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15/08/2008

La bellezza che manca III. Il disordine dei confini.

di Enrico Bianda, alle 11:15

In questi giorni di guerre caucasiche, scossi dalla vicinanza e prevedibilità di un conflitto che covava chissà da quanto, vale davvero la pena di leggere con attenzione quanto scrive Paolo Rumiz nel suo
L’Altra Europa, che proprio tra quei confini si muove.

La sottotraccia di ogni puntata ci racconta dell’inutilità dei confini, o della loro inconsistenza e superamento. L’antropologo Marino Niola, in questi giorni impegnato in alcuni saggetti dedicati ai nuovi miti che potete leggere su Repubblica ogni lunedì e di cui abbiamo già scritto, sollecitava un annetto fa una riflessione sullo slittamento delle soglie.

Al proposito riprendo un bel passaggio da un saggio di Bruno Accarino intitolato Confini in disordine:

    «La fine dei territori o, addirittura e definitivamente, della geografia, in virtù dell’integrazione finanziaria globale; il tramonto della sovranità; la rinascita dell’impero, e con una morfologia vieppiù decentrata e deterritorializzata; la porosità delle frontiere, e non solo nei casi di inarrestabili ondate migratorie; il quotidiano trascendimento delle comunità politiche ad opera di poste in gioco che non possono più essere gestite dagli Stati-nazione; l’impallidire di quelle linee di demarcazione ad avvallare le quali, distinguendo tra interno ed esterno, tra affari interni ed affari esteri, era protesa la sovranità; l’abbattimento di ogni semantica costruita attorno al binomio centro/periferia; la crisi di ogni confine e il moltiplicarsi degli sconfinamenti; la deregolamentazione dello spazio».

Schwarzes Meer, di Vanessa Winship

Sempre al confine tra confini, in anticipo sul viaggio rumizziano che là finirà, in bilico sulle soglie di una bellezza che manca perchè sta al di là di uno spazio (s)confinato di un’Europa altra – segnalo le fotografie di una fotografa che si chiama Vanessa Winship, che ha pubblicato lo scorso anno un fantastico volume fotografico intitolato Schwarzes Meer (Mare dreiviertel Verlag 2007).

E’ un viaggio di immagini in bianco e nero che dalla Georgia arriva in Russia, toccando tutte le nazioni che si bagnano su Mar Nero: Turchia, Bulgaria, Romania e Ucraina. Queste fotografie mostrano la vicinanza di facce, di sguardi, di atmosfere e di storie che fanno del Mar Nero un’unica grande narrazione.

VEDI: il sito di Vanessa Winship
LEGGI anche: la prima e la seconda puntata


  • La bellezza che manca II. Il giardino dell’anima
  • La bellezza che manca I. L’iPod di Ghirri.
  • Rumizzeide. Al capolinea (grazie del passaggio).
  • Un velo all’ordine III

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