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11/06/2008

Ancora contro i (troppi?) compiti a casa

di Antonio Sofi, alle 19:51

    (attenzione, post lungo) :)

Premessa evergreen

Chi ha un blog di lungo corso come il qui scrivente, sa bene come esistano, in modo assolutamente non voluto e poco prevedibile, dei post evergreen – dei post sempreverdi che, a prescindere dalle notizie del giorno, continuano negli anni ad attrarre commenti, link e discussioni a margine.

Io ne ho soprattutto due, di questi sempreverdi – di questi pezzettini di contenuto eretico rispetto alla regola mediale che sempre più, ogni giorno di più, mostruosamente converge sulla strettissima attualità (ortodossa anche quando cerca la carta dissonante dell’emergenza, e veloce anche a scomparire nella spirale del silenzio o della disattenzione generale).

Sono post che trattano temi che, per un motivo o per un altro, rimangono o entrano nell’agenda (nella lista delle priorità) delle persone a prescindere, appunto, dal fatto che se ne parli in Tv o altrove. Sono post che, grazie agli imperscrutabili algoritmi che governano la Rete ricercabile, rimangono ai primi posti su particolari chiavi nei motori di ricerca: una sorta di risposta in forma di contenuto a chi cerca informazioni su Internet, cercando nei motori come si lanciano bottiglie di SOS in mare aperto. Investendo sul sistema ricco di Internet le proprie intenzioni di conoscenza: di conversazione, di sfogo, di confronto.

Troppi compiti a casa per gli studenti italiani?

Uno di questi post tratta dei compiti a casa, e si intitola, appunto: Contro i troppi compiti a casa. E’ un post risalente a novembre 2006, che pian piano, in questi quasi due anni e praticamente da solo, ha raggiunto quota 43 commenti (poi ci ritorno). In questo post facevo menzione di un dibattito che dall’empireo della teoria d’ingegneria formativa arrivava come un treno fin dentro le vite delle famiglie italiane alle prese con uno o più figli in età scolare. Un dibattito sintetizzabile in due domande.

  • La prima è “Ma i compiti a casa servono o non servono?
  • La seconda (ammesso ovviamente si risponda positivamente alla prima) è “Ma i compiti a casa sono pochi o troppi?

Sulla questione ne ho scritto oggi sul quotidiano Dnews (scaricabile in pdf), riprendendo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che promette un adeguamento degli stipendi degli insegnanti italiani alla media Ocse.

Mi sono ricordato, appunto, che proprio che altri dati di media Ocse raccontano di un primato assoluto tutto italico: il numero delle ore che ogni studente passa sui compiti a casa. Dati 2003: 10,5 ore a settimana, a fronte di una media che è di quasi la metà, 5,9. Poveri fanciulli nostri tormentati? Forse.

Ma serviranno davvero, tutti questi compiti?

In realtà la questione è serissima. Basta girare sulla Rete per raccogliere decine di appelli di studenti e genitori disperati, alle prese con tonnellate di compiti, più o meno sensati, eccedenti tempi e forze di fanciullo: compiti di ogni tipo per ogni materia ad ogni grado scolastico.

Da tempo negli Stati Uniti c’è un filone di pedagogisti che sostiene con forza, autorevoli ricerche alla mano, che sarebbe ora di dire basta ai compiti a casa. Che non esisterebbe alcuna correlazione tra il tempo trascorso a fare i compiti a casa e il rendimento scolastico: i risultati degli studi rivelano una correlazione pari a zero. In special modo per i più piccoli, delle elementari e delle medie, cui gioverebbe anche altro: sport, gioco, varia socialità. I compiti a casa insomma sarebbero una sorta di rito (o di mito) didattico che nessuno ha il coraggio di abbandonare – o quantomeno ridurre.

Tentativi di soluzioni ce ne sono state. Negli Stati Uniti la National Teachers Association ha approvato una regola aurea: quella dei 10 minuti. Gli studenti di prima non devono passare più di 10 minuti al giorno a far compiti, che diventano 20 in seconda, 30 in terza e così via, fino ad un massimo di due ore. Il carico di lavoro seguirebbe così gradualmente la crescita intellettuale dei ragazzi. È già qualcosa. Io concludevo, nel pezzo per Dnews, che se proprio dobbiamo adeguarci all’Ocse, adeguiamoci in tutto: aumentiamo gli stipendi, e riduciamo i compiti.

Docenti, studenti, genitori. Chi ha ragione?

Ma la cosa che più mi ha colpito è andare a rileggere i 43 commenti sul post originale, nonché altri interventi trovati in giro per la Rete. Non posso portare alla discussione impressioni di prima mano, ma ammetto di esser rimasto colpito dai toni accesi, frustrati, talora disperati della discussione sul tema “compiti in classe” tra i tre attori dell’ecosistema scuola: docenti, genitori, e studenti.

Nessuno pare capire le ragioni dell’altro, e ognuno pare avere ottime ragioni: la classica situazione in cui il problema pare essere prima di comunicazione e fiducia e dopo di contenuto. Di processi (per esempio la mancanza di coordinamento tra docenze) che di prodotto (ma anche un po’: e qualche innovazione nelle tipologie di compiti credo aiuterebbero non poco).

Sintetizzando le posizioni in campo:

    I docenti dicono: “I compiti servono, e non ne diamo poi così tanti: spesso son gli studenti che son scansafatiche”.
    I genitori dicono: “I compiti serviranno pure, ma sono troppi: farli diventa spesso un incubo per loro e per noi che veniamo coinvolti”.
    Gli studenti dicono più semplicemente: “I compiti non servono, e sono troppi” :)

Chi ha ragione? Non so: mi piacerebbe continuare a parlarne e raccogliere altre testimonianze. Intanto date un’occhiata anche voi ai commenti originali, alcuni anche piacevolmente costruttivi. Qui sotto una piccola selezione.

Una selezione dei commenti sul tema dei compiti a casa

Se dai molti compiti si lamentano, così come se ne dai pochi
Caterina C., professoressa

I compiti a casa dovrebbero consentire allo studente una interiorizzazione dei contenuti affrontati in classe per raggiungere un grado di autonomia sempre maggiore. […] Se fino ad ora ho usato il condizionale, è perché la scarsissima considerazione che viene data ai compiti a casa, li fa apparire solo come un peso. Anche le famiglie hanno spesso un atteggiamento contraddittorio: se assegni molti compiti, sbagli perché sovraccarichi il figlio; d’altro canto se ne assegni pochi, sbagli perché non fai lavorare il ragazzo… e nessuno capisce che il compito a casa è anche, soprattutto, un momento di responsabilizzazione. Senza aggiungere che ben pochi notano la differenza tra qualità e quantità. Infatti, nessun genitore mi ha mai chiesto come mai ho dato un tipo di esercizio piuttosto che un altro.

Ecco la giornata tipo di un ragazzo di seconda media. Un incubo
Gianluca, genitore

Un bambino di seconda media stamattina si alzerà alle ore 7:00, probabilmente farà una “mezzoretta” di ripassi e, dopo colazione e Scuolabus, sarà a scuola dalle ore 8:30 fino alle ore 13:30 per compiere le sue brave 5 ore di studio. Ritornerà a casa alle ore 14:00 per il pranzo. Dopo pranzo (ore 15:00, neanche il tempo di digerire) comincerà con gli esercizi di inglese che gli porteranno via circa due ore. Gli esercizi devono essere infatti copiati sia sul libro che sul quaderno. Sono le 17:00 ed arriva meritato il tempo della merenda “veloce”. Ed già è una fortuna perchè certe volte non ne ha proprio il tempo. Veloce, perchè lo aspettano 15 pagine di geografia. Solo a leggerle si troverà catapultato alle ore 19:30 e i genitori cominceranno a chiamarlo per cena. A quel punto cenerà con l’ansia di dover riprendere a fare i compiti. Sono le 21:00 e ci sono da fare alcuni grafici ma soprattutto gli esercizi di matematica che, chiaramente, sono sempre lasciati per ultimi. Dalle ore 21:30 parte la lotta con se stessi per mantenere gli occhi aperti, il bimbo lo sa: da quel momento ogni minuto è un minuto guadagnato. A fatica raggiungerà le ore 22:30. I genitori potranno cercare di tenerlo sveglio, ma certo non possono dargli il caffè. Probabilmente lo troveranno appisolato sui quaderni. Saranno perciò costretti a svegliarlo di nuovo presto il giorno dopo.
Ecco, questo è un nudo e crudo esempio di una giornata di un ragazzo di seconda media.

Così tanti compiti per le vacanze che preferivo andare a scuola
Base2, studente

Studio giornalmente almeno 5 ore e spesso salto i compiti scritti. Non ho un attimo per me se non quell’oretta dove riesco a malapena connettermi a internet. A lungo andare mi stanco, andavo in palestra, ma ho dovuto smettere, non riesco più a concentrarmi, ne a scuola ne a casa, la notte non riesco a dormire, il sabato non ho voglia di uscire. Poca vita sociale. Per un periodo ho cercato di fare pochi compiti e pensare di più al resto….risultato? In tre verifiche ho preso fra il 5 e il 6… e ho preferito tornare allo studio. A volte capita di lamentarmi con i prof e loro mi rispondono che i compiti sono pochi… è vero sono pochi… presi singolarmente per materia pero! Per le vacanze pasquali sono tornato reduce da un mese infernale (del tipo verifica + interrogazione nello stesso giorno), e mi sono stati assegnati tanti compiti, che avrei preferito andare a scuola…

Scuola baby-sitter
Lara, docente

Concordo però che il tempo manca, ma la colpa è dei compiti assegnati? Non è piuttosto dell’orario scolastico che impegna i bambini otto ore al giorno, come l’orario lavorativo di un adulto? La scuola deve coprire come una brava baby sitter gratuita l’orario lavorativo dei genitori: ma è questo il suo ruolo?

Perchè non compiti “moderni”?
Marco, docente

La questione è complessa per dibatterla qui in poche parole ma faccio solo semplici esempi… i tempi sono cambiati e non esistono solo i libri ormai.. quindi perché ad esempio per una lezione di storia non far vedere un bel documentario storico, o un film e poi discuterne in classe (star davanti alla TV rispetto allo star sui libri può anche andar bene..dipende da cosa si guarda), o per una lezione di matematica farli partire dalla risoluzione di un problema concreto e magari quotidiano, per una lezione di musica l’ascolto di un concerto dal vivo (o anche di una canzone di madonna, si può dire comunque molto lo stesso…), o per italiano l’analisi e il commento di un articolo dalla propria rivista preferita.. qualsiasi sia..

Spalmarli meglio, i compiti
Manurizzi, genitore

Se queste benedette maestre si parlassero e organizzassero in modo da “spalmare” meglio i compiti assegnati a casa forse saremmo tutti molto meno furiosi, a ben vedere, i compiti assegnati materia x materia non sono esagerati, solo che, guarda caso, si concentrano tutti ne primi 3 giorni della settimana, il che vuol dire passare il WE facendo compiti e non riposando affatto.

Commento breve, ché devo correre a fare i compiti

Saphira, studentessa

allora. voglio descrivere una mia normalissima giornata. ore 6.30: sveglia. Ore 7.00: sn pronta e ripasso qualche lezione. ore 7.30: vado alla stazione per prendere il treno. ore 8.00: entro a scuola. fino alle 13-14.00: sto a scuola a fare il mio dovere. ore 14,15.00: prendo il treno e torno a casa. ore 14.30-15.30: ho finito di mangiare e comincio il (quotidiano)”everest” di compiti. ore 17.00: pausa di 10 minuti(ma non sempre). dalle 17 fino a orario indeterminato(record: 00.30) studio. Ditemi voi se questa non e una vita da bestie. FINE (corro a fare i compiti altrimenti oggi superero il mio record)

Altri qui.
I commenti sono come al solito aperti :)

(ps: ringrazio lucia f. per la lunga email, piena di spunti e di riflessioni che ho provato in parte a tradurre in questo post)


  • Contro i (troppi) compiti a casa
  • Puglia e porta a casa*
  • (Ir)reality show. Il fascino discreto della bugia (e della verità)
  • Un velo all’ordine IV

  • 32 Commenti al post “Ancora contro i (troppi?) compiti a casa”

    1. Midi Blog
      giugno 11th, 2008 19:19
      1

      Puglia Informa: Basta girare sulla Rete per raccogliere decine di appelli di studenti e genitori disperati, alle prese con tonnellate di compiti, più o meno sensati, eccedenti tempi e forze di fanciullo: compiti di ogni tipo per ogni materia ad ogni

    2. Libru
      giugno 11th, 2008 18:51
      2

      Agostino Iafano: Basta girare sulla Rete per raccogliere decine di appelli di studenti e genitori disperati, alle prese con tonnellate di compiti, piĂš o meno sensati, eccedenti tempi e forze di fanciullo: compiti di ogni tipo per ogni materia ad ogni

    3. Valentina
      giugno 12th, 2008 16:32
      3

      (attenzione, commento lungo) :)

      ci ho pensato perché non mi era mai capitato prima, e onestamente non capisco proprio cosa chiunque possa trovare di strano nel fatto che andare a scuola comporti avere dei compiti a casa!

      io in primo liceo imparavo a fare i plurali delle parole in -cia e -gia, che differenze passano tra un accento acuto e uno grave, perché “qual è?” non si apostrofa o perché “pneumatico” vuole l’articolo “uno”; in secondo liceo recitavo a memoria per intero il mio libro di grammatica latina; in terzo e in quarto leggevo così tanta geometria analitica da vedere graficamente in immediato qualsiasi funzione; a fine del quinto ahah ricordo che all’esame di stato mi trovavo a correggere il mio professore sui diametri supposti delle nane bianche e delle supernove:)
      il tutto tenendo la media costantemente sopra al nove, senza nessunissima insufficienza o segno rosso nello scaffale dei ricordi.
      nessuna magia fuori dalle mie scelte di allora. io i compiti a casa li ho sempre fatti e fatti tutti. dalla primina in poi. fare i compiti a casa voleva dire per me capire, capendo padroneggiare, padroneggiando essere libera. e poi era divertente!, perché studiare era quello che volevo e che amavo.

      ora, io capisco benissimo che la preparazione istituzionale sia diventata démodée (per prenderla larga).. MA: perché non vogliamo riconoscere la possibilità che uno la ami? che voglia misurarsi e migliorarsi?

      davvero vogliamo raccontarci che sia fattibile senza compiti a casa?
      o potremmo supporre che chiunque possa portare a termine una maratona il giorno in cui decide di affrontarla? che chiunque possa raggiungere qualsiasi obbiettivo prescindendo dallo sforzo più adeguato e più necessario per?

      che uno discuta sul farli o meno, i SUOI compiti a casa, mi pare assolutamente normale e sensato :) poi si è sempre fatto, no?
      ma che si discuta sul toglierli di mezzo tout court è curioso! come se a tanti troppi non importasse niente di togliere fiato e possibilità alla scuola, che di per sé stessa resta innazitutto un diritto.
      un diritto pubblico gigante al libero accesso di quell’esercizio e di quel sudore che sono irrinunciabili per poter capire, e potendo capire per poter padroneggiare, e potendo padroneggiare per poter essere liberi.

      io credo fermamente che impari solo chi vuole imparare. e che di fatto si sia tutti autodidatti. ragione per cui dubbi sull’efficacia dell’insegnamento ne ho e potrei evidenziarne a sfare.
      ciò nonostante, il fatto che ci sia destinato uno spazio di educazione (dal latino edùcere: guidare, condurre, tirare fuori da) a mo’ di mensa imbandita – perché tutto sia più facile, laddove volessimo accettare l’invito di fermarci a mangiare -, mi pare di per sé stesso un vantaggio di una bellezza irrinunciabile.

      un conto è non aver fame, o aver fame d’altro.
      un conto è sputare sopra ad un banchetto. fosse anche solo per chi, accanto a noi, fame ne avesse.. o no?

    4. lucia f
      luglio 1st, 2008 22:26
      4

      per Caterina C.
      i miei incontri ravvicinati con insegnanti di:
      ELEMENTARI- obbligo mia figlia ad eseguire il compito di matematica sulla proprietà delle potenze esattamente com’è assegnato, nonostante la maestra pretenda che non ti tenga in considerazione la frase: applicare le proprietà per ottenere 10, 100, 1000. es. 188-38 = non sarà (188-8)-(38-8) MA (188-27)-(38-27). nota sul diario. un’insegnante che non sa a cosa servono le proprietà.
      MEDIE- mia figlia: sono stata in Liguria e ho visto le reti tese tra gli olivi per la raccolta dei frutti – professoressa: impossibile, le olive vengono raccolte una ad una a mano.
      LICEO – mia nipote: a cosa serve filosofia in un liceo scientifico? professore: cultura generale…
      dico la verità, desidererei non vedere più assegnati i compiti perchè i miei figli possano diventare persone brillanti e non cesti vuoti da riempire con notizie più o meno corrette.
      per Marco, docente. l’ins di storia di mia figlia LEGGE il libro di testo come unica spiegazione in classe. l’ins di disegno non sa cos’è una natura morta. l’ins di informatica usa power point ma non capisce lo scopo del software (che è presentare). l’ins di ginnastica raccomanda di mangiare soltanto mezza mela prima di una campestre di 3 km. si insegna musica solo suonando il flauto per 3 anni fra martino. l’ins di epica parla di Odìsseo, con accento sulla i? l’ins di grammatica scrive un pò, con l’accento. con l’ins di inglese non c’è verso di ascoltare High school musical.
      diceva? rinnovare, cambiare? i compiti, le lezioni? mandare a lavorare i professori, che sappiano cosa vuole dire il datore di lavoro che ti fiata sul collo e vuole il risultato, bene, presto, subito?

    5. lucia f
      luglio 3rd, 2008 12:07
      5

      cara valentina del paese di fantasilandia.
      quanto può valere il parere di una secchiona con la media del 9?
      togliere di mezzo i compiti è necessario perchè gli insegnanti non capiscono la differenza tra poco e poco di più, tra tutti i giorni e una volta la settimana, tra 10 minuti e 4 ore.
      per quanto riguarda la tavola imbandita dovresti toglierti gli occhiali rosa: a me sembra la mensa dei poveri in un giorno difficile. buona fortuna nel mondo del lavoro, se non lavorerai presso una scuola ne avrai bisogno, perchè lì servono i fatti. non dico di non studiare, dico che gli insegnanti non capiscono se è più importante studiare a pappagallo o far andare il cervello.
      e io voglio che i miei figli usino il cervello, nessuna alternativa. mia figlia mi sta chiamando perchè l’insegnante di inglese ha assegnato per le vacanze un libretto da leggere e compilare in ogni sua parte basato sui verbi al passato, regolari, irregolari. peccato che siano fermi a was e were. che facciamo: saltiamo i compiti o insegno io inglese a mia figlia?

    6. Leonardo
      ottobre 6th, 2008 16:31
      6

      Sono uno studente che frequenta il secondo liceo scientifico. Mi alzo TUTTI i giorni alle 6 e mezza, anche se la scuola mi è a 2 passi da casa, ovviamente per studiare. Torno a casa dopo 5 assillanti ore di scuola e già ho l’ansia dei compiti e mentre mangio mi viene da vomitare. Inizio a studiare alle 2-3 e se mi va bene finisco alle 10 e mezza (ma se mi va proprio bene) e senza nemmeno 5 minuti di meritata pausa.Per il sabato, il San Sabato, non ho il diritto di trascorrere nemmeno parte della mia mezza giornata guadagnata con sudore dopo una intera stremante settimana con i miei amici perchè la domenica non riesco a svolgere tutti i compiti, dato l’enorme fardello di compiti scolastici che mi assegnano per il lunedì. Se non ce la faccio a fare tutto dovrò cercare di sopravvivere all’ira funesta di mia madre, che mi farebbe andare a suola pure se avessi la febbre a 40, ma questo è un fatto a parte. Vita sociale sotto lo zero ed, essendo un adolescente, credo che abbia anche io il diritto di costruirmi una vita extra-familiare, o no? Posso solo dire che è meglio se la facessi finita…

    7. l'avvocatessa
      ottobre 10th, 2008 18:59
      7

      Ai compiti – ai TROPPI compiti – sopravviviamo tutti. Dall’età infantile a quella adolescenziale, ciascuno elabora le proprie strategie: svolgerli tutti o non svolgerli affatto; copiarli integralmente o copiarli in parte; svolgerne alcuni, copiarne altri ed altri ancora affidarli al ‘fato’…le alternative, a ben vedere, sono tante quante l’estro di ognuno.
      Il punto, dunque, non mi sembra il peso (o la quantità o la proficuità) dei compiti a casa, quanto l’incidenza (a volte pericolosa) che il ‘metodo’ scelto per svolgere le assegnazioni scolastiche ha nella nostra vita di adulti. Prendete a campione me: ho sempre svolto tutti i compiti (e bene), indipendentemente da insegnanti o genitori. Oggi, in perfetto secchiona style, sono un’adulta ‘compulsiva’, ma che va mediamente – e spietatamente – dritta al segno.
      Sarà che, forse, sono ‘nata’ adulta?
      Certo è che m’hanno ‘imprigionata’ che avevo sei anni e a tutt’oggi (dato che mi ostino a non smettere di studiare…) mi sento come in quella installazione di Maurizio Cattelan. Inchiodata ad un banco.
      Con le matite.

    8. Ethel
      ottobre 27th, 2008 12:03
      8

      Voglio aggragarmi agli innumerevoli commenti, perchè sono studentessa e mamma.
      Io al liceo studiavo fino alle 12 ore al giorno ed ero sempre in dietro con i compiti, ora all’università massimo 4 ore a settimana (come si dice non rimpiango i bamchi di scuola).
      Mia figlia ha 8 anni, è in terza elementare, e mi accorgo che il carico di compiti è aumentato notevolmente rispetto all’anno scorso. Da principio mi sono preoccupata, poi ho cercato un modo per rendere meno pesante il tutto, con un risultato mediamente positivo: il sabato mattina 1 ora per lo svolgimento della matematica, quindi inizia la parte rilassante della giornata (parco, amichetti…), poi, prima di pranzo, mentre preparo da mangiare inglese ed eventuali paginette di geografia o storia, che le piacciono tanto ed impara velocemente, poi pranzo e riposino del pomeriggio. Normalmente il sabato pomeriggio lo passiamo a feste o a casa degli amichetti quindi si parla di totale relax. La domenica si inizia la mattinata con eventuali poesie e filastrocche da imparare a memoria e il pomeriggio ripasso!

      Prima puntavo a finire tutti i compiti entro il sabato, causando spesso un sovraccarico mentale, ma dividere in modo tematico è risultato un modo assai più efficace riducendo di circa la metà il tempo di esecuzione e quasi non si rende conto di aver fatto i compiti.
      Ora capisco che è solo una bambina e che i compiti sono moderatamente inferiori al carico che ha un bambino delle medie, ma il suggerimento penso si possa applicare a tutti.
      Il problema non sta, secondo me, nella quantità di compiti ma nel metodo di studio…tutti gli insegnanti insegnano le loro materie ma nessuno insegna ai bambini a fare schemi, mappe, a gestirsi il carico di lavoro…insomma manca un’educazione allo studio!!!
      Se qualcuno mi avesse aiutato nella gestione dei compiti penso che me la sarei cavata molto più tranquillamente al liceo!

    9. Valentina
      aprile 16th, 2009 21:52
      9

      sono una studentessa di seconda media e questa sera, visto che sono stata costretta a stare in piedi anche in vacanza per fare i compiti ho digitato in google “troppi compiti!”
      e mi si è aperta questa pagina ed ho deciso di sfogarmi qui. allora la mia giornata incomincia alle 6 di mattina quando mi sveglio per ripassare fino alle 8 meno un quarto, visto che la scuola è praticamente attaccata a casa mia. non faccio nemmeno colazione e spesso mi capita di non guardare più l’orario perchè sono troppo stanca che mi addormento sulla scrivania e arrivo in ritardo a scuola.
      dopo 6 ore di lezione torno a casa alle 2 e mangio delle schifezze impacchettate perchè non ho neanche il tempo di mettermi lì e farmi da mangiare perchè devo subito correre a fare i compiti. inizio con gli esercizi e poi con lo studio (minimo 10 pagine) e arrivano le 8 e mia madre mi chiama x la cena. vado e poi torno a studiare. ormai sono stanca di sedermi ancora sulla sedia della scrivania che mi fa venire la gobba, allora mi sdraio sul letto e cerco di studiare le ultime cose ma sono gìà le 22.30 e mi addormento sul letto senza aver preparato niente per il giorno. alla mattina quindi tutta di corsa per preparare libri e cose varie. adesso ci sono ancora le vacanze di pasqua, io per tutti i compiti che ci hanno dato in tutti questi giorni sono riusita ad uscire solo un giorno e il giorno di Pasqua. mi sono letteralmente rotta di queste tonnellate di compiti che ci danno..certe volte mi chiedo perchè ne diano così tanti..provocano stress agli studenti che fanno una vita assurda per avere la media del 7 e li costringono ad odiare la scuola..
      le prof dicono che i compiti sono pochi, certo pochi per ogni materia ma sommati insieme diventano un bordello e non riesci a capire + niente.

      NON CE LA FACCIO +

    10. federico (studente liceo)
      novembre 1st, 2009 19:28
      10

      salve a tutti…. frequento il primo anno del liceo scientifico… quando andavo alle medie, avevo un prof di italiano che non dava mai i compiti mentre gli altri ci riempivano… pensavo che quelli erano molti, mentre ora dal lunedì al mercoledì ho in media 40 esercizi di grammatica e dal lunedì al giovedì 150/160 esercizi di matematica, per non parlare dei molteplici esercizi di latino al giorno. io penso che se adesso sono così tanti, figuriamoci per le vacanze di natale… eppure le vacanze dovrebbero essere un momento di distacco dalla vita lavorativa/scolastica… credo che questa sia una esagerazione, perchè oltre alla scuola noi abbiamo una nostra vita privata ed abbiamo diritto a fare sport e divertirci, cosa molto difficile per colpa dei compiti… un’altra cosa che vorrei mettere in evidenza, è che i prof dicono che noi facciamo 28 ore settimanali, ma le 3-4 ore di compiti a casa al giorno, non si mettono in considerazione?, non mettiamo in considerazione che noi siamo l’unica scuola sul territtorio della mia zona ad andare a scuola il sabato? io penso che così la scuola si fa odiare… cosa possiamo fare per far capire questo ai prof? grazie per l’attenzione… fede

    11. letizia
      novembre 17th, 2009 18:11
      11

      Salve!
      Mi chiamo Letizia, ho 33 anni e sono mamma di Edoardo che quest’anno frequenta la prima media. Sono esasperata, perchè i compiti sono davvero troppi e inacettabili!!!!! Leggendo le testimonianze mi sono resa conto quanto grave è il problema, e poi ci meravigliamo se ragazzi e genitori vanno in esaurimento! Mio figlio va a scuola fino alle 13, torna a casa, mangia in fretta e poi la mamma comincia subito a ricordargli che c’è una barca di compiti che lo aspettano. Incominciamo alle 14 con tutte le materie scritte, per poi passare allo studio che è talmente tanto che la notte non basterebbe per memorizzare il tutto. La mamma viene coinvolta nelle materie di studio (rimango di stucco da tutto quello che deve immettere nel cervello), tempo per sport non ce né e nemmeno per parlare tranquillamente della vita in famiglia. La domenica non si esce mai e gli amici non sappiamo nemmeno se esistono! DITEMI ORA SE QUESTA E’ VITA! E’ UNO SCHIFO! VOI CHE SIETE AI PIANI ALTI COSA STATE FACENDO AI NOSTRI RAGAZZI????
      CIAO

    12. ely
      novembre 19th, 2009 21:25
      12

      Salve! Sono la mamma di una bambina di 6 anni, che quest’anno si è affacciata alle elementari.
      E’ da non crederci ma i pomeriggi sono già diventati un incubo, alle 18 (iniziamo alle 14) siamo ancora sul quaderno a quadrettoni a costruire le letterine dell’alfabeto con materiale vario, oppure ad incollare paroline ritagliate sul giornale oppure a LEGGERE (sì dico leggere quando mia figlia non ancora sa leggere!!!!!!!) 10 volte un brano fotocopiato di ben 27 righe in stampatello, oppure a colorare assurde fotocopie. Ora io mi domando se un bambino di 6 anni possa applicarsi e sforzarsi per 4 ore e più tutti i pomeriggi, quando a scuola in 5 ore tu vedi che a malapena riesce a scrivere una paginetta di frasi minime e un disegnino.Ma che cos’hanno nel cervello queste insegnanti? Che cosa credono che far lavorare a casa (tanto c’è la mamma cretina che la segue )possa compensare le loro mancanze assolute di programmazione e preparazione del lavoro in classe? Il risultato è che la bambina si rifiuta di lavorare a casa (dopo un po’ si stufa), si rifiuta di leggere (siamo ancora a novembre). Qui non stiamo parlando di studenti sfaticati e svogliati ma di una bambina di 6 anni con i tempi di attenzione di un bambino di 6 anni e le relative capacità. Credo che la prima elementare sia cruciale per l’apprendimento futuro e nel caso di mia figlia lo vedo moooolto nero. ciao e scusate lo sfogo

    13. Lucian
      gennaio 4th, 2010 03:58
      13

      salve a tutti mi chiamo Lucian e la mia giornata da studente quando non ho l’allenamento è questa:6:15 mi alzo faccio colazione e verso le 6:30 devo iniziare a prepararmi.7:10 pulman per andare a scuola, alle 8:00 entro e faccio lezione fino alle 13:00. arrivo a casa alle 13:40 e mangio fino alle 14:00 circa mi prendo un’ora di riposo e comincio a fare i compiti alle 15:00 fino alle 19:00 compiti scritti poi devo studiare ma non ce la faccio perchè sono stanco. invece quando ho l’allenamento è peggio perchè alle 19:devo andare via fino alle 23:00 e vado a letto alle 23:30 perchè devo mangiare anche perchè se mangio prima dell’allenamento vomito la cena quindi la mattina dopo mi devo risvegliare alle 6:15 molte volte salto colazione per dormire un po’ comunque io sono già fortunato perchè un mio amico si alza alle 4:00 perchè il pomeriggio non riesce a fare i compiti perchè fa fisioterapia a un ginocchio. Io sto impazzendo non ce la faccio sono in prima superiore poi il sabato non riesco a fare i compiti quindi li devo fare tutti la domenica perchè il sabato subito dopo scuola mi alleno e quando torno a casa sono troppo stanco. Non ho più tempo per me stesso. anche mia madre ha notato il mio cambiamento sono sempre in ansia non farcela con i compiti

    14. Bebo
      gennaio 6th, 2010 00:59
      14

      I compiti non servono, spesso non li finisco e mangio con l’ansia pensando di perdere tempo, vorrei vedere gli insegnanti al nostro posto…

    15. bina
      febbraio 8th, 2010 18:00
      15

      x alcuni ragazzi i compiti sono veramente TROPPI! la nostra prof va a pagine, ma nn una o due , anche 10 o 12!Io credo che i compiti servano ma pochi e mirati altrimenti sono inutili!

    16. franci
      febbraio 8th, 2010 22:38
      16

      BASTA CON I COMPITI!!! SONO UNA MAMMA CHE NON NE PUO’ PIU’ DI PASSARE IL FINE SETTIMANA A STUDIARE CON LA FIGLIA(PREMETTO DI 8 ANNI)STORIA, GEOGRAFIA, ITALIANO, MATEMATICA E PER NON FARCI MANCARE NIENT’ALTRO IMPARIAMO ANCHE LA POESIA.

    17. emilia
      marzo 4th, 2010 11:06
      17

      sono una mamma ,e vi dico che non se ne può più con questi compiti!!! Assurdo ….e poi si sente dire che l’Italia è la più <> ma non sarà questo fatto di assegnare e assegnare ..che in vece di creare scienziati stanno creando <<<>>>..Ma questi insegnanti che si sono messi in testa?????? ASSURDO:::ASSURDO:::

    18. chiara
      aprile 5th, 2010 15:36
      18

      salve, sono una ragazza di terzo liceo scientifico e non riesco più a tollerare la mia situazione.
      a tanti sembrerà un’esagerazione, ma scrivo comunque in quanto sono testimonianze reali.
      oggi, giorno di pasquetta, sono costretta a svolgere i compiti (10 versioni di latino, 40 pagine di filosofia e 30 di storia), poichè nei giorni precedenti, sono stata a fare la mia bellissima scheda di fisica (18 esercizi difficili, e il prof non spiega MAI) e tantissimi problemi di geometria analitica.
      Ieri sera addirittura (PASQUA!) si sono fatte le 23,45, poi ho smesso sfinita.
      e la mattina mi ero alzata alle 6.

      La mia media non compensa il mio studio e il mio impegno (studio 8 ore e mezza circa ogni pomeriggio!!!): ho degli 8 e 7, ma anche dei 5 e un 4.

      E dire che studio con metodo e quando ripeto le cose ai miei amici le so dire benissimo, e in caso contrario, le vado a studiare di nuovo.

      Dopodomani di sicuro tornerò e i prof diranno “beh hanno avuto tutti sti giorni per studiare, adesso ne sentiamo qualcuno”.

      Così, iniziano a fioccare i due e alla fine dell’anno mi trovo i 5 che si trasformano in 4 anche avendoli recuperati e l’unico 4 che ho passa a 3 direttamente…e fu così che rimasi in terzo, anche avendo molti 8.

      QUESTO PERCHÈ??????vi pare normale che una persona non riesca a vivere una vita serena a scuola?????io ogni mattina penso di dover andare in un lager.
      i prof almeno da me, sono totalmente egoisti, egocentrici e non se ne fregano nemmeno lontanamente di aiutare qualche alunno in difficoltà.

      VERGOGNA!

    19. elena
      maggio 10th, 2010 17:55
      19

      Sono una mamma e una professionista.
      Mi ricordo di avere sempre fatto fatica a stare appresso ai compiti.
      Ad ogni modo alle elementari se ne facevano sicuramente meno di adesso e le ricordo come un periodo magico.
      Poi ho affrontato università e lavoro e non mi son trovata male essendo flessibile e tenace.
      Queste qualità pero’ non le ho sviluppate grazie all’allenamento fatto coi compiti del precedente ciclo scolastico.
      Son sicura che ne sarebbero bastati meno.
      Adesso a mio figlio stanno rubando l’infanzia:
      non è importante che i bambini non abbiano piu’ cortili in cui giocare, si muovano sempre meno, non si addestrino alle relazioni sociali trovandosi in gruppo coi coetanei (se non in attività prestabilite).
      E’ un sapere solo nozionistico, non è cultura e non è filosofia di vita e toglie lo spazio della meditazione, dell’ozio, della socializzazione, tutte cose basilari per crescere.
      Gli insegnanti sono diventati i mandanti del Sacro Programma Ministeriale, i sacerdoti del POF.
      Nella scuola non si canta e non ci si commuove, non si sogna e non ci si emoziona.

      Per forza i compiti sono un incubo.

    20. ROS
      giugno 3rd, 2010 22:58
      20

      salve,

      sono la mamma di una bambina di 11 anni che sta per
      finire la prima media. Sono una laureata in scienze
      politiche, ho studiato tanto, ma quello che sto vedendo con mia figlia….. lo trovo assurdu, anche
      perche’ gli argomenti trattati alle medie sono uguali a quelli che abbiamo svolto noi tanti anni fa; (dimenticavo che c’è lo spagnolo in piu’). Perchè tanti compiti visto che la scuola insegna sempre la stessa storia, la stessa grammatica ecc. ecc? L’innovazione scolastica consiste solo nel tartassare, demotivare ed annoiare a morte i ns figli? Il troppo storpia, e bravo è quell’insegnante che fa nascere la passione con poco
      e non quello che fa studiare 15 pagine alla volta per finire il programma….. non serve a niente…i vostri alunni sono bambini non stupide macchine.

    21. roberta
      settembre 4th, 2010 11:25
      21

      sono la mamma di un bambino che quest’ anno farà la terza elementare, e sono spaventata dall’ idea di ripercorrere un’ altro anno seduta , tutti i giorni, a svolgere i tanti compiti accanto a mio figlio. Basti pensare che negli ultimissimi giorni di scuola i bambini dovevano imparare una tabellina al giorno da pazzi!!! Io hai miei tempi ne imparavo una al mese!!! E’ assurdo che ogni giorno i bambini debbano imparare a memoria tutta la lezione svolta a scuola e che ogni giorno si cambi argomento senza approfondire quello precedente così non si apprende nulla!!!

    22. Ginger
      novembre 8th, 2010 12:06
      22

      Posso consigliarvi un libro? “Aiuto, mio figlio deve fare i compiti!” di Maila Paone. E’ un libro completamente dalla parte dei bambini che lei definisce “nativi digitali” e dice, in sintesi, che i compiti vanno fatti come se si giocasse alla Nintendo o si navigasse su Internet, e cioè seguendo i vari interessi e le diverse associazioni che una qualsiasi materia può suscitare e avvalendosi di tutti gli strumenti tecnologici di cui si ha a disposizione. La tesi è che associando i compiti a qualcosa di piacevole, che ne sò ponte milvio a federico moccia e a qualcosa di visivo (il film), si ricordano meglio. C’è anche il sito http://www.aiutomiofigliodevefareicompiti.blogspot.com
      forse lì è spiegato tutto un pò meglio…

    23. Andreea
      gennaio 4th, 2011 01:41
      23

      ho così tante cose da dire che non so’ neanche come organizzarle
      prima di tutto ,sono una qualsiasi persona di 2a media.
      i compiti servono,così i ragazzi si allenano su quello che hanno fatto in classe ,ma gli insegnanti sono…senza offesa,delle bestie!
      la prof ci da’ da studiare lunedi,per mercoledi 12 pag di storia pur sapendo che abbiamo anche la verifica di inglese e quella di scienze su 3 capitoli!
      Quella di mate ci da di solito 20-25 problemi da fare per casa(se no dimentichiamo tutto…eh),
      i compiti delle vacanze
      uffa!!!1
      ad esempio per la vacanza di natale abbiamo 3 temi da fare ,un libro da leggere ,40 es mate 20 pag stud storia ,12 es inglese(non sto mentendo!)
      questa e vacanza????
      sapete che non ho potuto godermi la vacanza perchè ho pensato continuamente a quanti compiti ho da fare?
      adesso vi descrivo la mia giornata
      6:30 ripasso
      7:00 mi vesto ,mangio,mi lavo,ecc
      7:50 vado a scuola
      13:00 arrivo a casa
      13:30 finisco di mangiare
      13:30 inizio a fare i compiti
      15:30 faccio una piccola pausa e vado su messenger o esco un attimo fuori per ossigenare il mio cervello
      15:45 continuo i compiti
      17:00 ceno
      17:30 continuo i compiti
      19:00 inizio a studiare
      21:45 mi preparo lo zaino ,mi lavo ,ecc
      22:00 vado a letto
      tutto questo in un giorno che NON HO dopo la verifica ,perchè se dopo ho la verifica di solito finisco ale 11:30
      (facciano 10 verifice al mese)
      questa e vita da persona di 12 anii???
      già mi viene da piangere(nel vero senso della parola ) quando penso che tra una settimana rinizioerò tutto questo
      Non mi ricordo più come è il parco…
      Non posso capire le persone che dicono che vogliono tornare a scuola…la scuola e diventata per me …un luogo terribile…
      Ringrazio a Dio che ho la possibilità di andare a scuola e di imparare ,però….e troppo
      Gli insegnanti a volte dimenticano che sono lì per insegnarci e non per altre cose come mettere le persone in castigo , o dare un sacco di compiti solo per far vedere che possono
      io sono stanca di tutto questo…
      P.S. Scusate la mia grammatica ma sono solo da un anno in Italia

    24. si
      aprile 10th, 2011 15:41
      24

      cazzo!

    25. Barbara
      maggio 5th, 2011 12:21
      25

      Sono la mamma di un bambino che frequenta la seconda elementare e che ogni pomeriggio impiega due ore per fare i compiti dati da queste maestre che non hanno il senso della misura e probabilmente del tempo! Sono sconcertata da tutto ciò, io e altri genitori abbiamo fatto presente più volte del problema agli insegnanti che sembrano non sentirci proprio perchè si sa in classe ci sono sempre i più bravi che in mezz’ora hanno finito tutto ma il mondo non è fatto solo di secchioni! Ho anche una figlia che frequenta la stessa scuola ed è in terza elementare lei ha la metà della metà dei compiti che ha suo fratello quindi immaginate con che impeto si prepara a far i compiti mio figlio quando vede la sorella che dopo 15 o venti minuti ci lascia dicendo: “ho finito vado a giocare”. Tutto ciò è assurdo e soprattutto mi chiedo come mai i Presidi non vigilano su tutto ciò, spesso poi i bambini della classe di mio figlio (quelli più lenti compreso lui)saltano la ricreazione se non sono stati abbastanza veloci da eseguire quanto dato in classe. Vergogna!

    26. Alberto
      ottobre 24th, 2011 08:47
      26

      Sono un papà, tra le altre, di una bimba di 10 anni che frequenta la quinta elementare.
      Siamo a fine ottobre e già ha ripreso lo stesso andazzo dell’anno scorso: tra le 3 e le 4 ore in media di compiti ogni giorno. I fine settimana non riusciamo a fare nulla perché passiamo tutto il sabato e quasi tutta la domenica a fare i compiti. Compiti che coinvolgono tutta la famiglia.
      Le maestre, infatti, dichiarano che assegnano ai bambini compiti che richiedono ricerche su internet in modo che “i genitori sono costretti a dedicarsi ai bambini”!.
      Siamo in una situazione vessatoria spaventosa.
      Spesso, poi, credono di vedere difficoltà familiari e decidono anche di intervenire direttamente nei confronti delle famiglie.
      E’ veramente una situazione insostenibile.
      Nostra figlia non ha tempo per giocare. Non ha tempo per fare sport. Non riusciamo a fare nulla nei fine settimana.
      Stiamo seriamente pensando di cambiare classe o scuola, nonostante il grande impegno sociale anche di mia moglie, rappresentante di classe e presidente del consiglio d’istituto.
      Risultato: questo week-end siamo stati impegnati più di 12 ore. In classe non fanno nulla e pretendono di far lavorare le famiglie al posto loro, impedendo le altre attività proprie della famiglia.
      I bambini considerano le maestre delle aguzzine e odiano la scuola e lo studio. Fanno i compiti senza intelligenza perché preferiscono seguire pedissequamente le indicazioni ricevute in classe, anche se completamente errate. Non hanno nessuna iniziativa e mortificano continuamente la loro curiosità.
      Penso che una insegnante che si comporti in questo modo non solo faccia male il proprio lavoro ma si assume una responsabilità sul futuro dei bambini.

    27. ilaria
      novembre 29th, 2011 21:30
      27

      sono una secchiona impenitente: ho smesso di vergognarmente giusto l’anno scorso, quando mia figlia ha iniziato le elementari. lì ho capito che la vera secchia di famiglia era lei – e non per sua scelta. nonostante frequenti il tempo pieno è oberata di compiti: poesie oscene su temi demenziali, condite da valutazioni sgrammaticate, note per un nonnulla e durante i ponti (che solo le scuole si possono ancora permettere), non solo devi spendere la tredicesima in baby sitter, ma devi anche passare le notti a studiare con i bimbi. io capisco che la scuola stia con le pezze al culo e capisco anche che il personale docente si senta giudicato da genitori ben più scolarizzati e altezzosi dei nostri genitori..ma l’impressione è che tutte le frustrazioni vengano sfogate contro i bambini. alle insegnanti non chiedo passione perchè il loro stipendio probabilmente non la merita, ma la scuola sta diventando una fabbrica per operai del nozionismo

    28. franca masini
      dicembre 7th, 2011 13:25
      28

      scusate sono d’accordo su tutto ma poi alla fine in concreto cosa facciamo? ….da soli è una battaglia persa in partenza …esiste un associazione o un comitato al quale si può fare riferimento?….se siamo in tanti forse potremmo fare qualcosa …..non possiamo lasciare la vita dei nostri figli in balia degli insegnanti che spesso non si rendono conto dei danni che producono….

    29. Gaia
      dicembre 19th, 2011 14:37
      29

      sono una ragazzina di 11 anni e frequento la prima media ….i miei professori danno tantissimi compiti e io proprio non riesco a farli tutti e bene . se li faccio bene magari dimentico di fare qualcos’altro .
      comunque soprattutto nel periodo natalizio dove io domani ho il concerto ne stanno dando di piu e io non riesco proprio …….oggi ho le prove generali e non so proprio come faro a farli tutti …..perche ne ho tanti :( aiutatemi

    30. Gaia
      dicembre 19th, 2011 14:46
      30

      scusate mi sono dimenticata di raccontarvi la mia settimana scolastica :
      Lunedi :
      mi alzo dal letto,mi vesto ,faccio colazione ,mi lavo ,vado a scuola per 5 ore .
      torno da scuola pranzo ,subito dopo faccio i compiti che finisco alle 7 ( se non ho impegni per il giorno dopo ) oppure alle 8 ( se me li anticipo ) il martedi e il sabato sono uguali .
      mercoledi : tutto uguale tranne per il fatto che vado al rientro dalle 16:15 alle 17:15 .
      venerdi : tutto uguale tranne per il fatto che vado dalle 15:30 alle 16:30 al rientro di solfeggio .
      non ne posso piu .
      e poi in questo periodo vado alla novena in chiesa tutti i giorni e alle prove di canto il martedi .e i miei professori anziche diminuire la quantita di compiti la aumentano .
      :( :( AIUTOOOO

    31. Eleonora
      gennaio 12th, 2012 20:10
      31

      Alcuni commenti sono patetici.
      SOno una ragazza di 18 anni in quinta liceo. Dalla prima mi sveglio alle 6.00, prendo il treno delle 7:45 a 20 minuti a piedi da casa mia, arrivo alle 7:30 a Milano, faccio altri 20 minuti a piedi fino alla mia scuola e poi 8 rampe di scale. Le lezioni iniziano alle 8:05 spaccate. Se entri mentre suona sei in ritardo e ti mandano a giustificare in vicepresidenza. Dopo 3 ritardi vai in punizione, dove ti assegnano compiti per tutte e 13 le materie che abbiamo per le 6, 7, 8 ore successive.

      Tutti i giorni facciamo 6 ore, tranne il lunedì 7 e il venerdì 8.

      Arrivo da scuola alle 3 o alle 6 a seconda dei giorni. Mi mando di traverso il cibo e comincio a studiare una materia dopo l’altra, passando da matematica a storia in INGLESE, a letteratura inglese, a francese, a latino, ad astronomia ecc…

      All’inizio mi suicidavo praticamente. Non ci stavo dietro, troppo stress.
      ALla fine sono arrivata ad un compromesso: faccio il giorno prima per il giorno dopo, a costo di essermi abbassata la media di parecchio.

      Nessuno più di me sa cosa vuol dire IMPEGNO e SACRIFICIO.

      ALle elementari avevamo una pigna di roba da fare che sfiorava la follia… e li ho fatti tutti senza fiatare.
      I genitori invece di gridare allo scandalo, dovrebbero far aiutare i propri bambini da qualcuno, come studenti universitari (che bastano e avanzano per un livello elementare<9 o liceali dopo il quarto anno. Questo non solo li aiuterà ad impostare una metodologia (che da soli NON si apprende), ma li terrà impegnati per le ore necessarie, dopodichè BASTA.

      Io mi sono rovinata infanzia e adolescenza con la scuola, ma solo perchè non mi è mai piaciuto studiare, ma IMPARARE, che sono due cose ben distinte.

      Alle porte della maturità ringrazio in tutte le lingue del mondo la fine di questo delirio (l'università si va a far… benedire!!!)

    32. katerina
      maggio 13th, 2012 22:13
      32

      Io i compiti li ho sempre fatti alla cazzo di cane ma ho sempre avuto la media dell’otto pur facendo un liceo molto impegnativo..cercavo prima di tutto di studiare e capire gli argomenti facendo gli esercizi che ritenenvo più adatti, ero autodidatta in un certo senso e ho sempre avuto la media dell’8….

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