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Post scritti nel luglio, 2008

31/07/2008

Kinder, il tetto di vetro e il momento Heidi-rock

di Antonio Sofi, alle 23:59

Si è tenuta la scorsa settimana a Gressoney la quattro giorni valdostana di Kinder, la colonia estiva di Condor (programma di Radio Due condotto da Luca Sofri e Matteo Bordone).

Sono stati giorni molto piacevoli: insieme densi e leggeri, con il giusto mix di appuntamenti seri e interstizi giocosi. Grazie ai due nostri (e ad Ilaria, e a Renzo e Claudio e a tutta l’organizzazione).

E grazie alla compagnia, ben assortita. Onore al merito a Condor (dico il programma, e la natura ibrida e poco matematica dei suoi conduttori: metà  blogger, metà  giornalisti, metà  radiofonici) per essere riuscito a riunire intorno a sè una piccola eterogenea comunità , dall’identità  lasca ma resistente come un elastico a riposo. Una comunità  liquida, che, stringendo atomi e amicizie e sorrisi, per pochi giorni è riuscita a coagularsi intorno ai silenzi della montagna, ad una laica leggerezza dei modi e delle cose.

Picnic in alta quota.
Kinder. Picnic in alta quota.

A Kinder c’erano persone che (all’inizio mi son stupito) a Kinder erano arrivate da strade diverse. C’era chi la trasmissione l’ascoltava sempre, chi ogni tanto, chi mai. Chi ascoltava in diretta, e chi invece scaricava ogni tanto i podcast. Chi ascoltava e basta, e chi mandava email o partecipava ai concorsi e ai contest. Chi aveva un blog e conosceva i conduttori (ma nella loro veste di blogger) e chi i blog non sapeva nemmeno cosa fossero. E così via. Ho passato il primo giorno a chiedere in giro “cosa diavolo ci fai qui?” e ogni volta ricevevo una risposta diversa. Fossi in Luca e Matteo ne farei motivo di vanto :)

Sul blog di Kinder ci sono foto e resoconti in quantità  e qualità. Di seguito un paio di momenti minimi, con tanto di foto, e tra le tante altre cose belle.

La sfida a Wii e la rottura del tetto di vetro

Il terzo giorno si è svolta una sfida a Nintendo Wii (è una console di videogioco). La Wii ha un pregio straordinario, che l’ha fatta diventare in poco tempo la console più venduta nel mondo, risollevando la Nintendo da anni grami. Funziona attraverso un controller wireless (ora c’è anche una pedana tipo bilancia) che riproduce fedelmente i movimenti del corpo. Cioè fa sì che di fatto tutti possano giocarci – il videogioco si popolarizza, sradicato l’atruso joypad dalle mani degli smanettoni.

Un momento della sfida a Wii. Foto di Dellaplane.
Un momento della sfida a Wii. Foto di Dellaplane.

E tutti vuol dire davvero tutti. Non solo maschi contro femmine (una partecipante ha peraltro vinto la classifica generale, rompendo metaforicamente e sportivamente quel “tetto di vetro” tra generi di cui si era più volte parlato nei giorni precedenti) ma anche, per esempio, bambine cinquenni contro adulti (come dimostra questa foto della piccola di casa Mantellini). La competizione sportiva è bellissima, ma puà anche essere molto esclusiva (nei molteplici sensi del termine). In casi come questi, in cui pochi avevano già provato la console, è stato tutto molto divertente.

Mitologica sfida a Wii tra Sir Drake e Zoro
Mitologica sfida a Wii tra Sir Drake e Zoro. Clicca sulla foto per leggere la storia

Per la cronaca: la mitologica sfida di cui sopra l’ha vinta Diego. Che poi si è dovuto piegare in finale ai colpi effettati di un semi-professionista Mantellini senior.

Momento Heidi Rock: Morgan sui prati

Morgan suona in mezzo al prato

L’incontro con Morgan è stato un momento di straordinaria e inaspettata bellezza. Morgan si è dimostrato non solo un artista di grande intensità, ma anche una persona in grado di capire il contesto e tirar fuori il meglio possibile da contingenze più o meno disagiate: il computer con i testi che si scarica, la pioggia che compare invidiosa e il pubblico che ad un certo punto si rifugia sotto il tendone e fa capannello, e si piazza sorridente a 5 centimetri dalla nuca dal pianista, a distanza di coppino in caso di sbaglio.

Il tendone con Morgan attorniato dalle persone in cerca di riparo dalla pioggia
Il tendone con Morgan attorniato dalle persone in cerca di riparo dalla pioggia. Foto di Dellaplane

Tirar fuori il meglio possibile da contingenze è una dote rara e formidabile: significa capire velocemente e velocemente adattarsi – senza farsi schiacciare, o fuggire. Morgan ha tirato fuori il meglio dal tempo (poco) che c’era, dalla compagnia, dall’atmosfera bucolica eppur cittadina, sempre in bilico tra il cazzeggio e la voglia di dire qualcosa di vero – dolce e profumato come l’aria che c’era.

Massimo Mantellini è riuscito anche a registrare qualche secondo di video della splendida interpretazione della canzone di De Andrè “Un Giudice”, ed è qua sotto.

Un altro video dell’esibizione di Morgan, di Davedodi su YouTube – è proprio del momento in cui si crea il capannello causa pioggia

Altre foto sul set di Flickr o sul blog di Kinder

23/07/2008

Kinder pre-olimpica e le vittorie facili che non spaventano

di Antonio Sofi, alle 07:42

Prossimi giorni sarò a Kinder, la colonia estiva di Condor, trasmissione radiofonica di Radio Due condotta da Luca Sofri e Matteo Bordone – sotto il “Monte Rosa che incombe solenne e particolarmente innevato” e dove, dice chi sa, di notte è consigliato il maglione di lana. Qui l’intenso programmino, con tanta bella gente.

Mancano un po’ di attività agonistiche, per essere una colonia estiva che si rispetti. Dice la leggenda che lo scorso anno ci provarono, ad organizzare una partitella ma i blogger preferirono l’ozio e la ginnastica dei polpastrelli.

Kinder, la colonia estiva di Condor
Il manifesto di Kinder

Ci saranno molti amici, che mi farà davvero piacere rivedere. Forse farà un veloce salto anche Enrico Sola, maestro di politica geek (e viceversa), che mi ospiterà a Torino, insieme all’amico Giorgio Gianotto, per una tappa di avvicinamento e chiacchiera digitale. Ivi vi sarà anche, forse chissà, semi-clandestina, la prima riunione in esilio (ovvero fuori Roma) della Fondazione Daje, dopo l’atto di nascita in quel di Matera: Diego è intenzionato a sfidare qualsiasi altra fondazione, corrente, partitino, associazione, scuola di pensiero forte o debole che sia a qualsiasi sport olimpico riconosciuto – tranne il Badminton (metto il mio veto solenne da ideologo: mi sta sulle scatole). Alfredo, avvezzo alle logiche stringenti da real politik, ha concordato: “Tanto non accettano ed è 2 a 0 a tavolino”. Abituati come siamo alle sconfitte, le vittorie facili non ci spaventano.

22/07/2008

Le ragioni della confusione (e del cambiamento)

di Antonio Sofi, alle 14:12

Riprendo dal bravo Dario Banfi un illuminante schema, che riporto sotto (fonte: La visione integrata dell’IT Governance, Risk e Compliance, ADFOR – 2008)

Schematizzare è sempre un po’ tradire, soprattutto se si parla di sistemi complessi. […] Il diagramma mette in luce come siano necessari elementi contemporanei per cambiare, innovare, migliorare realmente le imprese italiane. […] La mancanza di soltanto uno di essi fa crollare l’intero sistema finalizzato al cambiamento.

Fonte: La visione integrata dell’IT Governance, Risk e Compliance, ADFOR - 2008

Lo schema fa riferimento ad un contesto di governance d’impresa, addirittura focalizzata sull’Information Technology, ma ha l’elasticità necessaria per adattarsi anche ad altri contesti, più o meno sistemici.
A me è venuto naturale pensare alla politica (lato “democratico” ovviamente, chè il primo pensiero va sempre alla squadra del cuore).

Ho pensato agli Stati Uniti. A quel vento di cambiamento che sembra spirare oltreoceano, e che Barack Obama è riuscito finora ad “sentire” con forza, visione e carisma. Mettendo di fatto in allineamento cosmico, in fila indiana dietro la sua persona, mezzi, competenze, passioni, politiche e strategie. Ovviamente non è dato ancora sapere se il magico trenino della vittoria che ha maciullato la Clinton nelle primarie funzionerà anche in autunno contro l’avversario dell’altra barricata. Ovvero quel John McCain che di fatto ha vinto le primarie repubblicane senza fare campagna, ha speso poco ed è (ancora e relativamente) neutro quanto ad attribuzioni comunicative; e che per di più sarà probabilmente costretto – per convenienza, indole e biografia – a farsi alfiere di una placida contro-rivoluzione.

Poi ho pensato all’Italia. E al fatto che tra le cinque altre parole di decrescente propensione anti-cambiamento dello schema (ovvero confusione, ansia, resistenza, frustrazione e stagnazione) non ce n’è nemmeno una che non sia usata oggi, o sia stata usata in questi mesi, per descrivere la condizione della sinistra italiana post-elezioni.

Ma siamo confusi ansiosi o stagnanti frustrati? O dobbiamo essere per forza e ancora condannati a resistere resistere resistere?
Perché ne passa: la confusione è perché nessuno ci indica la strada, la stagnazione è perché non c’è proprio, la strada.

Insomma, a credere allo schema, chi pensa che al Pd serva solo un altro leader al posto di Veltroni è quasi un’ottimista.

Update del 23.07.08.
Aggiungo questa chiosa di Luca De Biase: «Mi trovo spesso a discutere della parola visionario che in italiano corretto significa ancora folle, mentre nell’italiano della trasformazione che stiamo vivendo significa colui che vede un futuro da costruire. Oggi il visionario non è il folle; è folle l’organizzazione senza il visionario».

17/07/2008

Qdc Live. Il che fai adesso di Internet.

di Antonio Sofi, alle 12:59

Lo sto tenendo a stecchetto il caro vecchio Webgol, in questo periodo.

Avevo in programma innumerevoli post politici, da New York (qualcosa dal Pdf 2008 è uscito su Chip & Salsa scorso sabato, ora su Vision con il titolo “Obama e l’audacia della Rete) all’assemblea de I Mille lo scorso weekend, dove si è parlato anche di blog e politica, in modo molto costruttivo e piacevole, di cui vorrei riuscire a dar anche breve conto. (E questo il giorno dopo aver assistito ad una mattinata di uccisione multipla del padre, con padre – stiamo parlando di Veltroni – presente. Che anzi chiede parola per dire, più o meno, “Uccidetemi ma pacatamente” – sapendo per altro bene che nessuno in quella sala, ora come ora, gliela fa).

Comunque. Nonostante non sia detta l’ultima parola, o l’ultimo post, e nonostante i bollettini blog dicano che le precipitazioni di post saranno sempre più rade ed estive per tutto il prossimo mese (salvo possibili eccezioni), recuperiamo parzialmente con una nuova puntata di Quinta di Copertina (il podcast tecnologico che curo per Apogeonline), il making of (o una cosa del genere) live da casa mia.

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07/07/2008

Qdc live. Lunedì tecnologico.

di Antonio Sofi, alle 10:03

Dalle 11.30 (più o meno) Quinta di Copertina live (lettura giornali e registrazione del podcast tecnologico in diretta).

Qui sotto la replica della lettura giornali + brainstorming. Il podcast definitivo per problemi tecnici non è stato registrato in video, ma è disponibile in mp3 su Apogeonline.com: “Tecnologia da supermarket (o di lusso)“.

Qdc Live - Replica della puntata del 7 luglio 2008

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