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Post scritti nel aprile, 2008

28/04/2008

Un politico si vede dal coraggio e dalla fantasia (e dall’ultimo comizio)

di Antonio Sofi, alle 10:47

Ora però non è che, forte dal fatto che lo vado scrivendo in tutte le salse da 4 anni (ho trovato il primo post zoro-esegetico, del 2004, del suo libricino sul gf), mi posso far scavalcare dagli ammiratori dell’ultima ora così, senza combattere.

Ed ecco che segnalo anche io, per chi non avesse ancora avuto il piacere di guardarlo, l’ultimo video della serie Tolleranza Zoro a cura di Diego Bianchi (l’ultimo davvero? non credo: prima o poi qualcuno metterà le mani sugli archivi di Diego e l’effetto sarà simile all’apertura del vaso di Pandora – sempre che non vi abbia registrato sopra, alle vecchie cassette, cosa che conoscendolo non è improbabile).

Diego racconta del comizio di chiusura della campagna elettorale di Walter Veltroni, a Piazza del Popolo – in una serata piovigginosa e liminale (ne scrissi brevemente anche io qui, con tanto di foto zoriana). Rivoltando il famoso adagio cinefilo (che cito sempre ma del quale ho dimenticato l’attribuzione) secondo cui un film è interamente compreso – nel senso anche di “interpretabile” – nel primissimo fotogramma, Zoro afferma che una campagna elettorale si può “leggere” compiutamente a partire dall’ultimo comizio; ovvero dall’ultimo fotogramma pubblico prima del voto. L’intuizione è corretta: l’ultimo comizio, nonostante la stanchezza dei protagonisti, è sorta di trasparente stratificazione comunicativa di tutto un percorso di campagna. E, come tale, porta con sé i segni delle scelte fatte (giuste o sbagliate) e delle routine comunicative (vedi le lettere da leggere) – senza nemmeno più la scusa del work in progress, dell’aggiustamento del tiro in corso d’opera. Quel che è fatto, nell’ultimo comizio, è fatto: visibile e senz’appello.

Ecco perché il racconto dell’ultimo comizio fatto da Diego è una delle analisi della sconfitta del Pd più convincenti – ovviamente solo dal punto di vista comunicativo. Le lettere, il castrante no ai fischi, una certa rigidezza compressa del tono, l’inno, la parata di vip e semi-vip come momento conclusivo raccontano – molto semplificando – come questa campagna abbia alla fine comunicativamente sofferto della mancanza di un apogeo emotivo, di una anomalia che potesse entusiasmare, di un fischio o di una risata, di un colpo più o meno gobbo e dissonante che intercettasse il momentum. Provando a recuperare parte di quel quasi 7% che, secondo le analisi di flusso di questi giorni, è passato in queste elezioni dal precedente voto ad un partito che appoggiava la coalizione di Prodi all’astensione o al voto al Pdl. Certo: è facile dirlo dopo, ma la politologia – si sa – è la scienza del latte versato.

Ps.: Quanto alla questione inno (che nel video è momento di puro cinema, dall’inquadratura alla narrazione) per il 25 Aprile m’è capitato di trovarmi al Museo Cervi, a sentire il concerto delle Mondine di Novi accompagnate dai Fiamma Fiumana (o viceversa). Senza arrivare al
maotsetung di Diego e Alfredo, bastavano 5 secondi di Mondine per brividi a profusione – pure a cantare l’Inno d’Italia, vah.

21/04/2008

Bloglab 2008 mercoledì a Roma. Dal progetto alla sua realizzazione.

di Antonio Sofi, alle 21:27

Dopo un primo incontro di presentazione che si è felicemente svolto a Roma il 16 aprile scorso, mercoledì prossimo, 23 aprile, si svolgerà l’inaugurazione più o meno ufficiale di Bloglab, laboratorio di blogging sinergico arrivato alla seconda edizione e arricchito di nuovi corsi aderenti, fellow freschi freschi, aziende energiche e ovviamente una nuova tornata di studenti (ormai io e Stefano, con il quale ci siamo lo scorso anno imbarcati in questa divertente avventura, abbiamo convenuto di chiamarli “bloglabber“).

Bloglab. Laboratorio di blogging. Edizione 2008

L’appuntamento è alle 10.30, al Centro Congressi di Via Salaria 113, a Roma. Saranno presenti alcuni dei docenti delle università coinvolte. E ovviamente tutti i fellow che vogliono intervenire – come al solito – sono i benvenuti. In questi giorni stiamo valutando i progetti (che è un modo carino per nascondere il fatto che invece “stiamo verificando che tra i progetti presentati non ve ne siano di evidentemente contrari al buon senso e alla codice civile e penale della Repubblica Italiana”).

A parte gli scherzi, molto sarà dedicato a riflettere sui progetti stessi [che ricordo sono da iscriversi negli ambiti: a) Local blog; b) Temi di interesse “aziendale” o “commerciale”; c) Videoblog, multimedia, ecc. d) altro…]: dai consigli più tecnici (piattaforme, ecc.) a quelli più riguardanti le logiche di funzionamento dell’ecosistema della Rete. (Per esempio a me prudono abbastanza le politiche e bloggesche mani, e se capita qualcosa su questa appena terminata campagna mi piacerebbe dirla)

16/04/2008

La politica che sta online. Dai sondaggi ai commenti.

di Antonio Sofi, alle 01:26

Gli editoriali migliori li ho letti online

C’è altro da aggiungere al titolo? Ho letto molti giornali ieri, e ho trovato mera cronachetta insipida. Aspettiamo anche domani, quando le migliori penne avranno avuto agio di affilare idee e parole. Ma intanto le cose migliori continuo a leggerle in Rete, e spuntano ad ogni aggiornar di reader. Come sempre più spesso mi accade. Riflessioni più profonde, più libere, più emozionanti, più veloci di quelle che mi capita di leggere da qualsiasi altra parte. Forse, semplicemente, più “vere”: meno irrigidite da formati tradizionali, da monte battute, vecchi e nuovi poteri da non scontentare o indistinti e malmostosi pubblici. Quel genere di cose che trovano lo spiraglio umanissimo e personale per far capoccella dentro le mono-opinioni del framing mainstream.

Giornata di spostamento, però: e molto mi sarò perso. Segnalo però alcuni “editoriali” memorabili – del tutto a prescindere dal fatto che ne condivida ogni moto di pensiero:

  • Enrico Sola, “L’opportunità del male – riflessioni post-elettorali stranamente serene(di cui solo il provocatorio finale continuo a rimasticare dubbioso, come una pastiglia medicinale di cui non mi convince il sapore e non vorrei fosse velenosa; mentre trovo straordinariamente efficace l’analisi del berlusconismo di ritorno, ché la solita interpretazione scalfariana del venditore, ancora in auge in certi giri, si è dimostrata straordinariamente inadatta a spiegare il Berlusconi di oggi)
  • Leonardo, “Forse Dio è malato. Te e i tuoi sfondi verde vomito
  • Settore, “Piangina Arcobaleno(il mio pundit di riferimento su interismi vari e tecniche di maratona per dilettanti, scrive della più incredibile disfatta dopo quella di “Napoletone”: quella della Sinistra e l’Arcobaleno, harakiri da milioni di voti persi, con le parole del Leonardo di cui sopra “quello che è successo a sinistra ha le dimensioni di un suicidio rituale di massa”)
  • Diego Bianchi alias Zoro, “Ventresca molle” (diretta emotivissima dell’opinionista politico più geniale ed originale ad oggi presente in Italia. Esagero? No.)

Altri ne troverò, questi sono quelli che fanno comunque parte delle fonti che seguo – e li aggiungerò qui in calce (oppure segnalatemeli su antonio.sofi gmail.com).

Exit Poll e Instant Poll

Intanto ringrazio SWG tutta per la straordinaria ospitalità durante la due giorni elettorale – forse il momento più tensivo in assoluto per un istituto di sondaggi e ricerca sociale. Eppure non sono mai mancati dati, attenzioni, spiegazioni. E la diretta tv dal Sole 24 Ore gestita da Luca De Biase è stata molto divertente. (altre risorse qui)

L’instant poll pensato da Maurizio Pessato e Roberto Weber ed effettuato in collaborazione con Libero.it porta con sé una metodologia nuova e di certo affinabile; ma anche l’idea molto interessante che Internet può essere luogo di raccolta (più veloce, più estesa, più affidabile in casi di dati “personali”) delle opinioni politiche e delle intenzioni di voto. Quello di quest’anno è stato condotto esclusivamente online, e poi “aggiustato” offline quanto alla composizione del campione. E i dati hanno tenuto, seppur sottostimando come tutti la performance del PdL (ma i primi exit poll di Piepoli, forti di una forchettona di 7 punti, davano addirittura come possibile una vittoria del PD!).

Enrico Milic mi manda una analisi comparativa del risultato della rilevazione (il grafico originario sta in questo post).

Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero
Analisi comparativa dell’instant poll SWG/Libero

Soggetto realizzatore: SWG Srl-Trieste con Libero.it
Committente e acquirente: Osservatorio elettorale SWG
Data di esecuzione: 13 – 14 aprile 2008
Tipo di rilevazione: sondaggio online CAWI su un campione di 63000 soggetti maggiorenni residenti su tutto il territorio nazionale

Riporto anche parte del commento di Roberto Weber: «[…] L’errore sulle singole forze politiche resta complessivamente all’interno delle forchette scelte, salvo per il PdL e in misura non rilevantissima per la Sinistra. La scelta di far coincidere il punto più alto della forchetta per l’aggregato Pdl-Lega, con quello che registravamo è stata dettata dal fatto che rispetto alla notte prima e ai dati raccolti alle 11 si osservava un progressivo restringimento del gap (si era passati dal 44,8 al 43 e dal 37,5 al 38,9). […] Restano a nostro avviso cose buone legate alla gran parte dei dati: sinistra bassa, Idv puntuale, Lega alta, Pd preciso, minori in linea. Sufficienti per leggere le tendenze, insufficienti per una stima precisa».

Resta, a mio parere, la bontà della scelta di investire su una metodologia online. Che forse può ben essere utilizzata per finalità più estese e politicamente multiformi. Sono gli exit poll in generale che andrebbero ripensati: ora come ora, con le prime proiezioni distanti qualche ora dalla chiusura dei seggi, sono forse diventati solo un vizio di bulimia giornalistica.

15/04/2008

E’ la politica che gira intorno a Berlusconi, o viceversa?

di Antonio Sofi, alle 23:51

Purtroppo non ho tempo per l’analisi più politica promessa dalla sede SWG alla fine dell’incredibile giornata elettorale di lunedì. Qualcosa uscirà su DNews di domani. In realtà continuo a prendere appunti (più o meno mentali) su come ottimisticamente (e per quanto sia possibile ottimisticamente pensare ad un cambiamento oggi) proprio la Rete – risorsa utilizzata in queste elezioni poco e male, con presunzione e superiorità – possa cambiare la politica del futuro.

Il mio punto è comunque uno solo, piccolo piccolo – e dal punto di vista volutamente ristretto e ad angolo “acuto” di abitante della Rete: Berlusconi rappresenta quanto di più lontano ci sia dalle logiche emergenti di Rete. Editore di televisione analogica e comunicativamente unilaterale, cresciuto sfruttando il boom della pubblicità di beni di largo consumo e fornendo contenuti generalisti ad un pubblico concepito come target aggregato, commercialmente appetibile.

La seconda repubblica italiana è stata finora una cosmogonia tolomeica Berlusconi-centrica; con la politica che non ha fatto altro che girare metaforicamente intorno a Berlusconi e alla sua logica “televisiva”.

Dal punto di vista comunicativo, Silvio Berlusconi si muove abilmente all’interno delle macro-agende, cerca sempre il cortocircuito mainstream, il messaggio catch-all populista. E’ una strategia vincente. Ma conservativa, con poca innovazione. E per molti versi il negativo delle logiche che stanno emergendo da Internet. Distante anni luce dai processi di Rete. Come, peraltro, la maggioranza dei personaggi politici italiani, Walter Veltroni compreso (che da parte sua ha copiato male Barack Obama: solo lo slogan e non l’apertura al web come amplificatore emotivo e attivatore di partecipazione). Ma Berlusconi è lontano in maniera eclatante ed emblematica, simbolo vivente di una società massmediale dominata dalla televisione che pian piano sta cambiando – anche grazie alle tecnologie connettive.

(titolo alternativo: aspettando il Copernico di Internet)

Politics Web 2.0

E proprio a proposito del modo in cui il Web 2.0 può impattare sui processi politici, proverò a non farmi prendere troppo in giro (e ad ascoltare qualche buona idea) dai colleghi europei, che raggiungerò fin da domani mattina a Londra per la conferenza “Politics: Web 2.0” organizzata dal Department of Politics and International Relations dell’Università di Londra Royal Holloway, e che si terrà appunto il 17 e il 18 aprile.

Politics: Web 2.0. an international conference. Royal Holloway, University of London, April 17-18, 2008
Politics: Web 2.0. an international conference. Royal Holloway, University of London, April 17-18, 2008

Vedo dal sito che sono già disponibili molti dei paper del ricco programma di lavori.

14/04/2008

Swg e non solo. Link e risorse per gli exit poll.

di Antonio Sofi, alle 11:55

Ore 17.41, finita la diretta, si torna a casa. Gli istant poll hanno retto, anche se le proiezioni dicono un trend genrale con sempre più distacco. A più tardi per un commento più “politico”, finalmente con dati veri. Altri dati in aggiornamento su Tv, o sul Viminale. Grazie a tutti.

ISTANT POLL

Dati SWG/LIBERO

Istant Poll di SWG/LIBERO

DATI GIOVANI SWG/GIOVANI.IT

Dati del voto dei giovani SWG/Giovani.it: scarica ppt

Un campione di 2350 giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni residenti su tutto il territorio nazionale: PD: 41%; PDL: 40%; Sinistra Arcobaleno: 7,5%; UdC: 4%; La Destra: 5,5%

LINK

RISORSE VARIE

– La faccia di Luca De Biase alla lettura dei dati delle 11.00 (foto di Massimo Mantellini)

Luca De Biase alla SWG. Legge i primi dati. Foto di Mantellini

– L’approfondimento di Enrico Maria Milic su Bora.la – a partire dalle considerazioni di Roberto Weber sulla Lega

– Il canale Twitter di Giulia Blasi, il liveblogging in inglese di Fabio Turel, PolisBlog, Baotzebao

– La diretta di Zoro da Roma

14/04/2008

Affluenza al voto. Tre ipotesi di scuola.

di Antonio Sofi, alle 10:27

Giorno secondo di elezioni (si può votare fino alle 15). Ancora dalla sede SWG di Trieste (ieri presentazioni delle attività in preparazione degli exit poll di oggi, disponibili dalle 15.00 su Libero.it).

Proviamo a commentare gli unici dati commentabili, quelli dell’affluenza alle urne.

Dato legato a quello della partecipazione e del non-voto che ho più volte toccato in questi ultimi giorni di campagna elettorale.

Tema forse preso sotto gamba da entrambi gli schieramenti durante la campagna elettorale – che non hanno ritenuto opportuno pensare a vere campagne di GOTV (Get Out The Vote, vedi la categoria di post su Spindoc), termine anglosassone che indica la comunicazione volta a far andare le persone a votare.

Sarebbe stato opportuno in un paese scombussolato negli ultimi mesi e forse anni da un montante sentimento di disaffezione alla politica, o anti-politica (sebbene non mi piaccia il termine, troppo semplicistico e ambiguo)? Forse sì, e i primi dati sull’affluenza alle urne qualcosa ci dicono in tal senso. Quantomeno del fatto che opportuno sarebbe stato un qualcosa tipo “Vota con todas tus forzas” di Zapatero (vedi un esempio di video della campagna integrata del premier spagnolo).

AFFLUENZA ALLE URNE
(vedi la pagina del ministero dell’interno)

    Dato alle 22 di ieri: 62,546%
    Dato politiche 2006: 66,538%

Più del 4 % totale, sul nazionale.

Altri elementi.

  • Il dato delle amministrative è invece in aumento sia per le comunali che per le provinciali.
  • Andando invece in minimo dettaglio sulle regioni, spunta fuori che nelle regioni tradizionalmente di sinistra/centro-sinistra il calo dell’affluenza è particolarmente significativo (sintesi).

Cosa possono significare questi dati? Due le interpretazioni possibili, o forse tre.

Prima. La bassa affluenza è un cattivo segno per il PD
L’adagio per certi versi classico della propensione civica al voto recita che a non votare siano più facilmente gli elettori che si auto-collocano a destra/centro-destra. Quelli di sinistra/centro-sinistra a votare ci vanno: sono più convinti. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato. E soprattutto potrebbe non essere particolarmente vero per queste elezioni, che – diceva ieri Maurizio Pessato di SWG commentando a caldo e in linea teorica questi primi dati – sono caratterizzate per una maggiore presenza di indecisi di sinistra/centro-sinistra. In più aggiungo io una suggestione meramente empirica: una partecipazione molto anomala in eccesso sarebbe comunque stato un segno che qualcosa di inaspettato stava accadendo, di rottura della impermeabilità dei due blocchi – anche rispetto ai sondaggi noti e di partenza.

Seconda. La bassa affluenza è un cattivo segno per il PDL
Potrebbe però aver senso anche la interpretazione opposta. Anche ieri, nella discussione qui a SWG, è venuta fuori anche un’altra ipotesi di scuola, più tradizionale (come il resto, è solo analisi): il dato della scarsa affluenza è segnale della scarsa partecipazione gli elettori di destra, poco motivati (vedi regioni “rosse”). La battuta migliore della giornata è di Luca De Biase: “Tranquilli: c’è anche l’astensionismo di AN” (ne scrive anche MM).

Terza. La bassa affluenza è un segnale neutro.
Il dato della scarsa affluenza alle urne racconta di un aumento generico del cosiddetto popolo del non-voto, che trasversalmente pesca nei due elettorati. Di quella categoria di indecisi che Renato Mannheimer domenica sul Corriere chiamava “disinteressati alla politica”, e che evidentemente ha deciso di astenersi.

13/04/2008

Liveblog from SWG. Pomeriggio di presentazioni.

di Antonio Sofi, alle 14:49

Maggiori informazioni sul Programma del dietro le quinte (o anche qui).

Tra gli argomenti: Nord e identità locali; Istant Poll 2008 2008: limiti e vantaggi delle rilevazioni on-line; Come è cambiato il voto negli ultimi 10 anni; influenza dei media sull’opinione pubblica; videowave, analisi delle performance televisive…

No: niente intenzioni di voto o di exit poll di nessun tipo fino a domani alle 15.00, grazie.

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13/04/2008

Swg. Elezioni dietro le quinte (e davanti alla Web Tv)

di Antonio Sofi, alle 14:06

(crossposted con spindoc.it)

Da questo pomeriggio sarò a Trieste ospite di SWG insieme ad altri amici blogger (in ordine alfabetico): Giulia Blasi, Luca de Biase, Gabriele Ferraresi, Massimo Mantellini, Luca Tremolada e Fabio Turel. L’idea è, domenica e lunedì mattina, quella di dare un’occhiata alla poderosa e frenetica macchina da sondaggi in vista dei primi exit poll di lunedì (anche con metodologia di rilevazione online è previsto, in collaborazione con Libero.it). E magari bloggare qualcosa. Anche previste alcune sessioni di approfondimento.

SWG

Il lunedì, poi, allo scoccar della fatidica ora della chiusura delle urne, in previsione una diretta Web dalle pagine del Sole24Ore, condotta da Luca De Biase con collegamenti da tutt’Italia.

Ci sarà da divertirsi (e probabilmente scriverò da Spindoc.it)

LINK:
Programma del dietro le quinte di Swg
Diretta Web sul Sole24Ore da lunedì

12/04/2008

Aspettando Zoro presidente, Voto Walter

di Antonio Sofi, alle 15:59

Ieri sono finito nel bel mezzo di Piazza del Popolo a Roma, per la chiusura della campagna di Walter Veltroni. Bell’atmosfera, pioggerellina tenue che non ha sconfortato ma ringalluzzito, vecchini commossi che riprendevano tutto con gli smartphone, un parterre di vip e semi-vip in passerella sulle note di “Mi fido di te” di Jovanotti (presente anch’esso). Bello, però; emozionante.

Da quelle parti ho trovato Diego Bianchi, alias Zoro – che gli addetti ai lavori dietro le quinte fermavano in continuazione per complimentarsi alla faccia dei vari EttoriScola e LeleMarchitelli che non se li filava nessuno (“sfigati: nemmeno un profilo su YouTube”).

Zoro alias Zoro dietro il podio di Veltroni
Diego Bianchi, alias Zoro dietro il podio di Veltroni

D’antologia i racconti (e gli spezzoni dei video in anteprima che sono riuscito a vedere) dei duetti del nostro con Paolo Virzì – che ad un certo punto ha iniziato a dargli lezioni di regia ed è rimasto scioccato quando si è reso conto che la telecamera di Diego è – diciamo così – diversamente funzionante. Di fatto il display è rotto, e l’inquadratura la devi immaginare. Tanto per dire.

Ah, ne approfitto per ringraziare Marco Montemagno per la piacevole chiacchierata ieri a Reporter Diffuso, tra censure, aziende, pubblicità metaforica e bridge blogging. Trasmissione che peraltro – mi dicono con ampie prese in giro i miei contatti di Twitter – dovrebbe essere in heavy rotation tutto il pomeriggio su SkyTg24.

10/04/2008

Vincere le elezioni. Zona Cesarini e supplementari.

di Antonio Sofi, alle 20:09

DNews[Pubblico qui una riflessione che mi ha pubblicato ieri DNews. Il tema, quello dell’astensionismo – e non da ieri – mi sembra quello più sottovalutato in assoluto in questa campagna da tutti i principali attori della sfera politica; come se antipolitica e grillismo fossero fenomeni di un’altra società (solo da pochissimo sono entrati tutti in fibrillazione). Io ho come impressione che qualche sorpresa ci sarà. Domani qualche altra riflessione – con dati – su Spindoc; oggi segnalo anche un bizzarro pezzo di Sartori sul Corriere della Sera]

Vincere le elezioni all’ultimo minuto. In zona Cesarini, dice il gergo calcistico. Con l’ultimo colpo di reni della volata ciclistica. Per il rotto della cuffia – detto di origine medievale che indica il cavarsela a malapena. Ma nelle attuali campagne elettorali modernissime e computerizzate, in cui il minimo tremar di elettorato è tracciato da mille sismografi sondaggistici, c’è ancora margine per le sorprese – per il risultato inaspettato?

Pare di sì, c’è chi lo sostiene flussi elettorali alla mano. E’ possibile. All’ultimo minuto si può fare; l’Italia si può rialzare – per citare gli ormai consunti slogan delle due principali coalizioni. Ed ecco che gli ultimi giorni diventano, se possibile, più frenetici ed enfatici. Con il volume delle dichiarazioni alzato di una tacca e i movimenti dei candidati accelerati – come nei vecchi film in bianco e nero. Tutti che rovistano alla ricerca del coniglio da estrarre dal cilindro: tra fucili imbracciati e schede più o meno tarocche, fino ad arrivare ai dibattiti televisivi negati. Una ricerca che potrebbe sfumare in un nulla di fatto. Ed eternare questa del 2008 come una campagna elettorale troppo breve – che non ha fatto nemmeno in tempo a partire ed è quasi subito riuscita ad annoiare.

Ma chissà. Qualcosa potrebbe ancora accadere, all’ultimo momento. Qualcosa di decisivo. Il punto è infatti che negli ultimi giorni una fetta dell’elettorato (c’è chi addirittura stima un terzo dell’elettorato; comunque abbastanza grande da poter decidere competizioni giocate voto su voto) prende due importanti decisioni.

La prima decisione è se andare a votare oppure no. O per esempio andare a mare (i politici all’approssimarsi della data delle elezioni diventano anche esperti meteorologi: il bel tempo abbassa l’affluenza, alla faccia del dovere civico). L’elemento dell’astensionismo volontario – disaffezione alimentata in questi mesi dal fenomeno del grillismo e dell’antipolitica e ovviamente non solo relativa agli ultimi giorni – rischia di giocare un ruolo importante in queste elezioni. Mobilitazione è quindi la parola d’ordine. Tutto pur di portare i propri alle urne.

La seconda decisione che taluni fanno all’ultimo momento è per chi votare. I famosi indecisi cronici. Più ricercati del Barbiere di Siviglia. Ovviamente non si tratta di profondi cambiamenti ideologici: un sostenitore di Veltroni difficilmente si sveglierà domenica 13 aprile convinto di votare la coalizione capitanata da Berlusconi. E viceversa. Ma l’offerta politica italiana, nonostante gli sforzi di semplificazione, è abbastanza ricca da permettere articolate strategie di posizionamento – e c’è chi potrebbe dare voti utili, o d’area. Più a destra, a sinistra, al centro: spostando più in là asticelle e sbarramenti.

Gli ultimi giorni di campagna elettorale sono insomma spesso frustranti come l’ultima mezz’ora di un lungo viaggio. L’elettore non ne può più, i media non sanno cosa dire di nuovo, e i politici vivono in una illusione prospettica, un miraggio umanissimo generato dalle aspettative: tutti si sentono vincitori. Poi alla fine, ovviamente, a vincere è uno solo.

Almeno si spera. Perché domenica potrebbe succedere una ulteriore cosa. Per mille versi spaventevole. Che nessuno vinca. Che si vada ai supplementari. Speriamo di no.

07/04/2008

Abitare gli inter/mezzi (e fare in modo che siano ricchi)

di Antonio Sofi, alle 07:40

Il convegno sull’editoria digitale? Pieno di ottimi spunti (vedi le riflessioni di Luca De Biase).

A me sono rimasti due concetti da maneggiare.

Uno: “arricchimento dell’esistente” (enriched reality?). I processi digitali come capaci da una parte di rendere più dense ed espressive le opportunità comunicative, dall’altra di far emergere molteplici domande di conoscenza nel vecchio destinatario del messaggio che destinatario non è più. E anche l’editoria deve muoversi nella direzione di una editoria enriched: dai libri digitali che ormai chiamare semplicemente ebook è quasi limitante, alle potenzialità crossmediali del giornalismo nell’interpretazione della realtà.

Due: “inter/mezzi”. Intesi come media sempre più ibridi e ibridati; come metafora generazionale di noi popolo-di-mezzo, nè-carne-nè-pesce, bloccato a metà di una frattura epocale digitale/non digitale (questo continuo cambiamento); come la necessità che all’interno di questa inesplicabile frattura, si trovi il modo di rendere coabitabile lo spazio conteso tra due forze cangianti, come nelle dune di Piscinas – inter-mezzo ventoso in cui l’ecosistema spiaggia e l’ecosistema macchia mediterranea hanno trovato il modo di tendersi la mano.

Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile, di Tostoini
Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile, di Tostoini

Nelle prossime due settimane, per vari e continui spostamenti, l’aggiornamento di Webgol sarà molto limitato – il poco tempo credo lo dedicherò a Spindoc alle prese con l’ultima settimana di campagna elettorale. La vignetta di cui sopra l’ho sottratta alla splendida Tostoini.

Update.

  • [9 aprile 2008]. Essere Marco Ghezzi per un pomeriggio. Al suo posto a presentare il nuovo libro di Marco Massarotto, Internet PR: Vivaio Riva, via Arena 7, Milano, a partire dalle 18.30.
  • [11 aprile 2008] Roma. Da Marco Montemagno a Sky Tg24 “Reporter diffuso“.

03/04/2008

Editoria digitale a Pula

di Antonio Sofi, alle 06:59

Oggi e venerdì 4 aprile sarò in Sardegna, invitato a partecipare ad un seminario organizzato da Sardegna Ricerche presso l’Auditorium del Parco Tecnologico di Pula (Cagliari). Il tema dell’incontro è a me molto caro: l’editoria digitale (“un seminario su tendenze, modelli e format emergenti nel mercato dell’editoria digitale”).

Io proverò ad accennare problemi e risorse della cd crossmedialità nell’ecosistema informativo. Altri interessanti interventi e relatori in programma: tra gli altri Luca De Biase, Antonio Tombolini (un giovincello! gli canteremo dal palco “tanti auguri a te!” in sardo stretto) e Daniele Minotti.

Locandina del seminario “Editoria Digitale”, Sardegna Ricerche, Pula (CA), 4 aprile 2008

Qui il pdf con il programma della giornata.