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15/02/2008

Faccio opt-outing.

di Antonio Sofi, alle 11:15

Ne so così poco e male della questione che son dovuto andarmi a cercare la definizione su Wikipedia, mi spiace se non è quella più tecnica

The term opt-out refers to several methods by which individuals can avoid receiving unsolicited product or service information. This ability is usually associated with direct marketing campaigns.

Sta di fatto che sto sperimentando da qualche settimana le buffe perversioni di un sistema (teoricamente fatto di several methods) che dovrebbe consentirmi facilmente di disiscrivermi a mailing list associate a servizi cui ho dato l’assenso (la maggior parte), e comunicati stampa della sagra del tortello, o delle feste a Firenze (io? feste?) o altre offerte imperdibili di soggetti commerciali cui invece non mi sono mai iscritto.

Per dirne una, sono anche da tempo felicemente membro nella mailing list dell’attivissimo Juventus Club di Anzio e vengo costantemente informato delle trasferte al seguito della squadra e delle pretestuose polemiche e delle ingiuste critiche e degli arbitri ecc. ecc. (shht, non diteglielo che non sono juventino altrimenti mi tolgono – forse causa della iscrizione è stato questo post di quattro anni fa di Claudia Maggini sull’essere juventini a Firenze).

Allora, nella mia beata ingenuità – se fino a qualche settimana fa accettavo di dedicare 30 secondi ogni mattina a cancellare quella posta (non stiamo parlando di spam: quello gmail, santo, lo acchiappa tutto) – due settimane fa mi sono detto, con uno slancio da cittadino impavido: “eh no! da ora in poi mi disiscriverò da tutti questi servizi, facendo valere le leggi e le tutele del caso che un onesto contribuente ecc. ecc”. Non l’avessi mai fatto: sono entrato in un gorgo di opt-outing da cui non credo uscirò sano.

Ho tenuto una specie di contabilità: mi sono disiscritto da 19 servizi in due settimane, via via che arrivavano. Un misto di a) social network vari che non volevo lasciare lì inutilizzati a far le ragnatele virtuali, b) servizi “veri” come reminder di offerte di lavoro o di mostre che non mi interessavano più e quindi, appunto, c) servizi mai richiesti.

La maggior parte dell’opt-out è andato a buon fine (a meno che non rispunti fuori dopo un po’ come uno zombie, come mi è successo in un caso). Nella maggior parte dei casi c’è al termine dell’email l’indicazione chiara e univoca di come fare a disiscriversi. E di solito funziona.

Un solo social network web 2.0 (Dopplr.com) non voleva darmi la possibilità di disiscrivermi (ho cercato dappertutto). Ho mandato una mail in cui chiedevo il modo di cancellare il mio profilo e come risposta ho ricevuto la ennesima mailing list.
In generale i siti di cv on line sono pervicaci e ti fanno passare da mille contorsioni prima di lasciarti andare via (mi ricorda una mitologica scena di Fracchia la belva umana alle prese con una madre troppo ossessiva).
Altri invece usano vecchi trucchi come, all’ultimo clic di una serie di “sei sicuro che te ne vuoi andare da Superfighettissimo mail?”, bom! pagina inesistente; con il risultato che rimani con il dubbio di non esserti disiscritto, dubbio che ovviamente svanisce alla ennesima superfighettissima email. Con alcuni proprio non ci sono riuscito, e dopo alcune prove non andate a buon fine e email senza risposta, li ho “taggati” spam e addio – cos’altro dovevo fare?

La morale?
Innanzitutto ci ho perso molto più tempo e energie e fastidio che se li avessi semplicemente messi nello spam. Parlo soprattutto dei servizi non richiesti. Non sono un talebano, come forse altri (Gaspar? Mante?), o esperti come Gianluca o Squonk, con il quale abbiamo più volte parlato di questi temi. Alla fine (non fosse altro per la mailing della Juventus cui ormai sono affezionato) a me la logica dell’opt-out sta bene. In qualche modo trovo giusto che mi si possa contattare; alcune mailing list (poche) le seguo e mi sono utili e mi hanno “trovato” loro.

Ma mi piacerebbe che il contatto fosse “personale”, o vagamente personalizzato – altrimenti siam bravi tutti. E che ci sia sempre il modo di “uscire” e senza troppe storie e trucchetti. Perchè altrimenti viene penalizzato chi fa bene il suo lavoro. Se fare opt-outing fosse davvero facile come iscriversi, tutto sarebbe enormemente più semplice. Cosa è che non ho capito o sbaglio? Oltre lamentarsi c’è qualcosa che si può fare di propositivo?


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  • 16 Commenti al post “Faccio opt-outing.”

    1. Blog Notes, Weblog di Giuseppe Granieri
      febbraio 15th, 2008 11:30
      1

      Antonio SofiFaccio opt-outing.

    2. Antonio Sofi
      febbraio 15th, 2008 12:30
      2

      L’ho letto dopo aver scritto questo pezzo, ma, curiosa coincidenza, su L’espresso oggi in edicola c’è un pezzo di Alessandro Gilioli che un po’ tratta anche questo tema. (non lo trovo on line) Consigliato a chi si interessa di queste cose.

    3. clarita
      febbraio 15th, 2008 13:00
      3

      hai letto anche l’odissea di un manager statunitense che non riesce a disiscriversi da faccialibro?
      link

    4. phibbi
      febbraio 15th, 2008 13:46
      4

      Mai e poi mai avrei pensato che tu fossi gobbo. Che coltellata :)

    5. Riccardo
      febbraio 15th, 2008 15:21
      5

      Parlato con Dopplr. Introdurranno a breve la feature :)

    6. pm10 - susan
      febbraio 15th, 2008 16:14
      6

      come non sei juventino? ;)

    7. Squonk
      febbraio 15th, 2008 19:00
      7

      Dottor Sofi, lei è commovente. Lo dico sul serio. Il discorso è lungo, e complicato, e la verità è che non c’è un approccio (sia l’opt-in o l’opt-out) completamente sano e corretto. Io, un po’ per interesse e un po’ per convinzione, credo che sia bene che la legge consenta l’opt-out (per un puro motivo di bilanciamento delle libertà e dei diritti); e credo che sia bene che le aziende, o le organizzazioni, ragionino in termini di convenienza e di correttezza dell’approccio con chi sta dall’altra parte. Insomma, quello che gli integralisti dell’opt-in non riescono a capire, ma questa è un’altra storia.

    8. Gianluca
      febbraio 15th, 2008 23:00
      8

      eh, l’argomento è complesso. io sono molto opt-in per quanto riguarda i privati (anche perche’ l’opt-out oggettivamente non funziona, per quante volte tu notifichi a questa o quella rivista, a questo o quel callcenter la tua volonta’ di non essere disturbato, il tuo nominativo verra’ sempre passato a qualcun altro in un loop infinito, mentre sono molto pro opt-out per le aziende, ovviamente.
      Ma forse avere un blog significa un po’ esporsi, un po’ volersi mostrare, e quindi anche io sopporto con ironia le bizzarre proposte e newsletter inviate ‘alla cortese attenzione della redazione di minimarketing’ :-D, come se fosse un’interpretazione estensiva della limitazione del diritto di privacy che la giurisprudenza associa ai vips (cioè a quelli che sul fatto di mostrarsi hanno giocato la propria vita e il proprio reddito).
      (e non si dica che i blogger sono vip, che io non l’ho scritto, eh)
      ciao
      gluca

    9. Antonio Sofi
      febbraio 15th, 2008 23:13
      9

      innanzitutto la cosa più importante: phibbi, quale parte del NON sono juventino non è chiara :)
      altra cosa è l’affezione a quella mailing list, che non ha niente di razionale e mi serve per dar noia ai miei amici torinisti e interisti :)

      Bru: grazie, dopplr è un bel servizio, semplicemente non mi serviva e non lo usavo. Ma se devo impazzire per cancellarmi, e sono costretto a cancellare la mia foto e i miei dati perchè non c’è l’opt-out difficile che, quando mi servirà in futuro, tornerò :)

    10. Antonio Sofi
      febbraio 15th, 2008 23:23
      10

      grazie agli esperti veri per aver dato udienza ad un ignorante che su sta cosa – lo ammetto – ho davvero studiato poco. (vedo come in un film squonk scuotere la testa alle mille sciocchezze che devo aver scritto, perdonez muà – anche tu Gianluca, abbi pazienza). :)

      Però non credo che il mio comportamento sia così differente da quello di chissà quanti altri – che sono così sommersi da mille ideologie che non hanno voglia anche di prendere una posizione precisa e informata sulla posta elettronica e sul direct marketing.
      Semplicemente vogliono usare le cose, e vogliono che le cose siano responsive – e il web di nuova generazione tende ad abituarci sempre più alla responsività: se clicchi qualcosa deve accadere. Ed ecco che un opt-out che non funziona è una disgrazia doppia, perchè lede una piccola (grande, ma io su ste cose direi proprio piccola, sottilissima) fiducia.

      Gianluca, forse hai ragione su questa storia del blogger, ci devo pensare, ma credo proprio che tu abbia ragione (mailing non richieste vengono tutte su mail pubblicata qui). Credo che tu abbia colto il segno non tanto dal punto di vista giuridico (che per carità, manco ne voglio far cenno!), ma da quello della predisposizione a.

      Una curiosità, se ripassi: se l’opt-out funzionasse SEMPRE cambieresti idea? (pensa ad una tecnologia che lo renda efficace al 100%)

    11. Squonk
      febbraio 15th, 2008 23:45
      11

      Cominciamo a ragionare. Il problema non sta nel concetto, ma nella modalità di applicazione. Il che, evidentemente, ha un’implicazione legale che non può e non deve essere trascurata. L’opt-out non funziona (spesso) semplicemente perchè chi dovrebbe applicare la legge non lo fa – perso dietro agli ingestibili cavilli illiberali dell’opt-in. Uno spreco di risorse molto italiano, al quale – sempre in modo molto italiano – si prova a mettere una pezza aggiungendo regola a regola (la pezza che è peggio del buco, insomma).

    12. Squonk
      febbraio 16th, 2008 12:01
      12

      Ah, Dottor Sofi: non mi faccia l’ingenuo. Non crederà mica che il funzionamento dell’opt-out (come quello dell’opt-in) dipenda davvero dalla tecnologia.

    13. [mini]marketing
      febbraio 17th, 2008 22:46
      13

      ripasso, ripasso :)
      non so, non sono un esperto.
      Credo comunque che nell’era della sovrabbondanza di messaggi, quelli non richiesti (o non permessi esplicitamente) siano comunque inefficaci, prima ancora che giuridicamente corretti.
      Forse stiamo parlando di qualcosa che ha fatto il suo tempo. Ma Squonk non sarà d’accordo ;)

    14. massimo cavazzini
      febbraio 18th, 2008 23:06
      14

      Nooooo, l’opt-out no. tutto, ma non l’opt-out, se interessa spiego il perchè l’unico sistema per sopravvivere allo spam è l’opt-in rigoroso. un inizio è su maxkava.com/spam, ma se interessa approfondiamo anche qua nei commenti :-)

      ps: forza toro

    15. Antonio Sofi
      febbraio 18th, 2008 23:23
      15

      @squonk eccomi. Allora però mi scusi neh. Metta caso che ci sia un coso tipo la sottoscrizione dei feed rss, che io posso davvero e efficacemente disiscrivermi – ed avere quindi perfetto controllo delle mie iscrizioni? (ma guarda te se devo fare il difensore dell’opt-out) :)

      @gianluca: inefficaci, giusto. Io son d’accordo. Ma forse è anche perché sono mandati a cavolo o a pioggia. D’altronde io sono dell’idea che con un po’ di stile molto sia giustificabile, anche lo spam :)

    16. Antonio Sofi
      febbraio 18th, 2008 23:25
      16

      Massimo ciao!
      ora vado a leggere, ho premesso e confermo la mia ignoranza sul tema

      ps: ecco vedi ti do subito una dimostrazione che l’opt-out può avere un senso: avrei per esempio avuto piacere ad essere iscritto alla mailing list del Toro fan club di Asti (ce ne sarà uno no?) :)

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