home

Leggi gli aggiornamenti in home page

16/04/2008

La politica che sta online. Dai sondaggi ai commenti.

di Antonio Sofi, alle 01:26

Gli editoriali migliori li ho letti online

C’è altro da aggiungere al titolo? Ho letto molti giornali ieri, e ho trovato mera cronachetta insipida. Aspettiamo anche domani, quando le migliori penne avranno avuto agio di affilare idee e parole. Ma intanto le cose migliori continuo a leggerle in Rete, e spuntano ad ogni aggiornar di reader. Come sempre più spesso mi accade. Riflessioni più profonde, più libere, più emozionanti, più veloci di quelle che mi capita di leggere da qualsiasi altra parte. Forse, semplicemente, più “vere”: meno irrigidite da formati tradizionali, da monte battute, vecchi e nuovi poteri da non scontentare o indistinti e malmostosi pubblici. Quel genere di cose che trovano lo spiraglio umanissimo e personale per far capoccella dentro le mono-opinioni del framing mainstream.

Giornata di spostamento, però: e molto mi sarò perso. Segnalo però alcuni “editoriali” memorabili – del tutto a prescindere dal fatto che ne condivida ogni moto di pensiero:

  • Enrico Sola, “L’opportunità del male – riflessioni post-elettorali stranamente serene(di cui solo il provocatorio finale continuo a rimasticare dubbioso, come una pastiglia medicinale di cui non mi convince il sapore e non vorrei fosse velenosa; mentre trovo straordinariamente efficace l’analisi del berlusconismo di ritorno, ché la solita interpretazione scalfariana del venditore, ancora in auge in certi giri, si è dimostrata straordinariamente inadatta a spiegare il Berlusconi di oggi)
  • Leonardo, “Forse Dio è malato. Te e i tuoi sfondi verde vomito
  • Settore, “Piangina Arcobaleno(il mio pundit di riferimento su interismi vari e tecniche di maratona per dilettanti, scrive della più incredibile disfatta dopo quella di “Napoletone”: quella della Sinistra e l’Arcobaleno, harakiri da milioni di voti persi, con le parole del Leonardo di cui sopra “quello che è successo a sinistra ha le dimensioni di un suicidio rituale di massa”)
  • Diego Bianchi alias Zoro, “Ventresca molle” (diretta emotivissima dell’opinionista politico più geniale ed originale ad oggi presente in Italia. Esagero? No.)

Altri ne troverò, questi sono quelli che fanno comunque parte delle fonti che seguo – e li aggiungerò qui in calce (oppure segnalatemeli su antonio.sofi gmail.com).

Exit Poll e Instant Poll

Intanto ringrazio SWG tutta per la straordinaria ospitalità durante la due giorni elettorale – forse il momento più tensivo in assoluto per un istituto di sondaggi e ricerca sociale. Eppure non sono mai mancati dati, attenzioni, spiegazioni. E la diretta tv dal Sole 24 Ore gestita da Luca De Biase è stata molto divertente. (altre risorse qui)

L’instant poll pensato da Maurizio Pessato e Roberto Weber ed effettuato in collaborazione con Libero.it porta con sé una metodologia nuova e di certo affinabile; ma anche l’idea molto interessante che Internet può essere luogo di raccolta (più veloce, più estesa, più affidabile in casi di dati “personali”) delle opinioni politiche e delle intenzioni di voto. Quello di quest’anno è stato condotto esclusivamente online, e poi “aggiustato” offline quanto alla composizione del campione. E i dati hanno tenuto, seppur sottostimando come tutti la performance del PdL (ma i primi exit poll di Piepoli, forti di una forchettona di 7 punti, davano addirittura come possibile una vittoria del PD!).

Enrico Milic mi manda una analisi comparativa del risultato della rilevazione (il grafico originario sta in questo post).

Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero
Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero

Soggetto realizzatore: SWG Srl-Trieste con Libero.it
Committente e acquirente: Osservatorio elettorale SWG
Data di esecuzione: 13 – 14 aprile 2008
Tipo di rilevazione: sondaggio online CAWI su un campione di 63000 soggetti maggiorenni residenti su tutto il territorio nazionale

Riporto anche parte del commento di Roberto Weber: «[…] L’errore sulle singole forze politiche resta complessivamente all’interno delle forchette scelte, salvo per il PdL e in misura non rilevantissima per la Sinistra. La scelta di far coincidere il punto più alto della forchetta per l’aggregato Pdl-Lega, con quello che registravamo è stata dettata dal fatto che rispetto alla notte prima e ai dati raccolti alle 11 si osservava un progressivo restringimento del gap (si era passati dal 44,8 al 43 e dal 37,5 al 38,9). […] Restano a nostro avviso cose buone legate alla gran parte dei dati: sinistra bassa, Idv puntuale, Lega alta, Pd preciso, minori in linea. Sufficienti per leggere le tendenze, insufficienti per una stima precisa».

Resta, a mio parere, la bontà della scelta di investire su una metodologia online. Che forse può ben essere utilizzata per finalità più estese e politicamente multiformi. Sono gli exit poll in generale che andrebbero ripensati: ora come ora, con le prime proiezioni distanti qualche ora dalla chiusura dei seggi, sono forse diventati solo un vizio di bulimia giornalistica.


  • Più Berlusconi meno Veltroni, ma viceversa per i partiti
  • Da watchdog a cane da compagnia. Il giornalismo politico nelle primarie Usa.
  • Buttare il bambino dei social network?
  • Il fotogramma di Prodi

  • 7 Commenti al post “La politica che sta online. Dai sondaggi ai commenti.”

    1. L'eleganza del riccio
      aprile 16th, 2008 15:46
      1

      di una svolta, adesso sia proprio il momento per farla diventera realtà. Per radicare la convivenza e la compartecipazione. Pensiamoci e diciamo la nostra. Aggiornamento 2 – merc. 16 aprile Vi consiglio la lettura diquesto bel postsui rapporti politica/web dal blog Webgol di A. Sofi.

    2. Blog Notes, Weblog di Giuseppe Granieri
      aprile 16th, 2008 07:32
      2

      Antonio SofiLa politica che sta online. Dai sondaggi ai commenti.

    3. valerio fiandra
      aprile 16th, 2008 07:43
      3

      Grazie anche a te, peccato non aver avuto il tempo di parlare di alcuni aspetti del tuo lavoro che mi interessano. Magari qui, o una altra volta. Il solo aspetto che è mancato ( io me lo aspettavo, non era però nel Programma ) è proprio quello della Rete e la Politica in Italia. Credo che se ne potrebbe fare oggetto di un seminario, con de biase, tu e altri anche NON esperti di Web…

      Ciao

    4. Spindoc | Il prima durante dopo (e qualche riflessione sul Web)
      aprile 16th, 2008 23:12
      4

      […] alla rete sono fioriti in occasione di queste elezioni. Alcuni con una contropartita reale (es. i sondaggi nella forma di exit o istant poll) altri peculiarmente legati alla rete (Twitter, […]

    5. Noantri
      aprile 17th, 2008 14:39
      5

      Non so da dove cominciare. Non mi piace pensare che l’unica soluzione sia andarsene in Spagna (ma forse in Nepal sarebbe meglio) con un biglietto di sola andata, né che gli italiani siano un popolo senza testa. Perché è qui il punto. E’ qui l’errore. Abbiamo demonizzato non solo il nostro popolo, ma il popolo. Lo abbiamo allontanato, emarginato, sbeffeggiato, l’abbiamo disprezzato, non lo abbiamo ascoltato. E per la prima volta nella vita repubblicana italiana, la storia socialista e quella comunista non avranno una rappresentanza parlamentare. Un fallimento, una catastrofe, una tragedia senza precedenti dal 1948 ad oggi.

      Viviamo in un Paese di destra, ma questo lo sapevamo. Solo che ci siamo illusi. Illusi che fosse impossibile non riconoscersi in valori universali come la solidarietà sociale, la redistribuzione della ricchezza, l’antirazzismo, il pacifismo, la contrattazione collettiva, il rispetto per il concetto di lavoro. Evidentemente questo non è bastato. Dovevamo parlare al cuore e alla pancia dei lavoratori, ascoltare i loro bisogni, dare soluzioni ai loro problemi, investire sul futuro anche con promesse (e non compromessi) forti e radicali.

      L’errore più grande è stato quello di formare un cartello politico come conseguenza della nascita del Partito Democratico. L’operazione unitaria – se proprio non si poteva evitare – andava fatta prima, così come prima andava presentato un programma innovativo e credibile, magari di opposizione, attraverso quei dirigenti radicati sul territorio come Vendola o come lo stesso Ferrero, uno dei pochi ministri che salvo del Governo Prodi. La rottura con la tecnocrazia di Padoa Schioppa doveva avvenire a ottobre, sul protocollo del welfare, non si doveva arrivare alla crisi centrista. Solo in questa maniera si poteva restare credibili agli occhi dei cittadini in difficoltà, dei precari e di tutti quelli per cui votare a sinistra ha sempre significato un’alternativa. Rompere con l’ambientalismo di facciata invece di farsi inglobare era la strada da scegliere: il progresso, compagni, Yuri Gagarin, cazzo!

      Non abbiamo creato un soggetto politico credibile e rinunciando alla nostra identità comunista ci siamo fatti schiacciare da un sistema neoamericano arrivato dal basso. Certo, le colpe sono anche di chi ha respinto qualsiasi tipo di dialogo dopo due anni di fedeltà al Governo Prodi e un funzionale accordo politico che a livello locale ha pagato quasi sempre in tutte le elezioni amministrative e regionali. Ma le colpe di questo fallimento non possono essere solo degli altri. Politica si può fare anche fuori dal Parlamento, cominciando una nuova militanza nella vita di tutti i giorni fatta di presenza nelle scuole, nelle fabbriche, nelle piazze; di sobrietà e moderazione nelle scelte quotidiane. Ogni piccolo gesto di dissenso potrà risultare utile alla costruzione di un nuovo modo di affrontare le difficoltà. Non abbassiamo la testa e non inchiniamoci a ogni compromesso. E’ necessario ora restare concentrati, aprire una fase nuova di critica e di divulgazione delle proprie ragioni. Ci vorrà molto tempo, forse anni. E l’assenza di una seppur minima rappresentanza parlamentare certo non gioverà a questo cammino. Mancheranno finanziamenti e visibilità. Ma non mancherà l’impegno.

    6. antoniocontent
      aprile 21st, 2008 11:35
      6

      totale veltroni +1.4, non -1.4

      se alla SWG non sanno nemmeno fare le somme e le sottrazioni, figuriamoci i sondaggi

      :-)

      a

    7. srmgz
      aprile 27th, 2008 16:04
      7

      La svolta democratica sarebbe insegnare internet agli anziani. L’Italia è uno dei paesi dove la TV morirà più tardi.

    Lascia un commento