home

Leggi gli aggiornamenti in home page

04/08/2008

L’Altra Europa, il nuovo viaggio estivo di Paolo Rumiz su Repubblica

di Antonella Sassone, alle 11:26

[Noi rumizziani della prima ora, quasi groupie del narratore triestino (cosa più di avere una categoria del blog a lui dedicata? e da 4 anni: rumizzeide) quasi disperavamo. Ma, come da tradizione, la prima domenica utile nei dintorni agostani, parte il viaggio estivo di Paolo Rumiz: un viaggio “verticale” di 6000 km lungo la frontiera orientale dell’Ue (il lato sbagliato, reietto, levantino) per raccontare l’Altra Europa (ne scrive più diffusamente oltre Antonella Sassone, di fatto una esperta dei viaggi di Rumiz, oggetto anche di una sua tesi/saggio). Paolo è come sempre un po’ sopra le righe nel prologo, e forse ogni anno di più – ma è un’enfasi pulita, complice e forse addirittura necessaria – nei tempi nostri silenziati e piatti come il filo delle longitudini non viaggiate. Buona lettura. as]

Comincia oggi il reportage del viaggio estivo 2008 di Paolo Rumiz su Repubblica dal titolo L’Altra Europa (ancora non online). Pagine e pagine di appunti, disegni (dello stesso Rumiz) e foto (di Monika Bulaj – leggi l’intervista su Webgol di Enrico Bianda) per un percorso di 7000 chilometri, da Nord a Sud, lungo la frontiera orientale dell’Unione Europea. Dall’Artico al Mediterraneo in un viaggio “verticale” in una Europa diversa, «con la gente e fra la gente in una strada che si è fatta da sè, di incontro in incontro».

«Un ventaglio inimmaginabile di scenari. Laghi gelati e campi di grano, freddi albori tra le foreste e notti sensuali del Sud». Un viaggio verticale che ha trascinato Rumiz «verso il basso del mappamondo quasi per forza di gravità». Lungo il quale si sono susseguiti gli incontri. «Per strada facce slave, caucasiche, turche, centroasiatiche; bionde bellezze lentigginose e femmine mediterranee dagli occhi di sfida»; e gli ebrei di cui Rumiz trova «segni impressionanti della loro presenza-assenza».

L'Altra Europa, illustrazione di Altan
L'Altra Europa, illustrazione di Altan

Dal logo – ancora una volta un disegno di Altan – si vede un Rumiz a dorso di un orso, equipaggiato con bastone e zaino (6 kg di bagaglio, tutto ciò che ha). Il viaggio si dipana a bordo di treni, in bus, in traghetto, in autostop, a piedi sulla frontiera più a Est dell’Unione Europea. Ma che Est non è. «Questo dove mi trovo è il centro. La pancia, l’anima del Continente. E quest’anima sta tutta fuori da quell’impalcatura burocratica che si chiama Unione Europea». Insomma, per Rumiz il cuore dell’Europa è la “Terra Incognita” fatta di periferie dimenticate.

Col termine “Frontiera” si indica di solito il limite al di qua del quale c’è la civiltà, e dall’altro lato la barbarie. La Frontiera rappresenta il potenziale di espansione e di risorse che determinano anche la formazione di un’identità. Cos’è la frontiera per Rumiz? Un limite, certo. Ma la barbarie e la civiltà occupano gli stessi lati nel caso della frontiera che si accinge a raccontarci.

Particolare del prologo di L'Altra Europa di Rumiz, con i suoi disegni
Particolare del prologo di L'Altra Europa di Rumiz, con i suoi disegni

«Sulla frontiera la gente mi spiazzava sempre, non confermava mai i clichè ed era sempre distante dai centri politici e amministrativi del suo paese». Ovunque «relitti delle frontiere mobili degli imperi – russo, tedesco, turco, austroungarico». Sulla sua “carta fai-da-te” Rumiz non ha annotato stati-nazione, ma «antiche regioni frontaline inghiottite dalla geopolitica». Botnia, Carelia, Livonia, Curlandia, Rutenia, Podolia. «Provate a fare questi nomi in un’agenzia di viaggio. Vi prenderanno per matti», dice Rumiz. L’invito è a rieducare l’industria del turismo, a intraprendere viaggi d’avventura, di scoperta. Scegliere le periferie, far ridivenire il viaggio leggero.

Nella puntata introduttiva di domenica su R2 di Repubblica, Rumiz ci anticipa che alla fine del viaggio non aveva nessuna voglia di tornare a casa. Perché rientrare nell’Unione Europea dà spaesamento: “a Ovest l’avventura finiva”, “a Est era meglio”. Quello di Rumiz è un viaggio longitudinale dove la lingua franca è il russo e «la gente semplice non ha mai vissuto con derisione il mio sacco sulle spalle, e la mia barba bianca è stata spesso oggetto di commosso rispetto. Non sono stato io a fare il viaggio, ma le persone che ho incontrato».

Spasiba, quindi.


  • Cercavo una frontiera vera. L’ultima (Altra) Europa.
  • L’Altra Europa su Repubblica e le mappe di Rumiz
  • Il cantico di Rumiz
  • Un rabdomante e un’esorcista nell’Altra Europa

  • 12 Commenti al post “L’Altra Europa, il nuovo viaggio estivo di Paolo Rumiz su Repubblica”

    1. kindlerya
      agosto 4th, 2008 14:45
      1

      Non vedo l’ora di tuffarmici!

    2. Sergio
      agosto 4th, 2008 18:41
      2

      Finalmente è cominciato.
      Quest’anno ho temuto, chissà perchè, che il Maestro se ne stesse a casa.
      Invece no e nonostante i postumi di una frattura a un piede eccolo in azione.
      Il tema del viaggio di quest’anno lo trovo, se possibile, più interessante del solito mi riporta alle suggestioni di E’ Oriente.
      E ogni giorno, finita la lettura, inizia l’attesa per quella successiva…

    3. elisa
      agosto 5th, 2008 08:19
      3

      sempre sia lodato.

    4. L’Altra Europa su Repubblica e le mappe di Rumiz
      agosto 7th, 2008 18:34
      4

      […] di Repubblica il viaggio estivo (è il sesto? o il settimo? ho perso il conto) di Paolo Rumiz, L’Altra Europa – viaggio verticale a cavallo del confine […]

    5. domenico
      agosto 7th, 2008 23:48
      5

      grande Rumiz, per quest’anno avevo perso le speranze e invece…

      Ho aggiornato la pagina su wikipedia, man mano che prosegue il viaggio segno le città dove è passato..alla fine vorrei fare un file per google earth con il percorso che ha seguito.

    6. mario
      agosto 24th, 2008 09:09
      6

      …leggiamo…ascoltiamo….assaporiamo…immaginiamo….pensiamo

      grazie maestro

    7. Un rabdomante e un’esorcista nell’Altra Europa
      settembre 1st, 2008 18:20
      7

      […] settembrino e va a finire il 4 settembre prossimo – chiudendo il cerchio narrativo aperto con il prologo del 4 agosto scorso. Sabato passato, una fotografia a centro pagina di Monika Bulaj, più grande rispetto al solito, ci […]

    8. lorenzo canestro
      settembre 3rd, 2008 11:22
      8

      Grazie a Rumiz usciamo un poco dalla volgarità del viaggio consumistico e impariamo a cogliere la poesia ,in questo caso dell’ultimo viaggio,di una Europa veramente centrale dal sapore ancora agricola,di Santi campi e tradizioni forse perchè metaforicamente ibernata via che ne ha bloccato l’iter di sviluppo consumistico.Personalmente vorrei piuttosto a breve imitare umilmente il Rumiz con una Europa in orizzontale e un poco di Asia da Leopoli a Odessa Soci Caucaso Caspio Baku e via acqua deserto Tuerkmeno.In quel giro difficilmente ci saranno giorni in cui
      dimenticherò il lento filosofico modello del Nostro.

    9. Cercavo una frontiera vera. L’ultima (Altra) Europa.
      settembre 5th, 2008 14:03
      9

      […] per tutto il mese, accompagnando da lontano e da lettori le tappe del giornalista triestino: dal prologo alle mappe, dalla supercazzola slava ai boschi che passano fino al rabdomante e l’esorcista […]

    10. laura sacchi
      settembre 8th, 2008 09:43
      10

      Quest’estate ho vissuto un viaggio indimenticabile, unico, per vie e persorsi da me mai battuti, ricchi di silenzi, parole, immagini, sogni e vite. Su treni, battelli e bus brulicanti di storie e di storia…
      Grazie Rumiz..

    11. uta molin
      settembre 9th, 2008 21:03
      11

      ho comprato Repubblica per viaggiare … ho viaggiato attraverso la penisola balcanica con il libro di Rumiz…. sapete forse come contattarlo?

    12. Carlotta&Margherita
      dicembre 19th, 2008 21:47
      12

      Ciao siamo Carlotta Bartocci e Margherita Mastrangelo dell’ex II°F,orami III°F,della scuola “Roberto Pezzi” di Albano Laziale.
      Volevamo sapere…Come sta..!!!
      E dirle che ci manca tanto.
      Ci verrà a trovare???
      Un bacio Carlotta e Margherita

    Lascia un commento