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27/12/2007

Il Natale di un killer occasionale

di Antonio Montanaro, alle 11:51

[Ai “vecchi” blogger, già le immagini dicono qualcosa. E la prosa del racconto, ovviamente. Che ho chiesto all’amico Antonio Montanaro con una specifica richiesta – di farmelo alla maniera del vecchio “Diario di periferia“, protagonista insieme ad altri della prima new wave narrativa underground, anno domini 2003-2004. Buona lettura! as]

Diario di periferia

L’aria umida della tangenziale entra nei polmoni, purificazione. La linea bianca delle corsie tratteggia il corso dei pensieri. Veloci, confusi. Sento il motore della Vespa che ringhia. Allo stesso ritmo dell’adrenalina che invade testa, stomaco, gambe. Non posso fermarmi. Non ora. E’ la sera della vigilia di Natale, per tutti. Non per me. Fuorigrotta, Vomero, Zona Ospedaliera. Mai vista questa strada così vuota. Nessun ostacolo davanti, nessuno che insegue. Solo le luci dei lampioni, arancioni, fioche di foschia. Devo far presto, arrivare in tempo. Evitare che qualcuno se ne accorga, subito.

Non so neanche perché l’ho fatto. A volte ti ritrovi prigioniero di un istinto, feroce. E fatichi a capire come dominarlo. Cerchi di pensare ad altro, ci provi. Nulla, la mente ci torna. Come in un interminabile gioco dell’oca. Fermo un turno, passa dal via, salta tre caselle. Ma il dado continua a girare, tirando fuori numeri senza senso. Almeno per te.

Tre colpi, uno dietro l’altro. Mentre passeggiava, come quasi tutti i giorni dalle 18 in poi, sotto la curva A. E’ la sera della vigilia di Natale, per tutti. Non per lei.

Aspettava lì i suoi clienti. Ma io non ci sono mai andato. Le puttane mi fanno schifo. Una settimana fa gliel’ho detto, ero con Pasquale, un collega. Appena usciti dallo studio. Volevamo solo prenderla in giro. Lei ha reagito male. «Andatevene a fanculo, lasciatemi lavorare». Uno schiaffo, sono caduto dalla Vespa. Poi l’arrivo dei vigili urbani, pensavano l’avessi aggredita. Mi hanno lasciato andare solo perché mi vedono spesso in circoscrizione, in compagnia dell’assessore. «E’ un povero depravato, arrestatelo», gridava lei, con quel fastidioso accento sudamericano. Vergogna, senso di smarrimento. Vuoto. Non so perché l’ho fatto. O forse sì. A volte l’istinto si insidia nelle viscere come un verme. Pronto a rosicchiare ogni nervo che porta alla salvezza. E tu non sai come reagire. Ci lotti, cerchi di cacciarlo via. Nulla. E’ capace anche di nascondersi per qualche ora. Poi ritorna. Più irriverente e lancinante di prima.

Tre colpi ed è caduta a terra. Non ha fatto nemmeno in tempo a capire cosa le stesse capitando. Sangue, dalla bocca. Chissà se è morta. Non lo so, non mi interessa. Non c’era nessuno intorno. Sicuro. A quell’ora sono tutti in casa, a preparare la frittura di pesce, il capitone, l’insalata di rinforzo. Ad attendere l’illusione di un omino in rosso con la barba bianca.

Il vento sulla faccia rasserena i tormenti. Corso Malta, i palazzoni del Centro direzionale. L’aria si fa più pesante. Si impasta con lo smog. Le luci a intermittenza sui pini sintetici e sui balconi tengono il tempo della mia fuga. Via, decelero. La Vespa tira un sospiro di sollievo. E’ finita, è quasi finita. L’ho cacciato via. Sono arrivato. Devo fare in fretta, mi aspettano per il cenone.
E’ la vigilia di Natale, per tutti. Tra qualche minuto anche per me.

Diario di periferia


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  • 3 Commenti al post “Il Natale di un killer occasionale”

    1. Un Natale un po’ così « Il mappamondo
      dicembre 27th, 2007 12:32
      1

      […] Dicembre 27, 2007 di mappamondoblog Un mio racconto dalle parti di Antonio Sofi. […]

    2. Dario Salvelli
      dicembre 27th, 2007 14:05
      2

      Davvero bello: tra l’altro lo scenario mi è abbastanza familiare e lo è stato soprattutto questo Natale fino al 23 poichè ho fatto un lavoro Natalizio e mi son ritrovato per un giorno proprio ad attraversare quella zona ed a fare quel percorso..

    3. Chicco Merdez
      dicembre 30th, 2007 20:37
      3

      Interessante. Mi ricorda tantissimo i racconti brevi di Quim Monzò, uno scrittore catalano.

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