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13/02/2008

Un grave problema connesso con le notizie è che nessuno sa esattamente cosa siano*

di Antonio Sofi, alle 23:29

E mentre da questa parte dell’oceano si aprono siti per la campagna elettorale (ormai) in corso, e dall’altra parte dell’oceano Obama is winning (e al di là dello slogan c’è poco in comune tra questi due eventi), questa sera mi sono preso una pausa dalla politica e, memore ancora di alcune sessioni ascoltate a State of the Net, mi sono dedicato all’ultimo numero di Problemi dell’informazione, storica rivista trimestrale su giornalismo e dintorni diretta da Angelo Agostini.

In questo numero PdI ospita anche un mio intervento su giornalismo e innovazione – che sostanzialmente riprende questo paper (scaricabile in pdf) presentato a giugno dello scorso anno a Prato, al convegno Communicate Innovation.

Ho particolamente apprezzato l’intervento di Peppino Ortoleva, dal titolo “La notizia in questione. Un processo in corso, una riflessione storico-critica”. Altri due gli interventi da copertina: il primo di Edmondo Berselli, il secondo dello stesso Agostini. L’intera batteria di interventi è intesa come una (quasi) conclusione di un dibattito apertosi con il primo numero dello scorso anno, e scatenato da un provocatorio approfondimento di Carlo Sorrentino dal titolo “Se il giornalismo crea scetticismo”. Non ho mai nascosto quanto poco riesca ad adattarmi ai tempi plurimensili di questi interessanti dibattiti – che meriterebbero invece il boost sociale delle conversazioni di Rete.

Ritornando ad Ortoleva, la mia attenzione si è inevitabilmente posata su un paio di passaggi molto interessanti che riguardano i blog , la blogosfera e il rapporto con il giornalismo che qui mi voglio appuntare pubblicamente (qui ne ho scritto più diffusamente):

Alla parola «blog» è venuta a corrispondere una straordinaria varietà di formati, di stili, di contenuti [… ma] se un modello possiamo individuare in molti dei blog più seguiti non è quello del giornale, è piuttosto, con una sorta di curioso ritorno, quello del giornalismo di osservazione settecentesco, quello degli Addison e dei Marivaux, degli Steele e dei Gozzi: dove a dominare non è la notizia ma la conversazione-commento, sostenuta da uno scambio non di lettere vere o false ma di messaggi più o meno brevi, dove l’autore più che raccontare fatti significativi «in sé» (come si suppone sia la notizia) si sofferma su episodi rilevanti per il loro vero o presunto valore esemplare, di ordine morale o (si può usare di nuovo una simile terminologia?) di saggezza mondana.

E ancora, oltre, dopo un passaggio un po’ a vuoto sull’immancabile Beppe Grillo e un altro sui rapporti tra giornalismo economico e mercato (il primo mette in circolo informazioni che servono per agire sul secondo; giochino dei ruoli che ora la Rete frega e disintermedia)

Ma il cambiamento più rilevante che la rete ha comportato nel consumo d’informazione è un altro. Oltre e più che distribuire notizie, Internet nelle sue diverse forme […] attiva un processo completamente diverso: l’«inclusione» del cittadino nella rete. Mentre il giornale «funziona», secondo l’intuizione di Hegel, perché sostituisce Dio nel collegare l’individuo col mondo, e in questa connessione l’unità-base dello scambio è la notizia, con la nascita di Internet, la connessione è direttamente a una collettività umana insieme anonima e personalizzata, il mettersi in relazione con il mondo e con gli altri non richiede più la condivisione di un universo di eventi che non riguardano direttamente nessuno o quasi ma che riguardano tutti proprio in quanto condivisi; è un gesto apparentemente banale: accendere il computer, scaricare i messaggi. L’unità di base di Internet è un’entità tipicamente umana, e sociale: il messaggio, che circola o può circolare direttamente tra coloro che vogliono collegarsi.

* La battuta è di L. V. Sigal, citata da Sorrentino nel suo “I percorsi della notizia”


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  • Un commento al post “Un grave problema connesso con le notizie è che nessuno sa esattamente cosa siano*”

    1. Blog Notes, Weblog di Giuseppe Granieri
      febbraio 14th, 2008 04:31
      1

      Antonio SofiUn grave problema connesso con le notizie è che nessuno sa esattamente cosa siano*

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