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05/08/2008

La bellezza che manca I. L’iPod di Ghirri.

di Enrico Bianda, alle 11:26

[Ritorna tra le pagine di Webgol, l’amico e sodale Enrico Bianda – dopo mesi di corteggiamenti e vili ricatti. Come sempre è un piacere: Webgol è nato e vissuto nei primi anni dalla spinta propulsiva delle nostre colazioni di cazzeggio prima del lavoro. Ho chiesto ad Enrico una rubrica estiva, con una indicazione invero piuttosto costringente: “scrivi quello che vuoi”. Questo post andava in realtà qualche giorno fa, il ritardo è colpa mia. as]

Mi dice scrivi, se puoi. Questa estate. Posso faccio io, e scrivo. Poi mi chiedo di che cosa? Domanda da estendere a molti: di che cosa scrivi, se puoi? Di tutto, se posso. Certo. Di troppo, pure. L’ambizione, mia, sarebbe quella di scrivere di immagini, di immagini belle e di contesti, di cornici estese che ci facciano sentire sempre a casa. E sentire bene.

Foto di Luigi Ghirri
Foto di Luigi Ghirri

Miti sempre più contemporanei

In questi giorni sto leggendo sempre con attenzione la pagina dei miti contemporanei su Repubblica. La prima puntata era dedicata ad iPod e Youtube. Mi sembrava una bella idea, non del tutto originale ma certo non era colpa di Marino Niola, ottimo antropologo che rimpiange l’antropologia quando era solo antropologia. Né urbana né del cibo, figuriamoci delle immagini o del paesaggio.

Chi ha negli anni seguito questo blog lo sa: dopo Roland Barthes, di miti contemporanei hanno scritto in molti. Ne scriveva bene e “con piglio speculativo” (mi cito), per esempio, Le nouvel observateur quasi quattro anni fa. Raccogliendo splendide monografie su miti contemporanei senza l’ipocrisia del quotidiano romano. Tra i miti i francesi ci mettevano anche la pornografia, la doppia penetrazione ed il preservativo. E altro ancora.

C’è chi ha sfottuto Niola per il linguaggio (per esempio le Vespe sul Sole 24 Ore di due domeniche fa): scrive di oggetti di tutti i giorni, che ci fanno anche “sentire bene”, come l’iPod, e ne scrive con il taglio che è suo. Lui scava nella storia dei comportamenti e delle parole. Cerca di capire perchè un oggetto si chiama in un modo e prova anche a mettere in relazione il nome con l’uso che se ne fa. Non è colpa sua: deve riempire molte battute, una pagina intera. Va a finire che meglio Baricco e i barbari. Cioè che tornino, ma non a colonizzare le pagine di un quotidiano.

La bellezza che manca

Perchè per esempio non parlare di luoghi e mancanze di bellezza? Perchè non andare a cercare belle cose e frasi immobili nelle emozioni di molti?

Immagini. Scrivere di immagini. C’è per esempio Ghirri Luigi (detto così come al militare): fotografo inclassificabile, esteta della sospensione temporale, dei colori pastello dati dagli anni 70 direttamente sulle stampe.

Ricordo persistentemente le immagini del lido di Ravenna, mai più ritrovate se non in una mostra non ricordo più dove. Adesso finalmente un libro raccoglie le meraviglie di questo enorme straordinario fotografo italiano che ha dato voce con la sua macchina fotografica, alla rarefazione dell’aria che viviamo nelle province e nel camminare (Bello qui, non è vero? Fotografie di Luigi Ghirri, Contrasto 2008). Ghirri scattava anche da dietro un pannello di vetro smerigliato di una fermata di autobus. Un corpo appoggiato al vetro visto di spalle con una giacca rossa segnava l’attesa nel grigiore di una giornata qualunque. Lui lo faceva e ci raccontava di luoghi e cornici di abitudine.

Bastava poco: invece che andare a cercare qualche bravo antropologo alle prese con temi impossibili. Basta mettere una immagine di un fotografo alla Ghirri. Lasciarle parlare. Lui si saprebbe sintetizzare bene il movimento. Lasciarle interpretare da chi guarda.
In silenzio. O con l’iPod alle orecchie.


  • La bellezza che manca III. Il disordine dei confini.
  • La bellezza che manca II. Il giardino dell’anima
  • La bellezza che manca IV. Le ragazze tutte gambe e minigonne.
  • Tutto il mondo è in un metro quadrato?

  • 2 Commenti al post “La bellezza che manca I. L’iPod di Ghirri.”

    1. La bellezza che manca II. Il giardino dell’anima
      agosto 9th, 2008 09:05
      1

      […] [LEGGI anche: la prima puntata] […]

    2. La bellezza che manca III. Il disordine dei confini.
      agosto 15th, 2008 11:16
      2

      […] in alcuni saggetti dedicati ai nuovi miti che potete leggere su Repubblica ogni lunedì e di cui abbiamo già scritto, sollecitava un annetto fa una riflessione sullo slittamento delle […]

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