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Post scritti nel dicembre, 2007

29/12/2007

Do It Better. Italia.it e le slide del convegno a Matera.

di Antonio Sofi, alle 00:01

Di seguito (e mi scuso per il ritardo) le slide della mia presentazione al convegno “La nuova grammatica digitale per comunicare la promozione del territorio“, tenutosi a Matera il 14 dicembre scorso, sotto una inedita e stupefacente nevicata ad imbiancare i millenari sassi.

Il convegno è stato molto interessante e ben organizzato dalla Azienda di Promozione Turistica della Regione Basilicata – una difficile e riuscita fusione a caldo di scenari globali e istanze locali, il tutto declinato in salsa web e tecnologica. La mia presentazione verteva a riportare (e un po’ riflettere su) uno dei casi più eclatanti dell’ultimo anno, e del turismo e del web italiano: quell’Italia.it che è nata male e vissuta peggio – e che, a mente più o meno fredda, offre diversi spunti per capire cosa fare o non fare quando si ha per le mani un progetto simile. (per chi non lo conoscesse – male! – consiglio ovviamente il blog Scandalo Italiano)

La presentazione si chiama: “Do it better. Le cose da non fare in Rete. Il caso di Italia.it” – ed è visibile qui sotto o su slideshare.

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27/12/2007

Il Natale di un killer occasionale

di Antonio Montanaro, alle 11:51

[Ai “vecchi” blogger, già le immagini dicono qualcosa. E la prosa del racconto, ovviamente. Che ho chiesto all’amico Antonio Montanaro con una specifica richiesta – di farmelo alla maniera del vecchio “Diario di periferia“, protagonista insieme ad altri della prima new wave narrativa underground, anno domini 2003-2004. Buona lettura! as]

Diario di periferia

L’aria umida della tangenziale entra nei polmoni, purificazione. La linea bianca delle corsie tratteggia il corso dei pensieri. Veloci, confusi. Sento il motore della Vespa che ringhia. Allo stesso ritmo dell’adrenalina che invade testa, stomaco, gambe. Non posso fermarmi. Non ora. E’ la sera della vigilia di Natale, per tutti. Non per me. Fuorigrotta, Vomero, Zona Ospedaliera. Mai vista questa strada così vuota. Nessun ostacolo davanti, nessuno che insegue. Solo le luci dei lampioni, arancioni, fioche di foschia. Devo far presto, arrivare in tempo. Evitare che qualcuno se ne accorga, subito.

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25/12/2007

La casa di Quiff. Buon Natale a tutti i lettori di Webgol.it

di Antonio Sofi, alle 08:25

Casa (buon natale) di Cius per Webgol.it

Grazie a Cius per questa dolcissima tavola che ci ha voluto regalare dopo aver letto questo pezzo sul Natale a misura d’uomo (forse e finalmente).

La bella tavola di Fabrizio è anche una scusa per augurare un sereno e umanissimo Natale ai lettori di Webgol.it – che mi verrebbe di abbracciarli tutti (ma mi dicono che ancora, via internet, non si può).

22/12/2007

Le vignette di Mak. Alitalia, rivoluzione francese in che senso?

di Antonio Sofi, alle 14:57

Alitalia ha iniziato ieri (salvo sorprese nello sprint finale delle trattative) il suo cammino verso le nozze con Air France. Un’operazione destinata a cambiare non solo il destino della compagnia di bandiera – si spera in meglio dopo i 5 miliardi di soldi pubblici bruciati in dieci anni – ma anche il futuro del trasporto aereo del nostro paese. La Repubblica.it

Alitalia passa ad Air France, vignetta di Makkox per webgol.it

Vignetta di Marco Dambrosio

20/12/2007

Il multititolismo. Ovvero Queneau sarebbe contento

di Antonio Sofi, alle 19:12

Ci ho fatto davvero caso solo oggi, mentre facevo la puntata di Quinta di Copertina. Oggigiorno l’architettura crossmediale dell’informazione (il modo in cui sono fatti i giornali, insomma) prevede una moltiplicazione quasi infinita dei titoli.
Un titolo per la prima pagina del giornale e un titolo per l’home page del sito.
Uno per l’apertura di eventuale sezione e un altro per l’articolo vero e proprio, sul cartaceo e sull’online – e va ancora bene se non c’è “il giornale in 5 minuti” (o simili) in ultima pagina. Chissà se i redattori/titolisti son contenti.

(magica arte, quella di far titoli eh – amatissima e odiatissima, può rovinare o esaltare qualsiasi cosa, quasi a prescindere dal contenuto)

Per esempio. Un pezzo di colore sul dating online, come quello di Concita De Gregorio oggi su Rep può vantare ben cinque titoli (uno è replicato, ad onor di cronaca).

    1) Richiamo in prima pagina sul cartaceo

Boom dell’amore.it la sposa perfetta è online

2) Home page del sito

Dalla rete all’altare, boom dell’amore.it

3) Apertura della (spesso assai godibile) sezione R2 di Repubblica

Vedi foto sotto

www.amore.it, titolo dell'apertura di R2, Repubblica del 20 dicembre 2007

e infine

4) Titolo dell’articolo sull’online (è chissà per quale criterio lo stesso del richiamo in prima sul cartaceo)

Boom dell’amore.it la sposa perfetta è online

5) Titolo dell’articolo sul cartaceo

Dalla rete all’altare

Ora. A prescindere dai gusti personali (per esempio io non amo gli escamotage come “boom” seguito da qualsiasi cosa – ma so che certe volte il tempo è quello che è: scarso come le idee; e peraltro non escludo di non averlo usato anche io in 334 titoli di Qdc), mi vien da pensare al piccolo piccolissimo dubbio del tesista o del ricercatore che dovrà citare un articolo multititolo come questo nel suo lavoro.
Che fa? Li mette tutti in fila? Li remixa? Tira a sorte? Se ne inventa un sesto per l’occasione? :)

19/12/2007

La realtà è remixabile. Ovvero per chi suona la batteria?

di Antonio Sofi, alle 21:07

Ci sono pensieri timidi che ci vuole un po’ di tempo perché decidano di uscire fuori dalla stanza segreta dove girano in circolo facendo il cerchio per terra come tanti Zii Paperone in ambasce. Perché escano fuori e decidano anche di prender per mano altri pensieri e formare un gruppo di pensieri dotato di un qualche (vago) senso.

E’ più o meno quello che è successo con un pezzo che segnalo oggi su Apogeonline, di lenta e tumblerica gestazione, dal titolo “L’arte ai tempi del Web, dal sampling digitale alla Remixable Reality“. E’ una riflessione che prende spunto e scusa dalla serie dei video caricati nell’arco di quest’anno e mezzo su YouTube da un giovanissimo norvegese che si chiama Lasse Gjertsen – e che poi va a toccare alcune corde (sensibili, per me) delle nuove creatività digitali.

Sembra complicato? Facciamo così, è un patto. Guarda il video qui sotto. Prova a leggere solo se il video ti incuriosisce un po’ :)

18/12/2007

Dall’avatar di Second Life al fumetto a forma di papero

di Antonio Sofi, alle 23:58

Pare non si possa fare a meno di una (qualche, rassicurante) maschera. Avatar o papero che sia.

Bella serata dentro Unacademy, dove ho assistito ad una barconference (la nostra prima, ed è un grande inizio) sul “Futuro dei giornali” gestita a mo’ di competizione dialettica (insieme ironica e serissima), con Carlo Felice Dalla Pasqua a far la parte del giornalista (lui che lo è, oltre che vecchio e acuto frequentatore dei territori digitali) e Gaspar Torriero a far la parte di chi si è dimesso da pubblico di massa (come da sua famosa battuta). La formula è stata assai feconda, con molti spunti interessanti (ma forse conta anche che son i miei argomenti prediletti). Complimenti ad entrambi.

[Nella foto, un momento delicato della barconference Torriero/Dalla Pasqua: spunta tra la platea un gigantesco Homer Simpson!]
Barconference su unacademy sul futuro dei giornali - Carlo Felice Dalla Pasqua e Gaspar Torriero, 18/12/2007

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13/12/2007

Una nuova grammatica per il turismo

di Antonio Sofi, alle 14:56

Venerdì 14 dicembre sarò nella splendida Matera (l’ultima volta che ci son stato ne son tornato cotto: una città che ti rimane nel cuore) per un convegno promosso dall’Osservatorio Nazionale per il Turismo, la Regione Basilicata e l’APT e intitolato “La nuove grammatica digitale per comunicare la promozione del territorio“. Il sottotitolo è altrettanto impegnativo: “Dai linguaggi della rete all’esperienza di Second Life”.

Oltre indegnamente me (vorrei ripetere due cose circa il caso Italia.it) ci saranno tra gli altri Bruce Sterling, Derrick de Kerckhove, Giuseppe Granieri, Giovanni Boccia Artieri, Mauro Lupi, Sergio Maistrello e Roberta Milano.
(uff, ma quando inventano un link automatico e fisso al nome? Digiti il nome e puff! ecco il link associato – io ci sto) .

Clicca qui per altre informazioni

12/12/2007

Oltre il commercio c’è di più? Il Natale Posticipato, forse a misura d’uomo.

di Antonio Sofi, alle 13:13

Il Natale è ormai alle porte. Ma sbaglio o non si sente poi così tanto?

E’ ormai da tempo che una delle più importanti festività cattoliche è diventata qualcosa di diverso: invasa e quasi monopolizzata da un consumismo spinto e mordace che poco lascia alla spiritualità e alla religione. È l’invenzione del Natale in salsa consumistica – per alcuni studiosi addirittura da far risalire ad Irving Berlin e alla sua “White Christmas”, che nel 1942 per prima raccontò non più solo una festa religiosa ma un vero e proprio evento incentrato sulla nostalgia, la famiglia, le piccole cose amate.

E anche sui regali, certo. Sotto l’albero, ovviamente. Il presente per i colleghi, il pensiero per i parenti, il gioco per figli e nipoti, al babbo cosa regalare – che ha già tutto? Lo slittamento semantico della festività natalizia è ormai quasi completo: c’è Babbo Natale che porta i regali (chiamato anche in Italia e senza ragione Santa Klaus), ci sono i mille gusti di pandori e panettoni, ci sono le decorazioni di simil-neve sui negozi e le luci intermittenti sui balconi (laddove invece non c’è quell’orrendo pupazzo di Babbo Natale appeso).

E l’immaginario natalizio è ormai così schiacciato su questi simboli “commerciali” che quando poi i soldi per consumare non ci sono o son pochi come quest’anno ecco che il Natale si allontana. Si restringe come un capo mal lavato ad essere il Natale degli ultimi giorni, delle ultime ore. Dell’ultimo momento. Che arriverà solo alla fine. Forse solo il giorno di Natale, appunto.

Lo scorso anno scrivevo di una festività che tendeva ad insinuarsi precoce anche nei mesi precedenti, anticipandosi verso novembre e ottobre – con pubblicità e decorazioni fuori stagione. La Sindrome del Natale Anticipato. La coda lunga (e retroversa) della cometa del commercio, con l’effetto (antipatico) di una sorta di Natale permanente e ormai senza più vero significato.

Quest’anno niente di tutto questo. O quantomeno meno dell’anno scorso. E’ davvero un Natale Posticipato, o è solo una impressione mia? Sarà che i portafogli vuoti si lascian poco sedurre dallo spirito del Natale commerciale. E forse sarà anche la volta buona per riscoprire un Natale diverso. Più religioso e spirituale – per chi crede. Più a misura d’uomo – per gli altri. Più normale – se questa parola non fosse ormai quasi offensiva.

[Uscito su Il Firenze di oggi, qui un po’ modificato]

10/12/2007

La vignetta di Mak. Poltiglia sarai te.

di Makkox, alle 12:18

Una realtà sociale che diventa ogni giorno una poltiglia di massa; impastata di pulsioni, emozioni, esperienze e, di conseguenza, particolarmente indifferente a fini e obiettivi di futuro, quindi ripiegata su se stessa. Una realtà sociale che inclina pericolosamente verso una progressiva esperienza del peggio.
Censis – XLI Rapporto sulla situazione sociale del paese

Censis, vignetta di Makkox per webgol.it
Vignetta di Marco Dambrosio

07/12/2007

Più Blog per tutti (titolo facile)

di Antonio Sofi, alle 09:36

Questo pomeriggio, dalle 14.30 fino ad esaurimento pazienza oratori e pubblico, sarò al Palazzo dei congressi dell’Eur a Roma – invitato da PiùBlog (sezione web all’interno della kermesse Più Libri Più Liberi, fiera della piccola e media editoria) a moderare un panel con vecchi babbioni della blogosfera. Speriamo bene, ché quelli sono bizzosi. (se siete da quelle parti, fate pure un salto).

E poi ci sono altri, più interessanti, appuntamenti di PiùBlog. E poi domenica, per chi rimane, c’è l’omonimo barcamp.

05/12/2007

Tutto è bugia fino a prova contraria. Alla fine ha ragione Martina.

di Antonio Sofi, alle 21:02

[Niente più che un divertissement, pubblicato oggi su Il Firenze e qui con qualche modifica, sulla frase della povera Martina Colombari] :)

Martina Colombari“Bugie su di me ne dicono tante. Alcune sono vere, altre no”.
Si capisce dopo qualche secondo, ma merita.
Questo capolavoro di involontaria ironia è opera di Martina Colombari, soubrette italiana intervistata qualche giorno fa a Verissimo.
E’ una di quelle frasi che, fosse stata pronunciata con cognizione di causa, farebbe l’invidia di qualsiasi grande battutista della storia, da Groucho Marx a Woody Allen (e la fama di un nuovo arrivato).

Eppure – vien da pensare, appena si smette di sorridere – forse questa frase nasconde qualcosa di più di una distrazione semantica: ed è un vero e proprio lapsus freudiano. Mi chiedo, in altre parole, se anche il solo arrivare a pensare che le bugie possano essere in parte “vere” non sia un effetto indesiderato della frequentazione di un certo circo mediatico e gossipparo – una conseguenza di quello star system che è tutti i giorni sulle pagine delle riviste scandalistiche e sugli schermi televisivi.

Fosse così, la bella Martina non avrebbe alcuna colpa per il filosofico e metafisico scivolone.
La continua attenzione di certa stampa (e certi lettori) ad ogni minima sciocchezza amorosa, alle vacue provocazioni da provincial tinello, al dettaglio modaiolo; tutto questo rende in un certo senso inconsistente il confine percepito tra ciò che è “vero” e ciò che è “falso”.

Diventa tutto una brodaglia indistinta e primordiale in cui la differenza di gusto tra verità e falsità diventa inapprezzabile.
Diventa mera questione di punti di vista.
E’ vera la relazione di tal velina con talaltro calciatore, entrambi in cerca di una spintarella alla propria calante notorietà? Dipende.
E quell’abbraccio che spunta dai settimanali rosa, quell’abbraccio lì – è vero amore o effetto della prospettiva fotografica? Chissà.

Ma c’è addirittura di più dentro la (a questo punto geniale) intuizione della Colombari. Ovvero che tutto diventa inesorabilmente bugia. Ne dicono tante di bugie. Tutto è bugia a prescindere e comunque. Fino a prova contraria.

Solo che qualche bugia è davvero tale e una parte è invece una “bugia” vera. In cui insomma la verità si insinua di soppiatto nella enorme generalizzata finzione come improvvisa lingua in un bacio dato per gioco.
Come un ospite inaspettato.
Come una sorpresa.
Va a finire che ha ragione Martina.

04/12/2007

La vignetta di Mak. Mabutu e la rivoluzione del meteo.

di Makkox, alle 19:47

“Fino a oggi era possibile stabilire che tempo avrebbe fatto al massimo per cinque giorni. Ora si guadagnano altre 24 ore, un giorno in più di previsioni”.
Luca Mercalli, “La rivoluzione del meteo”, Repubblica.it

Mubutu e la rivoluzione del meteo, vignetta di Makkoz per Webgol.it
Vignetta di Marco Dambrosio

02/12/2007

Facciamo metà e metà

di Antonio Sofi, alle 16:05

Martina Colombari
Bugie su di me ne dicono tante.
Alcune sono vere, altre no.

Martina Colombari, ieri a Verissimo

Via Federico. Per la serie “una rubrichina che magari muore domani”, inauguro “La frase più bella della settimana (dal magico mondo dei tumblelog)” – più bella ovviamente a mio insidacabile parere (non c’era una lista, una volta, dei tumblelog? Hum, ma forse quella più aggiornata è la categoria apposita di Blogbabel).

01/12/2007

Gli header di Webgol.it e la fotografia (di un luogo comune)

di Antonio Sofi, alle 13:21

L’header (la testata) di Webgol.it, fin dall’inizio, è stata dedicata a vetrina (più o meno) artistica.
Ogni tanto ce n’è una nuova – di foto, immagine, vignetta: ed è un modo per cambiare aria al blog.
Un po’ come disporre diversamente i mobili di casa: ti sembra per un po’ di stare in un posto nuovo.

Ma è anche talvolta l’opportunità di presentare il lavoro di gente in gamba. Come l’ultima in ordine di tempo: Roberta Ragona, alias Tostoini – il cui header autunnale m’è piaciuto tenere qualche mese.

Nel corso di (quasi ormai) 5 anni, abbiamo cambiato qualcosa come 130 header (o forse più). Alcuni sono su un set apposito di Flickr, altri (quelli con il template precedente) in una sezione di questo blog.

Oggi: cambio! E ne approfitto per metter su una foto di un fotografo giovanissimo e molto in gamba che si chiama Roberto Boccaccino (che ha il sito “flash & sfondo nero” marchio di fabbrica dei fotografi e collabora come fotoreporter per l’agenzia Grazia Neri). Tra le foto che mi ha mandato ne ho scelto due (non tutte si adattano a star in orizzontale in un header, pur se belle).

Questa che vede qui sopra (o qui se è già cambiata) è la prima (un’altra versione della stessa scena è questa qui sotto, meno headerizzabile)

[Foto di Roberto Boccaccino]
Notre-dame, Paris, Japan

E’ una foto che ha una bellezza d’altri tempi.

E’ una foto – mi scrive Roberto – che ho scattato a Parigi, di fronte a Notre-dame. Erano tutti giapponesi, vestiti uguali e si stavano fotografando a vicenda. Dopo aver passato qualche minuto a nutrire un certo risentimento fotografico nei confronti di quegli omini neri che stavano ovunque nell’inquadratura, ho deciso in quell’occasione (e successivamente anche in altre) di sfruttarli come soggetto.

Come dire? La fotografia di un luogo comune.
Tra qualche giorno (settimana?) si mette l’altra :)