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27/11/2008

Ridateci Clayderman e il suo pianoforte bianco e il singulto criminale

di Enrico Bianda, alle 22:57

A cavallo tra la fine degli anni 60 ed i 70 in Italia si assisteva ad un fenomeno musicale singolare. La musica di carattere industriale che veniva composta da musicisti di studio e in seguito utilizzata dalle produzioni audio visive di mercato: dalla sonorizzazione dei documentari ai Telegiornali, dai film di serie Z alle pubblicitĂ .

Una delle caratteristiche di queste composizioni era la titolazione emotivo-onomatopeica: il punto era trovare un titolo abbastanza didascalico, che funzionasse nella fase di ricerca negli archivi sonori.

Ed ecco spiegata roba altrimenti improponibile del tipo: “Frenesia giovanile”, “Afflato sessuale”, “Erotismo notturno”, “Singulto criminale”, “Tramonto di disperazione” e via dicendo. Animato da piglio citazionista e un po’ camp, mi è capitato spesso, per i miei primi documentari radiofonici, di utilizzare queste musiche – che peraltro circolavano abbastanza dalle mie parti (per qualcuno di questi in ristampa ho scritto anche le note di copertina: Stroboscopica Vol.2 Plastic Records; I Gres, Plastic Records; e via vergognandomi).

Think big and worry little! – una delle frasi motivanti sul sito di Allevi

Tutto questo mi è tornato in mente dopo aver letto l’ennesimo inutile articolo dedicato alla mirabolante ascesa artistica di Giovanni Allevi. Sono andato a curiosare tra le pagine del suo sito ufficiale, attirato in modo particolare dalla sezione (forse parte del sito vecchio) dedicata ai pensieri fotografici: alcune immagini commentate dallo stesso Allevi che con spregio di sensibilità scrive cose del tipo «quando fai le cose con il cuore le cose non si aprono, si sfondano!», oppure ancora delicatezze come «suonare è un gesto totale», e poi seguono pensieri stupendi come «il più utile libro di composizione è il mondo che ci circonda». Brrr.

Quindi, stravolto dalla poesia e dalla capacitĂ  empatica del maestro vado ad ascoltare alcuni samples disponibili: e scorro avidamente i titoli delle composizioni “Go with the flow”, “Volo sul mondo”, “Ossessione”, “AffinitĂ  elettive”. Un tuffo sonorizzato ai titoli anni ottanta.

E ahimè non sembra che Allevi ci faccia: leggendo le interviste rilasciate all’indomani dalla pubblicazione del suo ultimo lavoro il maestro annuncia che la musica classica non sarà più la stessa ecc. – nemmeno il dubbio lo faccia per amor di consapevole kitsch.

Richard Clayderman e il suo pianoforte bianco

Poi c’è la musica. Non credo di aver bisogno di sottolineare quale è la mia opinione sulla musica composta da Allevi – del tutto “irrazionalpopolare“, come da bella definizione di Bonami e Mastrantonio. (Ne ha scritto bene il Giornale della musica in un numero recente). Allevi rappresenta, musicalmente, una sintesi – manco a dire originale – tra Michael Nyman e Richard Clayderman di Ballade for Adeline. A questo punto, meglio gli originali.


  • Webgol Live. La musica smarmellata
  • Musica (in)quieta. Il consenso di Allevi, i coperchi di Belushi e il jazz sociale.
  • Augurio au contraire per l’anno nuovo
  • Un infinito che resta in bilico sul nulla

  • 8 Commenti al post “Ridateci Clayderman e il suo pianoforte bianco e il singulto criminale”

    1. Camillo Miller
      novembre 28th, 2008 11:26
      1

      Si, mi trovi d’accordo. Diciamo che per citare Baricco i suoi sono pezzi Holliwoodiani, nel senso di universalmente apprezzabili, laddove l’niversalitĂ  implica intimamente un abbassamento del livello.

      Lungi da me qualsiasi intento di elitarietà perché detto da uno che si considera fan degli Oliver Onions (per questioni emotive) non avrebbe molto senso. Trovo anzi che Allevi dovesse uscire fuori anche prima.

      Comunque, molto sinteticamente fa musica che va alla grande per le pubblicitĂ , ed è un musicista con le controstriffole, per caritĂ . Ma da qui ad osannarlo come il piĂą grande compositore/pianista italiano contemporaneo si fa un’offesa, che so, nell’ordine, a Luciano Berio (http://www.youtube.com/watch?v=emUvakupbj4&feature=related) e a Bruno Canino, tanto per dirne uno…

    2. Enrico
      novembre 28th, 2008 12:44
      2

      proprio questa mattina proponevo ad Antonio di accogliere anche un seoondo capitolo deidicato alla musica contemporanea.
      Tu citi Berio e Canino, perfetto!!
      credo che si debba proprio partire dal domandarsi che cosa deve essere la musica contemporanea, che cosa deve proporsi di fare o che cosa deve essere in grado di fare autonomamente.
      per restare all’Italia aggiungerei allora Nono, per dirne uno, e Battistelli per dirne un altro, e allargherei tranquillamente a tutta la musica contemporanea di qualitĂ  per riprendere una buona espressione di daniele martino, e tra questi perchĂ© no, il Fossati de La pianta del tè, o il Battiato de La cura, e ancora il rock di Baustelle perchĂ© no? è una cosa che mi ripropongo di fare presto, partendo da una bella idea di Davide Sparti che ha scritto un bel libro intitolato Musica in nero (Bolati boringhieri).

    3. valentina
      novembre 29th, 2008 12:08
      3

      Quando scrivi in modo pungente un pensiero pungente il risultato è una delizia.
      Ne vorrei subito un altro po’ :)

    4. Musica (in)quieta. Il consenso di Allevi, i coperchi di Beluschi e il jazz sociale.
      dicembre 15th, 2008 23:42
      4

      […] con piacere che mi sono accorto, subito dopo aver finito di scrivere le poche righe dedicate ad Allevi, che il fenomeno del Maestro da molti era visto con un certo imbarazzo. Non lo sapevo: ma non […]

    5. Frankie
      dicembre 20th, 2008 17:21
      5

      perdonate la domanda (vivo dall’altra parte del mondo): ma chi è Allevi?!

    6. Webgol Live con Enrico Bianda. Di che si parla non si sa (forse del maestro Allevi)
      marzo 19th, 2009 15:22
      6

      […] di “Musica contemporanea da Allevi in giĂą” – ovviamente a partire da questi due post: Ridateci Clayderman e il suo pianoforte bianco e il singulto criminale e Musica (in)quieta. Il consenso di Allevi, i coperchi di Belushi e il jazz sociale, nonchĂ© dai […]

    7. Fabio
      ottobre 21st, 2010 13:47
      7

      Non ho mai letto un articolo piĂą OTTUSO di questo!

      Non è che banale disprezzo senza né arte né parte. Prima di scrivere una cavoltata come questa, secondo me, sarebbe opportuno farsi almeno un caffè!

      Perdonate la sinceritĂ .

    8. graziella
      dicembre 26th, 2010 01:02
      8

      Articolo banale che strizza l’occhio ai detrattori di Allevi per una specie di moda,di snobismo intellettualoide.
      Vedetevi un concerto di Giovanni…guardate la massa di giovani che lo seguono..indicatemi un’altro pianista che è riuscito a fare questo.
      Non ho mai tentato di definire lui e la sua musica…è totalmente inutile.Prima di criticare ascoltate….che vi fa bene.Soprattutto a voi.

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