[Niente più che un divertissement, pubblicato oggi su Il Firenze e qui con qualche modifica, sulla frase della povera Martina Colombari] :)
“Bugie su di me ne dicono tante. Alcune sono vere, altre noâ€.
Si capisce dopo qualche secondo, ma merita.
Questo capolavoro di involontaria ironia è opera di Martina Colombari, soubrette italiana intervistata qualche giorno fa a Verissimo.
E’ una di quelle frasi che, fosse stata pronunciata con cognizione di causa, farebbe l’invidia di qualsiasi grande battutista della storia, da Groucho Marx a Woody Allen (e la fama di un nuovo arrivato).
Eppure – vien da pensare, appena si smette di sorridere – forse questa frase nasconde qualcosa di più di una distrazione semantica: ed è un vero e proprio lapsus freudiano. Mi chiedo, in altre parole, se anche il solo arrivare a pensare che le bugie possano essere in parte “vere†non sia un effetto indesiderato della frequentazione di un certo circo mediatico e gossipparo – una conseguenza di quello star system che è tutti i giorni sulle pagine delle riviste scandalistiche e sugli schermi televisivi.
Fosse così, la bella Martina non avrebbe alcuna colpa per il filosofico e metafisico scivolone.
La continua attenzione di certa stampa (e certi lettori) ad ogni minima sciocchezza amorosa, alle vacue provocazioni da provincial tinello, al dettaglio modaiolo; tutto questo rende in un certo senso inconsistente il confine percepito tra ciò che è “vero†e ciò che è “falsoâ€.
Diventa tutto una brodaglia indistinta e primordiale in cui la differenza di gusto tra verità e falsità diventa inapprezzabile.
Diventa mera questione di punti di vista.
E’ vera la relazione di tal velina con talaltro calciatore, entrambi in cerca di una spintarella alla propria calante notorietà ? Dipende.
E quell’abbraccio che spunta dai settimanali rosa, quell’abbraccio lì – è vero amore o effetto della prospettiva fotografica? Chissà .
Ma c’è addirittura di più dentro la (a questo punto geniale) intuizione della Colombari. Ovvero che tutto diventa inesorabilmente bugia. Ne dicono tante di bugie. Tutto è bugia a prescindere e comunque. Fino a prova contraria.
Solo che qualche bugia è davvero tale e una parte è invece una “bugia†vera. In cui insomma la verità si insinua di soppiatto nella enorme generalizzata finzione come improvvisa lingua in un bacio dato per gioco.
Come un ospite inaspettato.
Come una sorpresa.
Va a finire che ha ragione Martina.