05/05/2008
Scambiamoci un segno di daje
di Antonio Sofi, alle 14:40
Giusto per stabilire un punto di verità storica e quindi poter passare allegramente oltre, tirato in ballo da Diego due parole sulla parola d’ordine del weekend del barcamp materano (per spirito e atmosfera caratteristico e inimitabile: un grazie di cuore a tutti gli organizzatori); che è stata “Daje“. Ad un certo punto la romanesca esortazione risuonava di continuo tra le inclite aule e i sorridenti amici, le soleggiate terrazze e i contenuti d’interstizio, gli espressini 80% (simili solo in questa percentuale a quelli dell’anno scorso) e i peperoni scrocchiarelli, in mezzo agli antichi acustici tufi e fuori il bar wifizzato di Aldo eletto quartier generale: daje! Daje! Daje!
Come grande mamma semantica, daje ha via via accolto tra le sue braccia molteplici sensi; eppure il daje primigenio è in uno specifico passaggio dell’ultimo video di Diego (più o meno da 4:19 a 4:35) – in cui si annusa l’esistenza di un bisogno profondo, insieme politico ed extrapolitico, inespresso e tuttora senza rappresentanza di “abbracciarci, fare casino, fomentarsi a vicenda”.

E’ il daje che è lo slogan mancato di una sinistra che poteva farcela, antidoto energetico allo sgomento generazionale che non riesce a risolversi se non affidandosi a passati mitologici o a relativismi personalistici, stimolo apotropaico a ritrovare dal basso uno spirito di comunità smarrito in un retorico cacadistinguismo, esortazione mobilitante che non parla sottovoce, non è marzulliana né correntista, che non sta per forza in mezzo e se può fischia, che si diffonde da vicino a vicino – come da video – per contagio di prossimità (è sul territorio, è sul territorio), che invece di bullarsi di prevedere il futuro prova a crearlo: daje! Daje! Daje!
Nel momento di sconforto o di indecisione il daje può essere il pungolo irresistibile e spesso intimissimo ad andare oltre le proprie insicurezze e le proprie paure: oltre il già-detto e verso il questo-diremo (infatti la risposta giusta è il rilancio immediato, la forza tranquilla e beffarda del giocatore di poker che va a vedere il bluff: “de più!”)
:)
(grazie a monica per la foto, altre foto – una tonnellata – con il tag materacamp2008)



maggio 11th, 2008 12:07
ho participato solo parzialmente, cercando caparbiamente di fare un’unica e semplice cosa: evitare che mi fotografassero. Fu un’impresa ardua e faticosissima, peraltro quasi totalmente fallita. Tanto che al secondo barcamp, a Matera (ma ne hannoparlatogià tutti), ero talmente rassegnata che mi sono fatta fotografare perfino in posa. Ho detto tutto. (Prima o poi arriveranno anche le mie di foto, con calma, ma arriveranno. Daje.)Pubblicato da mae |
maggio 5th, 2008 18:50
Antonio SofiScambiamoci un segno di daje
maggio 5th, 2008 16:39
(Diego Bianchi) a Matrix, puntata in cui si è discusso della sconfitta del Partito Democratico alle scorse elezioni politiche e alle amministrative di Roma. Mi considero, di diritto, una dei tantissimiestimatori di Zoro
maggio 30th, 2008 18:52
) per una certa sinistra ammosciata dal Pd. Obiettivo primario: “ficcarsi nella fanga”, giacchè del trito e ritrito “radicarsi nel territorio” non se ne può più e tanto vale lasciarlo ai leghisti. Comespiegail dottor Sofi, nel ruolo di ideologo: “E’ il daje che è lo slogan mancato di una sinistra che poteva farcela, antidoto energetico allo sgomento generazionale che non riesce a risolversi se non affidandosi a passati mitologici o a relativismi
maggio 23rd, 2008 20:53
Daje si nascondeva una strategia ben precisa. L’incitamento che da questo video di Zoro parte spontaneo (spontaneo?), si diffonde naturalmente (naturalmente?) sino ad arrivare al Barcamp materano .Da questo post di Sofiin poi (l’ideologo ?) è una palla di neve che diventa valanga! Qualcuno commenta e suggerisce di aprire una fondazione: Fondazione Daje, per il riscatto della Base, perche’ c’e’ bisogno di dialogare, di ascoltare, ma soprattutto di farsi sentire. Ad
maggio 23rd, 2008 15:04
Antonio Sofi) e quindi poter passare allegramente oltre, tirato in ballo da Diego, due parole sulla parola d’ordine del weekend del barcamp materano; che è stata “Daje“. Ad un certo punto la romanesca esortazione risuonava di continuo tra le inclite aule e i
giugno 2nd, 2008 15:20
invece, sembra aver trovato il compagno ideale con cui scambiare finalmente due parole. Sembravano entrambi in astinenza, lui e l’anziano. Nel frattempo, a pagina undici del giornale, leggo un articolo assai simpatico sullo zoro della rete. IlDajein voga nella blogosfera, imperversa. L’anziano racconta del suo problema agli occhi. Ha avuto le cataratte. Sono 5 anni che non prende un treno e non aveva idea si dovesse timbrare. Comunque non se ne fa un problema
maggio 5th, 2008 15:45
[...] 15.14Oggi è la terza volta che lo cito, ma sticazzi.Scambiamoci un segno di Daje, di Antonio, è tutto da leggere.Poi mettetevi davanti allo specchio, serrate i pugni e [...]
maggio 5th, 2008 16:24
[...] fanno cose, si vede gente, si urla “dajeeeeeeeeeeeee!”.E si beve, soprattutto si [...]
maggio 5th, 2008 16:43
Ma quanto vi voglio bene!!!
maggio 6th, 2008 01:06
4 lettere, un mondo. daje! parole d’ordine semplici che diventano opere aperte, mantra proiettivi.
altro che shadow cabinet.
maggio 6th, 2008 09:25
Daje! ;)
maggio 6th, 2008 10:34
dovremmo ribattezzare il materacamp come materadajecamp :P
maggio 6th, 2008 17:21
da enciclopedia!
maggio 6th, 2008 20:24
[...] Scambiamoci un segno di Daje (webgol.it) ? [...]
maggio 6th, 2008 22:02
o direttamente @dajecamp :-)
maggio 7th, 2008 02:02
Le cose idiote e totalmente inutili che rendono stupenda la vita… Daje!
maggio 7th, 2008 10:11
anche se in ritardo non posso non aggiungermi al coro, daje!!!!
è stato bello conoscervi…
maggio 7th, 2008 11:37
[...] Scambiamoci un segno di daje! [...]
maggio 7th, 2008 12:37
[...] “un segno di daje” a tutti quelli che c’erano, ma anche a quelli che non c’e… MateraCamp nel cuore… [...]
maggio 7th, 2008 14:29
per gli auguri sono ormai troppo in ritardo, però siccome mi ha colpito un sacco la frase del tuo intervento “c’è anche chi commenta solo quando ha qualcosa da dire, ma a noi quelli non interessano…”, allora in nome di quella frase/comandamento mando a te e a tutti un abbraccio e un segno di Daje!!! :)
maggio 8th, 2008 08:53
[...] dire: ci siamo? Daje?…Â Comunque potremo dire la nostra anche [...]
maggio 8th, 2008 18:27
[...] Scambiamoci un segno di daje su Webgol è uno dei primi che mi fa sentire un pò meglio. Qualcosa forse si muove al di là delle [...]
maggio 12th, 2008 00:15
Daje! E dai che ci dai… io arrivo qui… tu (e voi) passi (…-ate) da qua?!
http://breakfastinlondon.blogosfere.it/
;-P
maggio 13th, 2008 11:10
[...] della sinistra riformista (aka PD) “daje!” la cui esegesi potrete trovare qui e che imperversa - sempre su twitter, ma quello abbiamo, fino al prossimo incontro! – fra gli [...]
maggio 14th, 2008 03:14
[...] A Matera si è riunita e riconosciuta una comunità , amici che non si erano mai incontrati, e che si sono scambiati esperienze, hanno cantato insieme cori goliardici sui gradini di una locanda scavata nella roccia, hanno pensato e parlato di progetti comuni: Kublai, Mondine, Lucania Lab, un nuovo progetto editoriale nei new media, un social network dei commercialisti lombardi forse collegato a uno dei padovani, un Festival dell’Unità in Second Life, un esperto informatico della Regione Veneto interessato all’utilizzo del web dei ragazzi pugliesi di Bollenti Spiriti … sono solo alcuni dei temi delle conversazioni alle quali ho partecipato, collegate da bottiglie di Aglianico, espressini freddi, peperoni cruschi… e un’unica parola a comunicare quell’energia presente nell’aria: Daje!!! [...]
maggio 27th, 2008 09:17
[...] Fondazione Daje, che è nata simbolicamente a Matera da un gruppo di reduci inveterati (leggi “Scambiamoci un segno di daje“) e che ha – per ora – una mail (fondazionedaje @ gmail.com), un gruppo su facebook e un logo [...]
maggio 29th, 2008 20:11
[...] Luca Conti. (Il Daje è un marchio registrato) Attualità , Blogosfera [...]
giugno 3rd, 2008 09:51
[...] poi è diventato il tormenone del Materacamp. L’ideologo del "dajismo", Antonio Sofi ha iniziato a definirne i contorni e la prospettiva ideale. Da quel momento è stato un [...]
luglio 17th, 2008 13:50
[...] lei, che gli parla. Lei, che lo invita ad uscire dalla sala per un momento di interstizio. Gli dice daje, gli dice vieni, gli dice è qui nell’altra stanza che c’è la vera conversazione. Lui si alza, [...]
agosto 6th, 2008 17:39
tuttavia nel vero romanesco il “daje” viene usato come epiteto per la testardaggine della sfiga o del destino infame. O anche del prossimo che non “coje” il problema presente. Spesso è accopagnato così dal definitivo: “ce rifamo”.