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08/11/2007

(Non)convergenze più o meno parallele tra web e giornali

di Antonio Sofi, alle 15:09

Due giorni fa su UnAcademy si è svolto un piacevole incontro con Massimo Razzi, vicecapo di Repubblica.it (stiamo parlando di Second Life, eh: questo è lo slurl di UA per andare a dare un’occhiata). Nonostante alcuni (inediti per UA) problemi di audio che hanno a momenti reso difficoltoso seguire il dibattito moderato da Giuseppe e interrotto dalle molte domande (esperte) dei presenti, la chiacchierata con Razzi sugli articolati (felici e infelici) rapporti tra i quotidiani nati cartacei e il web è stata molto proficua.

Ne hanno scritto anche Gaspar Torriero, Carlo Felice Dalla Pasqua, Giovanni Calia, Pietro Izzo, Vito Colangelo… altri?

[Un-conference di Massimo Razzi, vicecapo di Repubblica.it su UnAcademy]
Un-conference di Massimo Razzi, vicecapo di Repubblica.it su UnAcademy

L’incontro (come spesso in questi casi) ha svelato sensibilità giornalistiche che, da molti punti di vista, vorrebbero aprirsi al web più di quello che sembra (e di quello che possono, talora). Razzi parlava di una convergenza crossmediale come competenza del giornalista che verrà (oltre ad umiltà e ascolto nel rapportarsi con gli abitanti del web). Competenza che non necessariamente significa saper usare professionalmente tutti i formati giornalistici (il che però non guasterebbe, aggiungo io), ma “pensare” giornalisticamente gli output su vari e differenziati canali – e riuscire semmai ad intervenire autonomamente in casi di emergenza. Questo di fatto vuol dire un flusso di professionalità e contenuti dal cartaceo, al web, alla tv, alla radio molto più intenso che in passato – che di fatto ristruttura anche alcune, forse sorpassate, architetture interne del lavoro giornalistico (penso alla divisione tematica delle redazioni, per esempio).

E speriamo sia questa la logica che animerà il futuro della Repubblica tra web e cartaceo, la cui assemblea dei giornalisti a giugno scorso, per chi non lo sapesse (lo ricordava anche lo stesso Massimo), ha approvato a larghissima maggioranza (180 sì, 16 no, 6 astenuti) l’accordo sottoscritto da Cdr, Azienda e Direzione sui nuovi assetti multimediali (per quel che interessa noi). Repubblica, come ricorda lo stesso comunicato, “diventa il primo quotidiano italiano che avvia l’integrazione tra giornale su carta e giornale on line“.

Proprio in questa direzione (già peraltro intrapresa da svariati giornali esteri), va una notizia che trova spazio sul Sole 24 Ore di ieri, a firma di Marco Valsania. Notizia che riguarda un progetto già attivo da tempo che si chiama Audience-FAX e che sta pian piano trovando consenso (soprattutto) tra gli editori americani (la lista degli aderenti è lunga). E’ in pratica il tentativo di unificare le readership (ne dicevo su Qdc di ieri). Adottando quindi una metrica a cipolla (molto articolata), con anche una indicazione di audience combinata.

Sono tentativi di rimpinguare una readership che cala sul cartaceo con l’afflusso di lettori freschi sul web – e poi vendersi meglio agli investitori pubblicitari? Forse. Ma in fondo non importa se la direzione è quella giusta: ovvero il passaggio definitivo da aziende che hanno al centro la carta (paper) a aziende che hanno al centro la notizia (news). Qualsiasi sia il mezzo e il formato – con metriche e business a cipolla.

Su queste cose proveremo a discuterne anche con Vittorio Zambardino, che venerdì prossimo verrà a trovarci su unAcademy (il titolo merita: “Addio a Rita Skeeter. Giornalismo e credibilità nel web“). E altri appuntamenti “giornalistici” sono in cantiere. Mentre, cambiando argomento ma non location, per chi fosse interessato, stasera inizia una serie di conversazioni su web e politica da me curate (ad altissimo taso di sperimentazione, eh)


  • Crossmediando, dai vigneti in Francia alle elezioni americane
  • Political divide, Facebook e gli sposta-voti
  • La tag cloud del discorso di Veltroni. Noità e lavoro (supersintesi)
  • Più errata corrige per tutti

  • 5 Commenti al post “(Non)convergenze più o meno parallele tra web e giornali”

    1. Blog Notes, Weblog di Giuseppe Granieri
      novembre 8th, 2007 13:38
      1

      Antonio Sofi(Non)convergenze più o meno parallele tra web e giornali

    2. 20righe
      novembre 8th, 2007 15:20
      2

      “morti”, che non sappiamo raccontarla…) leggo il resoconto del dialogo sul futuro dell’informazione, a cui ha partecipato anche Massimo Razzi, vice direttore di Repubblica (incontro che si è svolto su Second Life). Ottimo anche il riassunto suWebgoldi Antonio Sofi. Molti gli spunti interessanti. Ne segnalo due.

    3. cfdp
      novembre 8th, 2007 17:03
      3

      Inutile dire le cose sulle quali concordo (molte), meglio dire che (come feci capire durante la unConference) continuo a ritenere umanamente impossibile usare professionalmente tutti i formati giornalistici. Più difficile che fare il primato del mondo di decathlon.

      Ciao, a stasera,
      Carlo Felice

    4. Antonio Sofi
      novembre 8th, 2007 17:25
      4

      Sì, lo so, era chiaro il tuo punto di vista – e in un certo senso concordo.

      Ma… c’è un ma, e io sono meno “impossibilista” di te. Soprattutto se si scompaginano i formati classici dei media giornalistici (IL giornale, IL servizio broadcast per un telegiornale) e se si pensa a servizi crossmediali web-based (nel senso di “basati sul web”).

      Ti faccio un esempio che il sodale Bianda mi ha girato proprio oggi, una roba di Le Monde, pienamente crossmediale e web (nel senso che non potrebbe stare da nessun’altra parte, in questa forma): Effets du changemente climatique: c’è parola, audio, video, ma non sono tre cose/competenze professionali diverse… Imho ovviamente, eh

    5. Dalle convergenze parallele a quelle crossmediali « work in progress
      novembre 12th, 2007 16:42
      5

      […] Dalle convergenze parallele a quelle crossmediali Inserito Novembre 12, 2007 di briva Antonio Sofi ci racconta cose interessanti sugli “articolati (felici e infelici) rapporti tra i quotidiani nati cartacei e il web”: dall’esperienza di Repubblica che ha integrato le redazioni carta+web (vedi alla voce Cdr) all’unificazione delle readership (vedi alla voce Editore). La direzione porta “da aziende che hanno al centro la carta a aziende che hanno al centro la notizia. Qualsiasi sia il mezzo e il formato”. […]

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