radio di Enrico Sola e Giorgio Valletta su Current.

CNN + facebook live
La diretta CNN + Facebook

Dopo un po’ di comparazioni, per chi ha Facebook, consiglio il coverage integrato di CNN.com in Facebook: ci sono quattro channel on demand (di cui una è la diretta con regia, e le altre tre sono camere con l’integrale) e accanto la chat dei friends o di tutti coloro sono collegati da tutte le parti del mondo.

Update: alcuni numeri sull’esperimento di mashup tra tv tradizionale e social network come Facebook sono su spindoc (via mashable): tra gli altri 3000 update di status al minuto, e 13 milioni di video stream. Personalmente ritengo l’esperimento ben congegnato e riuscito – e non solo perchĂ© non c’è stato un problema tecnico.

In piĂą, per chi vuole: il testo completo dello speech tenuto da Obama. (e sotto il wordle)

Obama speech tag cloud

20/01/2009

La fotografia digitale e il continuum creativo

di Antonio Sofi, alle 11:47

Nel post sulla cronaca fotoritoccata da Il Giornale, scrivevo di una chiacchierata appena fatta su usi e costumi di Photoshop (o meglio, in generale, della post-produzione digitale) nella fotografia moderna. Ebbene quella chiacchierata forse merita di essere ascoltata integralmente: è su Quinta di Copertina ed è con Giuseppe Palmasco, fotografo di sfumature – di scatto e di pensiero.

    LEGGI e ASCOLTA: La fotografia nelle mani delle persone

    Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

L’idea di fotografia digitale, alla fine, è intesa in senso evoluto come un continuum che parte dall’hardware sempre più economico, onnipresente e portabile (vedi gli smartphone che fanno foto) passa attraverso una post-produzione ormai alla portata di tutti (grazie ad appositi programmi come Photoshop), fino ad arrivare alla pubblicazione in Rete (in social network dedicati come Flickr o generalisti come Facebook). Un gran fermento che coinvolge tutti gli attori in ballo: professionisti, “dilettanti”, semplici utenti che ne fanno un uso sociale o relazionale, produttori di hardware, media professional.

20/01/2009

Archeoinformazione o fantatelevisione?

di Enrico Bianda, alle 11:36

Se, con il posticipo di calcio e qualche film di successo, Sky proponesse una prima serata con Fiorello il gioco sarebbe fatto. Del resto, stiamo vivendo una fase di trapasso in cui il pubblico sta mandando precisi segnali di una trasformazione delle proprie abitudini, pronto ad abbracciare le nuove piattaforme se attratto da un contenuto capace di mobilitarlo. E fra i due poli della tv generalista gratuita e della tv a pagamento si aprirebbe una vasta area di conquista. Piacevolmente occupata da Fiorello. […] Oggi è fantatelevisione, domani non piĂą.

Così scrive su Il Corriere Aldo Grasso, che affronta il tema, mai sopito diremmo, della tv generalista. Che apparentemente mostra i lividi di due decennio di consumo e arroganza, e che invece nei gusti e nei consumi del pubblico resta lì, a dirci che i bisogni alle volte sono piĂą lenti dell’evoluzione dei media, e che forse c’è ancora bisogno di fare buona televisione generalista, e soprattutto buona informazione su un canale generalista. Fantatelevisione? Forse.

Comunque uno scossone in giorni in cui si torna a parlare del ritorno di Riotta al Corriere, al posto di Mieli. Archeoinformazione? Forse.

Siamo messi bene, insomma.

15/01/2009

Photoshoppare la guerra

di Antonio Sofi, alle 17:45

Proprio in questi giorni discutevo di come il nome di un software di grafica (nel caso specifico “Photoshop“) sia di fatto diventato sinonimo di “fotoritocco”. Di una foto troppo bella, si dice sempre piĂą spesso: è “photoshoppata”.

Sopra la foto originale, sotto quella pubblicata su Il Giornale (via FPA e Mantellini)

A monte ovviamente alligna il concetto stesso di fotoritocco, operazione fino a pochi anni fa ammantata di sintomatico mistero e fuori dalla portata dei non professionisti della chimica, da relativamente poco diventato di uso comune, pienamente popolarizzato nel gergo e nella pratica al rimorchio della prepotente diffusione della fotografia digitale*.

Non certo per fare di questa nuova tecnica pratica culturale, però, che i fotoeditor de Il Giornale hanno pubblicato due foto chiaramente ritoccate (o “tarocche” o “photoshoppate”) delle operazioni militari a Gaza. Una il 30 dicembre 2008, l’altra il 5 gennaio di quest’anno.

Alle foto originali sono stati aggiunti elicotteri in volo, razzi in fase di lancio e tutto l’armamentario della iconografia (oserei dire cinematografica) della guerra spettacolo. Scrive Matteo Bergamini in una lunga e dettagliata analisi sul sito della Associazione Italiana Giornalisti dell’Immagine «[Il Giornale] ha “arricchito” arbitrariamente le fotografie eliminando gli elementi che riteneva “di disturbo” e aggiungendo elementi estranei alla situazione reale, facendo un’opera di fotomontaggio che attiene all’illustrazione e non alla cronaca. Tutto ciò senza avere il pudore di dichiararlo e tentando di cammuffarlo con didascalie descrittive ma fuorvianti». In piĂą non è stata citata la fonte, nè la didascalia originale, nĂ© – ovviamente – vi era alcuna indicazione del fatto che la realtĂ  fotografica era stata alterata.

Il tutto è stato documentato con ampie prove prima-e-dopo dalla FPA (Fotoreporter Professionisti Associati) e ripreso da molti altri (SocialDesigZine, Wittgenstein, Mantellini e altri).

La foto ritoccata de Il Giornale. Da Fotoinfo

Paolo Ferrandi, nell’annotare la scarsa cultura dell’immagine del giornalismo italiano e non certo per assolvere, suggerisce l’unica scusante possibile “tanto mica era una foto. Era un infografico“. Peccato che non fosse specificato da nessuna parte che di infografico si trattava. Gennaro Carotenuto inoltre segnala che l’Ordine dei Giornalisti di Milano si occuperĂ  del fatto – e sinceramente spero che venga una condanna chiara di queste pratiche ambigue di manipolazione delle immagini di reporting giornalistico. La fiducia di chi legge nella veridicitĂ  di cio che è pubblicato è il vero unico core business del giornalismo così come lo conosciamo – carta o non carta, Internet o non Internet.

Personalmente applaudo all’attivitĂ  di watch-dog delle due associazioni di settore (Fotoreporter Professionisti Associati e Associazione Italiana Giornalisti dell’Immagine nel caso specifico – ignoro ne esistano altre). E’ un bell’esempio di come dovrebbero funzionare le cose: le associazioni di settore fanno le pulci all’attivitĂ  dei colleghi al fine di far rispettare le regole del gioco, preservando così la qualitĂ  reale e percepita del proprio campo professionale. Senza le tipiche ambiguitĂ  intrallazzanti e piene di scusanti così tipicamente italiane.

10/01/2009

Una Apple tracciante. Le due ultime interviste per Qdc.

di Antonio Sofi, alle 15:46

Oh, intanto buon anno (povero Webgol, un po’ dimenticato nelle feste di quest’anno, elefante sorpassato da sbertuccianti micro-social-cosi) (che tra un po’, dico Webgol, compie la bellezza di sei – leggi 6 – anni). Comunque. Avanzavo la segnalazione delle due ultime interviste settimanali per Quinta di Copertina. Li metto al volo qui sotto.

Parto dall’ultima. Una chiacchierata con l’amico Antonio Dini sui destini e le fortune della Apple – la scusa è il recente MacWorld orfano di Steve Jobs tra musica senza DRM e tensioni ecologiche. E il MacWorld di quest’anno è anche, per molti versi, emblematico segnale di una conclusione (forse definitiva) dell’era delle fiere – come ha scritto Lamberto Mandelli. Momenti e appuntamenti puntuali che prevedono una comunicazione dall’alto al basso, per molti versi “vecchio stile”, con logiche rimediate dai vecchi media; uno strumento forse troppo rigido per gestire le nuove dinamiche attivate dal Web e forse ormai incapace anche di “creare” l’evento o dettare l’agenda.

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    Quinta di copertina – 9 gennaio 2008 – Ospite: Antonio Dini | Iscriviti al feed Rss della rubrica (rss)

L’ultima chiacchierata del 2008 è stata invece con Giorgio Jannis, semiologo ed esperto di culture digitali – su tecnologie connettive (e quelle che Giorgio chiama “traccianti” – che permettono cioè di tracciare meglio le conversazioni attive), social network e identitĂ  digitali: immensamente piĂą ricche di giorno in giorno, immensamente piĂą complicate. la registrazione ha avuto qualche problema tecnico, e l’audio non è pienamente fruibile (colpa mia, mi scuso con Giorgio e chi chi dovrĂ  tendere le orecchie).

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    Quinta di copertina – 27 dicembre 2008 – Ospite: Giorgio Jannis | Iscriviti al feed Rss della rubrica (rss