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09/01/2008

Hillary Clinton, il New Hampshire e l’underdog effect.

di Antonio Sofi, alle 12:41

Hillary Clinton, dopo la inattesa sconfitta nello Iowa, si prende la sua rivincita nel New Hampshire (anche se di pochissimo in valori assoluti), rovinando il Momentum di Barack Obama – che in molti volevano già Presidente degli Stati Uniti dopo una prima affermazione (mi ha fatto molto ridere questo post di Andrea sull’esaltazione pro-obamiana).

La politica moderna, quella così intensamente mediatizzata, è davvero spesso una questione di aspettative. Obama ha goduto della sorpresa della vittoria in Iowa, e ora soffre dalla mancata replica della buona performance (ma attenzione: il senatore dell’Illinois è sempre sopra le previsioni a bocce ferme). Lato democratico sarà una tight race, una gara sofferta.
(NH lato repubblicano, invece: McCain, come dire il favorito della vigilia).

Due considerazioni volanti.

La prima è che io leggerei parte di questa affermazione della ex-first lady alla luce del (rarissimo) effetto di underdog (underdog effect). Che è il contrario del più tipico Bandwagon effect (ovvero il “saltare sul carro del vincitore”), e tende a premiare chi si trova in difficoltà – con gli elettori che vanno “in soccorso del perdente” (in questo caso, secondo molti, proprio lo zoccolo duro e quell’elettorato femminile che l’aveva “tradita” in Iowa).

In questo caso è, da una parte, anche colpa (comunicativa) di Obama – perché il vincitore non deve troppo esagerare, o cercare il colpo definitivo e mortale (girava anche voce che la Clinton si volesse ritirare! ridicolo!) o, con una battuta, fare troppo lo “sborone”. Dall’altra merito della Clinton che ha fatto la “perdente”, colpita dalla delusione e emotivamente provata dalle difficoltà di una battaglia difficile per una donna, ma comunque combattiva. Di seguito la bella e concisa mail dalla mailing list della Clinton, dopo i risultati in New Hampshire.

Dear Antonio,

You and I surprised a lot of people tonight!

In the days after Iowa, I turned to you and asked you to stand with me. When I needed you most, you came through with flying colors.

From the bottom of my heart, I thank you.

All the best,

Hillary

La seconda è che anche i media hanno voluto troppo sangue, fin da subito. Piaceva troppo l’idea della Clinton subito sconfitta e piangente – e al di là di tutte le previsioni. Mi ha colpito, alla luce dei risultati finali, una foto che ha fatto il giro di internet fin dalle prime ore delle primarie del New Hampshire, esemplare per capire che Obama vincente era la realtà attesa da tutti. Un capolavoro più o meno involontario di comunicazione bandwagon, appunto. Sono i primi voti in un seggio a caso in Dixville Notch (leggi nei commenti).

Foto dei primi voti in New Hampshire
Foto dei primi voti in New Hampshire

Per fortuna, poi, e invece, la politica non è fatta solo di emozioni più o meno mediatiche – e la gente, in qualche modo, vota.
Meglio per tutti. Ora uno a uno palla al centro e la campagna si fa divertente (io, se proprio devo, punto su Hillary).


  • Metafore democratiche. Dimmi con che consolle giochi e ti dirò chi voti.
  • Il Super tuesday e le primarie “emozionali”. Che sembra dicano: commuoviti e vai a votare.
  • Hillary e Barack, due facce della stessa medaglia (democratica)
  • Hillary Clinton, i mediatori tecnologici e il fascino della Apple

  • 21 Commenti al post “Hillary Clinton, il New Hampshire e l’underdog effect.”

    1. [•] - RSS/ATOM Feeds Aggregator
      febbraio 17th, 2008 00:36
      1

      ultimo istante utile, il famigerato (e bellissimo in effetti) video “yes we can” lo consiglia anche la moglie michelle agli iscritti alla mailing list del marito. mentre ieri hillary ha rischiato di piangere (già, didi nuovo, ma in connecticut dove aveva studiato negli anni ‘70, ed era solo una fuggevole lacrimuccia). il punto di partenza sono i sondaggi nazionali (attenzione: nazionali!) che danno la clinton in leggero vantaggio

    2. SpinDoc | Primarie USA. Clinton e McCain vincono il New Hampshire
      gennaio 9th, 2008 12:43
      2

      […] Altra mia riflessione su Webgol: Hillary Clinton, il New hampshire e l’underdog effect […]

    3. Antonio Sofi
      gennaio 9th, 2008 13:00
      3

      ho aperto ora i giornali italiani: a conferma di quanto scrivevo tutti sparano (cor e rep in prima) i sondaggi con obama vincente.
      Segnalo a questo proposito un condivisibilissimo post di Darwin sui sondaggi http://www.macchianera.net/2008/01/09/2008_anno_di_sondaggi.html

    4. Paolo Ferrandi
      gennaio 9th, 2008 13:05
      4

      Antonio, non è un seggio a caso: è quello di Dixville Notch, il primo villaggio che vota negli States (anche alle presidenziali) e i cui risultati erano noti già dalla mattina. Quello che non è stato detto è che di solito quelli di Dixville Notch non ci prendono mai.

    5. Antonio Sofi
      gennaio 9th, 2008 13:11
      5

      lol :)
      Verissimo, errore mio, mi ero dimenticato di questo villaggetto (nel 2004 vinse Clark, le primarie dem; e nel 2000 Bradley!).
      Grazie Paolo, correggo.
      Credo che il senso rimanga – ché l’ho vista usata comunicativamente in quel senso lì, senza alcuna specifica.

    6. Antonio Sofi
      gennaio 9th, 2008 13:27
      6

      sui sondaggi (ch̬ ovviamente i quotidiani italiani son cascati nello stesso errore di tutti, che quasi indistintamente davano Obama vincente) una considerazione al volo Рanche in riferimento alle riflessioni di Darwin

      Davvero è difficile capire se è una cosa che è imputabile alla imperfezione dello strumento o alla maggiore volatilità/emotività dell’elettorato.

      Metto qui un appunto e niente più – per magari riprenderlo. Il punto è forse un mix dei due fattori, abbastanza studiato come bias del sondaggi d’opinione: la gente tende a dare come risposta quella che ritiene sia “la risposta giusta” – quella che ci si attende. Una cosa tipo: se tutti dicono che Obama vince, e qualcuno ti chiede per chi voterai, tu rispondi Obama…

    7. Paolo Ferrandi
      gennaio 9th, 2008 13:51
      7

      Sì, il senso rimane tutto. Tanto è vero che non hanno ricordato che spesso quelli di Dixville premiano il candidato che alla fine non è vincente.

    8. A Simpson’s Clinton… ( when the going gets tough…) at a vànvera
      gennaio 9th, 2008 14:04
      8

      […] http://www.webgol.it/2008/01/09/hillary-clinton-il-new-hampshire-e-lunderdog-effect/ […]

    9. antonio vergara
      gennaio 9th, 2008 14:44
      9

      se era eccessivo l’entusiasmo obamista dopo l’iowa, lo è altrettanto questa revisione sul futuro nominato. la strada è ancora lunga e io temo che se la giocheranno sino all’ultimo.

    10. Camillo Miller
      gennaio 9th, 2008 16:12
      10

      Mannaggia! Io sinceramente punto su Obama anche se la mia anima newyorkese dovrebbe farmi tifare per Hillary e il clan Cuomo. Obama potrebbe fare veramente la differenza. Ci spero sentitamente. La Hillary è portatrice di una politica troppo anni 90. Che diavolo ci fa sempre insieme alla Albright ?! Obama, con Edwards vicepresidente!
      Sul lato repubblicano forse Huckabee potrebbe avere ancora chances..

    11. Hamlet
      gennaio 9th, 2008 16:19
      11

      Antonio “(nel 2004 vinse Clark, le primarie dem; e nel 2000 Bradley!).”

      è vero, ma è utile anche ricordare quanti voti presero:

      2000 – primar democr
      Bradley 4 voti
      Al Gore 2 voti

      2004 – primar democr
      Wesley Clark 8 voti (su un totale di 15!)

      Prendere quel villaggio (non è una critica ad Antonio ma ai media americani che ne parlano) che ha una popolazione di 75 persone, e in cui alle primarie democratiche possono votare solo in 4 (come nel 1992), come un “mini-campione rappresentativo” è una gran cavolata IMHO.

    12. Antonio Sofi
      gennaio 9th, 2008 16:24
      12

      esatto :)
      riporto anche qui il link alla pagina di wikipedia che racconta la storia del villaggetto che vota prima http://en.wikipedia.org/wiki/Dixville_Notch,_New_Hampshire

      solita storia, applicabile anche ai sondaggi: è che i media hanno FAME di numeri (e in questo caso il numerino faceva gioco, entrava in consonanza perfetta con i sondaggi che vedevano Obama vincitore)

      grazie per il commento :)

    13. Hamlet
      gennaio 9th, 2008 16:35
      13

      John McCain ad agosto compirà 72 anni! Ma non è troppo anziano per correre?
      Previsione mia: se dovesse andare avanti, i suoi avversari utilizzeranno l’età come argomento contro di lui. Essere eletti a 72 anni sarebbe un record o sbaglio?
      http://en.wikipedia.org/wiki/John_McCain

    14. Andrea Martines
      gennaio 9th, 2008 21:37
      14

      Lieto di divertirla maestro.
      Certo che ctrl+f+giuliani non si trova niente qui…
      Mi pare che se non si ritira lui per evitare il confronto con hillarobama, non potranno farne a meno, per salvare la faccia a novembre. Nonostante il non inizio attuale, anzi proprio per quello: aspettano che finiscano le primarie democratiche per far cominciare quelle repubblicane, scegliendo in funzione del vincente. Peccato che c’è il big tuesday :-)

    15. SpinDoc | John Edwards e la strategia del “perdente”
      gennaio 10th, 2008 06:11
      15

      […] diventare un pregio. Insomma lui è un underdog (uno svantaggiato, un perdente – vedi anche questa riflessione di Antonio su Webgol riguardo alle primarie democratiche nel New Hampshire) e questa sua […]

    16. Alessandro
      gennaio 10th, 2008 12:25
      16

      sì, uno a uno e palla al centro, ma se ho capito bene quello che ho letto qua e là, a bocce ferme, prima dell’inizio delle primarie, la vittoria di obama in iowa ci stava, mentre in niù ‘aempsciar ;-) era molto difficile. se questo è vero, il risultato di obama di martedì è comunque rimarchevole, e se non ci fosse stato il clamore conseguente all’iowa forse oggi sarebbe più evidente. d’altra parte senza l’effetto iowa forse non sarebbe arrivato al 37%… hai ragione, la politica di oggi è una questione di aspettative.

    17. Antonio Sofi
      gennaio 10th, 2008 12:40
      17

      giusto alessandro…
      ah una cosa, che mi son reso conto solo ora, e dai commenti: il riferimento su nel post a McCain non era un “favorito” in assoluto ma in NH (ho aggiunto un “NH”) – la campagna rep la sto seguendo (per ora) molto meno

    18. markingegno
      gennaio 13th, 2008 02:43
      18

      Ciao Antonio,
      sto cercando di raccontare le primarie viste dall’Italia, ma in Inglese, e nella forma sintetica del tumblr: http://mkg.tumblr.com/post/23367586

      Te lo faccio sapere, cosi’, si sa mai dovesse venirti un’idea per realizzare qualcosa di piu’ puntuale e sistematico di quello che possa fare io con le mie sole forze. Ne sarei ovviamente onorato.
      ;)

    19. SpinDoc » Self-fulfilling campaign? Se Hillary è avanti nei dati, Obama vince nelle emozioni.
      gennaio 29th, 2008 17:56
      19

      […] (saltare sul carro del vincitore – il contrario è l’underdog effect che ha usato Hillary oppure, con meno efficacia, Edwards) o di “self-fulfilling prophecy“. Il concetto è […]

    20. Il Super tuesday e le primarie “emozionali”. Che sembra dicano: commuoviti e vai a votare.
      febbraio 5th, 2008 13:06
      20

      […] agli iscritti alla mailing list del marito. Mentre ieri Hillary ha rischiato di piangere (già, di di nuovo, ma in Connecticut dove aveva studiato negli anni ‘70, ed era solo una fuggevole […]

    21. Spindoc | Il rischio della hybris, l’understatement e i circoli online
      febbraio 18th, 2008 11:07
      21

      […] nuocergli? Qualcosa dipenderà da quanto Hillary riuscirà a sfruttare il sentimento underdog (ma senza troppo piangere). Detto questo, il “rinculo” comunicativo è in parte inevitabile. Lo scrivevo nel […]

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