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12/12/2007

Oltre il commercio c’è di più? Il Natale Posticipato, forse a misura d’uomo.

di Antonio Sofi, alle 13:13

Il Natale è ormai alle porte. Ma sbaglio o non si sente poi così tanto?

E’ ormai da tempo che una delle più importanti festività cattoliche è diventata qualcosa di diverso: invasa e quasi monopolizzata da un consumismo spinto e mordace che poco lascia alla spiritualità e alla religione. È l’invenzione del Natale in salsa consumistica – per alcuni studiosi addirittura da far risalire ad Irving Berlin e alla sua “White Christmas”, che nel 1942 per prima raccontò non più solo una festa religiosa ma un vero e proprio evento incentrato sulla nostalgia, la famiglia, le piccole cose amate.

E anche sui regali, certo. Sotto l’albero, ovviamente. Il presente per i colleghi, il pensiero per i parenti, il gioco per figli e nipoti, al babbo cosa regalare – che ha già tutto? Lo slittamento semantico della festività natalizia è ormai quasi completo: c’è Babbo Natale che porta i regali (chiamato anche in Italia e senza ragione Santa Klaus), ci sono i mille gusti di pandori e panettoni, ci sono le decorazioni di simil-neve sui negozi e le luci intermittenti sui balconi (laddove invece non c’è quell’orrendo pupazzo di Babbo Natale appeso).

E l’immaginario natalizio è ormai così schiacciato su questi simboli “commerciali” che quando poi i soldi per consumare non ci sono o son pochi come quest’anno ecco che il Natale si allontana. Si restringe come un capo mal lavato ad essere il Natale degli ultimi giorni, delle ultime ore. Dell’ultimo momento. Che arriverà solo alla fine. Forse solo il giorno di Natale, appunto.

Lo scorso anno scrivevo di una festività che tendeva ad insinuarsi precoce anche nei mesi precedenti, anticipandosi verso novembre e ottobre – con pubblicità e decorazioni fuori stagione. La Sindrome del Natale Anticipato. La coda lunga (e retroversa) della cometa del commercio, con l’effetto (antipatico) di una sorta di Natale permanente e ormai senza più vero significato.

Quest’anno niente di tutto questo. O quantomeno meno dell’anno scorso. E’ davvero un Natale Posticipato, o è solo una impressione mia? Sarà che i portafogli vuoti si lascian poco sedurre dallo spirito del Natale commerciale. E forse sarà anche la volta buona per riscoprire un Natale diverso. Più religioso e spirituale – per chi crede. Più a misura d’uomo – per gli altri. Più normale – se questa parola non fosse ormai quasi offensiva.

[Uscito su Il Firenze di oggi, qui un po’ modificato]


  • La casa di Quiff. Buon Natale a tutti i lettori di Webgol.it
  • Il Natale al (bianco) Natale
  • Più Berlusconi meno Veltroni, ma viceversa per i partiti
  • Tanti auguri di un Natale non-natale

  • 6 Commenti al post “Oltre il commercio c’è di più? Il Natale Posticipato, forse a misura d’uomo.”

    1. Blog Notes, Weblog di Giuseppe Granieri
      dicembre 13th, 2007 08:40
      1

      Antonio SofiOltre il commercio c è di più? Il Natale Posticipato, forse a misura d uomo.

    2. [•] - RSS/ATOM Feeds Aggregator
      dicembre 31st, 2007 18:57
      2

      natale ai lettori di webgol.it – che mi verrebbe di abbracciarli tutti (ma mi dicono che […] [IMG casa (buon natale) di cius per webgol.it] grazie a cius per questa dolcissima tavola che ci ha voluto regalare dopo aver letto questo pezzo sulnatale a misura d’uomo(forse e finalmente). la bella tavola di fabrizio è anche una scusa per augurare un sereno e umanissimo natale ai lettori di webgol.it – che mi verrebbe di abbracciarli tutti (ma mi dicono che ancora, via internet, non si può).

    3. Antonella S
      dicembre 12th, 2007 21:53
      3

      Ci sono come gli altri anni, quindi anche quest’anno in anticipo, addobbi, luci e vetrine stracolme, ma secondo me è tutto vuoto. Più che in passato. Per credenti e non , non so se sarà veramente un Natale diverso. Io nutro la speranza…

    4. Matteo Brunati
      dicembre 13th, 2007 12:29
      4

      Direi che non sarebbe stato male un blocco del traffico continuo ( da un certo punto di vista ), oltre alla neve che arrivera’ non si sa bene dove nei prossimi giorni…
      Ma arrivera’…

      Un modo di ripensarsi e di ripensare quello che facciamo ogni mattina e ogni sera. Quasi come automi.

      Un modo di recuperare delle dimensioni quasi perdute, delle gioie e dei tempi che sono piu’ umani.

      Riscoprendo magari quello che ci sta a due passi, assieme alla bellezza della pura condivisione, semplice e diretta, dei nostri cari spazi urbani.

      Che non sono quelli commerciali.

      Il senso della piazza, del vivere la citta’…

    5. makkox
      dicembre 13th, 2007 14:23
      5

      acutezza da poeta più che da giornalista-opinionista-quelcheè.
      Bello e vero.
      Mak

    6. michele
      dicembre 14th, 2007 13:21
      6

      anche io ho la tua stessa impressione, ma non è solo per il portafogli vuoto. forse mi sono stancato di pormi i soliti problemi di cosa regalare. forse a me per primo non mi interessano più i regali. forse è solo la noia. I reality sono passati di moda, forse anche questo natale fatto di luci, regali e santa klaus, è passato di moda.
      sono in fase di studio nuove strategie di marketing per inventare un nuovo natale

    7. diletta
      dicembre 15th, 2007 20:14
      7

      Ma solo io ho speso la trdicesima (non ancora percepita) in regali? Ma non potevi scriverlo primia questo post che mi regolavo di conseguenza?!?
      Scherzi a parte, anche io ho avvertito un’atmosfera “seduta”, ma forse perché sto facendo di tutto per evitare di trovarmi nei negozi con “quelli dell’ultimo minuto”, quando per arrivare alla cassa ti devi mettere le protezioni da giocatore di football e per prendere l’ultimo oggetto sullo scaffale saresti capace di superare in prodezze Jury Chechi…
      Una notizia del tg riportava dati secondo cui quest’anno hanno speso più soldi in preparativi e doni gli immigrati degli italiani. In questo caso dovremmo supporre che siano tutti cristiani, il che è praticamente impossibile. Allora, tornando alla tua teoria, se noi abituè del Natale multi-luci e multi-suoni ci fossimo davvero stancati? Questo spiegherebbe l’entusiasmo di chi viene da fuori. La religione comunque, in entrmbi i casi, c’entra gran poco. Secondo me, almeno.

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