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Post scritti nel maggio, 2008

30/05/2008

Ficcarsi nella fanga (e trasparire su Internet)

di Antonio Sofi, alle 11:44

Sulla Daje Night, questo post di Diego riprende e traccia molte delle cronache degli stoici e impavidi dajisti, che nonostante il caldo infernale e le stupidaggini che nolente venivano fuori, sono rimasti fino a tarda notte (e pare divertiti), in quel della ormai mitica Libreria Flexi in quel di un fosforescente rione Monti, a Roma.

E’ stata una serata speciale, intensa: fluida e sorridente. In cui ponzate scalette non sono state seguite né salite. In cui è emersa una bolla miracolosa, in sospensione tra serietà e cazzeggio, tra sindrome da PD moscio e potenzialità ad oggi inesplorate – che se ci sono partono da una risata. Magari sotto i baffi, per non farsene (dagli altri, troppo) accorgere. Per continuare a giocare produttivamente in bilico sulle cose, tra le mille tentazioni di mille ami puntuti. Se una foto mi è rimasta impressa è proprio questa, di me che rido sotto i baffi; perché, ora mi sembra, tutti mi parevano ridere sotto i metaforici, politici baffi. Grazie davvero a tutti da parte mia.

Nicola sul divanetto guarda dubbioso il manifesto della prima Daje Night

Qui le foto della serata (se ne avete fatte altre mette il tag dajenight)

Una serata in cui le cose più divertenti sono stati i tentativi di esser seri, e le cose più serie le amare risate fuoriuscite dalla visione dei quattro video inediti di Tolleranza Zoro.

Quattro video inediti presentati agli amici seduti divanati o appoggiati alla porta del bagno – un gruppo di persone tra cui c’erano in molti che recitavano a memoria le battute dei video pubblicati (come in Rocky Horror Picture Show ma, per fortuna, senza balletto).

C’era il video del giorno del voto, passato al famigerato Loft ad aspettare i risultati: dallo schermo posto all’esterno con X-Factor in onda mentre usciva Walter Veltroni con passo incerto ad una tovaglietta riempita di numeri e calcoli e falcemartelli, dopo la grande taumaturgica abbuffata – nello sforzo di dimostrare che, in realtà, avevamo vinto. C’era il video di una straordinaria intervista di un montalbanesco Zoro al neo presidente della provincia Nicola Zingaretti (un capolavoro) e il video degli errori con parrucca e spacco con vista su polpaccio da calciatore di Diego nelle vesti di Aborigena e Zorgan. E infine, il documento – drammatico, direbbe Antonio Polito – dell’arrivo di Veltroni e Francesco Rutelli nel quartiere, il primo ad accompagnare il secondo impegnato negli ultimi sforzi prima del ballottaggio con Alemanno. Un documento drammatico perché dimostra in controluce – in modo così evidente da essere fastidioso – tutti i mali della politica italiana. Di una comunicazione strozzata, che non c’è. Di un collo di imbuto che è diventato così stretto che passa ormai solo un rivolo di senso compiuto. Di una comunicazione che, quando c’è, non si apre mai. Non si apre mai in una vera conversazione. In cui il cittadino personalizza tutti i problemi, rendendoli di fatto irrisolvibili e i politici si nascondono dietro una selva di (tranquillizzanti) telecamere televisive e parole vuote – e poi scappa.

Ficcarsi nella fanga, dunque. E’ una questione di metodo, prima che di contenuti o di linea (“le canne, ce le possiamo fare o no?” scherzava Diego con i dajisti convenuti). Ficcarsi nella fanga quindi – che a radicarsi nel territorio lasciamo i leghisti.

E, aggiungo io, poi lavare i calzini sporchi su Internet, davanti a tutti – che qui si può fare, costa poco e non ci sono telecamere di mezzo: senza niente che non sia trasparente fino all’ultimo atomo.

27/05/2008

Daje Night. Mercoledì alla Libreria Flexi, a Roma.

di Antonio Sofi, alle 09:16


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Niente da fare. Meglio farsene una ragione e non ribellarsi all’andazzo: non riesco a scrivere altro, se non gli estemporanei appuntamenti/incontri.

In questo caso, per chi sta a Roma e dintorni, segnalo una Serata Zoro (anche appellata Daje Night) in quel della accogliente Libreria Flexi, nel rione Monti. Mercoledì sera, 28 maggio 2008, dalle 21.00 circa.

Fondazione Daje

Io, in quanto autonominato ideologo del dajismo, sto per l’appunto limando un piccolo saggio esegetico di soli 40-45 minuti su Tolleranza Zoro (la serie di video girate e interpretate da Diego Bianchi alias Zoro, appunto), e una ponzata chiosa finale ermeneutica di almeno altrettanti minuti sulla novella Fondazione Daje, che è nata simbolicamente a Matera da un gruppo di reduci inveterati (leggi “Scambiamoci un segno di daje“) e che ha – per ora – una mail (fondazionedaje @ gmail.com), un gruppo su facebook e un logo (qui sopra) ma che, piano piano, grazie alla taumaturgica invocazione, si appresta a dar pugnace e satira battaglia a fondazioni più blasonate.

Se rimane tempo vediamo anche qualche video (forse anche qualche inedito). :)

Il programma ̬ comunque in fieri Рcontrollare blog di Diego.

21/05/2008

Quinta di copertina ne fa 400 (di puntate)

di Antonio Sofi, alle 10:44

Quinta di Copertina, il podcast giornaliero e tecnologico in onda su Apogeonline, ̬ ormai un vecchietto: in onda da marzo 2006, con oggi raggiunge la cifra tonda di 400 puntate Рtutte disponibili online.

Sono circa 5000 minuti online. Più o meno 3 giorni e 1/2 interi di podcast. Tutto sulla tecnologia, e il racconto che ne viene fatto dai quotidiani.

Quasi quasi, per festeggiare, faccio un esperimento – qui sotto: una puntata live, via il canale di Mogulus (da questa pagina si può anche commentare in chat). Il backstage, diciamo – dalla lettura dei giornali alla registrazione vera e propria (sempre che riesca a gestire tutto l’ambaradam, è la prima volta). Aggiusto un po’ di cose e proviamo ad andare in onda per le dieci.

update 12.06
Siamo andati in onda per quasi un’ora e 40, Mogulus pare aver funzionato per il meglio: audio e video (così dicono, io di fatto mi fidavo e parlavo ad un computer). Tanti amici in chat a festeggiare Quinta: ad un certo punto eravamo una 40ina, dicono le statistiche di Mogulus. E sembravano pure divertirsi, pensa te. Letti i giornali, provate alcune icone taumaturgiche in sottofondo (grazie a Marcog e Sergio, un Diego riccioluto e giovanile, un illuminato Gaspar, un autorevole Monty e una splendida Gabriellina) e registrato il podcast, puntata lunga (tra un po’ va online). Quando capisco come mandare in onda videochat da Skype, proviamo di nuovo (anzi se c’è qualcuno esperto in ascolto mi scriva antonio.sofi su gmail anche gtalk). Intanto grazie a tutti.
Purtroppo, sciocco come sono, non ho premuto il tasto rec, per registrare: pensavo fosse automatico. Quindi esibizione veramente live, niente registrazione per i ritardatari, niente differita: stavolta è andata così :)

Per ascoltare la puntata 400 di Quinta di Copertina “Siamo tutti nanotech”, o scaricare l’mp3. Se preferisci c’è il feed rss o il canale iTunes

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

14/05/2008

Scendiamo giù in piazza (telematica)

di Antonio Sofi, alle 11:46

Mi spiace esser di fatto “costretto” solo a segnalare qualche appuntamento. Avanzo per esempio (ma non escludo di ritornarci su nei prossimi giorni) una riflessione stimolata dalla giornata di Al Gore + Conversazioni dal basso a Pesaro. Una riflessione che vorrebbe provare a fare un po’ il punto della campagna elettorale italiana, vista dal basso del Web – che ho avuto modo di seguire con qualche attenzione soverchia grazie e tramite Spindoc.

Per ora rimando alle riflessioni pre di Giuseppe Granieri e Giovanni Boccia Artieri e quelle post di Vittorio Zambardino e Diego Bianchi.

Piazza Telematica a Schio

E questa sera sarò, a parlare anche di queste cose (di politica e Web insomma) a Schio, nell’ambito degli incontri di Piazza Telematica, alle ore 20.30 in via Pasini 27.

07/05/2008

Remixable events. Al Gore che conversa dal basso.

di Antonio Sofi, alle 19:38

Giusto un breve promemoria di due eventi dei prossimi giorni.

Domani giovedì 8 maggio a Roma, al Teatro Ambra Jovinelli, ci sarà un evento Sky per presentare la localizzazione italiana di Current.tv, che sarà diretta da Tommaso Tessarolo. Alla presenza del fondatore (nonché ex-vice presidente degli Usa, e premio Oscar/Nobel) Al Gore. E’ una bella occasione per ascoltare da vicino un signore che di cose ne ha fatte, che ha saputo riposizionarsi al meglio dopo la discussa e contestata sconfitta contro Bush (era il 2000), che durante quella campagna fece sorridere molti sostenendo “I invented the Internet” (parlava dell’appoggio a leggi internettofile durante la presidenza Clinton, ma quel sound byte girò molto, e contro di lui) ma che è stato, con il progetto Current.tv tra i primi a credere e puntare su una logica di televisione ibrida, rimediata – alla ricerca di un equilibrio virtuoso e crossmediale sia a livello dei contenuti che delle tecnologie. Ci saranno un bel po’ di blogger da tutta Italia, invitati dal buon Marco Montemagno – io ho a mia volta invitato gli studenti neo-blogger di Bloglab, che il modo migliore è buttarli subito in acqua e vedere se nuotano.

Al Gore a Roma

    Maggiori informazioni nel sito di Skytg24.
    L’evento andrà anche in diretta su Sky TG24 e online sul sito di Sky.

Venerdì 9 maggio invece sarò a Pesaro, dove si svolge la seconda edizione di Conversazioni dal Basso, quest’anno dedicata al rapporto tra politica e web, e organizzata sempre dalla attivissima crew urbinate animata da Giovanni Boccia Artieri, Roberta Bartoletti, Laura Gemini, Fabio Giglietto, Thomas Galli, e poi siete così tanti che non riesco a tracciarvi tutti :) (ditemi semmai se c’è qualcuno che ho dimenticato)

Conversazioni dal basso

Il programma ̬ molto denso, e costruito come una vera e propria conversazioni tra docenti, esperti, giornalisti, studenti, ecc. Рtutte le parti in causa intorno ad un metaforico tavolo a discutere. Ci sono panel dedicati alla politica tout court, alla politica e giornalismo e alla politica e aziende.

05/05/2008

Scambiamoci un segno di daje

di Antonio Sofi, alle 14:40

Giusto per stabilire un punto di verità storica e quindi poter passare allegramente oltre, tirato in ballo da Diego due parole sulla parola d’ordine del weekend del barcamp materano (per spirito e atmosfera caratteristico e inimitabile: un grazie di cuore a tutti gli organizzatori); che è stata “Daje“. Ad un certo punto la romanesca esortazione risuonava di continuo tra le inclite aule e i sorridenti amici, le soleggiate terrazze e i contenuti d’interstizio, gli espressini 80% (simili solo in questa percentuale a quelli dell’anno scorso) e i peperoni scrocchiarelli, in mezzo agli antichi acustici tufi e fuori il bar wifizzato di Aldo eletto quartier generale: daje! Daje! Daje!

Come grande mamma semantica, daje ha via via accolto tra le sue braccia molteplici sensi; eppure il daje primigenio è in uno specifico passaggio dell’ultimo video di Diego (più o meno da 4:19 a 4:35) – in cui si annusa l’esistenza di un bisogno profondo, insieme politico ed extrapolitico, inespresso e tuttora senza rappresentanza di “abbracciarci, fare casino, fomentarsi a vicenda”.

Daje a Materacamp. Foto di Monica

E’ il daje che è lo slogan mancato di una sinistra che poteva farcela, antidoto energetico allo sgomento generazionale che non riesce a risolversi se non affidandosi a passati mitologici o a relativismi personalistici, stimolo apotropaico a ritrovare dal basso uno spirito di comunità smarrito in un retorico cacadistinguismo, esortazione mobilitante che non parla sottovoce, non è marzulliana né correntista, che non sta per forza in mezzo e se può fischia, che si diffonde da vicino a vicino – come da video – per contagio di prossimità (è sul territorio, è sul territorio), che invece di bullarsi di prevedere il futuro prova a crearlo: daje! Daje! Daje!

Nel momento di sconforto o di indecisione il daje può essere il pungolo irresistibile e spesso intimissimo ad andare oltre le proprie insicurezze e le proprie paure: oltre il già-detto e verso il questo-diremo (infatti la risposta giusta è il rilancio immediato, la forza tranquilla e beffarda del giocatore di poker che va a vedere il bluff: “de più!”)

:)

(grazie a monica per la foto, altre foto – una tonnellata – con il tag materacamp2008)

04/05/2008

Mi sa che mi ci vuole un daje collettivo

di Antonio Sofi, alle 23:25

Nella più pura e antica tradizione blog dei cavoli propri in pubblico: oggi compio 33 anni.

(update del 7: mi sono accorto solo ora che l’orologio del blog va indietro di un’ora. Io ho pubblicato a mezzanotte del 5 maggio, e lui me l’ha pubblicato come alle 23 del 4 maggio. Il mio compleanno è il 5, era abbastanza chiaro, ma per i posteri, e sempre in onore all’antica tradizione blog, ecc. ecc. E ne approfitto per ringraziare tutti, i daje augurali più belli del mondo)

02/05/2008

Sabato alla seconda edizione del MateraCamp

di Antonio Sofi, alle 01:39

Questo blog con tanto di blogger dentro si trasferisce da domani fino a domenica (trasferimenti, ahimè compresi) a Matera per la seconda edizione (sabato tre maggio) di un barcamp che l’anno scorso fu epico (e che anche quest’anno ben promette).

MateraCamp. Logo

Ci vediamo lì (possibili, ma non garantiti, aggiornamenti su twitter).