Di ritorno da una soleggiata Udine, e dalla prima edizione di State of the Net.
E’ stato tutto davvero splendido, e organizzato alla grande – con idee, competenza e cura dei particolari. In più – ed è quello che più mi ha lasciato soddisfatto – la rara capacità di tenere assieme culture, storie professionali, provenienze geografiche e punti di vista diversi sullo straordinario gioco collettivo che è ormai la Rete. Una ricchezza che è quella delle nicchie che non si chiudono in recinti di “simili” (marketing, politica, imprenditoria, bloggeria, giornalismo, ecc.) ma si incontrano e si parlano. Magari, perché no, con ampia abbondanza di wiki moments (che sono ormai altri modi per dire cazzeggio 2.0, ma non solo come spiega Gigi – e a me è piaciuto molto anche l’a-ah moment di Ross Mayfeld: ovvero esattamente il momento in cui capisci qualcosa).
Un grazie sincero va, per l’ennesima volta, a Paolo, Sergio e Benny (e Silvia, che ha il solo difetto di non avere un blog cui linkare). Che fin d’ora, nel mio piccolo, spingerò a ritentare il miracolo di una seconda edizione – ma, leggendo i loro ultimi post, non credo abbiano bisogno di spintarelle :)
[Giorgio Maistrello si appropria dello scranno del moderatore. In secondo piano: Granieri, Levy, Napolitano. Udine, 9 feb 2008]

Dello specifico della sessione da me moderata ho scritto un po’ su Spindoc (sul sito di State of the Net, ci sono anche i video).
Ma ci ritorno con più calma – perché alcune delle cose dette meritano a mio parere ulteriori approfondimenti.
Intanto, come al solito, ci sono i post di commento e le foto taggate su Flickr.